Archivi categoria: politica locale

ESTATE 2020: UNA TRINCEA APERTA!

robert-collins-tvc5imo5pxk-unsplash

Animare per educare
Davvero un grande plauso a quanti, di fronte alle tante difficoltà e limiti imposti dalla pandemia, si sono rimboccati le maniche ed indossato il grembiule per rispondere, nei tempi e modalità più consone possibili, ad alcune esigenze che, forse, sono state poco analizzate ed evidenziate. Infatti il lockdown ha colpito alcune categorie in maniera più dura di altre.

bambino-e-mascherina

Tra queste poca attenzione è stata dedicata ai bambini e ai ragazzi che, chiusa la scuola dallo scorso marzo, hanno dovuto forzatamente affrontare una esperienza di vita che, certo, non dimenticheranno tanto facilmente. Da sempre i mesi estivi hanno rappresentato per le famiglie ( specie quelle con i genitori che lavorano ) problemi organizzativi non indifferenti, ma la stagione che stiamo vivendo li ha fortemente aumentati.

biciclettina-e-mascherina

Ancora una volta il “ privato sociale “, con in testa le parrocchie, hanno dimostrato di saper rispondere, sempre nel pieno rispetto della normativa vigente, ad una emergenza “ educativa “ che va ben oltre la fase del “ tempo libero “.

cerchio-di-ragazzi-al-fuoco

Ostacoli non da poco che, per realtà come i piccoli oratori, hanno significato annullare progetti, mentre per altre hanno comportato un forte aumento dei costi, anche per gli utenti finali. Sarà dunque un’estate a metà, ma un segnale forte nell’esserci è stato comunque dato. Anche le pubbliche amministrazioni si sono dimostrate più sensibili mettendo a disposizione dei fondi da destinare ad attività ricreative e di aggregazione sociale sul territorio, perché è stato riconosciuto che stiamo vivendo un tempo particolare in cui c’è più che mai bisogno di relazioni vere, in “ carne ed ossa “. Infatti, più che mai oggi, i bambini e i ragazzi sentono la necessità di rielaborare l’esperienza della quarantena e le famiglie di strumenti ed aiuti per tornare alla normalità.

giochi-acqua-campo-estivo

E’ stato uno sforzo notevole perché trovare e formare tanti “ animatori educatori “ non è cosa semplice e facile dovendo pianificare ed organizzare una esperienza di campus estivo che dura alcune settimane, sempre tenendo sotto controllo il bilancio economico. Tutte iniziative che, negli anni scorsi, potevano parzialmente contare anche sui ricavi derivanti da sponsorizzazioni private, sagre e ritrovi enogastronomici che caratterizzavano il periodo estivo dei nostri borghi. Ma l’estate 2020 presenta anche altri fronti importanti ed interconnessi che hanno sempre a che fare con la vita dei nostri ragazzi: la scuola e lo sport.

estate-bambino-e-paddle

A settembre riapriranno aule e palestre. Ne abbiamo sentite tante di ipotesi sulle modalità con cui si tornerà tra i banchi e a fare attività motoria. Forse sarebbe stato meglio comunicare meno ed aspettare di avere a disposizione dati precisi prima di ogni decisione. Vanno bene le linee guida, ma operativamente sono poi i dirigenti scolastici, in stretta collaborazione con gli enti locali competenti a dover verificare sul campo se e come si possono effettivamente applicare. E ‘ risaputa la carenza di locali soprattutto alle superiori, senza parlare dello stato di salute dell’edilizia scolastica in termini di certificazioni di legge riguardo la prevenzione. Sentendo anche il parere di alcuni presidi, in questo mare di incertezze ( comprese quelle che riguarderanno la nomina degli insegnanti ) si potrebbe davvero dire che rimane una unica certezza. Le scuole dovranno rivedere, reinterpretare, reinventare gli spazi a propria disposizione per ottemperare alle misure di sicurezza, sempre nella speranza che in autunno non arrivi un’altra ondata di Sars-Cov19. Sarebbe davvero un macello. Per fortuna, pare, che le palestre non rientrino tra gli spazi da occupare con banchi per le lezioni frontali o esercitazioni di laboratorio.

due-metri-di-distanza-sulla-t-shirt

Va giustamente segnalato che non tutte le scuole possono contare su una palestra, ma spesso ci si arrangia in locali di fortuna come scantinati o sottoscala. Insomma l’attività fisica non sempre riveste la giusta attenzione e gli insegnanti devono fare di necessità virtù, soprattutto quando vengono a mancare anche gli spazi all’aperto. Qualcuno è arrivato a dire che, se si va avanti così, non si farà altro che perpetuare le scelte sbagliate del passato con la decisione di non dare all’educazione fisico-motoria pari dignità delle altre discipline insegnate a scuola. E’ cronica la mancanza di palestre ed anche per tante delle nostre realtà comunali non ci si discosta tanto da questa che è diventata una vera emergenza. Anzi, al contrario si sceglie di investire tanto denaro per costruire grandi impianti, magari in aree decentrate difficilmente raggiungibili e che dunque poco rispondono anche ad un’altra esigenza di base. Infatti palestre scolastiche, piscine e palazzetti dello sport dovrebbero servire non solo ad insegnare agli studenti la cultura del movimento, ma ad ospitare in orari pomeridiani e serali tutto quell’universo di società sportive che, tanto ben radicate sul territorio, svolgono un’azione davvero meritoria di promozione e pratica sportiva. Invece queste associazioni sono spesso costrette a combattere, in un grande gioco ad incastri, per conquistarsi magari solo poche ore per esercitare la propria funzione ed avere un luogo dove svolgere la propria attività che riguarda tante discipline sportive.

