NON SI PUO’ CAPIRE SENZA CONOSCERE

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Le occasioni per approfondire complesse problematiche

Ci sono argomenti, che riguardano la nostra vita in comune, molto ostici da affrontare. Tra questi spicca il tema dell’economia. Ne siamo tutti coinvolti, soprattutto come consumatori. Sappiamo  che esistono livelli diversi di decisione e di gestione, nella consapevolezza di far parte, comunque, di una catena che ci tocca da vicino e che può portare a situazioni e soluzioni non sempre comprensibili. Ci si deve, insomma, fidare di altri, o meglio dipendiamo da altri. Pensiamo, solo per fare un esempio, come gestiamo i nostri risparmi. Tutto questo se si restringe il campo alla sola valenza monetaria, ma l’interesse si allarga a dismisura se al termine economia abbiniamo altri importanti mondi. Ecco allora che dal classico “economia e finanza”, nascono e vengono proposti nuovi binomi come “ economia e mercato “, “ economia e diritto “, “ economia e società “ ed altro ancora. Problematiche complesse e difficili da affrontare. L’importante è approcciarle, non rimanere spettatori passivi di fronte a fenomeni importanti che rischiano davvero di renderci tutti più “ poveri “, di negare un futuro migliore alle nuove generazioni, rendendo nel contempo più vulnerabile il nostro pianeta senza una visione solidale del mondo. Per questo vale sempre il detto che “ per capire bisogna conoscere “. Anche dalle nostre parti si potrebbe fare molto di più.

Monastero Marango Caorle- Convegno Clima ed Economia - 18 gennaio 2020
Monastero Marango Caorle- Convegno Clima ed Economia – 18 gennaio 2020

Basterebbe solo approfittare delle diverse possibilità di incontro che diventano veri strumenti di formazione e dialogo e che periodicamente vengono proposti sui diversi temi di cui si accennava. Molte le iniziative che continuano ad interessare da vicino il nostro territorio. Nella prima decade di gennaio, presso il Collegio Marconi a Portogruaro, a cura di alcune associazioni socio-culturali locali, è stato presentato il libro “ La società signorile di massa “ scritto dal noto sociologo Luca Ricolfi.

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Presente l’autore, è stata l’occasione per mettere a fuoco alcune problematiche che sono servite a capire meglio cosa succede realmente nel nostro Paese, favorendo così – per gli intervenuti – anche delle reali chiavi di lettura. A dire il vero ne è uscito un ritratto impietoso, perché, in buona sostanza, l’Italia starebbe oggi sperimentando un fenomeno davvero inedito. Da una parte l’opulenza dei consumi, dall’altra la stagnazione del Pil e della produttività, causati quest’ultimi da un’eccessiva burocrazia e da un processo legislativo così pesante da finire per zavorrare la stessa crescita. Come è emerso anche dal dibattito che ne è seguito, non tutti si sono detti d’accordo con questa analisi, anche se alcuni dati forniti dall’economista Bruno Anastasia, presente alla serata, sembrano confermare – ad esempio – che non sempre l’aumento degli occupati va a braccetto con la produttività. Sembra un paradosso, ma così è realmente. Infatti con un tasso di occupazione nazionale salito al 59% ( il dato più alto negli ultimi 40 anni ), che corrisponde ad un numero assoluto di 23 milioni e 387 mila lavoratori, fa da contraltare il crollo delle ore lavorate. Un segnale pericoloso se si crea lavoro senza la crescita, ottenendo, tra l’altro, nuova occupazione di “ scarso valore “. Siamo un popolo di cicale inserito in una piramide sociale rovesciata, così ha sottolineato Ricolfi.  Abbiamo 23 milioni di occupati che assicurano il benessere agli altri 37 milioni di consumatori, pensionati e giovani che non studiano e non lavorano. Dedichiamo il 16% del nostro tempo di veglia al lavoro contro il 30% deli USA, ma si fa sempre più fatica a trovare camerieri, idraulici e fornai. Eppure siamo diventati “una società signorile di massa” con un patrimonio medio di 400 mila euro a famiglia e l’83% delle case di proprietà, una ricchezza mal digerita a livello europeo se rapportata ai nostri 2.450 miliardi di deficit pubblico, un fardello pesantissimo a carico delle prossime generazioni. Come è potuto succedere ? Sono tre, secondo il sociologo piemontese, i pilastri su cui ci si è basati. La grande ricchezza accumulata negli anni cinquanta e sessanta, durante il cosiddetto boom industriale, da parte dei nostri nonni e padri; la distruzione dell’università con una disoccupazione volontaria crescente di fronte ad un lavoro non all’altezza delle aspettative; una struttura para- schiavistica con quasi 4 milioni di persone che lavorano 3-4 mila ore l’anno e sono pagate malissimo. Non sono mancati i richiami alla giustizia sociale, per ricadere nell’ambito di “ economia e diritti “, nel senso che lo stock di ricchezza del nostro Paese viene intaccato non solo perchè i flussi di reddito sono fermi, ma anche perchè , guarda caso, la forbice delle diseguaglianze diventa sempre più grande. Qui si apre un grande discorso che inevitabilmente porta alla non mai sopita diatriba tra nord e sud, con un’appendice particolare dedicata al centralismo statale che sembra rivendicare sempre più forza rispetto alle diverse forme di federalismo ed autonomia. Sono ormai passati anni da quando (22 ottobre 2017)  noi veneti siamo andati alle urne chiedendo più poteri decisionali per la nostra regione. Siamo ancora convinti che parte del gettito fiscale vada gestito dalle comunità locali perché così si controllano i centri di spesa? Personalmente credo proprio di sì, ma se non c’è consapevolezza da parte di tutti sul che cosa concretamente significhi coniugare la politica con la economia e la giustizia sociale, corriamo il rischio serio che tutto resti pura teoria e finisca per restare un perenne slogan elettorale. Ecco perché diventa fondamentale conoscere per poter capire dove va il nostro Paese. Le occasioni non mancano, basta saperle cogliere.

Monastero Marango Caorle- Convegno Clima ed economia-18 01 2020
Monastero Marango Caorle- Convegno Clima ed Economia-18 01 2020

Proprio nei giorni scorsi presso il monastero del Marango di Caorle è iniziata una serie di incontri su “ Economia e Clima “, organizzati da “ Fare Comune “ , un forum di associazioni del Sandonatese e del Portogruarese, nato proprio per favorire il dialogo e l’approfondimento di tematiche urgenti ed attuali che ci toccano da vicino. Avremo modo di parlarne più avanti.

Gigi Villotta

25 Gennaio 2020

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