Santa Cecilia: il 29 10 2018 si discute in Consiglio

 

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Conferenza stampa sabato 20 ottobre 2018, per fare luce sulla vicenda Fondazione Musicale Santa Cecilia, e richiedere convocazione urgente del Consiglio Comunale sulle Fondazioni a Portogruaro.

Come anticipato in conferenza stampa del 20 10 2018, su richiesta del Gruppo Centro Sinistra Più Avanti Insieme, è stato inserito all’ordine del giorno del Consiglio comunale del 29 10 2018

  • la Richiesta di  discussione generale inerente la Fondazione Musicale Santa Cecilia e la Fondazione Portogruaro Campus (ai sensi dell’art. 26, capo III, “Diritti dei consiglieri” del Regolamento del Consiglio Comunale); che si terrà in adunanza “aperta”, sono stati invitati a partecipare: il Presidente della Fondazione Musicale Santa Cecilia, prof. Paolo Pellarin, il Presidente della Fondazione Portogruaro Campus , avv. Aldo Maganza e il Segretario Generale della Città Metropolitana di Venezia, dott. Stefano Nen.

inoltre a richiesta del Gruppo Centro Sinistra Più avanti Insieme e del Gruppo Misto si discutera del seguente “Ordine del Giorno”:

Proposta di Ordine del Giorno sulla valorizzazone, sul sostegno e sulla continuità delle attività delle Fondazioni “S. Cecilia” e “Portogruaro Campus”

 

