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Autocandidatura della Senatore: un’ autopromozione senza coalizione in un luogo e in un modo sbagliati!

Autocandidatura della Senatore: un’autopromozione senza coalizione in un luogo e in un modo sbagliato!


municipioportogruaro

 

Ecco comunicato di Marco Terenzi:

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“La Sindaco Maria Teresa Senatore dal sito istituzionale del Comune annuncia la sua ricandidatura.
A riguardo le dichiarazioni del Capogruppo del Gruppo CSX_PAI Marco TERENZI
Apprendiamo dal sito ufficiale del Comune che la Sindaco Maria Teresa Senatore, nella Sede Muncipale, in
sala Russolo, avrebbe formalizzato all’attuale maggioranza che la sostiene, la sua ricandidatura alla carica di
Sindaco alle elezioni amministrative del prossimo maggio.
Al di là delle intenzioni legittime dell’attuale Sindaco, sulle quali ciascuno potrà fare le sue altrettanto
legittime considerazioni, annotiamo come il comportamento dell’interessata sia stato formalmente
discutibile sul piano istituzionale ed inusuale sul piano politico.
Discutibile sul piano istituzionale perché, rammentiamo, l’Ufficio Stampa ed i siti istituzionali del Comune
dovrebbero riportare fatti avvenimenti ed atti per informare i cittadini e la comunità sulle scelte e sulle
attività amministrative dell’Ente Locale e dei suoi organi e non già sulle aspettative o le intenzioni di singoli
o gruppi, ancorchè impegnati in cariche istituzionali. Per questo devono essere opportunamente utilizzati
altri canali e siti.
Inusuale sul piano politico perché credo sia la prima volta in assoluto che venga formalizzata
un’autocandidatura. In genere accade che una coalizione di forze politiche o liste civiche indichi, insieme
alle linee programmatiche, un candidato alla carica di Sindaco ritenuto idoneo a soddisfare le aspettative
dell’elettorato e a realizzare un programma politico amministrativo da sottoporre anch’esso al giudizio degli
elettori.
Insomma dal sito del Comune abbiamo appreso che è stata formalizzata un’autocandidatura, senza
conoscere quale sarà la coalizione che intende sostenerla. Davvero una situazione senza precedenti nella
nostra Città! Ora la parola ai supportes dell’Amministrazione Senatore, in particolare alla Lega (ma non
solo).
Capogruppo Gruppo Consiliare
“Centrosinistra Più Avanti Insieme”
Marco Terenzi Portogruaro, 11 Gennaio 2020”

