SOLIDARIETA’, SPAZZACORROTTI E COESIONE SOCIALE

volontariato

L’incertezza del “ daspo “ vagante

Con il D.lgs. n°117 del 3 luglio 2017 e successivo decreto correttivo n°105 del 11 settembre 2018 si è dato il via alla riforma del Terzo Settore, un mondo complesso e variegato che conta in Italia 5 milioni e mezzo di volontari e che comprende fondazioni, cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e tanto altro. I settori di intervento spaziano dal settore sociale al socio-sanitario, dalla tutela del patrimonio culturale ed ambientale, allo sport, al soccorso e protezione civile. C’era bisogno di mettere mano ad un “ sistema “ che nel tempo aveva mostrato tutti i suoi limiti, sicuramente non nell’azione quotidiana di supporto e sostegno, ma soprattutto nella necessità di fare chiarezza sulla identificazione dei soggetti, tramite l’iscrizione ad un registro nazionale, nonché sulla personalità giuridica, mediante l’introduzione di un modello di statuto che raccolga tutti gli aspetti e requisiti stabiliti dalla legge per potersi effigiare di tale denominazione. Nell’affrontare l’iter burocratico per mettersi in regola, si sono evidenziate un paio di questioni che non poche problematiche hanno creato alle diverse realtà, in particolar modo le piccole che sono la maggioranza. Vale la pena ricordare che nei 20 Comuni del Veneto Orientale sono circa 1100 le associazioni attive, di cui 110 nel comune di Portogruaro e 199 a S.Donà di Piave, secondo i dati 2018 della Fondazione Pellicani. La prima riguarda la complessità della normativa con alcuni passaggi interpretativi assai complicati e la seconda, invece, la pratica attuazione del nuovo codice che potrebbe mettere tante associazioni di volontariato a rischio esistenza. Questioni come la privacy, il regime fiscale, le caratteristiche e le funzioni proprie del volontario, gli obblighi assicurativi dei soci attivi sono e rappresentano solo alcuni dei problemi contenuti nelle nuove disposizioni di legge. Un altro aspetto molto importante, comune a tutti i soggetti del Terzo Settore, riguarda la modifica dello statuto sociale entro il prossimo mese di agosto 2019, adeguandolo alle nuove disposizioni di legge per essere inseriti nel Registro Nazionale e quindi poter entrare a far parte ufficialmente di questa “ grande famiglia “ con tutti gli obblighi e benefici che ne conseguono.

scartoffie

Quante associazioni possono contare su specialisti/esperti disponibili a risolvere gli intricati problemi cui sono chiamati a rispondere, o in alternativa ricorrere ad altri “ volontari “ pro bono o  rivolgersi a dei professionisti? Sta di fatto che le scadenze sono alle porte e bisogna provvedere! Non si sa quanto il legislatore ne abbia tenuto conto, certo è che – soprattutto per le piccole realtà – la strada non sempre è in discesa, con tutto ciò che ne consegue. Già sopravvivere, tra vincoli burocratici e normative sempre più stringenti, diventa una battaglia quotidiana e lo sanno bene quanti quotidianamente si prodigano per dare una mano. Cosa succederebbe se il variegato mondo del volontariato si fermasse, anche dalle nostre parti? Il pubblico, da solo, non ce la farà mai. Non è solo questione di strutture e di mezzi materiali ed economici, i volontari agiscono dove altri non possono arrivare, attivando vera solidarietà e concreta sussidiarietà. Rimane aperto un grande problema: il ricambio generazionale. Una variante, questa, che non dipende da norme e statuti. Anche da noi comincia ad evidenziarsi una stagione di difficoltà, in alcuni casi dovuta alla frammentazione e all’incapacità di fare rete. E’ auspicabile che qualcuno, ai diversi livelli politico- istituzionali, sappia al più presto leggere a fondo la realtà italiana, anche sotto il profilo “ culturale “, perché è arrivato davvero il momento di distinguere la ricchezza personale da quella collettiva ed il bene privato dal bene comune. E’ una sfida difficile, ma non impossibile, se davvero si crede nelle forze “ sane “ di questo meraviglioso Paese, a cominciare proprio da chi, anche dalle nostre parti, si mette quotidianamente e gratuitamente a servizio degli altri. Un patrimonio prezioso da salvaguardare e rinnovare. Non mancano, a questo proposito, anche delle forti contraddizioni, se non delle vere e proprie azioni che penalizzano – di fatto – tutto il Terzo Settore. Ne è un esempio la legge “spazzacorrotti “ , approvata dal nostro Parlamento, che, con l’intento di portare nella politica più trasparenza e prevenire così la corruzione, rischia di abbattersi su associazionismo e volontariato. Di fatto si è voluto equiparare i partiti alle associazioni. Una scelta che lascia non poco perplessi e che può calare come una scure su un mondo già gravato da non poca burocrazia. Cosa potrebbe succedere, se non si rimedierà al più presto “ aggiustando “ la norma, come è stato promesso a livello governativo? Potrebbe accadere che, se nel direttivo di una qualsiasi associazione di volontariato, siede – ad esempio – anche un solo consigliere comunale ( in carica o lo è stato nei 10 anni precedenti ) allora l’associazione è tenuta a produrre e pubblicare le stesse documentazioni e certificazioni richieste ai partiti politici, facendosi anche carico di tutti gli oneri, compresi quelli economici, che ciò comporta.