INFANTILISMO IDEOLOGICO

mamma con bimbo

Serve una maggiore disponibilità all’ascolto

Già in passato, affrontando il tema legato al rapporto tra cattolici e politica (rapporto che parte da molto lontano) si è evidenziato come le relative problematiche andrebbero bene contestualizzate nel bizzarro concetto di laicità che si è affermato nel nostro Paese e della conseguente superficialità con cui si parla della realtà cattolica, anche in termini di dialogo e di confronto. Un approfondimento è quanto meno dovuto, perché ai cattolici – non solo quelli impegnati attivamente in politica – viene sì lasciata libertà di esprimersi, magari su temi etichettati come “eticamente sensibili “, ma quasi sempre finiscono per non essere ascoltati o peggio ignorati. C’è di più, vengono osteggiati, guardati con sospetto e “ politicamente “ contestati per le loro prese di posizione. L’ultima riprova viene dal caso della capogruppo del PD in consiglio comunale a Verona, un episodio finito su tutte le prime pagine dei giornali con commenti e prese di posizione, alquanto pesanti e perentorie anche da parte di esponenti nazionali dello stesso partito. Di cosa si è trattato? E’ stata sfiduciata dal suo gruppo consiliare per aver votato – con il Centrodestra – una mozione che promuove la città di Verona “ a favore della vita “ e introduce misure di sostegno alle associazioni impegnate su questo fronte. Secondo gli sfiducianti la mozione mistifica principi e risultati della legge 194/78 che invece – a loro avviso – ha svolto e svolge un ruolo fondamentale nell’emancipazione non solo della donna, ma anche dell’intera società italiana. Secondo la sfiduciata, nel deliberato, non si è chiesto affatto di minare, svuotare o peggio di abolire la 194 che – si guardi bene – è una legge della Stato e va dunque osservata ed applicata, ma solo renderla perfettamente compatibile con azioni che incentivino il sostegno alla vita, per accrescere e non limitare la libertà della donna. Una legge che ha 40 anni ed è ancora poco conosciuta, in particolare agli artt. 1-2-5 che dispongono interventi per la protezione della maternità. Una serie di norme che, pur ponendosi prioritariamente l’obbiettivo della “ tutela sociale della maternità e dell’interruzione volontaria della gravidanza”, non hanno certo liberalizzato l’aborto, né lo hanno legittimato come forma anticoncezionale. Si può allora apertamente sostenere chi aiuta le donne a non abortire? Non mi pare, secondo alcune autorevoli voci! E’ proibito farlo? Rivendicando dunque il pieno diritto a votare secondo la propria coscienza, non si comprendono invece gli strali che il partito ha rivolto alla sua capogruppo, almeno che non si voglia – ancora una volta – fare una battaglia ideologica o riaprire fronti di scontri sociali, mai assimilati nel tempo dalla “ fusione fredda “ nel PD tra le anime del riformismo cattolico e quello socialista. Un tentativo di sintesi tra culture politiche diverse mal riuscito, ma, come dimostrano i recenti fatti di Verona, in nessun modo dovrebbe mai presupporre la negazione di una dialettica laica ed aperta al dibattito, in particolare sui temi etici. Il pensiero unico di qualcuno non ha ancora capito che le differenze sono una ricchezza, se non sono viste con ostilità o osteggiate. Ci vuole una maggiore disponibilità all’ascolto. Poi, se la donna va difesa, va difesa sempre. Che dire allora di certi silenzi sullo sfruttamento del corpo delle donne più povere, a partire dalla pratica dell’utero in affitto? E gli esempi potrebbero continuare. Ecco allora, anche per la legge 194, la non rinviabile necessità – da parte di tutti i gruppi politici – di riesaminare le esperienze pratiche, le acquisizioni scientifiche e giuridiche, fin qui maturate, per introdurre le necessarie modifiche. Si dovrebbe, insomma, ripartire dall’idea che il problema, per la sua complessità e delicatezza, richiede da parte di tutti un alto senso di responsabilità e la aperta disponibilità a rivedere concetti ed idee che sembrano ora acquisiti e quasi cristallizzati. Questa la possibile strada da seguire, non sottovalutando il pericolo rappresentato da quella forma di “ infantilismo ideologico “ di chi invece crede, a quarant’anni di distanza, valga ancora la pena di riaprire ferite sociali, con battaglie di bandiera. “ Giù le mani dalla 194 “ questo lo slogan più evocato e rilanciato oggi da più parti. Ma chi difende la 194 e pretende a gran voce la sua piena attuazione, non dovrebbe esclusivamente puntare all’autodeterminazione della donna o garantire la pratica abortiva nelle strutture ospedaliere, ma correttamente prendere atto che – così solo facendo – lo Stato si sottrae al suo dovere di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana …. “ ( art. 3 della nostra Costituzione). Ecco allora, ben consapevoli che per ogni donna l’aborto è sempre un dolore, bisognerà lavorare per una cultura della maternità responsabile. Significa che a tutti, uomini compresi, tocca rendere veri ed esigibili i diritti che tutelino la dignità delle donne, partendo proprio dal diritto a poter scegliere e di poter scegliere la vita.

Gigi Villotta

22 Ottobre 2018

Possibilità di usare l’avanzo di amministrazione: le proposte.

A proposito della possibilità di usare l’avanzo di amministrazione del Comune di Portogruaro, ecco le nostre proposte nelle parole del Gruppo Consiliare Centrosinistra Più Avanti Insieme (comunicato stampa del 19 ottobre 2018).

L’elenco proposto è il seguente:

* la realizzazione della nuova uscita di Via Attigliana e via Caduti per la Patria su S.S. 14 – opera prevista in programmazione nel 2019 per un importo di euro 375.000;
* Opere di viabilità a servizio di Viale Pordenone-stralcio funzionale – da determinarsi;
* Sistemazione percorsi ciclo-pedonali “ Liston urbano” da viale Trieste a Viale Cadorna 2° stralcio – in programmazione nel 2020 per un importo di 130.000 euro;
* Liston urbano sistemazione tratti di pista ciclo-pedonale in Borgo San Nicolò in programmazione nel 2018 – prorità 2 – per un importo di 85.000 euro;
* Percorso ciclo-pedonale di collegamento Portogruaro – Summaga;
* Interventi derivanti da verifiche statiche su immobili scolastici in programmazione nel 2019 per un importo di 180.000 euro.

