VICINANZA E SOLIDARIETA’ ALLA RESIDENZA FRANCESCON

Ecco il comunicato stampa del Gruppo Consiliare Centrosinistra Più Avanti Insieme

2016-06-03 21.03.43

VICINANZA E SOLIDARIETA’ ALLA RESIDENZA FRANCESCON

 

Con una nota formale inviata alla Presidenza della Residenza Ipab Francescon il Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più Avanti Insieme” ha inteso rappresentare la vicinanza ed il cordoglio per le gli assistiti deceduti a causa di COVID_19 e per le loro famiglie, colpite negli affetti più cari, l’ammirazione l’ apprezzamento per gli operatori del Centro Servizi e per i volontari della Croce Rossa che hanno moltiplicato con coraggio e senza risparmio la loro competente dedizione per dare continuità di cura ed assistenza nel pieno di questa emergenza alle persone ospiti della struttura ed il sostegno all’Amministrazione della Residenza che ha supportato i percorsi ed i processi assistenziali con l’azione di governo.

 

Al tempo stesso  ci siamo messi a disposizione, per quanto di competenza, per eventuali richieste od iniziative della Residenza Francescon da trasferire a livello regionale, anche in collaborazione con il Gruppo Consigliare Regionale del PD e in particolare della Consigliera Regionale Francesca Zottis, impegnata sul tema della sanità nel Veneto Orientale e componente del Tavolo di confronto permanente con la Giunta Regionale, in questa fase emergenziale che ancora non è conclusa.

 

Abbiamo assicurato anche l’impegno del Gruppo Consiliare, quando sarà il tempo, alla fine dell’emergenza, ad evidenziare ciò che è stato fatto insieme ai punti di forza del sistema sanitario e socio-sanitario e delle residenze sanitarie in particolare e ciò che è mancato e che ha rappresentato un punto di debolezza, da rimuovere per il futuro, perché si possano raggiungere quegli obiettivi di miglioramento, irrinunciabili perché orientati alla salute dei cittadini, di tutti i cittadini, nella comunità.

 

A riguardo, anche questa emergenza con il suo grave carico di dolore e sofferenza, ha fatto emergere ancora una volta, così come in verità da tempo il nostro Gruppo Consiliare aveva argomentato, in diverse Sedi e con diversi interventi, la necessità di rafforzare i servizi sanitari e socio-sanitari del territorio, a partire dalla medicina di base sino alle strutture intermedie, con investimenti adeguati sul piano delle della prevenzione e della continuità di cura, delle risorse umane e professionali, dell’innovazione organizzativa e della tecnologia, perché ancora una volta si è dimostrato che un ospedale, ancorchè efficiente e tecnologicamente avanzato, non basta per tutelare la salute. Troppe volte in questa Regione, si è evitato di parlare di quello che oggi appare ancor più evidente, contrapponendo, in modo acritico e senza appello, l’efficienza del sistema sanitario Veneto, che pur esiste ed è un valore, ma che non è sufficiente  a fronteggiare l’evoluzione dei profondi mutamenti sul piano demografico ed epidemiologico e di conseguenza dei bisogni nella comunità.

 

La politica e le Istituzioni dovranno recuperare a riguardo la capacità di lettura  dei segni dei tempi e dei bisogni,  lungimiranza nell’individuazione delle soluzioni, coraggio nell’assunzione di responsabilità, oltrechè coesione e collaborazione fra istituzioni e corpi intermedi per il bene della comunità.

 

Il Gruppo Consiliare

Centrosinistra Più Avanti Insieme

 

f.to Marco TERENZI Capogruppo

f.to Irina DRIGO

f.to Vittoria PIZZOLITTO

f.to Roberto ZANIN

Portogruaro 28 aprile 2020

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TUTTI PROMOSSI

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Prima dei tablet, vengono i contenuti

Tra le diverse incognite aperte dalla attuale emergenza sanitaria, quella della scuola pare essere quella meno drammatica, anche se non si possono conoscere appieno, oggi, i risvolti e i futuri effetti pratici. Sono interessati ben 7,6 milioni di alunni iscritti alle statali, cui si aggiungono 867 mila alle paritarie. E’ stata affrontata dalle famiglie e dalle istituzioni scolastiche, non senza difficoltà, ma almeno una “ via di fuga “ è stata trovata per raggiungere il male minore, mitigando così l’assenza obbligata dalle aule.

