CANDIDATI … CERCANSI !

 

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Avanti c’è posto

Mancano tre mesi alle prossime elezioni amministrative. Il 24 maggio si voterà per il nuovo Consiglio regionale del Veneto, ma in molte località, tra cui Venezia e Portogruaro, si rinnoverà anche il Consiglio comunale. Si stanno definendo le liste, ma l’attenzione maggiore è riservata ai candidati sindaci, in quanto figura più vicina ai cittadini, ma anche perché più sono conosciuti, più saranno in grado di convincere i potenziali elettori ai fini della vittoria elettorale, magari al primo turno.

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Non sempre la scelta riesce facile, perché le contrapposizioni e i distinguo sono sempre molto forti, ma lo sforzo maggiore sarà “ reclutare “ le persone da mettere in lista che, come accaduto in passato, dovranno essere davvero tante.

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C’è chi si metterà a disposizione ed accetterà per dichiarata appartenenza politica, chi vorrà fare un’esperienza nuova, chi si lascerà convincere inseguendo “ sogni di gloria “, ma ci sarà anche chi lo farà convintamente per dare una mano alla propria comunità, mettendoci la faccia. Non sarà facile trovare adesioni, non tanto perché c’è consapevolezza che molti saranno i candidati, ma pochi gli eletti, ma perché finisce per prevalere una certa ritrosia nel presentarsi, ritenendosi poco adatti o preparati all’impegno amministrativo, se non addirittura contrari per chiara delusione e poca fiducia nel nostro sistema politico/partitico.

 

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Tutte realtà e posizioni che vanno rispettate, ma prima che la campagna elettorale si faccia sentire, anche nelle sue forme meno positive, alcune considerazioni di fondo vanno poste ed evidenziate.

Cominciamo con il riaffermare che ogni elezione democratica dovrebbe essere orientata, come si dice da sempre, al bene comune. Questo basilare concetto, però, non è una sorta di formula che ognuno interpreta come vuole. Bisogna sempre saper guardare dentro a questa espressione ed interpretarne un aspetto che credo debba risultare fondamentale, direi quasi una condizione di presupposto: il rispetto delle istituzioni. Intendo riferirmi principalmente al valore della partecipazione, quindi della democrazia. Il tutto senza eludere una chiara richiesta di onestà, competenza e spirito di servizio da parte di chi sarà legittimato titolare di autorità, proprio in quanto democraticamente eletto.

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Per non correre il rischio di rimanere astratti, occorre aggiungere che altrettanto basilare sarà il riconoscere il diritto-dovere di tutti di dire le proprie opinioni, senza ricorrere a linguaggi fuorvianti, offensivi o volgari. Spero davvero la si smetta di fare campagna elettorale con il clamore, la confusione, il cattivo gusto. Basterà ragionare un po’ e si arriverà a capire che ciascuno di noi può avere la responsabilità di certe opinioni personali senza che le debba sempre mutuare da altri. Fare dunque particolare attenzione ai moderni “ pifferai “ o incantatori che non aiutano certo a pensare, non favorendo profondità, consapevolezza e riflessione. Sono molte le opportunità che ci vengono offerte per irrobustirci nell’approfondire le personali convinzioni.

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Acquisiremo così maggiore autostima riguardo le nostre energie interiori che finirà per conferirci anche una migliore autorevolezza nelle scelte e nei giudizi. Sarebbe davvero tutta linfa per un’autentica partecipazione alla vita democratica del nostro Paese e della nostra comunità, un’autentica democrazia dal basso. Molte volte ci domandiamo come e che fare concretamente. Va anzitutto vinta la tentazione, seppur grande, di cedere all’avvilimento, perché talora sembra di battere la testa contro il muro, soprattutto quando si avanza qualche critica costruttiva o qualche proposta alternativa.

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Elezioni Amministrative 2015 -Presentazione Candidati

Non bisogna demordere, anzi rimanere fedeli a quello che crediamo, pur senza essere così presuntuosi da non saper accettare suggerimenti e supporti che possono aiutarci a progredire in meglio. Così facendo si raggiungerà anche l’obiettivo di favorire e riuscire a coinvolgere più forze possibili per obiettivi di bene comune anche nel nostro territorio, sempre nel reciproco massimo rispetto. Non è che manchino i problemi o le omissioni, soprattutto riguardo chi non ha voce o si trova in difficoltà, non solo materiali. Si impone dunque l’esigenza di una duplice dinamica dentro le persone e le comunità.

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Bisogna guardare avanti con fiducia, perché così non si abbasserà la nostra soglia di resistenza e ancor più quella della partecipazione alla sforzo comune di risalire la corrente e tentare di dare soluzione alle questioni più urgenti e pressanti. Fiducia in sé, nel prossimo e nel futuro. L’altro elemento fondamentale sarà il coraggio, cioè la grinta di una volontà che deve portare a sentirsi protagonisti, non semplici gregari senza responsabilità.