bolle-di-sapone-giganti

Ecco perché sarebbe stata davvero suicida la decisione di riempire le palestre con banchi e cattedre. Basta poi pensare solo a risolvere i problemi legati al gioco del calcio, quello professionistico in particolare, perché tocca “ grandi interessi “. Siamo in tempi di campagna elettorale in vista delle prossime elezioni politiche, sia a livello regionale che comunale. Speriamo che queste nostre semplici annotazioni servano a far riflettere quanti si apprestano a candidarsi per concorrere ad amministrare le nostre comunità. Per questo nei programmi elettorali, anche in riva al Lemene, speriamo trovi adeguato spazio il ridisegno di tutti gli spazi pubblici, parchi compresi, ma che sul serio si persegua – nei fatti – l’obiettivo di renderli davvero aperti, aperti a tutti e fruibili da tutti.
Gigi Villotta
12 Luglio 2020 ( per Città per l’Uomo )

SENZA ONERI PER LO STATO

scuola-alza-la-mano

 

Parità nella libertà
Potrà sembrare strano ammettere che se qualche soldino in più arriverà alla scuole paritarie, lo dobbiamo alle conseguenze causate dal Covid-19. Infatti, dopo anni di promesse e di rinvii, di convegni e seminari sull’ argomento, hanno trovato qualche certezza proprio nelle recenti misure governative di rilancio ai danni provocati dal coronavirus. E’ un primo passo importante, un buon segnale che va nella direzione giusta, anche in previsione di possibili miglioramenti nei prossimi passaggi parlamentari. Miglioramenti che dovranno essere sostanziali, in termini di risorse economiche, perché ormai, come dimostrato anche da alcune esperienze presenti nel nostro territorio, è “ allarme rosso “ per i mancati introiti dovuti all’emergenza sanitaria. In pratica significa che si corre davvero il rischio di limitare l’attività o peggio di non riaprire più a settembre, mettendo in serio pericolo un patrimonio culturale che è di tutto il Paese.

scuola-aula-magna

Da tempo e da più parti, con grande forza, si sono levate tante voci affinchè vengano colmate le vistose disparità delle risorse e definite bene le condizioni per un effettivo sostegno a famiglie e scuole paritarie. Il principale interlocutore è il Parlamento, perché unico in grado di legiferare in materia. Sicuramente, è auspicabile, in maniera più chiara di quanto avvenuto in passato, partendo dalla scrittura della Costituzione repubblicana fino alla legge 62/2000 sul sistema pubblico scolastico. La materia, assai complessa ed articolata, non si presta certo a facili semplificazioni, ma trattando temi di ampio respiro, come l’educazione e la formazione, da sempre risente di forti richiami valoriali e di non pochi presupposti, spesso di tipo ideologico. Un retaggio duro a morire, ieri ed oggi, come dimostrato anche dalle recenti affermazioni del segretario nazionale della Flc-Cgil Francesco Sinopoli che al giornale Avvenire, esprimendo una posizione piuttosto inusuale, dichiarava che servono più fondi al mondo della scuola, comprese le paritarie. Sul tema della parità scolastica, però, teneva a precisare: “ Per noi esistono i paletti costituzionali”.