DIRITTI (IN)VISIBILI

kids

I minori al centro delle nostre attenzioni

Non si potrà certo dire che, anche in riva al Lemene, alcuni significativi anniversari non vengano adeguatamente ricordati e celebrati. Tra fine novembre e primi di dicembre ricorrevano due importanti scadenze: i 30 anni dalla adozione della “ Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza ” ed il 71° anniversario della “ Giornata mondiale dei diritti umani “. Una duplice occasione per aiutarci a riflettere su contenuti che riguardano tutti gli esseri umani, senza alcuna distinzione, semplicemente perché tutti dovremmo nascere liberi ed uguali in dignità e diritti. Essendo dotato l’uomo di ragione e coscienza potremmo, conseguentemente, sempre agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza e aiuto reciproco. Per questo, il 10 dicembre scorso, tredici associazioni del Portogruarese si sono ritrovate in piazza sotto il titolo “ Abbatti un muro, adotta un diritto “, proprio per stigmatizzare e respingere ogni forma d’odio, a qualsiasi latitudine. Altrettanto significativo l’incontro-convegno organizzato dalla “ Portogruaro Campus “ presso la biblioteca antica del Collegio Marconi sui “ Diritti (in)visibili dei bambini e delle bambine”, cui ha partecipato anche la prof.sa Elena Bonetti, attuale ministra per le pari opportunità e la famiglia. E’ chiaro che occuparsi di infanzia ed adolescenza significa anche allargare il campo al mondo femminile, in generale, agli abusi, ai maltrattamenti e ai mancati riconoscimenti alle donne, alle madri in particolare. Sulla violenza alle donne, in occasione della speciale giornata che si celebra il 25 novembre, già abbiamo avuto modo di scrivere su queste pagine. Alcuni dati per capire quanto sia presente e pesante il complesso fenomeno, che si manifesta in vari modi. In Italia un milione e duecentomila minori non hanno cibo ed educazione necessari, di cui 92.000 sono stati presi in carico dai Servizi Sociali. Ogni giorno nel nostro Veneto due bambini/ragazzini, in prevalenza femmine, sono vittime di abusi sessuali o di gravi maltrattamenti. Sono 773 quelli presi in carico dalle strutture specialistiche, per i quali la Regione ha stanziato 680mila euro a favore delle ASL. Statistiche allarmanti, ma sono poca cosa se rapportate a quanto succede nel mondo. 5 milioni i bambini che ancora muoiono ogni anno prima di raggiungere i 5 anni, di cui 800 ogni giorno per malattie diarroiche dovute alla mancanza di acqua potabile e di servizi igienico-sanitari. Quasi 20 milioni di bambini sono a rischio di contrarre malattie che si potrebbero prevenire con i vaccini. Per non parlare della “ povertà educativa “ con diversi milioni di sole bambine rimaste fuori da ogni sistema scolastico nei vari Paesi del mondo. Come si può facilmente capire i problemi per la fascia d’età 0-18 sono ancora numerosi e di notevole impatto. Diventa davvero impossibile tentare di affrontarli tutti, tanti sono gli aspetti, i contenuti e le competenze che toccano. C’è però una questione, in particolare, che merita una seria riflessione, anche sulla scia di quanto successo a Bibbiano e in Val d’Enza, di cui le cronache si sono abbondantemente occupate. Intendiamo riferirci al collocamento dei minori fuori dalle famiglie di origine per decisione dei tribunali per casi di trascuratezza, maltrattamenti, patologie, abusi. Ben 3.300 sono le strutture nel nostro Paese che li ospitano; sette le tipologie tra comunità e case famiglia. Non va peraltro sottaciuta la strumentalizzazione mediatica e politica che si è scatenata sul tema dell’affido, sottolineandone la particolare intensità e la conseguente riduzione delle disponibilità registrate in tutte le Regioni italiane, dopo gli scandali accaduti.

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Nessuno, credo, possa nascondere quanto sia un compito difficile accogliere temporaneamente dei bambini a rischio, tanto più che il gesto potrebbe anche essere tacciato di particolari “interessi “ economici o perché no ideologici. Si è già verificato che comunità di accoglienza e cooperative del Terzo Settore siano state accusate di lucrare sui bambini oppure di essere poco idonei alla loro crescita. Non è la prima volta che gli organismi non profit sono nel mirino di qualcuno che mette in dubbio la loro vocazione alla solidarietà, paventando abusi e soprusi. Certo qualche “ mela marcia “ esiste, ma non per questo bisogna buttare tutto il cesto, orientando la pubblica opinione nel diffidare sempre. In realtà, come è noto, nella stragrande maggioranza le comunità di accoglienza ricevono modesti contributi e ben pochi riconoscimenti. Va anche chiarito che l’allontanamento del minore non sempre è per abusi di tipo sessuale, ma nella maggioranza dei casi avviene per trascuratezza, abbandono di fatto, maltrattamenti psicologici ed altro ancora. Si capisce allora la complessità del fenomeno, da cui dovrebbero derivare anche singole forme di approccio specifico sui diversi tipi di problema. Non sempre e per tanti motivi, come servizi pubblici preposti, si è all’altezza della situazione ed altrettanto tempestivi nell’intervenire efficacemente. La quotidianità ci offre tanti episodi di cronaca dove si documentano il degrado familiare che si scarica sui piccoli.

