La Coalizione di centro sinistra “ Più avanti insieme” sulla questione del parcheggio del Pio X.

La Coalizione di centro sinistra “ Più avanti insieme”, in merito alle dichiarazioni dell’ assessore Morsanuto apparse la settimana scorsa sul Gazzettino sulla questione del parcheggio del Pio X.

 

Comunicato Stampa

La Coalizione di centro sinistra “ Più avanti insieme”, in merito alle dichiarazioni dell’ assessore Morsanuto apparse la settimana scorsa sul Gazzettino sulla questione del parcheggio del Pio X, dichiara quanto segue:

  1. Il progetto Pio X è stato ritenuto strategico per il centro storico da tutti (e sono molti e tutti esperti) i professionisti che negli anni hanno contribuito alla pianificazione urbanistica e del traffico del nostro comune;
  2. E’ considerata un opera fondamentale per le stesse associazioni di categoria che lo hanno sostenuto nelle diverse sedi finanche a convincere, all’interno del Tavolo di Concertazione dell’Intesa Programmatica d’Area, i sindaci del Veneto Orientale che tra tutte le opere da presentare in Regione per i finanziamenti, questa era di gran lunga quella di maggior valenza per la valorizzazione, anche economica e la salvaguardia di quel bene prezioso dell’intero territorio che è il Centro Storico della nostra città; dunque a sacrificare i loro progetti per favorire il successo del nostro.
  3. E’ un progetto ritenuto dalla stessa Regione Veneto meritevole di uno dei più consistenti contributi che essa abbia assegnato, dopo una lunga e accurata istruttoria del Nucleo Investimenti e della Direzione Programmazione, nel contesto del programma PAR FSC Veneto 2007-2013, (Attuazione ASSE 5 – Sviluppo Locale – Linea di intervento 5,3);
  4. E’ un opportunità unica e irripetibile in vista dell’atteso ed auspicato recupero di alcune aree degradate del centro (PUA Spiga-Camucina, RSA-Ospedale Vecchio, Consorzio Agrario, Ex Scardellato) che inevitabilmente comporteranno un maggior carico urbanistico sul centro storico e, in qualche caso (vedi park di San Tommaso dei Battuti di proprietà ASL), una inevitabile riduzione delle attuali aree di sosta;

Tutto questo ora rischia di essere cancellato sulla base di considerazioni/valutazioni di cui non si conoscono, perché non detti, presupposti e contenuti.

Riteniamo inoltre di fare alcune brevi considerazioni su ciò che è vero e non si dice e ciò che invece si dice pur non essendo vero:

  • Sostenibilità economica dell’intervento

Il progetto agli atti, finanziato dalla Regione per 1 M di euro riguarda la realizzazione di un primo settore funzionale del park sotterraneo del Pio X per circa 150 posti auto finanziato appunto con il milione della Regione, 170.000 Euro di Avanzo di Amministrazione e 1.260.000 Euro della ditta che, aggiudicandosi l’appalto di concessione (art. 143 del Codice dei Contratti – come fanno tutte le Amministrazioni in Italia!), ne avrebbe curato la sua realizzazione e gestione; dunque, a carico del comune 170.000 Euro !!!!!!! su un costo complessivo di 2.430.000 Euro. Dove erano i problemi di bilancio, i sacrifici insostenibili, i tagli da fare??? Dove sono di 4 M a carico del bilancio del Comune di cui parla l’Ass. Morsanuto?

Solo se si fossero verificate le condizioni e l’interesse del mercato, l’opera poi avrebbe potuto essere ampliata con un secondo settore del costo complessivo di 1.670.000 di cui 200.000 del Comune e 1.470.000 del concessionario arrivando ad avere complessivamente circa 290 posti auto, una parte dei quali (30-40), tra l’altro, vendibili ai residenti ed operatori del centro con un rientro significativo di parte dell’investimento.

Ma il bando, pur avendo i progetti pronti, non si è provato neppure a pubblicarlo eppure la sostenibilità economico-finanziaria l’aveva attestata il NUV Regionale che fa questo tipo di verifiche per tutti gli interventi da realizzarsi in regione con le forme di parternariato pubblico-private previste dalla legge.