school-and-covid19

Ecco, qui sta il punto da cui partire. Se anche i politici, i sindacalisti, gli opinionisti, gli intellettuali, oltre ai curiosi, andassero a rileggersi attentamente i resoconti-verbali dei lavori della “ costituente “, uscita dalle elezioni politiche del’46, forse aiuterebbe tutti a capire di più e meglio l’art. 33 della nostra Carta, in cui al terzo comma compare la tanto citata ed evocata frase “ senza oneri per lo Stato “. E’ passato alla storia come “ l’inciso corbiniano “, dal suo autore l’on. liberale Epicarmo Corbino. Ecco allora le necessità di capire bene perché, in attesa di una precisa proposta di modifica costituzionale, vadano approfonditi alcuni aspetti per una sua corretta interpretazione ai fini del finanziamento pubblico delle scuole non statali ( paritarie e private ) che svolgono un pubblico servizio nel campo della istruzione e dell’educazione, come ribadito nel 2000 dalla legge n°62, voluta dall’allora ministro Luigi Berlinguer. Sono almeno quattro gli elementi che connotano la questione relativa ai “ senza oneri per lo Stato. Anzitutto va detto, come si può leggere dagli atti ufficiali della costituente, che lo stesso on. Corbino aveva precisato “ Noi non diciamo che lo Stato non potrà mai intervenire, in aiuto agli istituti privati, ma che nessun istituto privato potrà sorgere con il diritto di avere aiuti da parte dello Stato”. E’ dunque una cosa diversa: si tratta della facoltà di dare o di non dare. Una precisazione, tra l’altro, che fu accolta dai padri costituenti, compresi i componenti dei partiti della sinistra, in primis dal socialista Alcide Malagugini. Se poi si guarda all’equazione Scuola paritaria = pubblico servizio = pubblico finanziamento, le scuole non statali non sono tutte quelle che vengono istituite da “ enti e privati “, se svolgono una libera attività privata, ma quelle che esplicitamente vengono citate al comma 4 dello stesso art. 33, quindi quelle “ che chiedono la parità, cioè un trattamento scolastico equipollente a quello delle statali “, dove il termine scolastico va riferito ad ogni aspetto della attività svolta da queste scuole, compreso quello economico, come sono le tasse o le rette scolastiche per la frequenza ed il termine “equipollente” significa di uguale valore ed efficacia a tutti gli effetti. Queste scuole con il riconoscimento alla parità, avendone i requisiti, svolgono un servizio pubblico, come quello delle scuole istituite dallo Stato. Da qui si può applicare ad esse l’equiparazione “ pubblico servizio = pubblico finanziamento”, se tale è il finanziamento dell’istruzione per le scuole statali. Va poi anche rimarcato che da molti decenni il bilancio dello Stato contiene già appositi capitoli per contributi alle scuole non statali con importi che, per quanto insufficienti, trovano fondamento proprio nel “ pubblico servizio “ che la legge 62/2000 viene espressamente riconosciuto. Va altresì rimarcato che la stessa legge è stata approvata con alcuni aspetti ambigui ed insufficienti che attendono una ulteriore fase legislativa per il loro superamento nello spirito e nel rispetto di quanto la stessa Costituzione proclama con estrema chiarezza riguardo la piena libertà, l’equipollenza di trattamento scolastico, senza oneri per lo Stato che viene superato con la precisazione del comma 4 nei riguardi degli alunni di scuole paritarie che “ chiedono la parità “. Significa, in definitiva, uguaglianza di tutti i cittadini difronte al dovere dello Stato di rimuovere gli ostacoli e le cause che impediscono l’effettivo esercizio di tale libertà a parità di condizioni. Al riguardo ben chiara è la Risoluzione del Parlamento europeo del marzo ’84 sul “ diritto alla libertà di insegnamento ”, anche sotto il profilo finanziario. Si tratta dunque di un diritto, quello della gratuità della scuola obbligatoria ( vedasi l’art. 34 della Costituzione ), di cui non si può supporre la rinuncia solo per il fatto di scegliere una scuola non statale paritaria, che svolge – come detto – un servizio pubblico come già espressamente riconosciuto dalla normativa vigente. Vi è poi un ultima ragione, molto importante, per cui bisognerà al più presto intervenire a livello legislativo. Per raggiungere il sacrosanto principio della “ Parità nella libertà “, credo non sia solo possibile ma doveroso intervenire, affinchè le famiglie possano esercitare nel nostro Paese il diritto civile alla libera scelta del percorso formativo dei propri figli e le scuole che svolgono un pubblico servizio di adempiere ai loro obblighi in condizioni uguali a quelle di cui beneficiano gli istituti statali corrispondenti e senza discriminazioni.
Gigi Villotta
12 Giugno 2020 ( Città per l’Uomo )

“Svoltiamo Insieme – Per Stefano Santandrea Sindaco”

fb_img_1592855079710

“Svoltiamo Insieme – Per Stefano Santandrea Sindaco”: 

al via la campagna di comunicazione a sostegno del candidato sindaco 

Svoltiamo insieme”: la coalizione a sostegno di Stefano Santandrea dà il via ad una campagna di comunicazione per un nuovo inizio per l’intero comune di Portogruaro. Il centrosinistra lancia un messaggio che apre ad una città senza confini, dove ogni luogo e ogni spazio diventa importante per lo sviluppo del comune.

“Superata la fase critica della pandemia è il momento della ricostruzione. – afferma Stefano Santandrea, candidato Sindaco per il centro sinistra alle prossime elezioni amministrative – Portogruaro per cinque anni ha vissuto una situazione di immobilismo, che ha determinato diverse criticità sia dal punto di vista economico che sociale, aggravate dal lockdown. Siamo consapevoli che il momento di grave crisi economica legato all’emergenza sanitaria avrà delle ricadute importanti nella nostra vita, per superarlo non ci sono ricette, ma puntiamo ad azioni concrete realizzabili per dare una svolta.

Dobbiamo pensare al futuro con una visione che guarda all’oggi ma anche ai prossimi vent’anni e per questo dobbiamo essere pronti a cogliere tutte le opportunità in termini di risorse e investimenti, che dobbiamo cogliere ora, per rilanciare la nostra città. Vogliamo il contributo di tutti per ricreare occasioni e migliorare le condizioni di vita di cittadini ed imprese. Per questo stiamo lavorando ad un programma con idee chiare e concrete per dare una svolta anche dopo l’emergenza sanitaria.

Se vogliamo essere coerenti con l’affermazione che tutti amiamo la nostra città bisogna aprirsi ad accogliere e ad accettare suggerimenti, proposte e l’impegno di chi crede che il comune di Portogruaro possa riprendere un cammino di crescita.

