RICOSTRUIRE LA FIDUCIA

Ponte Morandi

Saper ascoltare anche le emozioni

Forse sarà per l’incipiente vecchiaia, ma erano tanti anni ….. dal terremoto del ’76 in Friuli, che non provavo quei sentimenti di angoscia e di smarrimento che nuovamente mi hanno pervaso dopo i recenti fatti di Genova. Uno stato d’animo che non si lascia gestire facilmente. Davanti a questa tragedia le sole parole di consolazione, di amicizia, di solidarietà, che l’uomo sa pronunciare, sono purtroppo poca cosa. Ci vuole ben altro, abbiamo bisogno d’altro. Come non esiste perdono senza giustizia. La prima reazione è naturalmente soffocata dal dolore, ispirata all’aiuto reciproco e confortata dalla preghiera. Interviene anche lo sgomento, per lasciare spazio poi ad una crescente rabbia. Attenzione però, perché l’ansia di giustizia dei cittadini può trasformarsi in vendetta popolare, con la ricerca di facili capri espiatori più che di colpevoli effettivi. La certezza del diritto sacrificata sull’altare della propaganda populista. Accuse incrociate ed insensate tra le diverse forze politiche sulle responsabilità del crollo. Per non dire del ritorno di fiamma statalista e nazionalizzatore in un Paese dove fino a ieri lo Stato veniva accusato di essere corrotto, sprecone ed inefficiente. C’è da far riflettere più di qualcuno e consolarsi pensando solamente che lo Stato sono anche i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, le squadre di soccorso e quant’altri che con abnegazione sono ogni giorno a tutelare i diritti e i bisogni fondamentali di un Paese civile, come successo a Genova. Atteggiamenti che non poco hanno contribuito ad accrescere il malumore dei cittadini e a diffondere il sospetto che tutti noi siamo vittime innocenti di un sistema di potere gestito da non precise ed identificate oligarchie, solo in cerca di potere e di denaro. Certo vanno accertate le responsabilità senza equivoci e chi ha sbagliato va punito. C’è un altro aspetto importante che la tragedia del ponte Morandi può provocare. La drammatica portata che ne deriva dovrebbe aiutare a forgiare la capacità di reazione non solo dello Stato, ma dell’intera collettività. Infatti proprio in questi momenti la qualità della politica deve saper battere un colpo. Anzitutto nel ripristinare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, fortemente incrinata dalla visione di quel ponte caduto sulla città e dalle ancora troppe opere pubbliche, in giro per l’Italia, bloccate dagli egoismi di pochi a scapito del beneficio collettivo. Ecco allora farsi impellente il bisogno di ricostruire fiducia, partendo proprio dal saper ascoltare quella diffusa e profonda emozione che gli italiani hanno manifestato in tante occasioni, non ultima proprio quella di Genova. Non è sicuramente il caso di ricorrere ancora a risposte a buon mercato da parte di chi ci rappresenta e di quanti sono più direttamente coinvolti nei molti snodi di una vicenda e in una situazione davvero aspre. Essere dunque, noi compresi, all’altezza di giorni duri nei quali davvero sentiamo gravare su tutti il peso di una tragedia che, come altre volte nella nostra storia recente, ci fa sentire più che mai comunità nazionale, solidali nel dolore con chi ha subìto delle perdite, nello sconforto di quanti devono abbandonare- forse per sempre – le proprie case e di coloro che vivono l’incertezza nel proprio lavoro e nel proprio futuro. Bisognerà tenere alla larga le polemiche frontali e le altosonanti dichiarazioni in cerca di fugaci consensi. Certe volte è preferibile il silenzio, lasciando maturare un dolore che è di tutti. Per questo c’è tanto bisogno di compostezza, proprio nel modo di accostarsi alla dimensione di un avvenimento che insieme umano e materiale, sapendo quindi unire comprensione per le tante ferite da sanare e la capacità di mettere insieme tutti gli aspetti di un problema che coinvolge la vita quotidiana di tanta gente, mobilità, lavoro, economia e turismo. Ecco perché diventa imprescindibile agire con serietà e rigore, lasciando da parte recriminazioni e protagonismi. Indispensabile diventa allora la concretezza nel saper cogliere ciò che va fatto davvero, senza rincorrere soluzioni troppo complesse e dettate da troppa fretta, magari per voler dimostrare, a tutti i costi, di essere più bravi e meglio degli altri. Il tutto non sarà possibile se viene ancora a mancare una “ qualità “ di fondo, che sta nella consapevolezza dell’uomo di saper bene dove abitiamo. In una terra frastagliata e soprattutto vulnerabile, un territorio con una morfologia sofferta ed una presenza umana diffusa e laboriosa, richiede anzitutto una cura assoluta delle opere pubbliche. Così è l’Italia, fragile da sempre. Non è più possibile che a ricordarcelo siano ancora i morti di tante tragedie che, a ben agire, si sarebbero potuti evitare!