burocrazioa

Una vera follia, soprattutto per le piccole realtà, che finirebbero per perdere la disponibilità di molti volontari e quindi arrivare all’eventualità di dover chiudere. Una norma che finisce per legittimare l’antipolitica o peggio far passare l’idea della politica solo latrice di corruzione. Insomma una sorta di “ daspo “, tanto più in un Paese come il nostro dove il Terzo Settore svolge un ruolo fondamentale, sussidiario e necessario. Colpire nel mucchio non ha davvero senso e un bravo legislatore non dovrebbe farlo mai. E le mele marce? Si trovino e si usino gli strumenti adeguati per individuarle ed eliminarle. Non resta davvero che sperare si tratti di un errore, al quale al più presto porre rimedio, se non vogliamo – un’altra volta –  penalizzare quanti quotidianamente si danno da fare per gli altri e rendere così più efficace anche la coesione sociale, attuando concretamente il principio della reciprocità.

Gigi Villotta

23 Aprile 2019

Le chiacchiere stanno a zero, parlino i fatti: Fondazione S.Cecilia e Portogruaro Campus

1_FM_LOGO_NERO_VERTICALE_370

Per tre anni la Amministrazione Senatore ha generato in modo incomprensibile ed immotivatamente
incertezza ed esitazione intorno alle Fondazioni Santa Cecilia e Portogruaro Campus. “Molte volte siamo intervenuti in Consiglio Comunale per denunciare questo stato di cose. Ora attendiamo la prova dei fatti e, quando arriveranno, esamineremo con attenzione i provvedimenti che la Giunta Senatore porterà all’attenzione del Consiglio Comunale.”

campus

Ecco le dichiarazioni di Marco Terenzi:

“Nel corso dei lavori della 2° Commissione Consiliare svoltasi lo scorso 17 aprile, su richiesta formale del Gruppo Consiliare CSX_PAI, si sono prese in esame la situazione attuale e le prospettive future della Fondazione Musicale S.Cecilia e della Fondazione  “Portogruaro Campus” . Nella stessa sede gli Amministratori delle Fondazioni hanno avuto modo di rappresentare l’articolazione delle attività in campo, soprattutto in prospettiva futura. Dalle dichiarazioni della Sindaco Senatore è stato confermato l’intendimento di rinnovare le convenzioni in  scadenza, riallineando nel contempo i contributi erogabili dal Comune alle Fondazioni sui precedenti livelli. E’ l’implicita ammissione che non sussistono, a riguardo, impedimenti derivanti dalla normativa vigente e dalla Corte dei Conti all’erogazione di contributi da parte dei Soci Fondatori, così come da subito il Gruppo CSX_PAI aveva sostenuto.

E’ indubbio che le Fondazioni, da sempre, abbiano esercitato ed esercitino un’attività di accertato e motivato interesse pubblico negli ambiti della cultura e formazione musicali e dell’alta formazione universitaria a beneficio dei giovani e dell’intera comunità di Portogruaro, del suo mandamento e dell’intera Città Metropolitana, attività qualificata di indubbia attrazione in favore del nostro territorio; così come è indubbio che tali attività risultavano già oggetto delle Convenzioni stipulate con le diverse Amministrazioni che si sono susseguite.

A maggior ragione resta incomprensibile ed immotivata la politica che l ’Amministrazione Senatore ha tenuto, a tutt’oggi, nei confronti delle Fondazioni. Infatti diversamente da quanto avevano fatto le precedenti Amministrazioni, l’Amministrazione Senatore, fin dall’inizio, ha generato incertezza ed esitazione intorno alle Fondazioni, soggetti che avrebbero dovuto invece essere concretamente incoraggiati e tutelati ed ai quali avrebbe dovuta essere garantita la condizione di piena operatività per poter adeguatamente programmare e realizzare la qualificata attività.