“SBLOCCO AVANZI DI AMMINISTRAZIONE

Come noto la Ragioneria Generale dello Stato con circolare n. 25 del 3 ottobre 2018 ha dato applicazione alle sentenze della Corte Costituzionale n. 247/2017 e n. 101/2018, le quali hanno stabilito come il blocco dal 2013, di risorse inerenti gli avanzi di amministrazione dei Comuni virtuosi, derivante dal patto di stabilità, fosse illegittimo.

Tale blocco ha fortemente penalizzato Comuni, tra cui Portogruaro, che non hanno potuto utilizzare completamente gli avanzi per gli investimenti a favore delle proprie Comunità.

L’Amministrazione precedente, grazie al corretto uso delle risorse, ad una gestione oculata, ad una previdente programmazione, ha lasciato in eredità risorse e progetti che oggi, a seguito dello sblocco dell’avanzo, potranno essere utilizzati. Nell’esprimere grande soddisfazione per tale decisione della Ragioneria dello Stato, si invita l’Amministrazione Comunale ad utilizzare subito ed al meglio tale opportunità.

Per il Comune di Portogruaro la quota “liberata”, a seguito della circolare n. 25 della Ragioneria Generale dello Stato, ammonterebbe a circa 313 mila euro. Complessivamente da informazioni assunte l’avanzo di amministrazione del Comune di Portogruaro, ancora utilizzabile al 9 ottobre 2018 è pari a circa 496 mila euro.

L’Anci Veneto ha già fornito alcune precisazioni per l’utilizzo di tali risorse, tra queste:

-l’avanzo di amministrazione deve essere utilizzato solo per finanziare investimenti sia diretti che indiretti, quindi anche trasferimenti finalizzati a far realizzare investimenti ad altri enti pubblici o privati, senza alcun limite e senza presentare alcuna richiesta;

-gli Enti in avanzo, per utilizzare quote aggiuntive di avanzo, devono variare gli strumenti di programmazione già adottati per l’anno in corso (documento unico di programmazione, programma opere pubbliche, bilancio di previsione) e avviare entro l’anno in corso le nuove spese di investimento e di renderle esigibili o riuscire ad accantonare il fondo pluriennale vincolato di spesa.

Per utilizzare i fondi resi disponibili, entro il prossimo 31 dicembre, pare quindi siano necessari progetti avanzati ed aver impegnato la spesa per almeno una parte del quadro economico dell’opera, spese di progettazione escluse.

Dobbiamo peraltro segnalare come il Comune di Portogruaro non abbia ancora approvato, entro il 30 settembre come previsto per legge, il programma delle opere pubbliche per il triennio 2019/2021. Il ritardo in sè non inficia l’iter amministrativo, ma la programmazione, il cui procedimento amministrativo, che prevede la pubblicazione per le relative osservazioni per 60 giorni all’albo pretorio, rischia ancora una volta di non essere condiviso con la Comunità.

Trasparenza ed informazione ancora una volta vengono disattese.

Il Gruppo Consiliare ha formalmente avanzato all’Amministrazione ed ai Presidenti di Commissione Consiliare competenti le proposte per gli investimenti da realizzare con gli avanzi di amministrazione sbloccati.

Raccogliendo le istanze e le preoccupazioni della popolazione, avanzate in più occasioni, ritiene che l’avanzo sbloccato debba essere utilizzato per precise opere di viabilità e per interventi di messa in sicurezza degli Istituti Scolastici.

Il gruppo ha proposto una serie più ampia, rispetto alle risorse disponibili, di possibili opere che rientrano tra tali obiettivi e da tempo inserite nelle programmazione dell ‘Ente. Nell’ambito di tale elenco la scelta potrà essere discussa e valutata in sede di Commissione Consiliare.