  • Fattibilità dell’intervento

Il progetto agli atti è un progetto definitivo (livello richiesto per gli appalti di concessione) pronto per essere messo in gara; bastava andare a vedere quello del Don Bosco a Pordenone per rendersi conto di come poteva essere la sua realizzazione, l’inserimento del contesto, il riutilizzo a campo sportivo dell’area scoperta soprastante, i costi sostenuti e le problematiche affrontate per la sua realizzazione. Ma altri era possibile vederne in tante altre parti (Udine, Caorle, ecc.). Tutti più bravi di noi ?????

 

Certo, ci voleva un po’ più di “coraggio” e lungimiranza di quanto serva a buttare un po’ di asfalto in piazza Castello o nell’area verde vicino alle Pascoli ma sarebbe stato un coraggio sostenuto e confortato dall’analisi, dallo studio, dall’approfondimento di tutti questi anni e che avrebbe ripagato ampiamente la comunità così come è stato per quello speso per fare il nuovo teatro comunale, per le nuove piazze, per gli arredi e per le tante altre opere importanti realizzate in questi anni.

I Capilista della Coalizione di Centrosinistra

Paolo BELLOTTO Città per l’Uomo

Maria Teresa RET Portogruaro 2020 –Più avanti insieme

Irina DRIGO Partito Democratico

L ‘ ETICHETTA DI “ CATTOLICO“

È davvero deplorevole che, per assurdi veti incrociati, in Parlamento non si riesca a raggiungere un’intesa per dare seguito coerente alle indicazioni della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell’uomo. Ambedue nette nel richiamare i nostri legislatori a riconoscere la realtà delle unioni tra persone dello stesso sesso .