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E’ importante, alla fine, che ciascuno faccia la propria parte, senza tentennamenti e, se necessario, anche superando paure di vario genere, nella consapevolezza che i grandi risultati si ottengono con i piccoli apporti di ogni giorno. Vale nella vita privata, nel sociale ed anche nella politica. Il 24 maggio è vicino. Un’occasione da non perdere, per chi sa e vuole mettersi in gioco.

Gigi Villotta

26 Febbraio 2020

VIRUS CONTAGIOSI

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La paura, un sentimento irrazionale

Ci sono materie troppo importanti, proprio perché toccano da vicino la “ carne “ dell’uomo, che non possono, anzi non dovrebbero mai costituire motivo di divisione o peggio di polemica politica o distinguo strumentale, in quanto – sono convinto – che il senso di responsabilità debba sempre prevalere soprattutto per evitare l’allarmismo ed il panico sociale. La salute è una di queste e proprio recentemente, con l’improvviso affacciarsi dell’epidemia di coronavirus scoppiata in Cina agli inizi del dicembre scorso, ne abbiamo avuto la riprova. Non è il caso di ridurre il tutto alla  “querelle“, di cui tanto si è scritto e detto, tra il governo centrale e la richiesta specifica sulle modalità di prevenzione a scuola anche da parte dei governatori regionali di Veneto e Friuli Venezia Giulia. Al riguardo, però, mi permetto un’unica osservazione.

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Perché ci sono voluti così tanti giorni per stabilire che siano i medici a decidere se gli studenti rientrati dalla Cina debbano restare a casa o tornare in classe? Ci voleva tanto a capire che la questione è medico-sanitaria e non scolastica? Perchè non si è pensato subito, proprio per evitare contrasti, ingerenze di campo e libere interpretazioni di affidare alle ALSS territoriali il compito di monitorare e seguire i vari casi su diretta segnalazione delle famiglie e dei dirigenti scolastici?

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Ovviamente le stesse famiglie, su base volontaria, possono sempre decidere di tenere a casa lo studente, anche se asintomatico, per 14 giorni, con assenza automaticamente giustificata. Sappiamo tutti invece come è andata e quante polemiche ne sono scaturite. Non sempre, da parte di chi detiene il potere ed il dovere politico, sono uscite reazioni lucide e giuste. Speriamo serva di lezione, anche per evitare che su problemi così delicati si finisca, ancora una volta, per spaccare in due il Paese. D’altro canto piena chiarezza va fatta per identificare le svariate voci false sul virus e sulla sua diffusione, perché anche queste possono danneggiare la salute. D’altronde non va mai dimenticato che la paura è un sentimento irrazionale, come lo sono gli stessi esseri umani. Altre considerazioni di carattere generale ( quelle specifiche e scientifiche vanno lasciate ai tecnici ed agli specialisti ) si impongono, se non altro per contribuire ad approfondire alcune tematiche che rischierebbero, forse, di rimanere sottotraccia e non essere adeguatamente messe in risalto.

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Ognuno di noi, credo, abbia delle domande da farsi, perché la complessa problematica che ci si prospetta davanti non può lasciarci estranei o impassibili. Vorrei partire da una premessa. Non so quanti ricorderanno che, non più tardi di due anni fa, senza che nessuno pensasse di acquistare mascherine in farmacia o a chiudersi in casa improvvisando inutili quarantene, metà del nostro Pianeta si trovò a fronteggiare un’altra grave epidemia, quella del morbillo. L’infezione, che conta un tasso di contagiosità nove volte più alto del coronavirus, alla fine del 2018 presentò un bilancio drammatico, perché i morti furono 140 mila. E pensare che contro il morbillo esiste già un vaccino, gratuito e reperibile almeno nei Paesi occidentali che consente di seguire una determinata profilassi e così evitare la malattia per sempre.  Allora attenzione a non fare del coronavirus una sorta di nuova linfa di chi vive con il terrore di ciò che non può controllare, né prevedere. In queste ore di allerta mondiale sono in molti a tramutare la sacrosanta attenzione che si deve alla questione in panico insensato, che finisce per comprendere anche un rinnovato malanimo verso chi arriva da terre lontane, in questo caso da chi ha gli occhi a mandorla. Con tutto quello che ne consegue anche in termini di abitudini quotidiane, smettendo non solo di frequentare mercati e ristoranti orientali, ma anche interrompendo rapporti umani già consolidati in ambienti e quartieri frequentati dagli asiatici in generale. Intravedo un unico antidoto che non vale solo contro il pregiudizio. Bisogna trovare la forza ed il coraggio di sfidare la paura, togliendo dalle fauci proprio di chi vive di paura la vittima di turno.