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Di fronte a tanti tristi episodi , che, tra l’altro, scatenano nell’opinione pubblica reazioni spesso radicali, è lecito chiedersi dove sono i servizi sociali ed anche la scuola, la parrocchia, il vicinato? Perché, tante volte, non ci si interroga su certi segni visibili lasciati dalle percosse e non ci si mobilita per protestare contro questi ed altri casi di omissione? Difficile rispondere se l’altruismo viene poco praticato e soprattutto“ coltivato “ culturalmente come attenzione primaria verso il prossimo, partendo da quello a noi più vicino. Certo bisognerà anche pensare di riformare alcune delle attuali disposizioni di legge, oltre che – come sostenuto da molti pedagogisti – debba venir superato lo stesso concetto di “ bontà naturale “ della famiglia, quale principale criterio per stabilire il miglior interesse di un bambino.

Gigi Villotta

13 Dicembre 2019

Ex Perfosfati tutti presupposti per rendere fruibile l’edificio, sono fuori dall’attuale progetto!

perfosfati

Ecco cosa ci comunica Marco Terenzia sullo svolgimento della Commissione Consiliare tenutasi il 11/07 us. su progetto recupero “Ex Perfosfati”:

Ancora una volta si è parlato della “Ex Perfosfati” grazie alla convocazione della Commissione 5° richiesta dalle opposizioni che si è tenuta in data 11/07 us. Le opposizioni hanno chiesto informazioni e delucidazioni rispetto al progetto esecutivo in via di approvazione da parte dell’Amministrazione. Purtroppo sono state respinte tutte le osservazioni e le proposte inoltrate dalle opposizioni ed in particolare da parte del Gruppo CSX_PAI.

Viene confermata la volontà di abbandonare il progetto della precedente Amministrazione , con il quale la Gunta Senatore aveva ottenuto il finanziamento di quasi 5 milioni con il bando Periferie finanziato dai Governi Renzi e Gentiloni. L’Amministrazione Senatore ha chiarito definitivamente che intende ripristinare entrambi i capannoni e che dunque investirà i 5 mil. di euro del “Bando Periferie” unicamente per fermare il degrado dell’intero capannone. Il rinforzo strutturale per la piena sicurezza statica, per l’eliminazione della vulnerabilità sismica e gli interventi di impiantistica, tutti presupposti indispensabili per la rifunzionalizzazione, sono fuori dall’attuale progetto! Ci è stato comunicato che si ricaveranno le risorse per la bonifica delle aree di immediata pertinenza e delle aree sottostanti l’immobile attraverso i ribassi d’asta, lasciando comunque incompleta l’opera di bonifica delle restanti aree.

Si ricava la percezione che la suggestione del recupero dell’intero immobile abbia prevalso su un disegno coerente, possibile, utile e finanziariamente compatibile mandando fuori scala l’impegno di spesa rispetto al contributo ricevuto. Non solo ma l’Amministrazione Senatore non ha manifestato nessuna prospettiva e visione per un’area così strategica per la città, né una destinazione d’uso, né linee per la rivisitazione urbanistica dell’area.

E’ paradossale poi che l’Amministrazione abbia lanciato un bando orientato ad operatori economici e stakeholders per una manifestazione di interesse per l’utilizzo della “Ex Perfosfati”. Da una parte si impegnano le cospicue risorse solo per fermare il degrado degli immobili, dicendo esplicitamente che il progetto non prevede il rinforzo strutturale ed antisismico indispensabile per qualsiasi utilizzo e destinazione d’uso; dall’altra non si prefigura alcuna destinazione d’uso per l’immobile, né linee per la rivisitazione urbanistica dell’area; dall’altra ancora si chiede a questi soggetti di formalizzare una proposta sintetica finalizzata alla valorizzazione ed all’utilizzo economico dell’immobile. Tutto ciò è irrazionale ed incomprensibile ed è destinato a cadere nel vuoto.