Torniamo a parlare della trascrizione delle “ nozze “ gay. La vicenda è fin troppa nota, ma sulla recente sentenza del Consiglio di Stato ed in particolare sul suo estensore qualche altra riflessione credo meriti di venir fatta. Va premesso subito – a scanso di equivoci o interpretazioni di parte – che un giudice dovrebbe parlare solo con le sentenze, limitandosi a consultare codici, giurisprudenza e testi di diritto e non lasciarsi andare a commenti o convinzioni personali a tutto campo attraverso interviste sui giornali o messaggi sui social network. Purtroppo spesso accade che si segua la seconda strada, come nel caso specifico di cui stiamo trattando. Carlo Deodato è uno dei cinque giudici del Consiglio di Stato che hanno bocciato le nozze gay, confermando, del resto, quanto già stabilito dal TAR del Lazio. Secondo il parere di molti autorevoli giuristi e costituzionalisti la decisione assunta dal collegio giudicante è tecnicamente e giuridicamente corretta, perché – dicono sempre gli esperti – l’unica possibile, in quanto rispettosa dell’ordinamento giuridico in vigore in Italia. Inoltre la sentenza, oltre a riferimenti di diritto, attinge abbondantemente dal nostro patrimonio sociale e culturale. Le accuse che sono state indirizzate al giudice Deodato sono tutte riferite al suo presunto pregiudizio ideologico e di aver dissertato abbondantemente sul web dichiarando, tra l’altro, di essere cattolico. Mi sono chiesto e non so quanti con me possano chiedersi se tutto questo possa rappresentare un limite o peggio una colpa? Ecco il perché si impongono alcune riflessioni. Anzitutto va detto chiaramente che se esiste una precisa responsabilità questa è solo politica, perché la disciplina giuridica delle unioni dello stesso sesso spetta – in via esclusiva – al Parlamento italiano, non dunque alla nostra magistratura e alle corti internazionali. Poi, se non si può negare la ragionevolezza delle conclusioni cui è giunto il Consiglio di Stato, come interpretare l’esempio negativo di questa sorta di ”ribellismo improprio “ da parte di molti sindaci, anche a noi geograficamente vicini, nelle loro funzioni e responsabilità in tema di stato civile? È davvero deplorevole che, per assurdi veti incrociati, in Parlamento non si riesca a raggiungere un’intesa per dare seguito coerente alle indicazioni della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell’uomo. Ambedue nette nel richiamare i nostri legislatori a riconoscere la realtà delle unioni tra persone dello stesso sesso con il conferimento di tutta una serie di diritti oggi negati, ma l’una e l’altra lontane dal pretendere un’assimilazione di tali unioni al matrimonio, inteso secondo quanto previsto dall’art. 29 della nostra Costituzione repubblicana. Se ne deve dunque dedurre che l’intera vicenda legata alle registrazioni delle coppie gay sposate all’estero e cancellate dalle Prefetture può essere tutto tranne trattarsi di una “ questione giuridica “. Allora vien da chiedersi: alla luce di tutte le razionali e puntuali considerazioni fin qui portate avanti da più parti, perché sul web e sui media è partita “ la caccia “ al giudice Deodato? “ E’ cattolico, ha un pregiudizio contro gli omosessuali ” così è stato scritto e detto! Forse, di fronte ai chiari e supportati contenuti della sentenza si è preferito astutamente cambiare discorso, spostando il tiro su qualcuno, etichettandolo? Certo, come si diceva, anche Deodato ci ha messo del suo nel pronunciarsi “ personalmente “ su una materia a dir poco incandescente. Detto questo rimane però davvero paradossale che a “sparare “ sul giudice siano stati mondi che hanno sempre fatto delle proprie convinzioni ideologiche non tanto una bandiera per difendere soluzioni legislative o giudiziarie, ma una sorta di glimaldello per forzare il dettato delle leggi a colpi di sentenze. Un’ ultima riflessione riguarda proprio la lente che in molti hanno posto sul ruolo e la funzione che anche le persone di fede cattolica svolgono quotidianamente con coscienza, competenza e lealtà nelle diverse realtà dove operano. Attaccare queste persone, in quanto credenti e con tutte le conseguenze che questa deriva comporterebbe, vuole forse significare o considerare queste persone di “ serie B “ ? Sarebbe davvero grave se fosse così, ma qualche dubbio mi viene perché la strumentalizzazione è sempre più subdola. Mi sono chiesto infatti perché finora tanti pronunciamenti personali di giudici e perfino di presidenti della Corte Costituzionale su specifici argomenti trattati con proprie sentenze non siano mai stati oggetto di contestazioni e di etichettature? Credo proprio che la risposta vada cercata nella direzione in cui va una determinata sentenza, magari non in linea con quanto invece auspicato e portato avanti da determinati mondi o settori della pubblica opinione. Non resta che sperare nel non attecchimento del germe dell’intolleranza, perché ogni forma di “ caccia all’uomo “ porta inevitabilmente alla sua proliferazione. Vale anche per la politica e non solo a Roma.

Gigi Villotta

03 Novembre 2015

LA CITTÀ METROPOLITANA DI VENEZIA necessità od opportunità: come la vogliamo?

sabato 7 novembre, alle ore 09.15, presso  la Sala Conferenze del Centro Culturale Leonardo Da Vinci, a San Donà di Piave, si terrà un interessantissimo convegno sulla Città Metropolitana organizzato dall’ Associazione “Forum della Città del Piave”.

Programma:
 
LA CITTÀ METROPOLITANA DI VENEZIA
necessità od opportunità: come la vogliamo?
Confronto dibattito sul tema della Città Metropolitana
condotto da Edoardo Pittalis Editorialista de “Il Gazzettino”
Ore 9:30
La città Metropolitana: nuova realtà per l’amministrazione del territorio
Prof. Dimitri Girotto
Associato di Diritto Costituzionale Università di Udine
Prof. Adriana Vigneri
già docente di Diritto pubblico Università Ca’ Foscari Venezia
Ore 10:30
Partire dallo Statuto: come dare una veste ed una identità al nuovo Ente?
Andrea Cereser
Sindaco di San Donà di Piave e Presidente della Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale
Gianluca Forcolin
Vicepresidente della Regione del Veneto
 
Francesca Zottis
Consigliere Regionale del Veneto
Luigi Brugnaro (Invitato)
Sindaco di Venezia e Presidente della Città Metropolitana
Ore 12:00 Dibattito aperto al pubblico
Ore 12:45 Chiusura dei lavori
 Locandina Città Metropolitana

 

Park di via Valle ipotesi negativa ed estemporanea che consuma area verde pubblico.