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Tra gli strumenti da adoperare bisognerà senz’altro investire di più e meglio nella comunicazione, costruendo vere e proprie realtà parallele che devono diventare più incisive ed influenti nel contrastare le deformazioni che derivano dal rimbombo e dai commenti della società globale su fatti reali o anche inventati, spesso artatamente messi in campo per interessi sociali, economici e politici di parte. Nella realtà dei social dobbiamo allora diventare ogni giorno più consapevoli ed anche più esigenti, perché non dovremmo mai dimenticare che tutti noi siamo soggetti attivi e passivi nel mondo dell’informazione. Dobbiamo, in definitiva, diventare più saggi, cosa che non sempre siamo. Per capire, capirci meglio e reagire efficacemente, allora, non dobbiamo più rivolgerci solo a Facebook, WhatApp e Twitter, ma anche andare a rileggere alcune illuminanti pagine dei Promessi Sposi del Manzoni, sapendo bene le sostanziali ed enormi differenze tra quanto successo nel 1630 e quanto accade oggi. Ecco perché dobbiamo guardare con grande fiducia e speranza ad un “ arma “ fondamentale che abbiamo a disposizione: la ricerca scientifica, ovvero le conoscenze di chi studia e le competenze di chi ne applica le scoperte. Va però superato l’aperto ostracismo populista che anche recentemente ha voluto distinguersi sulla decisione riguardo la validità di un vaccino o di una cura. Fiducia e razionalità si conquistano nel lungo periodo con la trasparenza, con informazioni chiare e decisioni tempestive soprattutto da parte delle istituzioni. E’ il tempo delle responsabilità, perché la posta in gioco è davvero troppo alta, ne va di mezzo la vita stessa delle persone.

Gigi Villotta

11 Febbraio 2020

“RIDATECI LA PISCINA”: conferenza stampa del Gruppo consiliare CENTRO SINISTRA PIÙ AVANTI INSIEME

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Ieri 1 febbraio 2020, alle ore 11, in via Resistenza a Portogruaro, presso il parcheggio della piscina comunale, si è tenuta una conferenza stampa, indetta dal Gruppo consiliare CENTRO SINISTRA PIÙ AVANTI INSIEME.
Si è parlato dei lavori di ristrutturazione della Piscina.
Ecco la sintesi dell’intervento di Marco Terenzi:

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La piscina di Portogruaro è la più importante struttura sportiva esistente nel mandamento con una media di 150MILA PRESENZE ANNUALI, 2500 ABBONATI, utilizzato dalle scuole per almeno 5 MILA STUDENTI all’anno, dove si pratica NUOTO AGONISTICO, libero e tutta una serie di attività rivolte agli utenti di tutte le età. La piscina è anche luogo di occupazione stabile per un numero consistente di lavoratori, fra istruttori ed addetti.

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Da parte dell’Amministrazione Senatore vi è stata una iniziale SOTTOVALUTAZIONE della situazione strutturale dell’impianto. Che si dovesse intervenire in modo adeguato e radicale era già chiaro ad inizio della consiliatura, nel 2015. Relazioni tecniche ed atti lo attestano.
L’Amministrazione, poi, è stata ONDIVAGA ed INCERTA quando si è trattato di individuare le modalità della ristrutturazione e della gestione, dato che la convenzione con la società sportiva era scadura il 31/12/2017.

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Si è infatti passati dalla finanza di progetto che prevedeva la progettazione e la realizzazione degli interventi complessivi di ristrutturazione da parte di un soggetto terzo a fronte della concessione trentennale della gestione, alla decisione di riportare tutto, dalla progettazione alla realizzazione delle opere, in capo al Comune.

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Ed infine vi è stata una CHIARA MANCANZA DI PROGRAMMAZIONE. Da quando l’Amministrazione Senatore ha deciso di far da sé, abbandonando l’opzione della finanza di progetto, l’Amministrazione PRIMA ha inteso FINANZIARE l’opera con la VENDITA di immobili, POI con la contrazione di un MUTUO, QUINDI con L’AVANZO di amministrazione.

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Successivamente ha SUDDIVISO l’intero INTERVENTO in due stralci ed il primo stralcio in due lotti, moltiplicando le procedure burocratiche e gli incarichi per le progettazione, frammentando un’opera complessiva di tale importanza che doveva essere mantenuta nella sua unitarietà per garantire efficacia, efficienza e tempestività. Responsabilità e carenze nella gestione delle vicenda da parte dell’Amministrazione Senatore hanno portato a questa situazione;

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la piscina non solo non ha riaperto a luglio, né a settembre né a novembre del 2019, ma i lavori non sono nemmeno iniziati e CON MAGGIO 2020 SARÀ QUASI UN ANNO DALLA CHIUSURA dell’impianto per i lavori di ristrutturazione.

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