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Grazie alle moderne tecnologie informatiche e alla buona volontà di tanti dirigenti ed insegnanti, il dialogo educativo e didattico, seppur limitato e circoscritto, non è stato interrotto, anche se appena il 17% delle scuole (dati del Ministero) aveva già fatto in precedenza esperienza di didattica digitale. Il tutto un po’ a macchia di leopardo.

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Meglio alle superiori, meno alle medie e con la fascia materno–elementare che fa capitolo a sé. Rimane comunque sempre un solco profondo tra chi segue le lezioni virtuali con tanto di verifiche e voti e chi si accontenta dei compiti per casa. Resta aperto il discorso relativo alla situazione di carenza in molti istituti dovuta al tipo di utenza, soprattutto quelli con alta incidenza di studenti stranieri o ragazzi con difficoltà economiche che non possiedono adeguati supporti tecnologici. Con la didattica a distanza, dunque, le diseguaglianze già oggi presenti, alle varie latitudini, sono destinate ad aumentare, se non si decide di interviene subito, in maniera organica, con un preciso piano di interventi tecnico-finanziari. La didattica on-line non è cosa fatta e scontata, anche perché il 33% delle famiglie ( dato Istat ) non possiede un computer. Comunque non si potrà mai parlare di una piena alternativa alle lezioni frontali in aula. Certo quello che si è perso, soprattutto sotto il profilo dello stare assieme, della formazione e dell’apprendimento collettivo, è davvero notevole. Senza contare l’aggravio di lavoro per le famiglie, le mamme in particolare (se non lavorano) o i nonni e parenti (se ci sono e se possibile) che si sono trovati a sdoppiarsi nel ruolo anche di insegnanti, nel seguire soprattutto i più giovani. Non si sa ancora quando, o meglio, se torneranno ad aprire le scuole, ma intanto si sta già lavorando per far concludere i vari cicli scolastici ( tutti promossi ?) fornendo e lasciando in contempo in eredità, soprattutto agli insegnanti, la possibilità di sperimentare – in maniera più approfondita – con il mondo digitale nuove modalità per la propria docenza. I fatidici 200 giorni effettivi di lezione non costituiranno un limite invalicabile per rendere comunque valido il corrente anno scolastico, ma quanto accaduto è destinato sicuramente ad aprire una fase nuova.

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Serviranno al riguardo adeguati fondi, invertendo necessariamente la linea finora seguita che vede il nostro Paese investire pochissimo in istruzione e ricerca, contrariamente al resto dell’Europa. Questa è la scarna cronaca di quanto successo, ma alcune riflessioni di merito e di contenuto si impongono e vanno fatte, altrimenti si è portati a credere che tutto sia semplice, tutto si possa risolvere, attraverso magari facili soluzioni. Innanzitutto è necessario, se non indispensabile che il mondo della scuola e dell’università torni ad occupare un ruolo centrale per lo sviluppo del Paese, pena un inesorabile declino. Per quanto si possano avere opinioni politiche diverse, in realtà è difficile non convenire sul fatto che la principale ricchezza di una nazione è oggi l’insieme di conoscenze e competenze diffuse nella società. Infatti qualsiasi problema da affrontare richiede la capacità di elaborare dati, informazioni e saperi complessi. Anche l’esperienza produttiva deve giocare un ruolo importante, perché consente di misurarsi con la soluzione di problemi pratici, come quotidianamente avviene all’interno di un’impresa. Un tipo di esperienza che, per essere accumulata e condivisa, richiede anche l’uso di linguaggi astratti che solo l’istruzione può trasmettere, tanto più quando trattasi di produzioni complesse, servizi sofisticati, tecnologie innovative, cioè tutte le componenti fondamentali di un’economia moderna. Insomma bisognerà impegnarsi meglio e a fondo, con risorse adeguate, se si vorrà puntare davvero ad una istruzione e formazione di qualità. Un obiettivo che non può più prescindere da una “ rivoluzione mancata “ che giusto 20 anni fa trovava spazio ed attualità in una normativa di alto valore costituzionale, dove – per la prima volta – si parlò anche del diritto all’istruzione che nella nostra Carta non è esplicitato. Infatti nei primi mesi del 2000 venne varata dal Parlamento la legge n°62, meglio conosciuta come legge sulla parità scolastica, che diede vita ad un unico sistema nazionale d’istruzione. Un solo articolo con ben 17 commi, tra cui il riconoscimento di diversi gestori: lo Stato, gli Enti locali ed il privato sociale. In gioco il diritto dei genitori in campo educativo, purtroppo rimasto inattuato ed irrisolto per i mancati finanziamenti a favore di quelle famiglie che scelgono di iscrivere i propri figli alle scuole paritarie, tra cui quelle cattoliche, senza sottoporle ad ulteriori oneri economici. Richiesta più che legittima in forza del fatto che trattasi di un servizio pubblico, quindi dovrebbe comportare equità nell’accesso al sistema sia per gli alunni che per il personale. Purtroppo non è così, respingendo di fatto la concreta applicazione di un diritto fondamentale della persona e della famiglia, senza dimenticare il prezioso contributo che offrono alla realizzazione del vero pluralismo. Chissà che tra le “ riflessioni “ conseguenti alla gestione della emergenza sanitaria, con una opportuna digitalizzazione della scuola, non si trovino anche tutti gli strumenti che portino ad una parità vera, non più dimezzata e perchè no, anche tradita.