Io sono il candidato del centro sinistra, ma sento di essere un cittadino che ha a cuore la nostra Portogruaro e vuole lavorare con tutti e per tutti. Portogruaro ha un grande bisogno di cambiamento e questo è più importante delle differenze politiche. Io voglio lavorare per il benessere dei cittadini e di Portogruaro, valorizzando le competenze e la voglia di fare di donne e uomini che credono in questo progetto e vogliono impegnarsi. È il momento di svoltare insieme.”

Dubbi sulla riapertura a settembre della piscina. Santandrea: “Ci vuole chiarezza e rispetto verso i cittadini”

piscina-1-2-2020-4

Dubbi sulla riapertura a settembre della piscina.

Santandrea: “Ci vuole chiarezza e rispetto verso i cittadini”

Ecco il comunicato inviato alla stampa da Stefano Santandrea:

“Finalmente dopo cinque anni di attese, il tergiversare dell’amministrazione sulla piscina comunale è finito: pare che riapra a settembre. Non posso che rallegrarmene soprattutto per i cittadini, che anche per strada mi fermano e mi chiedono di non dimenticarmi della piscina. – afferma Stefano Santandrea, candidato Sindaco per il centro sinistra alle prossime elezioni amministrative – È proprio per questi cittadini che mi esprimo perché ci sia chiarezza, perché ancora una volta su una questione che interessa così tante persone, costrette da molto tempo a trasferirsi in altri impianti lontani da Portogruaro, mi sarei aspettato tutt’altro tipo d’informazione.

Nella delibera dell’amministrazione si legge che l’intervento di cui necessita la piscina ha un valore stimato in 1.980.000 euro che lo stesso è stato diviso in due stralci e che il primo è stato ulteriormente diviso in due lotti. Quindi quello aggiudicato sarebbe solo il primo lotto del primo stralcio che, si intuisce, riguarderebbe solo il rifacimento della copertura e che, oltretutto, esaurisce già da solo l’intero importo stanziato di 1.400.000 euro.

Dopo cinque anni di attesa partono, dunque, solo alcune delle opere di cui l’impianto sportivo, uno dei più importanti della città, ha bisogno? Tutto il resto, spogliatoi, impianti, e così via, che l’Amministrazione e i tecnici incaricati ritenevano necessario fare e che erano in programma, quando saranno fatti? Ci vuole chiarezza e rispetto verso i cittadini.

Nulla sappiamo, infatti, del secondo lotto del primo stralcio e del secondo stralcio.

Tempi, risorse, progetti per questo dove sono? Evidentemente dovrà pensarci la prossima Amministrazione. Quindi altri interventi, altri cantieri, altri disagi! 

Nulla si dice poi della gestione dell’impianto: chi lo gestirà ad opera finita, visto che è scaduta da tempo la convenzione con i precedenti gestori? La gara per l’affidamento del servizio è già stata bandita e, se no, quando?

Chi e quando ci darà queste risposte?

Credo oggettivamente che i cittadini di Portogruaro, sportivi e non, che da tempo, e non solo da un anno, si attendevano delle risposte su questa struttura, si aspettassero di meglio.

Questi non sono tempi compatibili con la gestione della cosa pubblica.

In 5 anni di tempo con risorse in casa e possibilità di spenderle arriviamo a mandato scaduto, perché siamo a giugno e ora si aprirà il cantiere. Credere alla riapertura di settembre sembra una favola. Un’operazione che sa tanto da campagna elettorale, anche perché i dubbi sulla riapertura di questa importante struttura sportiva sono legittimi“.

“È ora di muoversi!”

Dr.Stefano Santandrea
Dr.Stefano Santandrea

 

“È ora di muoversi!”: 

Stefano Santandrea e il gruppo consiliare di centro sinistra avanzano ancora una volta proposte concrete su come affrontare la crisi economica e sociale

“È ora di muoversi! L’inerzia dell’amministrazione Senatore sui provvedimenti da assumere immediatamente e le risorse da stanziare per contenere i danni generati dall’emergenza sanitaria sta diventando insostenibile. – afferma Stefano Santandrea, candidato Sindaco per il centro sinistra alle prossime elezioni amministrative – Mancano le informazioni, anche le più basilari, che i cittadini stanno ricercando ovunque, manca efficienza nel portare a compimento le numerose proposte fatte in questi mesi da diverse parti, manca il coinvolgimento puntuale e costante con la comunità e i soggetti colpiti, manca una programmazione e organizzazione che semplifichi la vita ai cittadini.

La mia proposta è che intanto il comune almeno attivi da subito un unico sportello di riferimento per informare i cittadini su tutti gli aggiornamenti sul mondo del lavoro legati alla sopravvivenza (cassa integrazione straordinaria, disoccupazione, reddito di emergenza, e così via) e anche su tutti i bonus attivati dal governo (baby sitter, colf, e così via) e per aiutarli a capire come devono accedervi.

Alla Senatore e alla Lega, non basta dire siamo con i commercianti, gli artigiani o con le famiglie, bisogna agire concretamente.”

Nel frattempo nei giorni scorsi, il Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più Avanti Insieme” ha trasmesso, ancora una volta, al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale ed ai Capigruppo Consiliari un documento articolato rinnovando proposte puntuali sulle misure da assumere immediatamente, soprattutto a favore delle attività produttive e delle famiglie fragili.