Ci è stato anche detto che il recupero dell’intero immobile è richiesto dal Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (2006) e dalla Soprintendenza. Abbiamo contestato questa affermazione. Ricordiamo infatti che la Soprintendenza nel 2008 approvò, con alcune prescrizioni, il progetto della precedente Amministrazione che prevedeva il recupero e la rifunzionalizzazione di una parte significativa del manufatto e la riproposizione degli elementi strutturali della altre campate dando luogo al parco archeologico industriale che riprendeva dimensioni e struttura architettonica dell’intero immobile.

Ancora una volta la Giunta Senatore abbandona un progetto della precedente Amministrazione con il rischio concreto che con le ingenti risorse del “Bando Periferie” si risani soltanto l’immobile al quale, però, poi non si possa poi accedere e neppure rendere funzionale perché mancante del rinforzo strutturale e dell’impiantistica correlata al suo riutilizzo. Trasformando l’immobile in un “monumento”! Ma non è questo ciò che la comunità si attende dalla riqualificazione di una delle ultime aree strategiche potenzialmente capaci di trasformare il futuro della città!”

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PORTA EST ?

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Una grande opportunità per il Portogruarese

Pianificare un territorio, soprattutto dentro una rete a grandi maglie, non è facile per tutta una serie di motivi. La storia più recente ce lo insegna e i repentini cambiamenti, dettati da condizioni economiche spesso imprevedibili, ma dove anche la mano dell’uomo – attraverso i diversi livelli politici decisionali – ha contribuito molte volte a vanificare, finiscono per lasciare irrisolti sul campo tanti elementi che stanno alla base proprio di una seria programmazione territoriale. E’ il caso della Metropolitana di superficie ( SFMR ), ideata dalla Regione Veneto ancora nel 1988, il cui progetto esecutivo risale al 1999, con orari cadenzati introdotti dal 2013 e che hanno portato anche a Portogruaro dei positivi effetti con la costruzione di una stazione di testa a doppio binario, un ambito attiguo strutturato con pensiline per l’interscambio gomma rotaia ( autobus/ treno) oltre ad una dotazione di parcheggi per 500 posti macchina. Rimane tuttora ferma la realizzazione di un’unica biglietteria al posto del vecchio magazzino bagagli, un’opera – il cui progetto è pronto da tempo – che l’Azienda trasporti del Veneto Orientale (ATVO), in accordo con RFI, si era detta disponibile ad eseguire, ma che ancora è in attesa dei relativi finanziamenti regionali. Il tutto urbanizzato nel contesto dell’Area ex Perfosfati, tornata ora alla ribalta grazie ai cospicui finanziamenti governativi del Piano Periferie che consentono di programmare il futuro dei due capannoni in completo abbandono dai primi anni ottanta del secolo scorso. Ebbene tutto il grande progetto metropolitano veneto è destinato a tramontare, praticamente un miliardo di euro già spesi per realizzare solo il 20% delle opere previste. Si pensi, per capirne a pieno la portata, che al momento della ideazione si calcolò che la Metropolitana di superficie avrebbe passato dall’asfalto al binario 54 milioni di utenti l’anno, con i relativi benefici in termini di mobilità, ma anche di inquinamento, visto che si sarebbero tolti milioni di veicoli dalla strada e tonnellate di scarichi nocivi nell’aria. Di tutti questi “ fallimenti “ non resta – per il momento – che la “ consolazione “ di veder realizzato a Tessera entro il 2025 ( se tutto va bene ) il collegamento ferroviario con l’aeroporto Marco Polo, l’unico in Veneto, come già avvenuto recentemente a Ronchi dei Legionari per Trieste Airport. Come si può vedere, tra alti e bassi, si è sempre cercato di muoversi all’interno di un disegno complessivo che non può prescindere da questo ambito territoriale a confine tra Veneto e Friuli, compresa una funzione fondamentale che riguarda l’intermodalità delle merci, in primis dunque l’attività degli interporti logistici che vi operano. A questo proposito va accolta con grande soddisfazione la notizia che – finalmente – si farà l’elettrificazione della linea ferroviaria Portogruaro-Casarsa. Forse sarà più opportuno dire: potrebbe