Il progetto del Park di via Valle, previsto dalla Delibera di Giunta Comunale n.147 dd.22/10/2015, è una soluzione negativa ed estemporanea perché insiste nel pieno di un’area scolastica, consuma 2700 metri quadrati di area verde, polmone per tutta l’area e non è frutto di una visione di insieme.

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Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI in relazione alla Delibera di Giunta Comunale n.147 dd.22/10/2015 che

prevede – fra l’altro – un nuovo progetto per la costruzione di un parcheggio nel parco della Scuola Pascoli di Portogruaro in luogo del parcheggio sotterraneo zona Oratorio Pio X, rilascia la seguente dichiarazione.

 

Il progetto del Park di via Valle, previsto dalla Delibera in oggetto, è una soluzione negativa ed estemporanea perché insiste nel pieno di un’area scolastica, consuma 2700 metri quadrati di area verde, polmone per tutta l’area e non è frutto di una visione di insieme.

Non solo, ma è da respingere anche per altre considerazioni che attengono alle norme urbanistichee di programmazione delle opere pubbliche del Comune.

Innanzitutto tale progetto non può essere definito “variante” del progetto del parcheggio interrato PIO X. Solo quest’ultimo progetto è previsto dagli strumenti urbanistici, dal Piano delle Opere Pubbliche dell’Amministrazione, dall’Accordo di Programma fra Comune e Parrocchia S. Andrea, è approvato dall’ Intesa Programmatica d’Area (Sindaci della Conferenza eAss.ni di categoria economiche del territorio) quale progetto prioritario in quanto strategico per lo sviluppo del centro storico all’interno del Programma Attuativo degli interventi per la “Riqualificazione dei centri urbani e della loro capacità di servizio” e perciò stesso oggetto di contribuzione dell’UE attraverso la Regione Veneto.

Abbiamo ben compreso che il termine “variante” è collegato al cospicuo contributo dell’UE assegnato dalla Regione per la realizzazione del parcheggio interrato del PIO X. Ma il park in via Valle (ed in Piazza Castello) è sostanzialmente, formalmente e tecnicamente tutt’altra cosa rispetto al parcheggio interrato PIO X.

In secondo luogo tale progetto non è conforme alla pianificazione urbanistica di settore, in particolare al Piano Urbano del Traffico, né è previsto nel programma annuale e triennale delle opere pubbliche, approvato dal Consiglio Comunale, tuttora vigenti.

Il park di via Valle, che non viene mai citato da nessun progettista nei documenti programmatori del Comune, approvati e tuttora vigenti, men che meno in funzione del centro storico data la sua distanza dallo stesso (750 m.), è dunque un nuovo progetto.

In ogni caso questa nuova realizzazione dovrà essere approvata dal Consiglio Comunale nell’ambito del programma annuale delle opere pubbliche, con la modifica del piano triennale e con la variazione di bilancio, dato che la norma prevede – per nuove opere pubbliche da inserire – un autonomo piano finanziario non potendo accedere a contributi.

Vogliamo ancora ricordare ai cittadini che in tutti gli atti di programmazione urbanistica, a partire dal PAT e negli atti programmatori delle Opere Pubbliche tuttora vigenti, il parcheggio ritenuto strategico per il centro storico è quello del Pio X. Se davvero la Giunta vuole dare una risposta adeguata e condivisa a servizio del centro storico, conforme agli strumenti urbanistici e programmatori e se vuole utilizzare il milione di contributi derivante dalla UE, realizzi il park interrato dell’Oratorio Pio X. Rammenti che la continuità amministrativa è un valore, soprattutto per le scelte strategiche nella comunità, perchè valorizza opportunamente analisi effettuate, risorse professionali e finanziarie già impegnate, soluzioni intraprese ed impegni assunti al Comune, entro percorsi coerenti con le norme.