L’elenco proposto è il seguente:

* la realizzazione della nuova uscita di Via Attigliana e via Caduti per la Patria su S.S. 14 – opera prevista in programmazione nel 2019 per un importo di euro 375.000;

* Opere di viabilità a servizio di Viale Pordenone-stralcio funzionale – da determinarsi;

* Sistemazione percorsi ciclo-pedonali “ Liston urbano” da viale Trieste a Viale Cadorna 2° stralcio – in programmazione nel 2020 per un importo di 130.000 euro;

* Liston urbano sistemazione tratti di pista ciclo-pedonale in Borgo San Nicolò in programmazione nel 2018 – prorità 2 – per un importo di 85.000 euro;

* Percorso ciclo-pedonale di collegamento Portogruaro – Summaga;

* Interventi derivanti da verifiche statiche su immobili scolastici in programmazione nel 2019 per un importo di 180.000 euro.

La scelta delle opere dovrà essere evidentemente valutata attentamente in base ai tempi di utilizzo ed alla scadenza del 31.12.2018.

Portogruaro, 19 ottobre 2018

I Consiglieri del Gruppo Consiliare

Centrosinistra Più Avanti Insieme”

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Fondazione S.Cecilia: conferenza stampa di sabato 20 ottobre 2018.

Il Capogruppo del Gruppo Consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” Marco TERENZI, in relazione alla situazione istituzionale della Fondazione S.Cecilia annuncia una conferenza stampa che si terrà sabato 20 ottobre alle ore 12.15 presso la Sede del Pd

Annotiamo come finalmente la situazione della Fondazione S.Cecilia abbia conquistato adeguato spazio nel dibattito sociale e politico della comunità.

Il gruppo Consiliare Centrosinistra Più Avanti Insieme, fin dall’inizio della consiliatura, con ripetuti interventi, interrogazioni ed anche con una mozione consiliare aveva avuto modo di stigmatizzare l’atteggiamento dell’Amministrazione Senatore e della sua maggioranza nei confronti della Fondazione S.Cecilia ed aggiungiamo anche della Fondazione Campus. Diversamente da quanto avevano fatto le precedenti Amministrazioni, l’Amministrazione Senatore fin dall’inizio ha inspiegabilmente ed immotivatamente generato incertezza ed esitazione intorno ad entrambe le Fondazioni che, invece, avrebbero dovuto essere concretamente incoraggiate e tutelate per la loro qualificata attività svolta in favore di giovani e famiglie del mandamento, della Venezia Orientale e della Città Metropolitana.

Prima l’approvazione della convenzione nella seduta del 31/10/2016 del Consiglio Comunale da parte del Comune e della Città Metropolitana, in qualità di soci fondatori della Fondazione, che ha progressivamente ridotto il suo campo di attività ed il contributo dei soci fondatori, passando dai 250 mila euro per il biennio scolastico 2016_2017 ai 100 mila per il biennio 2018_2019, prefigurando anche il disimpegno finanziario. Quindi le dimissioni del Presidente dr. Giovanni Mulato, intervenute nel mese di aprile del 2017 e successivamente di altri due membri del CDA. Recentissime poi, le dimissioni del Maestro Bronzi, stimato ed apprezzato Direttore Artistico del Festival Internazionale di Musica, alla sua 36° Edizione che ha parlato esplicitamente di una Fondazione ormai senza vita per volontà addirittura dei Soci fondatori.

Contestualmente al voto contrario sulla Convenzione i Gruppi di opposizione avevano presentato nel corso del medesimo Consiglio Comunale una mozione che impegnava l’Amministrazione Senatore a riadeguare i contributi del Comune di Portogruaro e ad escludere qualsiasi prospettiva di disimpegno. Va ricordato come la mozione, presentata e sostenuta dai gruppi di opposizione fu bocciata con i voti della maggioranza. E nemmeno le ultime due interrogazioni, tecnicamente e giuridicamente ineccepibili, presentate dal Gruppo di CSX_PAI nel corso del Consiglio Comunale del 1° ottobre 2018 hanno scalfito la volontà politica dell’Amministrazione Senatore che continua a nascondersi, immotivatamente, dietro la Corte dei Conti.