Le proposte del documento riguardano:

  1. l’ampliamento dei plateatici per gli esercizi commerciali
  2. la riduzione della TARI, la riduzione o l’azzeramento dell’IMU per le imprese più in difficoltà
  3. incentivi fiscali in favore dei proprietari di immobili che rinunciano a parte o interamente agli affitti durante il lockdown
  4. l’implementazione del Fondo Solidarietà comunale per sostenere il pagamento delle bollette
  5. il rifinanziamento del fondo di solidarietà comunale per la spesa alimentare a sostegno delle famiglie in difficoltà
  6. l’attivazione dei centri estivi diurni
  7. la messa a disposizione dall’inizio del prossimo anno scolastico di ulteriori spazi adeguati per lo svolgimento dell’attività

“Con questo pacchetto di proposte – afferma Marco Terenzi, capogruppo del gruppo consiliare Centrosinistra Più Avanti Insieme – vogliamo sollecitare l’Amministrazione Comunale a rompere ogni indugio e a mettere in campo subito un pacchetto completo di misure necessarie, improcrastinabili ed articolate per fronteggiare l’emergenza sociale ed economica in favore di famiglie fragili e delle attività economiche duramente colpite dall’emergenza covid_19. Per fare questo vogliamo che entro il prossimo consiglio comunale l’amministrazione ci quantifichi quali sono le risorse disponibili in comune  dell’avanzo di amministrazione, dato anche dalla riduzione della spesa e dagli ulteriori trasferimenti che il governo ha messo a disposizione per i singoli comuni.”

Dopo il Consiglio del 6 maggio, Terenzi invita ancora la Giunta ad abbandonare immobilismo.

Marco Terenzi
Marco Terenzi
DICHIARAZIONI DEL CAPOGRUPPO DEL GRUPPO CONSILIARE “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME”
MARCO TERENZI IN MERITO ALLO SVOLGIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI MERCOLEDI’ 6 maggio
“L’attuale situazione di emergenza ha portato dolore e sofferenza  in molte famiglie del nostro Paese ma ha fatto anche emergere debolezze e criticitá delle nostre comunità ed in particolare del nostro sistema socio-economico.
Da tempo avevamo sollecitato (ultime tre sessioni di bilancio) la Sindaco e la Giunta ad abbandonare l’immobilismo e a mettere in campo proposte di fiscalità di vantaggio per famiglie fragili e per le piccole imprese ivi comprese quelle artigianali e commerciali.
Queste misure erano necessarie già prima anche per contrastare la desertificazione del Centro storico e per rianimare il tessuto socio-economico. A maggior ragione alla luce dell’emergenza COVID 19.
La Giunta manca di visione e di capacità di iniziativa. Spostare i termini dei versamenti ICP e Tosap era doveroso ma non basta.
Bisogna agire anche sulle altre imposte e sui tributi;  mi riferisco ad IMU e TARI in particolare;  bisogna agire su riduzioni ed esenzioni per famiglie fragili e piccole imprese commerciali ed artigianali.
Bisogna costituire un fondo di solidarietà  dove far confluire le maggiori risorse derivanti dalla lotta all’evasione e dagli accertamenti fiscali nonché dai tagli alle spese che andranno fatte  in particolare sulle iniziative programmate ma che non verranno realizzate, come ad esempio la Festa dei Dogi.
Abbiamo proposto che venga presto attivata la Commissione Consiliare per collaborare e trovare soluzioni efficaci ed immediate.
Il Collega Foglia della maggioranza ripropone la chiusura del Centro storico con aumento di plateatici e la Lega incalza la Giunta sulle agevolazioni fiscali.
Mi fa piacere che si condividano nostre politiche; quello che lascia perplessi è che i colleghi intervengono come se non appartenessero alla maggioranza. È come se rimproverassero sé stessi.
Vorrei ricordare loro che l’aumento dei plateatici, la riqualificazione e la chiusura del Centro storico al traffico ora proposti erano obiettivi dell’Agenda Centro storico, progettualitá condivisa nel tempo dalle precedenti Amministrazioni con le categorie economiche e le Associazioni  e che questa Amministrazione ha bellamente cancellato.
Grazie per l’attenzione che vorrete prestare alla presente.
Marco TERENZI
Capogruppo Gruppo Consiliare
Centrosinistra Più Avanti Insieme

 

VICINANZA E SOLIDARIETA’ ALLA RESIDENZA FRANCESCON

Ecco il comunicato stampa del Gruppo Consiliare Centrosinistra Più Avanti Insieme

2016-06-03 21.03.43

VICINANZA E SOLIDARIETA’ ALLA RESIDENZA FRANCESCON

 

Con una nota formale inviata alla Presidenza della Residenza Ipab Francescon il Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più Avanti Insieme” ha inteso rappresentare la vicinanza ed il cordoglio per le gli assistiti deceduti a causa di COVID_19 e per le loro famiglie, colpite negli affetti più cari, l’ammirazione l’ apprezzamento per gli operatori del Centro Servizi e per i volontari della Croce Rossa che hanno moltiplicato con coraggio e senza risparmio la loro competente dedizione per dare continuità di cura ed assistenza nel pieno di questa emergenza alle persone ospiti della struttura ed il sostegno all’Amministrazione della Residenza che ha supportato i percorsi ed i processi assistenziali con l’azione di governo.