F.to Marco Terenzi

28/10/2015

 

Aderiamo al SIT-IN di lunedì 26 ottobre a sostegno delL’OSPEDALE

Ribadiamo  la richiesta all’AUSL10 Veneto Orientale di mantenere dicei posti di HOSPICE alla Residenza “Francescon” come previsto dalla programmazione regionale e Aderiamo al SIT-IN di lunedì 26 ottobre organizzato dal neo-costituito Comitato, a sostegno del potenziamento e dell’ammodernamento della struttura ospedaliera di Portogruro a partire dalle unità di pediatria e di ostetricia e ginecologia, messe a rischio da indirizzi di programmazione e da problematiche gestionali”.

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Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI in relazione al potenziamento dei SERVIZI SANITARI TERRITORIALI e al SIT_IN organizzato dal neo_costituito Comitato “Salute bene primario” del Portogruarese rilascia la seguente dichiarazione..

Riteniamo positiva la notizia apparsa sulla stampa della prevista attivazione entro fine anno di n.3 Unità di Medicina di Gruppo Integrata nel Veneto Orientale, di cui 1 a Portogruaro. In ciascuna sede, a fianco di n.8 medici di Medicina Generale, opereranno insieme specialisti, personale infermieristico, per garantire un’assistenza sanitaria quotidiana, dalle 8.00 alle 20.00. Questa attivazione va nella giusta direzione del rafforzamento dei servizi sanitari e socio- sanitari di prossimità per la garanzia dei livelli di assistenza sanitaria territoriale.

Così come dovranno essere attivate le RSA, strutture intermedie fra l’ospedale ed il territorio, anche ad impronta riabilitativa, per far fronte ai bisogni di una popolazione che invecchia, che vive più a lungo, ma che manifesta spesso bisogni complessi, derivanti anche da patologie croniche. Per il completamento della rete della continuità assistenziale, poi, continuiamo a ritenere indispensabile e fondamentale la valorizzazione ed il rafforzamento dell’HOSPICE gestito all’interno del centro Servizi Francescon, che, con un importante investimento, ha riqualificato la struttura residenziale. E’ incomprensibile come si possa ridurre l’accesso ed il numero di posti letto di un servizio che interviene con professionalità ed umanità, nella fase terminale della vita di una persona, dando anche adeguato supporto alla famiglia.

Ribadiamo – pertanto – la richiesta all’AUSL10 Veneto Orientale di mettere nelle condizioni il Centro Servizi Residenza “Francescon” di poter gestire, come sempre fatto, in modo adeguato e sostenibile, i dieci posti letto dell’HOSPICE, così come peraltro previsto dalla programmazione regionale.

Infine il Gruppo Consiliare Centrosinistra Più Avanti Insieme sottolinea l’importanza della nascita anche nel nostro mandamento del Comitato “Salute Bene Primario” quale sede di informazione, riflessione e di azione in materia sanitaria, che intende – su questo tema – promuovere la partecipazione della comunità. Allo stesso modo aderisce al SIT-IN di lunedì 26 ottobre organizzato dal neo-costituito Comitato, a sostegno del potenziamento e dell’ammodernamento della struttura ospedaliera a partire dalle unità di pediatria e di ostetricia e ginecologia, messe a rischio da indirizzi di programmazione e da problematiche gestionali.

F.to Marco Terenzi 24/10/2015

QUI POTETE TROVARE IL VOLANTINO sit in ospedale 26 10 15

SIT IN OSPEDALE

 

Ruolo di Portogruaro nel Veneto Orientale e nella Città Metropolitana

Insistiamo per il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace e degli sportelli di consulenza per gli amministratori di sostegno e per le donne colpite dalla violenza , in collaborazione con il Tribunale di Pordenone e la Camera degli Avvocati di Portogruaro.