diventare presto realtà. La pubblicazione della notizia nei giornali locali è avvenuta qualche giorno fa, attraverso la sottoscrizione – avvenuta a Udine – di un accordo che affida a Rete Ferroviaria Italiana (RFI) uno studio di prefattibilità tecnico-economica, che dovrà essere predisposto entro 6 mesi. Saranno poi valutati i risultati e così sarà possibile mettere nero su bianco i tempi e i modi per reperire le necessarie risorse e con le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia definire le tempistiche per realizzare l’intervento tanto atteso. Infatti di elettrificare questa tratta ferrata di 21 km, inaugurata ancora nel 1888, se ne parla da oltre vent’anni. Un’operazione che dovrebbe aggirarsi attorno agli 8 milioni di euro, ma che va ben oltre il mero valore economico, perché – nella programmazione del nord est – è destinata ad assumere un ruolo centrale nel congiungere il Friuli Occidentale e la Venezia Orientale attraverso due importati corridoi europei, ad alta velocità e capacità, quali la Venezia-Trieste nell’asse Lisbona/Kiev e la Venezia-Vienna nell’asse Adriatico/Baltico. Il tutto inserito all’interno del “ Sistema Portuale Alto Adriatico “ che va da Ravenna a Capodistria. Si possono allora capire bene le motivazioni che hanno portato nel tempo le Amministrazioni comunali di Pordenone, San Vito al Tagliamento e Portogruaro a fare tavolo comune e spingere ai vari livelli istituzionali per raggiungere un obiettivo logistico capace di dare sviluppo, sinergie e concretezza ai grandi sforzi economici compiuti per realizzare gli interporti e dotarli di binari di collegamento con la rete nazionale ed internazionale. Un tema che non ha mai mancato di interessare anche gli amministratori locali dell’intero territorio a cavallo tra le due regioni, per una evidente ragione che tocca da vicino lo stesso sviluppo economico dell’area e le relative ricadute in termini occupazionali e di futuro. Si sono svolti, al riguardo e nel tempo, numerosi incontri ed anche convegni in riva al Lemene e al Tagliamento tra gli assessori ai trasporti delle due Regioni sui temi che hanno riguardato “ Vie di comunicazione, Infrastrutture, Logistica ed Intermodalità “ interessando non solo la politica, ma anche le varie categorie economiche e i diversi soggetti che gestiscono il complesso mondo dei trasporti. Sarà sicuramente utile, adesso che la Regione Friuli V.G. ha insediato il nuovo esecutivo, riprendere un dialogo che, come abbiamo visto, parte da lontano. Diventano indispensabili concreti accordi di programma tra le diverse istituzioni interessate, ma soprattutto sono fondamentali alcuni precisi riscontri per capire se davvero ci si crede e si fa sul serio. Gli enti locali dovranno ancora una volta dimostrare di essere stimolo e ricerca per uno sviluppo di area vasta che superi i vecchi campanili. Non certo con la “ presunzione “ di dettare ad alcuno agende di qualsiasi tipo, ma con la “ seria curiosità “ di capire se qui oggi, in questa terra veneto/friulana, esistono gli elementi per guardare al futuro in maniera nuova. Vorremmo davvero capire e sapere perché, nella programmazione regionale veneta, tante volte il Portogruarese è stato definito ed è ancora chiamato “ Porta Est “.

Gigi Villotta

10 Maggio 2018

Richiesta di un Consiglio Comunale Straordinario sulla “Ex Perfosfati”

Richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale Straordinario sugli  interventi progettati e da realizzare sulla “Ex Perfosfati”
Questa la richiesta da parte dei consiglieri comunali
appartenenti ai Gruppi “Centrosinistra Più Avanti In
sieme”, “Misto”, e “M5Stelle” ai sensi del Regolamento del C
onsiglio Comunale.
Ecco cosa dice il comunicato stampa:
“In data 02 maggio us i Consiglieri Comunali, Luciano GRADINI, Paolo SCARPA BONAZZA BUORA, Alida MANZATO, appartenenti al Gruppo “Misto”, Irina DRIGO, Vittoria PIZZOLITTO, Roberto ZANIN ed io , appartenenti al Gruppo “Centrosinistra Più Avanti Insieme” e Claudio FAGOTTO, appartenete al Gruppo “M5Stelle”, hanno sottoscritto ed inoltrato al Presidente del Consiglio Comunale ed alla Sindaco la richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale Straordinario recante per oggetto gli interventi progettati e da realizzare sulla “Ex Perfosfati”.