Ancora una volta l’Amministrazione Senatore, incurante delle evidenze e dei contributi propositivi delle opposizioni, ha inteso procedere in perfetta solitudine, indebolendo, in modo inspiegabile, dal punto di vista gestionale, un’eccellenza della storia e del presente della nostra città, strumento di diffusione di una cultura musicale per ragazzi, giovani ed adulti.

Per questo motivo il gruppo Consiliare “Centrosinistra Più Avanti Insieme” ha convocato per sabato 20 ottobre alle ore 12.15, presso la Sede del Pd, una conferenza stampa per contribuire a fare luce sulla vicenda, per chiedere all’Amministrazione Senatore ed alla sua maggioranza di assumersi tutte intere le responsabilità politiche di questa incredibile vicenda e per rappresentare le ragioni che richiedono una convocazione urgente del Consiglio Comunale sulla vicenda che ribadisca la richiesta di un radicale cambio di linea all’Amministrazione sulle Fondazioni a Portogruaro.

Il Gruppo “Centrosinistra Più Avanti Insieme”,

Il Capogruppo del Gruppo Consiliare

“Centro Sinistra Più Avanti Insieme”

Marco TERENZI

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PENSIERI …. in libertà!

Senso della misura e pratica quotidiana

In politica, soprattutto per chi ha responsabilità di governo, ci sono vissuti – nel linguaggio e nei comportamenti– che non sempre vengono analizzati a dovere, quasi sottaciuti, ma che invece, a pensarci un po’, denotano stili ed atteggiamenti non proprio secondari. Qualche domanda, allora, bisogna porsela, qualche preoccupazione emerge e senza ricorrere a contrapposizioni ideologiche o a cattivi pensieri, scaturiti magari dal gioco delle parti. Ecco perché non è inutile sollevare qualche problema di principio, e forse di banale parità di trattamento, rifiutando metri diversi basati sul fatto di essere amici o avversari politici, elettori o non elettori di un determinato partito o movimento. Il punto è decisamente più alto e cruciale per la “ cosa pubblica “, se la si vuol mettere sul piano della moralità e della legalità, occorre trarne tutte le conseguenze, ma il consenso ha anche bisogno di “ vittime “ e la continua campagna elettorale, cui siamo sottoposti, ne è lo strumento privilegiato. Diventa legittimo allora chiedersi: Che cosa hanno in comune le diverse prese di posizione del nostro ministro dell’interno rispetto agli arresti domiciliari del sindaco di Riace, del medico di Trento che segnala ai carabinieri uno straniero irregolare e il maxi condono fiscale sublimato come “ pace fiscale “? Credo proprio niente, se non quello di avere un unico soggetto come protagonista.  A pensarci bene, però, ci si accorge che un nesso c’è a tenere unite le tre questioni. Ed anche non proprio secondario, riflettendoci a dovere, perchè – tra l’altro – viene da lontano. Si tratta della perenne “ tensione sociale “ ( come la definisce il sociologo Stefano Allievi ) tra rispetto della legge e la sua violazione a fin di bene. Potrebbe tornare utile un esempio “ classico “ ben descritto nella tragedia greca di Antigone, decisa a seppellire il corpo del fratello nonostante il divieto imposto dalla legge emanata dal padre. Lasciando da parte Sofocle, ci sono stati recentemente altri riscontri – ai massimi livelli – che ben si adattano alle considerazioni finora fatte e che certo non si possono ascrivere solo al mondo delle “ cattiverie “. Seppur sia del tutto legittimo che un politico valorizzi il proprio operato, mi sento di affermare che il senso della misura rappresenta davvero una virtù che dovrebbe farsi pratica quotidiana, soprattutto per chi svolge un ruolo pubblico. Il rischio è quello di scivolare nel ridicolo.