Questo tema è  collegato al ruolo che Portogruaro e S.Donà di Piave dovranno svolgere all’interno della Città Metropolitana di Venezia. I due Comuni avranno una responsabilità in più che non potranno delegare ad altri  un progetto d’area del Veneto Orientale. Il rischio è di essere diretti dall’esterno. 

Per questo ci preoccupa non poco il silenzio di questa Amministrazione sulla Città Metropolitana.

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Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI in relazione al ruolo di Portogruaro nel mandamento e nel Veneto Orientale, con particolare riguardo alla costituenda Città Metropolitana

Riteniamo fatto particolarmente positivo il mantenimento della sede dell’Agenzia delle Entrate a Portogruaro presso la Sede di Villa Martinelli, portando a compimento il progetto ed il percorso avviati già nella precedente amministrazione. Questo va nella direzione del consolidamento del ruolo di Portogruaro quale capoluogo di mandamento.

Portogruaro è polo culturale e formativo, di servizi alla persona, è centro di servizi amministrativi e finanziari a supporto delle attività e delle categorie economiche, è centro di riferimento per le Associazioni e le articolazioni sociali che innervano la comunità. Il Comune si è fino ad oggi adoperato per il mantenimento di questo ruolo, di guida e di servizio Ora questa Amministrazione dovrà adoperarsi per la continuità dei qualificati servizi di area vasta, sui versanti socio-sanitario, economico-finanziario, amministrativo, dell’istruzione e formazione, della cultura.

Per questo insistiamo per il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace e degli sportelli di consulenza per gli amministratori di sostegno e per le donne colpite dalla violenza di genere, in collaborazione con il Tribunale di Pordenone e la Camera degli Avvocati di Portogruaro. L’Assessore Geronazzo non ha fugato i dubbi circa il mantenimento di questo servizio e se da un parte è giusto perseguire la responsabilizzazione dei Comuni del mandamento, dall’altra non si può derogare dal ruolo di guida e di servizio che il Comune deve esercitare nel mandamento stesso, in continuità con quanto fatto dalla precedente Amministrazione.

Questo tema è peraltro collegato al ruolo ed alla funzione che Portogruaro e S.Donà di Piave dovranno svolgere all’interno della Città Metropolitana di Venezia. I due Comuni capoluogo avranno una responsabilità in più che non potranno delegare ad altri rispetto alla definizione di un progetto d’area che affermi il ruolo e la specificità del Veneto Orientale.

Per questo ci preoccupa non poco il silenzio della Regione Veneto ed anche di questa Amministrazione sulla Città Metropolitana. Chiediamo al Presidente del Consiglio di coinvolgere il Consiglio Comunale e la Commissione competente per esprimere una visione ed un orientamento del Comune sul ruolo di Portogruaro e del Veneto Orientale all’interno della Città Metropolitana e per suggerire linee di indirizzo e proposte nella fase costituente e propedeutica all’approvazione dello Statuto. Chiediamo al Sindaco di assumere le adeguate iniziative con gli Amministratori dei mandamenti di Portogruaro e di S.Donà di Piave per l’affermazione di ruolo politico ed istituzionale del Veneto Orientale, a partire dalla fase di approvazione dello Statuto della Città Metropolitana.

F.to Marco Terenzi 19/10/15

l’HOSPICE all’interno del Centro Servizi Residenza “Francescon”

La questione dell’operatività dell’HOSPICE all’interno del Centro Servizi Residenza “Francescon” di Portogruaro da tempo è all’attenzione della Comunità di Portogruaro 

L’HOSPICE deve continuare a svolgere il suo servizio così come previsto dalla programmazione regionale cui ha assegnato dieci posti letto.

Chiediamo impegni precisi (modi, tempi, fondi) alla Regione Veneto ed alla Direzione Generale dell’AUSL10 VO sulle prospettive future della sanità nel Veneto Orientale.

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l capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI in relazione alle notizie di stampa circa la gestione dell’HOSPICE all’interno del Centro Servizi Residenza “Francescon” di Portogruaro ha rilasciato la seguente dichiarazione.