 

Al tempo stesso  ci siamo messi a disposizione, per quanto di competenza, per eventuali richieste od iniziative della Residenza Francescon da trasferire a livello regionale, anche in collaborazione con il Gruppo Consigliare Regionale del PD e in particolare della Consigliera Regionale Francesca Zottis, impegnata sul tema della sanità nel Veneto Orientale e componente del Tavolo di confronto permanente con la Giunta Regionale, in questa fase emergenziale che ancora non è conclusa.

 

Abbiamo assicurato anche l’impegno del Gruppo Consiliare, quando sarà il tempo, alla fine dell’emergenza, ad evidenziare ciò che è stato fatto insieme ai punti di forza del sistema sanitario e socio-sanitario e delle residenze sanitarie in particolare e ciò che è mancato e che ha rappresentato un punto di debolezza, da rimuovere per il futuro, perché si possano raggiungere quegli obiettivi di miglioramento, irrinunciabili perché orientati alla salute dei cittadini, di tutti i cittadini, nella comunità.

 

A riguardo, anche questa emergenza con il suo grave carico di dolore e sofferenza, ha fatto emergere ancora una volta, così come in verità da tempo il nostro Gruppo Consiliare aveva argomentato, in diverse Sedi e con diversi interventi, la necessità di rafforzare i servizi sanitari e socio-sanitari del territorio, a partire dalla medicina di base sino alle strutture intermedie, con investimenti adeguati sul piano delle della prevenzione e della continuità di cura, delle risorse umane e professionali, dell’innovazione organizzativa e della tecnologia, perché ancora una volta si è dimostrato che un ospedale, ancorchè efficiente e tecnologicamente avanzato, non basta per tutelare la salute. Troppe volte in questa Regione, si è evitato di parlare di quello che oggi appare ancor più evidente, contrapponendo, in modo acritico e senza appello, l’efficienza del sistema sanitario Veneto, che pur esiste ed è un valore, ma che non è sufficiente  a fronteggiare l’evoluzione dei profondi mutamenti sul piano demografico ed epidemiologico e di conseguenza dei bisogni nella comunità.

 

La politica e le Istituzioni dovranno recuperare a riguardo la capacità di lettura  dei segni dei tempi e dei bisogni,  lungimiranza nell’individuazione delle soluzioni, coraggio nell’assunzione di responsabilità, oltrechè coesione e collaborazione fra istituzioni e corpi intermedi per il bene della comunità.

 

Il Gruppo Consiliare

Centrosinistra Più Avanti Insieme

 

f.to Marco TERENZI Capogruppo

f.to Irina DRIGO

f.to Vittoria PIZZOLITTO

f.to Roberto ZANIN

Portogruaro 28 aprile 2020

comunicato_stampa_residenza_francescon_270420

TUTTI PROMOSSI

school-and-covid19

Prima dei tablet, vengono i contenuti

Tra le diverse incognite aperte dalla attuale emergenza sanitaria, quella della scuola pare essere quella meno drammatica, anche se non si possono conoscere appieno, oggi, i risvolti e i futuri effetti pratici. Sono interessati ben 7,6 milioni di alunni iscritti alle statali, cui si aggiungono 867 mila alle paritarie. E’ stata affrontata dalle famiglie e dalle istituzioni scolastiche, non senza difficoltà, ma almeno una “ via di fuga “ è stata trovata per raggiungere il male minore, mitigando così l’assenza obbligata dalle aule.

lessons-at-home

Grazie alle moderne tecnologie informatiche e alla buona volontà di tanti dirigenti ed insegnanti, il dialogo educativo e didattico, seppur limitato e circoscritto, non è stato interrotto, anche se appena il 17% delle scuole (dati del Ministero) aveva già fatto in precedenza esperienza di didattica digitale. Il tutto un po’ a macchia di leopardo.

video-conferecing

Meglio alle superiori, meno alle medie e con la fascia materno–elementare che fa capitolo a sé. Rimane comunque sempre un solco profondo tra chi segue le lezioni virtuali con tanto di verifiche e voti e chi si accontenta dei compiti per casa. Resta aperto il discorso relativo alla situazione di carenza in molti istituti dovuta al tipo di utenza, soprattutto quelli con alta incidenza di studenti stranieri o ragazzi con difficoltà economiche che non possiedono adeguati supporti tecnologici. Con la didattica a distanza, dunque, le diseguaglianze già oggi presenti, alle varie latitudini, sono destinate ad aumentare, se non si decide di interviene subito, in maniera organica, con un preciso piano di interventi tecnico-finanziari. La didattica on-line non è cosa fatta e scontata, anche perché il 33% delle famiglie ( dato Istat ) non possiede un computer. Comunque non si potrà mai parlare di una piena alternativa alle lezioni frontali in aula. Certo quello che si è perso, soprattutto sotto il profilo dello stare assieme, della formazione e dell’apprendimento collettivo, è davvero notevole. Senza contare l’aggravio di lavoro per le famiglie, le mamme in particolare (se non lavorano) o i nonni e parenti (se ci sono e se possibile) che si sono trovati a sdoppiarsi nel ruolo anche di insegnanti, nel seguire soprattutto i più giovani. Non si sa ancora quando, o meglio, se torneranno ad aprire le scuole, ma intanto si sta già lavorando per far concludere i vari cicli scolastici ( tutti promossi ?) fornendo e lasciando in contempo in eredità, soprattutto agli insegnanti, la possibilità di sperimentare – in maniera più approfondita – con il mondo digitale nuove modalità per la propria docenza. I fatidici 200 giorni effettivi di lezione non costituiranno un limite invalicabile per rendere comunque valido il corrente anno scolastico, ma quanto accaduto è destinato sicuramente ad aprire una fase nuova.