Nel corso della V Commissione Consiliare permanente tenutasi in data 09 aprile us. l’Amministrazione Comunale ed i progettisti, congiuntamente al Dirigente Tecnico del Comune Arch. Damiano SCAPIN hanno sinteticamente illustrato il progetto definitivo di restauro conservativo delle due navate del capannone principale della “Ex Perfosfati” oggetto del finanziamento del “Bando Periferie” che ha assegnato all’opera quasi 5 milioni di euro.

Fra gli altri sono emersi in quella Sede due elementi rilevanti:
il progetto succitato non comprende gli interventi di bonifica dell’area rimanente contigua e sottostante all’immobile, che si ritengono invece indispensabili;
il suddetto progetto definitivo differisce dal precedente prevedendo il recupero totale dei due capannoni, prefigurando in tal modo una rivisitazione del master-plan e del rapporto urbanistico della “Ex Perfosfati” con la città di Portogruaro ed il suo territorio.

Poiché nulla è stato invece detto sulla destinazione e sulle funzioni che dovranno essere individuate e poiché anche su questo è necessario innescare ed alimentare un dibattito ed un processo che parta dal basso che veda innanzitutto il protagonismo dei soggetti interessati sul piano istituzionale, socio-economico, culturale ed ambientale, I Gruppi Consiliari succitati hanno richiesto la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario per la discussione generale inerente al nuovo al progetto definitivo di restauro conservativo delle due navate del capannone principale della “Ex Perfosfati” oggetto del finanziamento del “Bando Periferie” che ha assegnato all’opera quasi 5 milioni di euro, con particolare riguardo a:
contenuti degli interventi;
bonifica dell’area rimanente;
ricadute sul piano urbanistico;
opportunità sul piano della rifunzionalizzazione e della gestione futura dell’immobile.”

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“Il 30/04 Abbiamo votato contro il bilancio consuntivo 2017 ecco perché”

Marco Terenzi
Marco Terenzi

Nel Consiglio Comunale del 30/04 vi è stata l’approvazione del Bilancio Consuntivo 2017 del Comune di Portogruaro.
Marco Terenzi “Abbiamo convintamente votato contro il bilancio consuntivo 2017 presentato dall’Amministrazione Senatore, ecco perché”

“Il bilancio consuntivo del Comune non è un fatto tecnico e contabile; in realtà dietro i numeri ci sono le scelte politiche ed amministrative.

Anche nel 2017 vi è un avanzo cumulato cospicuo, da una parte per il patto di stabilità degli anni passati e dall’altra per le politiche dalle precedenti Amministrazioni di centrosinistra.
Ma sulle entrate il consuntivo registra due cose: un aumento nel gettito IMU; l’assenza di vantaggi per famiglie numerose o fragili e per attività commerciali.
Come sono state finalizzati gli introiti aggiuntivi derivanti dalla IMU? La risposta non c’è stata.

Azzerato il capitolo a sostegno delle iniziative per la giustizia di prossimità. Si è chiuso il Giudice di Pace, ma ora però l’Amministrazione Senatore ha firmato una convenzione con il Tribunale di Pordenone per la gestione dello sportello dell’Amministrazione di sostegno. Si comincia ora a comprendere quanto affrettata ed incomprensibile sia stata la chiusura del Giudice di Pace.

Sul piano culturale e della formazione giudichiamo particolarmente negativo il ridimensionamento finanziario dei contributi del Comune verso la Fondazione S.Cecilia e verso la Fondazione “Portogruaro Campus”. Le eccellenze si sostengono e si promuovono; non si ridimensionano!