Non mi pare che il vicepremier Di Maio abbia fatto bene ad affacciarsi, assieme a pochi fedelissimi, dal balcone di palazzo Chigi con le dita alzate e quella “ V “ tanto cara ad uno statista come Churchill. Non stava proprio esaltando la fine di una guerra, almeno che quel gesto non volesse significare un preventivo gesto di belligeranza nei confronti dell’Europa. Altrettanto, sempre per rimarcare il senso della misura, mi è sembrata l’uscita di Salvini: “ Con l’abolizione della Fornero, per ogni lavoratore che andrà in pensione ci sarà un giovane assunto”. Peccato che dettagliati studi usciti da più fonti autorevoli concordino nel sostenere che detto rapporto, nella migliore delle ipotesi, sarà di cinque a uno. Potremmo continuare, ma così si è fatto anche in passato. Basti ricordare la promessa di Renzi che aveva assicurato come, tra le priorità del suo governo, si dovevano onorare tutte le insolvenze della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, piccole e grandi. Sappiamo tutti come è andata a finire ( sempre a proposito di “ sparate “) , anche se il bilancio dello Stato non consentiva di sforare ulteriormente il debito pubblico ed il patto di stabilità costringeva le tante e pur virtuose amministrazioni locali a far registrare cospicui avanzi, senza poterli spendere. Oggi sembra davvero, alla luce delle ultime provvidenze previste dal DEF ( Documento di Economia e Finanza ) e dallo sblocco degli avanzi di amministrazione per gli Enti locali, che si sia aperta una nuova strada, che però oggettivamente non si sa dove ci porterà. “ Noi tireremo dritto “ è stata la risposta da parte di Salvini & Di Maio, alla richiesta di come riusciremo a pagare il debito di 100 miliardi in più per i prossimi tre anni, da quali fonti attingere e soprattutto quel che accadrà nelle prossime settimane con l’Europa.  Non importa chi e quando pagherà, anche perché valgono i sondaggi, soprattutto per la Lega, che vanno a gonfie vele ( siamo quasi al 34%)  a testimonianza che il vento “ populista “ del consenso serve, eccome, e le lezioni europee sono ormai alle porte. L’assistenzialismo, come in passato, continua a pagare immaginando di poter consumare senza lavorare, come nel “ Paese dei balocchi” di Pinocchio. A proposito di “ marketing politico “ che dire del premier Conte presentatosi in conferenza stampa per illustrare le provvidenze economico- finanziarie del governo esibendo sul petto un foglio con su stampato ( bello e in grande ) l’hastag Decreto Salvini con tanto di cancelletto? Un osservatore attento non tarderebbe a definirla una uscita triste e deprimente, restando un esempio negativo sulla scena politica italiana di tutti i tempi. Non solo perché pone il governo in secondo piano rispetto al battage pubblicitario del titolare del Viminale, ma soprattutto perché evidenzia un deficit di dignità e di attenzione istituzionale che finisce per ricondurre l’episodio ben oltre una mera questione di stile. Siamo infatti ad un passaggio decisivo nella forma e nella sostanza della comunicazione politica, sapendo bene come quest’ultima includa e deformi la realtà, finendo molto spesso anche per legittimare certi comportamenti nella convinzione che sia proprio lì che si misura l’efficacia di una azione.

Gigi Villotta

 

08 Ottobre 2018

Continua la stagione di incertezza per la FONDAZIONE S. CECILIA di Portogruaro.

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Di seguito il comunicato del 24 09 2018, del Gruppo Consigliare Centro Sinistra più avanti insieme:

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interrogazione del 31 08 2018: interrogazione Partecipazione del Comune di Portogruaro alla Fondazione Santa Cecilia e Fondazione Portogruaro Campus_300818

interrogazione del 24 09 2018 : Interrogazione_Fondazione Santa Cecilia_Lascito_Petrin_180918_rev_1

interrogazione del 21 09 2018 :  Dimissioni del Direttore Artistico del Festival Internazionale della Musica Enrico Bronzi