Prima l’approvazione della convenzione nella seduta del 31/10/2016 del Consiglio Comunale da parte del Comune e della Città Metropolitana, soci fondatori della Fondazione, che ha progressivamente ridotto il  campo di attività ed il contributo dei soci fondatori, passando dai 250 mila euro per il biennio scolastico 2016_2017 ai 100 mila per il biennio 2018_2019, prefigurando il disimpegno finanziario del Comune e della Città Metropolitana stessi. Quindi le dimissioni del Presidente dr. Giovanni Mulato, intervenute nel mese di aprile del 2017 e successivamente di altri due membri del CDA. Infine al termine del Festival Internazionale di musica 2018 le dimissioni del Maestro Bronzi, stimato ed apprezzato Direttore Artistico del Festival stesso, alla sua 36° Edizione che ha parlato esplicitamente di una Fondazione ormai senza vita per volontà addirittura dei Soci fondatori.

Ora sembra che possa avere finalmente termine questo triennio di incertezza che ha pesato negativamente sulle attività delle Fondazioni e che si possa giungere all’approvazione di una nuova convenzione che preveda il riconoscimento delle prestigiose attività svolte dalle Fondazioni in favore della comunità portogruarese, del suo mandamento e della Città Metropolitana,  il riallineamento dei contributi almeno sui livelli grarantiti dalle precedenti Amministrazioni e che rappresenti, senza aggravi e vincoli burocratici, un idoneo strumento operativo regolante i rapporti fra i Soci fondatori, fra cui il Comune e le Fondazioni medesime. In questo senso esamineremo con attenzione i provvedimenti che la Giunta Senatore porterà all’attenzione del Consiglio Comunale.

 

 

Il Gruppo “Centrosinistra Più Avanti Insieme”,

Il Capogruppo del Gruppo Consiliare

“Centro Sinistra Più Avanti Insieme”

Marco TERENZI                                                                                                    Portogruaro 20 aprile 2018″

comunicato_stampa_123_fondazione_s_cecilia_200419

Interventi collegabili alla realizzazione della terza corsia:NON PERVENUTI!

gazzettino-14-04-2018-bloccatraafficoL’Amministrazione Senatore ancora una volta non ha dato continuità ad accordi, percorsi e progetti definiti dalla precedente Amministrazione manifestando sul tema una sostanziale inerzia ed oggi constatiamo quanto sia stato controproducente ed incomprensibile questo atteggiamento.
Viabilità alternativa e complementare; controstrade e piste ciclabili; interventi di mitigazione ambientale; barriere fonoassorbenti; questo era il pacchetto di interventi collegabili alla realizzazione della terza corsia, che doveva essere messo al centro dell’attenzione nelle Conferenza di Servizio per l’approvazione del progetto esecutivo.

Ecco le dichiarazioni di marco Terenzi:

“Apprendiamo dalla stampa che è avvenuto l’annunciato incontro fra la Regione Veneto, il Comune di Portogruaro, l’Anas ed Autovie Venete sulla situazione viaria del portogruarese ed in particolare sugli eventuali lavori per l’eliminazione della rotonda in via Antinori, la cosiddetta rotonda “blocca-traffico”. Annotiamo anche l’ennesima presa di posizione di Ennio Vit Presidente del Comitato di S.Nicolò che richiama “la necessità di soluzioni viabilistiche concrete che possano almeno in parte risolvere i problemi del quartiere che l’Amministrazione Comunale non ha mai voluto In approfondire”.

In effetti i temi della viabilità, dell’inquinamento dell’aria e della qualità della mobilità a S. Nicolò non possono essere certamente ridotti alla rimozione della rotonda di via Antinori che fu realizzata provvisoriamente per consentire l’accesso  in sicurezza alla SP 251 di residenti e di attività commerciali.