La questione dell’operatività dell’HOSPICE all’interno del Centro Servizi Residenza “Francescon” di Portogruaro da tempo è all’attenzione della Comunità di Portogruaro per l’importanza del servizio svolto e per gli interventi qualificati sul piano professionale ed umano che vengono garantiti nei confronti dei bisogni di persone in condizione di estrema fragilità e delle loro famiglie.

La nostra stessa coalizione di centrosinistra ha posto con forza i temi della continuità dell’HOSPICE, servizio rivolto alle persone in fase terminale e del ruolo centrale che deve essere assunto dalla “Francescon” nell’ambito dei servizi alla persona, con particolare riguardo all’età anziana, già durante la campagna elettorale. Il tema è stato ulteriormente ripreso in sede di Commissione Consiliare del 04/09/15 e nel corso dell’incontro in materia di SANITA’ aperto alla cittadinanza ed organizzato dal PD, con la partecipazione delle Liste della coalizione in data 16/09/15.

L’HOSPICE deve continuare a svolgere il suo servizio così come previsto dalla programmazione regionale cui ha assegnato dieci posti letto, in base alla popolazione residente e che sostanzia il modulo minimo per garantire la sostenibilità gestionale. Le azioni previste dall’AUSL10 VO che vanno nel verso di una riduzione dei posti letto per l’HOSPICE non sono – a nostro avviso – coerenti con l’attuale programmazione della Regione Veneto e sono incomprensibili alla luce dei bisogni presenti nella comunità e della qualificazione del servizio stesso.

Confermiamo – pertanto – la richiesta all’AUSL10 Veneto Orientale di mettere nelle condizioni il Centro Servizi Residenza “Francescon” di poter gestire, come sempre fatto, in modo adeguato e sostenibile, i dieci posti letto dell’HOSPICE.

Questo tema, peraltro, attiene alla questione più generale della sanità nel Veneto Orientale, ossia da una parte la necessità dell’ammodernamento e dell’ integrazione delle strutture ospedaliere di Portogruaro e S.Donà e dall’altra il rafforzamento e l’integrazione dei servizi territoriali, sanitari e socio-sanitari, confermando come sia la cronicità e la continuità assistenziale fra ospedale e territorio la vera priorità della nostra comunità nell’ambito dei servizi alla persona.

Invitiamo nuovamente il Sindaco Senatore ad assumere senza indugio un’iniziativa forte nei confronti della Regione, insieme al Sindaco di S.Donà di Piave ed alla Conferenza dei Sindaci, per il rilancio degli ospedali dei due Comuni capoluogo , per promuovere azioni di ammodernamento e di integrazione delle due strutture del Veneto Orientale e per il rafforzamento della rete dei servizi socio-sanitari territoriali e di prossimità, di cui l’HOSPICE gestito all’interno della “Francescon” è parte importante.

Chiediamo impegni precisi (modi, tempi, fondi) alla Regione Veneto ed alla Direzione Generale dell’AUSL10 VO sulle prospettive future della sanità nel Veneto Orientale.

F.to Marco Terenzi 18/10/15

PROGETTO EDUCATIVO ORATORIO PIO X : UNA SFIDA PER LA CITTA’