Gigi Villotta

24 Agosto 2018

Continua la campagna d’estate della Lega contro l’Amministrazione Senatore

comunicato-stampa-112

Continua la singolare campagna d’estate del Segretario Provinciale della Lega contro l’Amministrazione Senatore, sebbene la Lega sia presente in Giunta attraverso gli Assessori Fogliani e Toffolo e sia una delle liste di maggioranza che hanno sostenuto e sostengono la Sindaco Senatore e la sua Amministrazione.

Di seguito il comunicato del 24 08 2018, Di Marco Terenzi Capogruppo del Gruppo Consigliare Centro Sinistra più avanti insieme:

comunicato_stampa_112_dichiarazioni_lega_230818

BANDO PERIFERIE: M5stelle e Lega lavorano per distruggere il passato invece di costruire il futuro.

comunicato-stampa-111

L’ossessione di smontare le decisioni di Governi precedenti dell’attuale maggioranza Giallo-Verde ha preso di mira anche le Città Metropolitane e le periferie dei Comuni, ivi compresa Portogruaro.

In altre parole la maggioranza M5Stelle e Lega, che sostiene il cosiddetto governo del “cambiamento”, ha deciso di sospendere le convenzioni del Bando Periferie per un totale di oltre 300 Comuni e 1,6 miliardi di finanziamenti che erano stati assegnati su progetti di riqualificazione dai Governi Renzi e Gentiloni.

Di seguito il comunicato del 11 08 2018, Di Marco Terenzi Capogruppo del Gruppo Consigliare Centro Sinistra più avanti insieme:

comunicato_stampa_111_bando_periferie_110818

Marco Terenzi: “La Lega attacca l’Amministrazione Senatore, grandi manovre per le elezioni amministrative 2020, MA I PROBLEMI DELLA CITTA’ RIMANGONO!”

Marco Terenzi
Marco Terenzi

Il Capogruppo del Gruppo Consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” Marco TERENZI, in relazione alla attuale situazione politico amministrativa rilascia le seguenti dichiarazioni:

“Nei giorni scorsi la Lega ha preso esplicitamente le distanze dalla Sindaco Senatore. Prima l’interrogazione rivolta all’Amministrazione dai Consiglieri della Lega ZANUTTO, BARBISAN e FURLANIS, sulle nomine della Sindaco all’interno della Fondazione S.Stefano e di Alessio ALESSANDRINI quale membro del CDA di LTA Acque; poi l’esplicito intervento sulla stampa, con la  richiesta di un tagliando per l’Amministrazione Senatore, da parte del Segretario Provinciale della Lega Luca TOLLON; infine l’indicazione esplicita, sempre da parte di TOLLON, durante un’intervista televisiva, di Fabiano BARBISAN quale futuro candidato Sindaco per la Città di Portogruaro, una volta acquisito, naturalmente, il nulla osta da parte di Zaia. Per TOLLON la Sindaco Senatore, che – precisa – non è iscritta alla Lega, non terrebbe in adeguata considerazione l’orientamento politico ed amministrativo della Lega e dei suoi elettori, sebbene fosse stata sostenuta nientemeno che da Zaia e Salvini in persona. Il pretesto è stato l’invito alla manifestazione “Open Sport” formulato dalla Sindaco a Daisy Osakue, atleta italiana, di origini nigeriane, colpita ad un occhio da un uovo lanciato da una macchina in corsa, che le ha prodotto – peraltro –  una lesione ad un occhio, mettendo a rischio la sua partecipazione agli europei di atletica leggera. E’ iniziato dunque in modo esplicito il percorso di avvicinamento della Lega alle elezioni amministrative 2020. Tale distinguo non ci sorprende; infatti la maggioranza che sostiene l’Amministrazione Senatore in nome del presunto cambiamento e della polemica con la precedente Amministrazione di Centrosinistra, aveva dato luogo ad un assemblaggio di liste, dalla destra fino ad esponenti ed ex assessori della precedente Amministrazione di centrosinistra, passando – appunto – attraverso la Lega, che oggi presenta il conto, prendendo le distanze dall’Amministrazione  (alla quale peraltro partecipa in modo determinante) e dettando la linea per il futuro.