Come abbiamo avuto modo di precisare in Consiglio Comunale, negli incontri con la cittadinanza e con il Comitato stesso, la soluzione complessiva era stata definita attraverso l’elaborazione di un progetto e la stipula di un Protocollo di intesa (o Accordo di Programma) nel 2010 fra il Comune di Portogruaro, la Regione Veneto, la Provincia di Venezia, oggi Città Metropolitana di Venezia, il Comune di Gruaro ed il Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale per la realizzazione della viabilità complementare alla SP 251, di collegamento tra la rotatoria all’uscita dell’Autostrada e la rotatoria degli Alpini,  con l’attraversamento in sottovia dell’autostrada A4 in prossimità del canale Campeio esternoInoltre nella prima Conferenza dei Servizi relativa alla realizzazione della terza corsia dell’A4 e negli incontri tenutisi allora con Autovie Venete, la precedente Amministrazione aveva depositato adeguate osservazioni per l’adeguamento e le asfaltature di alcune controstrade e le realizzazione di piste ciclabili nei sottopassi che interessano S. Nicolò e Potovecchio, per la sicurezza e per il collegamento di S. Nicolò con il Centro Commerciale, con il Polo sportivo, con Portovecchio stessa ed in continuità con il Giralemene, opere che avrebbero dovuto trovare realizzazione contestualmente alla realizzazione della terza corsia.

Viabilità alternativa e complementare; controstrade e piste ciclabili; interventi di mitigazione ambientale; barriere fonoassorbenti; questo era il pacchetto di interventi collegabili alla realizzazione della terza corsia, che in continuità con il percorso definito dalla precedente Amministrazione, doveva essere messo al centro dell’attenzione nelle Conferenza di Servizio per l’approvazione del progetto esecutivo di realizzazione della terza corsia tenutasi nell’aprile del 2017 a Portogruaro e negli incontri istituzionali successivi con la Regione ed Autovie Venete. L’Amministrazione Senatore ancora una volta non ha dato continuità ad accordi, percorsi e progetti definiti dalla precedente Amministrazione manifestando sul tema una sostanziale inerzia ed oggi constatiamo quanto sia stato controproducente ed incomprensibile questo atteggiamento, tanto più che la realizzazione della  terza corsia autostradale era ed è un occasione storica ed irripetibile per intervenire in modo determinante e positivo sulla viabilità di accesso nord alla città. Continueremo a sollecitare dall’opposizione l’Amministrazione Senatore a tenere alta l’attenzione sul tema e a lavorare su un piano organico che contempli viabilità alternativa e complementare alla SP251 ed un’adeguata rete ciclabile, così come già definito in atti ed Accordi fra Enti intervenuti precedentemente.

Il Capogruppo del Gruppo Consiliare

“Centrosinistra Più Avanti Insieme”

Marco TERENZI                                                                                                                  Portogruaro 14/04/2019″

comunicato_stampa_122_viabilita_s_nicolo_140419

DIFESA LEGITTIMA … a domicilio!

armi

Trasferire sui privati il dovere di sicurezza?

Alla fine del marzo scorso, la riforma dell’istituto penale della legittima difesa è diventata legge. Dopo anni di discussioni e polemiche, il parlamento italiano – a larga maggioranza – ha sancito il legittimo diritto a difendersi in caso di violazione di domicilio (sono inclusi anche negozi ed uffici), considerando la difesa “ sempre “ proporzionata all’offesa. Viene eliminato, di fatto, ogni spazio di discrezionalità da parte del giudice nella valutazione della proporzionalità tra difesa ed offesa. In pratica non è comunque punibile chi, avendo commesso il fatto per la salvaguardia della propria incolumità, abbia agito in condizioni di minorata difesa o in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto. Va detto subito che, da un recente sondaggio, risulta che nel nostro Triveneto il 71% non ha dubbi sul fatto che sparare ad un ladro in casa si può, con percentuali che salgono di dieci punti nella fascia d’età tra 25 e 34 anni e di cinque in quella tra 35 e 44 anni.

munizioni

Questo a significare, se ce ne fosse stato bisogno, l’adesione più ampia della gente all’idea che sia sempre “ giusto e legittimo “ difendersi, anche con l’uso delle armi, dai malintenzionati che ti entrano in casa o in negozio. Primo elemento, di carattere generale, su cui riflettere è il concetto stesso di paura. Ricordava F.D. Roosvelt , nel suo discorso insediativo alla Casa Bianca nel 1933, che “ l’unica cosa di cui aver paura è la paura stessa”. Diventa buona quando induce ad usare prudenza per evitare il peggio, oppure cattiva quando paralizza esponendo al peggio. Credo non occorra inventare nulla, perché la cronaca quotidiana ci fornisce tante occasioni e fatti che servono a costruire situazioni di paura. Magari ieri andava peggio, ma chi se lo ricorda? Furti ( -6,2%) e rapine ( – 7,6%) sono in calo nel 2018, secondo i dati ufficiali della Polizia di Stato, ma la percezione è un’altra cosa. Antidoto alla paura sta diventando una pistola nel cassetto o in tasca, con una legge che ti consente di usarla con maggior “ disinvoltura “. Una settantina di parlamentari della Lega hanno già rilanciato, depositando una proposta di legge per “ rendere più agevole l’iter per  acquistare un’arma destinata alla difesa personale “.