E’ passato poco più di un anno da quando si è aperta nel centro di Portogruaro la nuova struttura dell’Oratorio Pio X. Anche se non ancora completata, è pienamente funzionale ed operante nel campo della formazione ed aggregazione sociale e ricreativa, come viene testimoniato dalle numerose attività, soprattutto legate alla parrocchia, che vi si svolgono. Si parla tanto oggi di “emergenza educativa” e quindi il tema della condizione giovanile diventa una priorità sotto diversi aspetti, in un mondo che, anche dalle nostre parti, diventa sempre più complesso e meticciato. Un bisogno molto evidente e sentito, anche da tante famiglie, che però rischia di essere vissuto dai più nella indifferenza e nella passività, dando ancora per scontato che “educazione = scuola”. Un rischio reale che si percepisce non tanto per la “quantità” partecipativa registrata, ma soprattutto per una non ancora marcata “presa di coscienza” rispetto a problematiche che sembrano lontane, non appartenerci, quindi poco inclusive. Non deve essere così, in modo particolare se si guarda al grande tema delle sfide educative che ci attendono. Problema non più rinviabile, perché tocca da vicino tutta la comunità, quindi tutte le diverse “agenzie” che interagiscono al riguardo nel delicato e articolato servizio della formazione e dell’educazione. Portogruaro ne è ricca, con tante validissime esperienze e proposte tipo il “ mese dell’educazione”, solo per fare un esempio. Resta ancora da capire quale sarà il ruolo ed il compito della “Casa della Cultura” che il Comune di Portogruaro ha da poco aperto a Palazzo Altan Venanzio. Per questo, tornando e fermandoci al Pio X, più di qualcuno si sta interrogando sul come costruire e “dare gambe” ad un progetto educativo che dia senso e motivazioni forti al nuovo “contenitore”: da oratorio di/dei giovani a oratorio di/delle famiglie. Non certo diventando un “ familiatorio”, perché è risaputo che i giovani hanno bisogno di uno spazio tutto loro, ma “palestra di comunità “ dove tutti si sentano corresponsabili a prescindere dalla età anagrafica. L’Oratorio dovrà essere e restare il luogo dell’accoglienza e dell’incontro per definizione, ma non basterà più essere solo una sorta di istituto che gestisce ed ospita, ma dovrà essere soprattutto anima e proposta, se necessario “provocazione”. Il tutto all’interno di una realtà esistente assai complessa, non solo territorialmente parlando (si va ben oltre la dimensione parrocchiale, riguardando l’intera città), ma per le mutate e sempre variabili condizioni di vita socioculturale ed economica che contraddistinguono il nostro tempo. Le motivazioni e i princìpi che determinano l’urgenza e pongono la necessità di non sottovalutare tutti questi fenomeni partono proprio dal fatto che “educare” significa aiutare a diventare persone sì adulte e consapevoli, ma inserite in una comunità. Quindi con forza il tema dell’educazione va rimesso al centro del dibattito culturale, ai diversi livelli. Per questo c’è bisogno di un’alleanza educativa che deve legare innanzitutto la famiglia (compito primario dei genitori a compimento della loro azione generativa), alla scuola, alla parrocchia, allo sport, insomma a tutte le agenzie educative che operano in un territorio, in una auspicabile logica di rigorosa lealtà reciproca. E’ compito della “politica” poi favorire tutte le forme affinché questa alleanza non solo si crei, ma si rafforzi e si rigeneri. Costruire insieme “la Città per l’Uomo”, questo è l’obiettivo se vogliamo che l’umanesimo, inteso come il rapporto creativo con le nostre tradizioni e patrimoni culturali, aiuti la dimensione educativa a riconquistare la sua dignità di “ percorso verso l’autenticamente umano”. Solo così potremo efficacemente combattere la logica della indifferenza, oggi così presente anche nei settori più sottili delle coscienze del nostro mondo contemporaneo, con il rischio di stravolgere la stessa idea di libertà. Inoltre potremo contribuire insieme alla crescita del bene comune, nella consapevolezza di saper costruire amicizia civile e buone relazioni. “ Bisogna uscire” – come insegna papa Francesco – per incontrare l’uomo, ma attenzione perché, se l’educazione è l’urgenza della società odierna, lo è proprio in virtù del fatto che le relative problematiche riguardano più il mondo degli adulti che quello dei giovani. Infatti, come sostenuto da autorevoli pedagogisti, la confusione tra autorità ed autoritarismo si è fatta così acuta da rendere il disagio educativo di genitori, insegnanti, preti, allenatori, catechisti così profondo che è ormai sempre più difficile trovare adulti su cui investire. Una sfida da raccogliere, anche alla luce di quanto scaturirà dal sinodo della famiglia in corso a Roma, puntando ad una qualità di teste “ ben fatte “, piuttosto che di teste “ piene “, perché solo così si può puntare a vivere la cittadinanza come responsabilità verso una realtà che rischia di superarci.

Gigi Villotta

Portogruaro, 18 Ottobre 2015