Questa maggioranza, evidentemente, non è stata in grado di esprimere una coesione, una visione ed un programma coerenti per Portogruaro. Infatti la nostra Città sta lentamente ma progressivamente smarrendo la sua identità ed il suo ruolo di guida nell’ambito del mandamento e della Venezia Orientale (accanto a S.Donà), ha perso vivacità demografica e socio-economica e capacità di innovazione, vede mortificati la partecipazione ed il ruolo dei corpi intermedi e della Associazioni e depressa la sua vocazione di Città della cultura e della formazione. Molto di questo si deve alle scelte controproducenti ed incomprensibili dell’Amministrazione Senatore, cui la Lega partecipa in modo decisivo. Evidenziamo ad esempio, il costante ed oggettivo indebolimento delle Fondazioni “S.Cecilia” e “Campus” da parte dell’Amministrazione, di cui – peraltro – il Comune è Ente partecipante. Questa è una responsabilità tutta politica dell’Amministrazione Senatore e dell’Assessore alla Cultura On. Ketty FOGLIANI, della Lega appunto, perché, come ampiamente dimostrato, non esiste alcuna norma di legge che impedisca al Comune di contribuire all’attività di queste Fondazioni di partecipazione nell’ambito delle attività istituzionali. Le attività di tali Enti, che da decenni rappresentano l’eccellenza di Portogruaro nell’ambito della cultura e dell’alta formazione, potrebbero generare importanti ricadute anche in altri ambiti quali ad esempio quello socio-economico e turistico. Alla ripresa delle attività riporteremo l’attenzione a livello politico-istituzionale sulla condizione e soprattutto sul futuro di queste due Fondazioni, veri punti di forza della nostra Comunità e della nostra città.

Per il resto il Gruppo di Centrosinistra Più Avanti Insieme continuerà a lavorare sulla visione, sui contenuti e sulla partecipazione, per aggregare, fin da ora, un’area larga che desidera partecipare alla costruzione di tutta un’altra Portogruaro.”

comunicato_stampa_110_situazione_politico_amministrativa_080818

XENOFOBIA E NUOVO RAZZISMO

Daisy Osakue, la giovane atleta di origine nigeriana ferita ad un occhio lanciato da un'auto in corsa a Moncalieri, Torino, 30 luglio 2018.  ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO
Daisy Osakue