Sul versante del sistema scolastico il Centrosinistra propone una riorganizzazione strutturale e logistica dei plessi scolastici in due poli; quello umanistico e quello scientifico, progetto avviato dalle precedenti amministrazioni, e ora fermo e che ha bisogno di veder coinvolta la Città Metropolitana.

Sul versante della tutela dell’ambiente , salvo le partite di giro per il servizio di raccolta dei rifiuti da parte dell’ASVO, sono assenti una politica per la sostenibilità ambientale, progetti ed azioni, in un ambito dove molte cose si potrebbero fare. E’ evidente come la politica di questa Amministrazione vada nel senso opposto; è stato infatti rimosso ogni vincolo al traffico del centro storico; accesso delle autovetture in aree inibite al traffico da decenni; inspiegabile insistenza, nonostante il diniego della Regione, sul progetto del tempio crematorio.

Infine mancano azioni di coordinamento e di impulso in ambito socio-economico per i distretti turistico, del commercio, del distretto culturale evoluto e del biodistretto, per sviluppare l’attrattività della Città. Non una parola della maggioranza su PIP di Noiari e area del EAST Park.

Portogruaro è il Comune Capofila di mandamento e deve svolgere un ruolo di impulso e di guida.
Per questo abbiamo espresso rammarico e dissenso sul fatto che la Sindaco di Portogruaro non solo non è alla guida di una delle Conferenze dei Sindaci (Sanità e Venezia Orientale) ma non siede nemmeno nell’esecutivo.

Questi sono i motivi per i quali abbiamo convintamente votato contro il bilancio consuntivo 2017 presentato dall’Amministrazione Senatore.”

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Punto nascite si dimettono altri due ginecologi

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gazzettino-23-11-2017

ecco quanto dice Vittoria Pizzolitto, consigliera comunale del gruppo Centro Sinistra “Più Avanti Insieme”,  in un comunicato stampa sul tema Punto Nascite di Portogruaro, dopo l’annuncio che altri due ginecologici lasceranno il reparto:

“E’ inutile tergiversare e tirare in ballo il calo delle nascite a livello nazionale, che pure è un dato! Bisogna fare presto per “non buttare via il bambino con l’acqua sporca” e vedere disattese molte speranze e molte promesse: il Governatore Luca Zaia, così come ha inaugurato la riapertura del Punto Nascite nel maggio scorso, dovrebbe ora chiedere ragione di quello che sta succedendo a Portogruaro, del clima di sfiducia che aleggia nel reparto e del perché i medici ginecologici continuano a lasciare l’ospedale del Lemene.
Per invertire la rotta, acquisire credibilità e diventare attrattivi anche nei confronti dei vicini Punti Nascita friulani, bisogna riportare il reparto di Portogruaro a come era prima del declassamento in termini di funzionalità operatività e sicurezza. Non è questione di bollini o stelline! Bisogna riportare il reparto in classe TRE dove, come indicato dalla stessa Regione Veneto con propria Deliberazione n.2238 del 23 dicembre 2016, vengono accolte donne in età gestionale uguale o superiore alle 34 settimane, programmati interventi come i parti cesarei e garantito alle mamme il parto con l’epidurale, a condizione che vi sia il Primario ed un organico adeguato (si è sempre scritto di 7 medici + il primario).
Occorre subito bandire il concorso per il Primario di Ostetricia e Ginecologia e di Pediatria di Portogruaro! Solo così si invertiranno i numeri dei parti, solo così i medici, le ostetriche, gli operatori sanitari avranno certezza che esiste un progetto di potenziamento e rilancio del Punto Nascite, solo così si recupererà la fiducia da parte delle mamme nel reparto maternità ed infanzia di Portogruaro.”
Pizzolitto Vittoria

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Risposta che Marco Terenzi ha inviato Alla Associazione “Migranti della Venezia Orientale”

Marco Terenzi
Marco Terenzi

Alleghiamo  la risposta che Marco Terenzi ha  inviato Alla cortese attenzione del Sig. Roberto SONCIN Vice-Presidente Associazione “Migranti della Venezia Orientale”

facendo seguito alla nota dello Stesso Soncin
“Via San Giacomo, il giorno dopo – Lettera aperta”
ed all’utile documento recante per oggetto “Note informative inerenti all’immigrazione ed ai rifugiati”,  quale contributo informativo inviato a tutti i  Conigliere Comunali di Portogruaro e  ampiamente apparse anche sulla stampa locale, nel corso del mese di Luglio 2017.