Gigi Villotta

14 Aprile 2020 ( Città per l’ Uomo )

EMERGENZA COVID-19: PER PORTOGRUARO DOPPIA PROPOSTA

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Per Portogruaro doppia proposta:

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orientare le risorse economiche, già previste in Bilancio e destinate a manifestazioni sportivo-culturali che, a causa dell’emergenza COVID 19, non potranno svolgersi, come ad esempio quelle della “Festa dei Dogi 2020”, in favore delle nuove povertà generate dal coronavirus

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2

prevedere la sospensione o il rinvio, almeno per il periodo dell’emergenza, degli adempimenti inerenti ai tributi ed alle tasse locali (in particolare IMU e TARI) , ivi compresi la sospensione di tutti gli avvisi di accertamento dei tributi fatti recapitare nel corso del 2019.

ECCO SOCA PROPONE IL GRUPPO CENTRO SINISTRA PIù AVANTI INSIEME :

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PROPOSTA DI VARIAZIONE DI BILANCIO – “Recupero ed utilizzo risorse a sostegno delle famiglie, degli esercenti e delle piccole aziende del Comune in difficoltà a seguito del COVID 19” e sospensione adempimenti inerenti tributi e tasse locali”.

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In questo momento di grave emergenza sanitaria e sociale, stanti le norme di contingentamento e di contenimento della pandemia da CODIV_19 che hanno interessato noi tutti e le nostre comunità, si è reso necessario annullare tutte le iniziative di carattere ricreativo e culturale già finanziate e poste in Bilancio dai Comuni.

A Portogruaro, come comunicato,  è stata rinviata a data da destinarsi la Festa dei Dogi 2020, 16^ edizione della rassegna enogastronomica del Veneto Orientale con Portogruaro Bio 5^ edizione che vede interessati numerosi operatori del settore e che avrebbe dovuto tenersi Venerdì 15, Sabato 16 e Domenica 17 maggio 2020. Tale iniziativa vede impegnato l’importo di Euro 80.000 nel Bilancio di Previsione triennale 2020/2022 di cui Delibera del CC. N. 85 del 27/12/2019. 

Con queste premesse e sentendo viva la comune responsabilità, riteniamo utile avanzare la proposta all’Amministrazione di orientare le diverse risorse economiche, già previste in Bilancio e destinate a manifestazioni sportivo-culturali che, a causa dell’emergenza COVID 19, non potranno svolgersi nei prossimi mesi, come ad esempio quelle della “Festa dei Dogi 2020”, in favore delle nuove povertà generate dal coronavirus, aumentando le risorse a disposizione e, se del caso, allargando la platea dei beneficiari.

Le risorse così recuperate dovranno aggiungersi a quelle già previste dal Governo, in tema di interventi a sostegno del reddito dei lavoratori e dai Comuni attraverso il Servizio Sociale del Comune stesso in favore delle famiglie con disoccupati, anziani e minori a carico, ed anche di piccoli imprenditori, commercianti ed esercenti che hanno dovuto drasticamente ridurre o addirittura sospendere o chiudere le loro attività. A questo proposito rinnoviamo la richiesta all’Amministrazione (già inoltrata in data 12 marzo 2020), di prevedere la sospensione o il rinvio, almeno per il periodo dell’emergenza, degli adempimenti inerenti ai tributi ed alle tasse locali (in particolare IMU e TARI) , ivi compresi la sospensione di tutti gli avvisi di accertamento dei tributi fatti recapitare nel corso del 2019.

Confidando che questa doppia proposta possa trovare condivisione in favore della comunità, in  attesa di cortese riscontro,  porgiamo cordiali saluti.

Il Gruppo Consiliare

Centrosinistra Più Avanti Insieme

Portogruaro, 05 aprile 2020

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