appunti-in-videolezione

Serviranno al riguardo adeguati fondi, invertendo necessariamente la linea finora seguita che vede il nostro Paese investire pochissimo in istruzione e ricerca, contrariamente al resto dell’Europa. Questa è la scarna cronaca di quanto successo, ma alcune riflessioni di merito e di contenuto si impongono e vanno fatte, altrimenti si è portati a credere che tutto sia semplice, tutto si possa risolvere, attraverso magari facili soluzioni. Innanzitutto è necessario, se non indispensabile che il mondo della scuola e dell’università torni ad occupare un ruolo centrale per lo sviluppo del Paese, pena un inesorabile declino. Per quanto si possano avere opinioni politiche diverse, in realtà è difficile non convenire sul fatto che la principale ricchezza di una nazione è oggi l’insieme di conoscenze e competenze diffuse nella società. Infatti qualsiasi problema da affrontare richiede la capacità di elaborare dati, informazioni e saperi complessi. Anche l’esperienza produttiva deve giocare un ruolo importante, perché consente di misurarsi con la soluzione di problemi pratici, come quotidianamente avviene all’interno di un’impresa. Un tipo di esperienza che, per essere accumulata e condivisa, richiede anche l’uso di linguaggi astratti che solo l’istruzione può trasmettere, tanto più quando trattasi di produzioni complesse, servizi sofisticati, tecnologie innovative, cioè tutte le componenti fondamentali di un’economia moderna. Insomma bisognerà impegnarsi meglio e a fondo, con risorse adeguate, se si vorrà puntare davvero ad una istruzione e formazione di qualità. Un obiettivo che non può più prescindere da una “ rivoluzione mancata “ che giusto 20 anni fa trovava spazio ed attualità in una normativa di alto valore costituzionale, dove – per la prima volta – si parlò anche del diritto all’istruzione che nella nostra Carta non è esplicitato. Infatti nei primi mesi del 2000 venne varata dal Parlamento la legge n°62, meglio conosciuta come legge sulla parità scolastica, che diede vita ad un unico sistema nazionale d’istruzione. Un solo articolo con ben 17 commi, tra cui il riconoscimento di diversi gestori: lo Stato, gli Enti locali ed il privato sociale. In gioco il diritto dei genitori in campo educativo, purtroppo rimasto inattuato ed irrisolto per i mancati finanziamenti a favore di quelle famiglie che scelgono di iscrivere i propri figli alle scuole paritarie, tra cui quelle cattoliche, senza sottoporle ad ulteriori oneri economici. Richiesta più che legittima in forza del fatto che trattasi di un servizio pubblico, quindi dovrebbe comportare equità nell’accesso al sistema sia per gli alunni che per il personale. Purtroppo non è così, respingendo di fatto la concreta applicazione di un diritto fondamentale della persona e della famiglia, senza dimenticare il prezioso contributo che offrono alla realizzazione del vero pluralismo. Chissà che tra le “ riflessioni “ conseguenti alla gestione della emergenza sanitaria, con una opportuna digitalizzazione della scuola, non si trovino anche tutti gli strumenti che portino ad una parità vera, non più dimezzata e perchè no, anche tradita.

Gigi Villotta

14 Aprile 2020 ( Città per l’ Uomo )

EMERGENZA COVID-19: PER PORTOGRUARO DOPPIA PROPOSTA

coronavirus-al-miscoscopio

Per Portogruaro doppia proposta:

foto

1

orientare le risorse economiche, già previste in Bilancio e destinate a manifestazioni sportivo-culturali che, a causa dell’emergenza COVID 19, non potranno svolgersi, come ad esempio quelle della “Festa dei Dogi 2020”, in favore delle nuove povertà generate dal coronavirus

IMG_0071

2

prevedere la sospensione o il rinvio, almeno per il periodo dell’emergenza, degli adempimenti inerenti ai tributi ed alle tasse locali (in particolare IMU e TARI) , ivi compresi la sospensione di tutti gli avvisi di accertamento dei tributi fatti recapitare nel corso del 2019.

ECCO SOCA PROPONE IL GRUPPO CENTRO SINISTRA PIù AVANTI INSIEME :

———————————

PROPOSTA DI VARIAZIONE DI BILANCIO – “Recupero ed utilizzo risorse a sostegno delle famiglie, degli esercenti e delle piccole aziende del Comune in difficoltà a seguito del COVID 19” e sospensione adempimenti inerenti tributi e tasse locali”.

—————————————————-

In questo momento di grave emergenza sanitaria e sociale, stanti le norme di contingentamento e di contenimento della pandemia da CODIV_19 che hanno interessato noi tutti e le nostre comunità, si è reso necessario annullare tutte le iniziative di carattere ricreativo e culturale già finanziate e poste in Bilancio dai Comuni.