kids-are-the-future-not-guns

Bisogna ricordare che non è con la disciplina della “ legittima difesa “ che si può dare una cornice legale stabile al tema della sicurezza e dell’incolumità dei cittadini. Parimenti va sottolineato come la percezione di insicurezza non sia solo una distorsione psicologica e quindi non va sottovalutato lo stato di malessere dei cittadini liquidandolo come fosse una reazione isterica o addirittura meschina. Proprio perché i cittadini, invece, sono titolari di diritti inalienabili, deve essere lo Stato la garanzia della loro sicurezza, dotandosi di un apparato repressivo ed un sistema giudiziario proprio per tutelare e difendere la vita e la proprietà di chi fa parte di una comunità nazionale regolata dalle leggi. Non bastano certo “ le ronde “ o il controllo di vicinato, come avvenuto anche dalle nostre parti, per affrontare e risolvere il problema. La situazione di insicurezza diminuisce quando il cittadino vede lo Stato presente, i territori presidiati, la tutela delle persone avvertita, anche fisicamente, grazie ai corpi delle forze dell’ordine a cui non si devono però lesinare risorse, aiuti e organici. Perché tutto funzioni non deve venire a mancare una seconda condizione essenziale:  la certezza della pena che impedisca a chi delinque di tornare a delinquere, di seminare paura e terrore in chi si sente indifeso e alla mercè dei violenti, con uno Stato impotente. Conta però sottolineare che, come dimostrano i dati statistici, l’aumento delle pene non produce una riduzione dei reati. Ciò che, invece, va senz’altro scongiurato è il tentativo di trasferire sui privati, quasi invitandoli a dotarsi di armi, il dovere di sicurezza che l’organizzazione statale, unica autorizzata all’uso della forza, deve garantire. Altrimenti si arriva alla “ giustizia fai da te “  o  agli occhi del “ grande fratello “ per tentare di vincere il costante senso di insicurezza, per non parlare della crescente sfiducia che porta il cittadino a non più denunciare furti e scippi, perché si pensa rimarranno impuniti. Risultato: lo Stato perde sempre. Una riflessione a parte merita il fatto di mettere le mani in alcuni punti specifici del nostro codice di procedura penale. Non tanto riferendoci al suo carattere generale, come catalogo dei delitti e delle pene, ma ai principi fondamentali che reggono tutto il sistema e che sono radicalmente imparentati con l’etica. Infatti la relazione tra colpa e pena mette a nudo e in connessione tutta una serie di elementi che vanno dal rilievo della coscienza e della volontà, al peso delle circostanze che possono aggravare o attenuare la situazione, fino alle possibili “ cause di giustificazione “ che potrebbero rendere l’azione “ non punibile “.  L’equilibrio tra tutte queste condizioni è e rappresenta sempre una operazione molto difficile da discernere, perché frutto del bilanciamento di diversi fattori. Equilibrio, si badi bene, che non dipende dal censimento dei delitti o dalla insicurezza sociale, ma che deve valere sempre, anche quando ci si trova ad affrontare storie tragiche narrate anche recentemente dalla cronaca. Ho l’impressione che la nuova legge abbia introdotto, al riguardo, un cambio di rotta. Si è voluto resettare il giudizio “ tout court “ sulla legittima difesa per chi reagisce ad una aggressione o intrusione in casa sua, senza peraltro poter estromettere le esigenze di proporzione e di attualità del pericolo. Sarebbe davvero avvilente se nel tempo scoprissimo che la nuova legge di riforma penale della legittima difesa sia stata voluta, prevalentemente, allo scopo di incidere sui giudizi del tribunali.

Gigi Villotta

11 Aprile 2019

a Città è bloccata e per certi versi regredita! La Lega è corresponsabile, è al governo dell Città.

 gazzettino-06-04-2018-lega-scarica-senatore

ECCO IL COMUNICATO DI MARCO TERENZIIl Capogruppo Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più Avanti Insieme”:

“Chi pensa di attaccare il Centrosinistra cercando di far dimenticare il proprio operato durante tutti questi 39 mesi di amministrazione, sappia che ci troverà pronti! La Città è bloccata e per certi versi regredita!La Lega è corresponsabile, è al governo dell Città.

