VIRUS CONTAGIOSI

caoronavirus-attenzioni-isegno

La paura, un sentimento irrazionale

Ci sono materie troppo importanti, proprio perché toccano da vicino la “ carne “ dell’uomo, che non possono, anzi non dovrebbero mai costituire motivo di divisione o peggio di polemica politica o distinguo strumentale, in quanto – sono convinto – che il senso di responsabilità debba sempre prevalere soprattutto per evitare l’allarmismo ed il panico sociale. La salute è una di queste e proprio recentemente, con l’improvviso affacciarsi dell’epidemia di coronavirus scoppiata in Cina agli inizi del dicembre scorso, ne abbiamo avuto la riprova. Non è il caso di ridurre il tutto alla  “querelle“, di cui tanto si è scritto e detto, tra il governo centrale e la richiesta specifica sulle modalità di prevenzione a scuola anche da parte dei governatori regionali di Veneto e Friuli Venezia Giulia. Al riguardo, però, mi permetto un’unica osservazione.

mascherina-aereoporto

Perché ci sono voluti così tanti giorni per stabilire che siano i medici a decidere se gli studenti rientrati dalla Cina debbano restare a casa o tornare in classe? Ci voleva tanto a capire che la questione è medico-sanitaria e non scolastica? Perchè non si è pensato subito, proprio per evitare contrasti, ingerenze di campo e libere interpretazioni di affidare alle ALSS territoriali il compito di monitorare e seguire i vari casi su diretta segnalazione delle famiglie e dei dirigenti scolastici?

precauzioni-coronavirus

Ovviamente le stesse famiglie, su base volontaria, possono sempre decidere di tenere a casa lo studente, anche se asintomatico, per 14 giorni, con assenza automaticamente giustificata. Sappiamo tutti invece come è andata e quante polemiche ne sono scaturite. Non sempre, da parte di chi detiene il potere ed il dovere politico, sono uscite reazioni lucide e giuste. Speriamo serva di lezione, anche per evitare che su problemi così delicati si finisca, ancora una volta, per spaccare in due il Paese. D’altro canto piena chiarezza va fatta per identificare le svariate voci false sul virus e sulla sua diffusione, perché anche queste possono danneggiare la salute. D’altronde non va mai dimenticato che la paura è un sentimento irrazionale, come lo sono gli stessi esseri umani. Altre considerazioni di carattere generale ( quelle specifiche e scientifiche vanno lasciate ai tecnici ed agli specialisti ) si impongono, se non altro per contribuire ad approfondire alcune tematiche che rischierebbero, forse, di rimanere sottotraccia e non essere adeguatamente messe in risalto.

mascherina-per-starada

Ognuno di noi, credo, abbia delle domande da farsi, perché la complessa problematica che ci si prospetta davanti non può lasciarci estranei o impassibili. Vorrei partire da una premessa. Non so quanti ricorderanno che, non più tardi di due anni fa, senza che nessuno pensasse di acquistare mascherine in farmacia o a chiudersi in casa improvvisando inutili quarantene, metà del nostro Pianeta si trovò a fronteggiare un’altra grave epidemia, quella del morbillo. L’infezione, che conta un tasso di contagiosità nove volte più alto del coronavirus, alla fine del 2018 presentò un bilancio drammatico, perché i morti furono 140 mila. E pensare che contro il morbillo esiste già un vaccino, gratuito e reperibile almeno nei Paesi occidentali che consente di seguire una determinata profilassi e così evitare la malattia per sempre.  Allora attenzione a non fare del coronavirus una sorta di nuova linfa di chi vive con il terrore di ciò che non può controllare, né prevedere. In queste ore di allerta mondiale sono in molti a tramutare la sacrosanta attenzione che si deve alla questione in panico insensato, che finisce per comprendere anche un rinnovato malanimo verso chi arriva da terre lontane, in questo caso da chi ha gli occhi a mandorla. Con tutto quello che ne consegue anche in termini di abitudini quotidiane, smettendo non solo di frequentare mercati e ristoranti orientali, ma anche interrompendo rapporti umani già consolidati in ambienti e quartieri frequentati dagli asiatici in generale. Intravedo un unico antidoto che non vale solo contro il pregiudizio. Bisogna trovare la forza ed il coraggio di sfidare la paura, togliendo dalle fauci proprio di chi vive di paura la vittima di turno.

coronavirus-al-miscoscopio

Tra gli strumenti da adoperare bisognerà senz’altro investire di più e meglio nella comunicazione, costruendo vere e proprie realtà parallele che devono diventare più incisive ed influenti nel contrastare le deformazioni che derivano dal rimbombo e dai commenti della società globale su fatti reali o anche inventati, spesso artatamente messi in campo per interessi sociali, economici e politici di parte. Nella realtà dei social dobbiamo allora diventare ogni giorno più consapevoli ed anche più esigenti, perché non dovremmo mai dimenticare che tutti noi siamo soggetti attivi e passivi nel mondo dell’informazione. Dobbiamo, in definitiva, diventare più saggi, cosa che non sempre siamo. Per capire, capirci meglio e reagire efficacemente, allora, non dobbiamo più rivolgerci solo a Facebook, WhatApp e Twitter, ma anche andare a rileggere alcune illuminanti pagine dei Promessi Sposi del Manzoni, sapendo bene le sostanziali ed enormi differenze tra quanto successo nel 1630 e quanto accade oggi. Ecco perché dobbiamo guardare con grande fiducia e speranza ad un “ arma “ fondamentale che abbiamo a disposizione: la ricerca scientifica, ovvero le conoscenze di chi studia e le competenze di chi ne applica le scoperte. Va però superato l’aperto ostracismo populista che anche recentemente ha voluto distinguersi sulla decisione riguardo la validità di un vaccino o di una cura. Fiducia e razionalità si conquistano nel lungo periodo con la trasparenza, con informazioni chiare e decisioni tempestive soprattutto da parte delle istituzioni. E’ il tempo delle responsabilità, perché la posta in gioco è davvero troppo alta, ne va di mezzo la vita stessa delle persone.

Gigi Villotta

11 Febbraio 2020