Un invito per una occasione da non sprecare

A prescindere dalle motivazioni che l’hanno portata a scrivere a Daisy OsaKue, l’atleta italiana di origini nigeriane, colpita all’occhio da un uovo lanciato – alcuni giorni fa – da tre ragazzi di Torino, bene ha fatto la sindaca di Portogruaro ad invitarla come testimonial alla manifestazione “ Open Sport “ che si tiene, in settembre, in riva al Lemene. E’ un segnale importante che va ben oltre la matrice che sta alla base dell’azione torinese, perché il razzismo e la xenofobia sono certamente brutte piaghe che ognuno di noi è chiamato a combattere per non alimentare un clima di per sé già fin troppo caldo. Bisogna essere contro ogni forma di violenza, ma soprattutto è necessario trovare sempre la capacità di osservare e di giudicare la realtà con equilibrio e senza pregiudizi. Forse non ce ne rendiamo conto ma siamo seduti su una polveriera. Di qui l’impegno di tutti a batterci e a testimoniare affinchè ci si muova e si agisca più con motivazioni che vengono dalla ragione e dal buon senso, piuttosto che dalla “ pancia “ o da ordini di “ scuderia “. Insomma non ci si può lasciar trascinare dalle sensazioni più che dall’obiettività. Il nostro è un tempo in cui bisogna essere molto vigili ed attenti su ciò che diciamo, sulle nostre idee e soprattutto sui fondamenti che professiamo. La rabbia non deve avere la meglio sulla pazienza, la paura sul coraggio e l’insulto e l’arroganza sul rispetto.  Occorrono scelte che sappiano guardare all’altro non come minaccia, ma come valore, non come straniero, non come estraneo, ma come ricchezza. Per questo l’invito del primo cittadino portogruarese va ben accolto se destinato a rappresentare e portare ad una attenta riflessione e ad un serio approfondimento su fenomeni sì assai complessi, ma che “urgono” sotto il profilo educativo e culturale in relazione soprattutto alle ricadute sociali. Un’occasione da non perdere, che supera il mero significato  “sportivo” in cui si inquadra. Una iniziativa però che non è andata giù a più di qualcuno che evidentemente non ne condivide le ragioni o le “ convenienze “. Ne discendono alcune personali considerazioni nel merito. Non si comprende la presa di distanze da parte della segreteria della Lega di Portogruaro ( partito cardine dell’attuale maggioranza in consiglio comunale ) riguardo l’iniziativa della Sindaca che ( è utile ricordare ) così si è espressa nella sua lettera: “ Ti scrivo a nome mio e di tutta l’amministrazione comunale di Portogruaro per inviarti il nostro sostegno, insieme a coloro che condannano la violenza e l’odio in tutte le sue forme. Abbiamo inoltre il dovere di sostenerci a vicenda per far fronte alle già numerose difficoltà che le donne affrontano quotidianamente, alle quali si aggiungono, ancora e purtroppo, episodi di violenza di genere. Ti sono vicina e farò il tifo per te per il prossimo campionato europeo a Berlino “. Un testo chiaro e pienamente condivisibile in cui si esprimono la solidarietà e la vicinanza non solo personale, ma di tutti i portogruaresi che istituzionalmente un sindaco rappresenta, condannando il terribile gesto ed invitando l’atleta azzurra a Portogruaro per il 22 e 23 settembre prossimi, quando, in diverse parti della città, si esibiranno centinaia di bambini e ragazzi in tante discipline sportive. Parole che – a ben leggere – hanno un senso ed un significato precisi e che ben si prestano ad un adeguato approfondimento e, perché no, ad aiutare ad aprire le coscienze. Eppure i vertici locali della Lega hanno ritenuto questa lettera invito poco opportuna, precisando che si tratta di una iniziativa personale della prima cittadina, presa in assoluta autonomia A rincarare la dose è intervenuto anche il segretario provinciale del Carroccio giudicando l’iniziativa della sindaca Senatore “ strumentale e non condivisibile “, perché  priva di logica in quanto l’aggressione non è ascrivibile a motivi razzisti.  Aggressione solo frutto di una goliardata ed è per questo che la lettera a Daisy diventa e rappresenta benissimo l’occasione o il pretesto per chiedere più confronto e maggiore condivisione tra i partiti dell’attuale coalizione del governo locale. C’è forse bisogno di un  “tagliando “ , si domanda Luca Tollon, precisando che in politica non c’è nulla di scontato e tra due anni si torna a votare? Certo potrebbero essere solo scaramucce di mezza estate, ma risulta – fin troppo evidente – come siano sostanzialmente differenti e culturalmente distanti le modalità di guardare ai temi di fondo, di cui abbiamo prima parlato. Ormai è sempre più diffusa l’attitudine a piegare la realtà alle proprie convenienze e ai propri convincimenti. “ Non sono razzista, però ..”, si sente troppo spesso affermare. Vanno anche abbassati i toni, perché se con le provocazioni si sale nei sondaggi, non va mai sottovaluta la concreta possibilità di mettere rischio la coesione sociale. Il clima avvelenato che si respira oggi nel nostro Paese ( il “ Far West “ paventato dal presidente Mattarella ) non è l’invenzione di certi giornali e non c’è minimizzazione, precisazione (magari a posteriori ) o equivoco che tengano davanti all’evidenza. “Sdoganare ” in qualsiasi modo la discriminazione è un pericolo per tutti, come è altrettanto sbagliato ritenere – solo perché manca il “ movente politico “ – che a tirare le uova a Torino siano stati solo dei ragazzi annoiati . C’è, in sostanza, una difficoltà a identificare la patologia morale e sociale che sta emergendo, per cui dobbiamo davvero preoccuparci di questo nascente “razzismo senza razza “, una forma nuova di intolleranza.  Abbiamo bisogno di provvedimenti e di regole che tutelino tutti alla stessa maniera. Spetta ai nostri pubblici legislatori ed amministratori farlo sempre più e meglio per superare ogni incomprensibile sospensione di legalità e contrastando ogni amara ingiustizia ed ogni intollerabile e vergognosa discriminazione. Non è certo l’ attacco alla “ legge Mancino”  la strada migliore da seguire, se si vogliono davvero trovare gli antidoti necessari!