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Dimissioni del Presidente MULATO della Fondazione Musicale S.Cecilia

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Il Capogruppo del Gruppo Consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” Marco TERENZI, in relazione alle dimissioni intervenute del Presidente Giovanni MULATO della Fondazione Musicale S.Cecilia, rilascia le seguenti dichiarazioni:

“La dimissioni del Presidente dr. Giovanni Mulato dalla Fondazione S.Cecilia, intervenute in data 06 aprile us., confermano, purtroppo, quanto avevamo da subito prefigurato e cioè che l’atteggiamento ed il comportamento dell’Amministrazione Senatore avrebbero creato serie difficoltà alla gestione della Fondazione S.Cecilia.
Infatti la convenzione, intorno alla quale il Gruppo “Centrosinistra Più Avanti Insieme”, insieme al Gruppo “Misto”, aveva espresso giudizi severi votando convintamente contro nel Consiglio Comunale del 31/10/2016, aveva ridotto il campo di attività della Fondazione e, progressivamente, il contributo dei soci fondatori, fino ad attestarsi a soli 50 mila euro ciascuno, per Comune e Città Metropolitana, prevedendo, alla fine del triennio di vigenza della convenzione, la piena autonomia gestionale della Fondazione. Con questo alla fine del triennio si prefigurava l’azzeramento della contribuzione e dunque la deresponsabilizzazione del Comune di Portogruaro e della Città Metropolitana, fatto in sé molto negativo non solo a livello finanziario ma anche a livello di immagine istituzionale.
Per porre rimedio a questi elementi molto negativi della Convenzione, i Gruppi “Centro Sinistra Più Avanti Insieme” e “Misto” avevano presentato, sempre nella seduta del 31/10, una mozione, firmata dai sette consiglieri comunali appartenenti ai Gruppi, che impegnava l’Amministrazione Senatore: •    ad allineare i contributi del Comune di Portogruaro, finalizzati all’attività della Fondazione con particolare riguardo alla scuola di musica a valere sugli anni scolastici 2016_2017 – 2017-2018 – 2018_2019, sui livelli ordinari precedentemente garantiti dal Comune stesso, ossia ad euro 150 mila euro per annualità; •    a garantire da parte del Comune di Portogruaro, per quanto di spettanza, quale socio fondatore, la continuità dell’impegno a supporto, anche finanziario, dell’attività svolta dalla Fondazione, escludendo qualsiasi prospettiva di disimpegno;
•    a sollecitare la Città Metropolitana al riallineamento dei contributi ai livelli precedenti sui 100 mila euro per annualità ed all’assunzione di responsabilità senza ipotesi di deresponsabilizzazione futura. La Mozione, presentata e sostenuta dai gruppi di opposizione era stata bocciata con i voti della maggioranza.
Ancora una volta l’Amministrazione Senatore, incurante delle evidenze e dei contributi propositivi delle opposizioni, ha inteso procedere in perfetta solitudine, indebolendo, in modo inspiegabile, dal punto di vista gestionale, un’eccellenza della storia e del presente della nostra città, strumento di diffusione di una cultura musicale per ragazzi, giovani ed adulti.
Il Gruppo “Centrosinistra Più Avanti Insieme”, insieme al gruppo “Misto”, nel corso della seduta della Commissione Cultura dd.13/04 us., ha chiesto la convocazione urgente della Commissione stessa sulle dimissioni del Presidente Mulato e sulla situazione gestionale della Fondazione che – peraltro – non ha ancora approvato il bilancio di previsione. Contestualmente è stata richiesta l’iscrizione del punto all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.”