A Portogruaro, come comunicato,  è stata rinviata a data da destinarsi la Festa dei Dogi 2020, 16^ edizione della rassegna enogastronomica del Veneto Orientale con Portogruaro Bio 5^ edizione che vede interessati numerosi operatori del settore e che avrebbe dovuto tenersi Venerdì 15, Sabato 16 e Domenica 17 maggio 2020. Tale iniziativa vede impegnato l’importo di Euro 80.000 nel Bilancio di Previsione triennale 2020/2022 di cui Delibera del CC. N. 85 del 27/12/2019. 

Con queste premesse e sentendo viva la comune responsabilità, riteniamo utile avanzare la proposta all’Amministrazione di orientare le diverse risorse economiche, già previste in Bilancio e destinate a manifestazioni sportivo-culturali che, a causa dell’emergenza COVID 19, non potranno svolgersi nei prossimi mesi, come ad esempio quelle della “Festa dei Dogi 2020”, in favore delle nuove povertà generate dal coronavirus, aumentando le risorse a disposizione e, se del caso, allargando la platea dei beneficiari.

Le risorse così recuperate dovranno aggiungersi a quelle già previste dal Governo, in tema di interventi a sostegno del reddito dei lavoratori e dai Comuni attraverso il Servizio Sociale del Comune stesso in favore delle famiglie con disoccupati, anziani e minori a carico, ed anche di piccoli imprenditori, commercianti ed esercenti che hanno dovuto drasticamente ridurre o addirittura sospendere o chiudere le loro attività. A questo proposito rinnoviamo la richiesta all’Amministrazione (già inoltrata in data 12 marzo 2020), di prevedere la sospensione o il rinvio, almeno per il periodo dell’emergenza, degli adempimenti inerenti ai tributi ed alle tasse locali (in particolare IMU e TARI) , ivi compresi la sospensione di tutti gli avvisi di accertamento dei tributi fatti recapitare nel corso del 2019.

Confidando che questa doppia proposta possa trovare condivisione in favore della comunità, in  attesa di cortese riscontro,  porgiamo cordiali saluti.

Il Gruppo Consiliare

Centrosinistra Più Avanti Insieme

Portogruaro, 05 aprile 2020

csx_pai_proposta_variazioni_bilancio_sostegno_economico_famiglie_fragili_050420

comunicato_stampa_variazioni_bilancio_sostegno_economico_famiglie_fragili_050420

Emergenza Covid-19: Richiesta di sospensione della Convocazione del prossimo Consiglio Comunale

Marco Terenzi
Marco Terenzi

Ecco quanto comunicato da Marco Terenzi il 12 Marzo 2020:

“Comunico di aver trasmesso, a nome del Gruppo Centrosinistra Più Avanti Insieme, nella mattinata di oggi, richiesta formale  di sospensione della Convocazione del prossimo Consiglio Comunale e di ogni ulteriori attività delle articolazioni (Commissioni) che riguardino il Consiglio, se non motivate da condizioni straordinarie di necessità ed urgenza.

La richiesta è motivata:

  • dalla presa d’atto dell’evoluzione sul piano epidemiologico dell’epidemia da COVID-19 “coronavirus” che l’OMS non ha esitato, nel comunicato stampa di ieri, a catalogare come “situazione pandemica”;
  • dai DDPPCCMM, che hanno disposto misure urgenti e via via fortemente restrittive, anche della circolazione delle persone, che si stanno susseguendo quasi senza soluzione di continuità per fronteggiare la situazione generata dall’epidemia;
  • dalle dichiarazioni/appello del Premier Conte, anch’esse susseguitesi numerose in queste giornate, rivolte alla popolazione tutta, ai fini del rispetto assoluto delle disposizioni e delle norme di comportamento indicate nei provvedimenti del Governo.

 

Al tempo stesso considerato che le misure intraprese per il contenimento della diffusione del Covid-19 (“coronavirus”) e che perdureranno in ragione della dinamica della succitata epidemia, stanno determinando ricadute economiche negative oltre che sul tessuto produttivo anche sulle vita delle famiglie, chiediamo che l’Amministrazione, nell’ambito dei suoi poteri di governo locale, metta in atto adeguati provvedimenti ed iniziative atti a:

  • prevedere la sospensione, almeno per il periodo dell’emergenza, degli adempimenti inerenti ai tributi ed alle tasse locali, ivi compresi la sospensione di tutti gli avvisi di accertamento dei tributi fatti recapitare nel corso del 2019;
  • Istituire un numero verde per i cittadini ed un servizio, che preveda la collaborazione con i Servizi Sociali del Comune, la Protezione Civile, le attività commerciali e volontari delle Associazioni di volontariato del territorio al fine di informare, supportare, eventualmente accompagnare nello svolgimento dell’attività quotidiana i cittadini fragili ed anziani, programmando consegne a domicilio di generi di prima necessità e farmaci, nel rispetto delle indicazioni e delle prescrizioni contenute nei provvedimenti del Governo e della Regione di contenimento del contagio del COVID-19.

 

 

F.to Marco Terenzi               

Capogruppo Gruppo Consiliare

“Centrosinistra Più Avanti Insieme”           Portogruaro, 12/03/2020″