Dall’estate scorsa l’Amministrazione Senatore, sostenuta fino ad allora convintamente, è sotto esame del partito della Lega e del suo Segretario Provinciale Luca Tollon che prima ha chiesto le dimissioni della Vice-Sindaco Ketty Fogliani della Lega stessa e poi ha iniziato una politica di riposizionamento rispetto alla Sindaco Maria Teresa Senatore, in chiave evidentemente pre-elettorale, culminata con le astensioni sulle principali delibere esaminate nell’ultimo Consiglio Comunale e con le recenti dichiarazioni sulla stampa.

Come dire Lega contro Lega! Lega di lotta e Lega di governo!

Intanto, mentre si sta svolgendo questo epilogo pre-elettorale, tutto interno alla Lega, la Città è bloccata e per certi versi regredita!

Il Gruppo di Centrosinistra Più Avanti Insieme, come forza di opposizione, rammenta come la Lega di Portogruaro, che ora si smarca dalla sua stessa maggioranza, sia stata determinante per l’elezione della Sindaco Senatore e per l’approvazione dei provvedimenti che la maggioranza di centrodestra e delle liste civiche aggregate ha approvato convintamente ed acriticamente, provvedimenti che hanno sempre visto la motivata e forte opposizione del Gruppo di Centrosinistra. E’ bene ricordarlo ai cittadini!

La Lega è corresponsabile della viabilità del centro storico e della rotonda di San Giovanni, una realizzazione inutile, onerosa (ca 500 mila euro di spesa) ed urbanisticamente fuori contesto; della determinazione di realizzare il Palazzetto dello sport nella frazione di Pradipozzo, impegnando 2,4 milioni di euro, decisione assunta senza consultazioni e senza considerare la pianificazione urbana, l’assenza dei servizi accessori e lo sviluppo della viabilità; della decisione di non completare il Polo Sportivo di San Nicolò  e della incomprensibile dilatazione dei tempi per la ristrutturazione della Piscina Comunale di via Resistenza che ora rischia una lunga sospensione dell’attività.

Così come la Lega ha sostenuto l’immotivata ed incomprensibile azione di indebolimento dell’Amministrazione Senatore nei confronti della Fondazione “S.Cecilia” e della Fondazione “Portogruaro Campus”, eccellenze di Portogruaro, anche con la vistosa e progressiva riduzione dei contributi, che ha causato – fra l’altro – le polemiche dimissioni del Maestro Bronzi, da anni il Direttore Artistico del Festival Internazionale di Musica.

La Lega è responsabile in solido con l’Amministrazione Senatore dell’abbandono dei percorsi di valorizzazione socio economica della Città, come l’Agenda Strategica del Centro Storico che prevedeva la riprogettazione ed il completamento degli interventi di arredo urbano, in corso Martiri, l’istituzione della “Zona 20” per promuovere la mobilità lenta, con la contestuale attivazione del sistema centrale di sosta nel Park interrato PIO X e la progressiva pedonalizzazione di via Martiri, la riqualificazione dei portici quale elemento funzionale e caratterizzante il centro storico, la rivisitazione dei plateatici, l’adozione di misure di fiscalità di vantaggio per promuovere un centro commerciale naturale dentro il centro storico.

Il Centrosinistra è costantemente intervenuto mantenendo su questi temi una posizione radicalmente critica verso l’amministrazione Senatore ma mai mancando di fare proposte alternative e migliorative.

Nell’ultimo Consiglio Comunale abbiamo sostenuto delibere per contributi dell’UE mediati dalla Regione Veneto per un progetto culturale intercomunale (Concordia Sagittaria, Portogruaro, Caorle, Cinto Caomaggiore e Gruaro) e per la conferma del Consorzio del Parco dei Fiumi Reghena, Lemene e dei Laghi di Cinto; misure e determinazioni finalizzate all’attrazione turistica ed orientate allo sviluppo del Veneto Orientale.

Chi pensa di attaccare il Centrosinistra cercando di far dimenticare il proprio operato durante tutti questi 39 mesi di consiliatura, sappia che ci troverà pronti con le argomentazioni e con gli atti, perché le Deliberazioni Comunali approvate in Consiglio Comunale sui diversi importanti temi riportano tutte l’esito delle votazioni di ciascun Gruppo Consiliare, Lega compresa, che dovrà assumere di fronte ai cittadini la sua parte di responsabilità sull’operato dell’Amministrazione Senatore.”

comunicato_comunicato_stampa_121_lega_070419