Gigi Villotta

06 Agosto 20128

TORRE CIVICA: aggiornamento su Commissione tenutasi in data 11/07

torre-civica

Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI in relazione alla riunione della Commissione Consiliare del 11/07 us.  su restauro e messa in sicurezza della Torre Civica campanaria del Duomo di S.Andrea, rilascia le seguenti dichiarazioni.

“Nel corso della riunione della Commissione 5° tenutasi in data 11/07 us. la cui convocazione è stata richiesta  dalle opposizioni, si è parlato di Torre Civica Campanaria del Duomo di S.Andrea per ciò che riguarda il monitoraggio e la gestione del finanziamento di 4,2 milioni di euro che dovrà sostenere l’impegnativo intervento di restauro e di messa in sicurezza della struttura. Diversi sono i soggetti istituzionali interessati, a vario titolo, direttamente ed indirettamente, dall’intervento. In sintesi, comunque, le risorse sarebbero state assegnate dal MIBAC alla Soprintendenza che risulterebbe dunque il soggetto titolato all’intervento che pare intenda avvalersi della collaborazione del Comune e delle sue strutture per la realizzazione del progetto di messa in sicurezza, sancita da adeguata convenzione.

Notizia indubbiamente positiva e vera priorità di tutta la vicenda.

Ma nel corso della Commissione, con un riferimento anche nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale del 26/07 us., si è parlato anche della proprietà dell’immobile, soprattutto su iniziativa del Gruppo M5Stelle che ribadisce come si debba dar corso alle dichiarazioni ed agli atti dell’Amministrazione che assegna alla Parrocchia la proprietà dell’immobile. Il tema riporta anche a quale titolo le precedenti Amministrazioni si siano prese in carico gli interventi di monitoraggio manutenzione straordinaria e di messa in sicurezza dell’immobile.

Ancora una volta il Gruppo M5Stelle non riesce a riconoscere la positività di un risultato raggiunto (il finanziamento a lungo cercato) che è frutto di un lavoro lungo e costante di più Amministrazioni, di studi e progetti condotti negli anni passati dai diversi specialisti incaricati dal comune e che per esso continuano ancora a prestare la loro preziosa collaborazione; dei rilievi, delle indagini e dei monitoraggi proseguiti negli anni, solo in esito ai quali si è potuto definire lo stato patologico del monumento e sulla base dei quali è stato possibile ottenere anche l’ultimo finanziamento del  MIBAC.

Crediamo sia buona politica e buona amministrazione riconoscere i meriti ed il senso di responsabilità di chi si è fatto carico di un problema anziché porsi in atteggiamento di critica continua alludendo ad improbabili e non ben precisati profili di illegittimità nelle attenzioni manifestate in passato dal Comune per questo straordinario bene. Attenzioni che, ricordiamo, ancor prima del finanziamento MIBAC, portarono ad ottenere il contributo della Regione Veneto ai sensi della Legge Regionale 15/2003 “Norme per la tutela e valorizzazione delle Città Murate del Veneto” a copertura dei costi del primo intervento fatto sulla torre, il restauro ed il consolidamento delle porzioni di paramento murario più basse che risultavano, dalle indagini effettuate, le più antiche e meno conservate.

Il gruppo di Centrosinistra Più Avanti Insieme ribadisce ancora una volta a riguardo che la vera priorità è l’intervento di messa in sicurezza dell’immobile e che sullo stesso il Comune è legittimamente competente, coinvolto e interessato.

Sulla proprietà la questione è complessa perché riguarda un bene che affonda le sue radici forse ancor prima del XII secolo e bene avevano fatto la precedente Amministrazione e la Parrocchia di S.Andrea a gestire lo “status quo” mediante adeguata convenzione finalizzata, appunto, a gestire in modo condiviso il percorso di messa in sicurezza. L’Amministrazione Senatore ha inteso, invece, fare diversamente affermando, con dichiarazioni ed ordinanze, la piena responsabilità della Parrocchia ritenuta proprietaria a tutti gli effetti dell’immobile. Tuttavia come abbiamo argomentato nel corso del Consiglio Comunale straordinario del 29 dicembre 2016, sono diversi gli atti che attestano la proprietà della Torre civica in capo al Comune e diversi anche gli storici che l’hanno sostenuto.

Il documento del 27 maggio 1963, ad esempio, a firma del Soprintendente arch. M. Guiotto attesta in maniera inequivocabile la proprietà del campanile in capo al Comune con tutti i conseguenti vincoli ed obblighi. Ricordiamo che tale documento è entrato nella pratica del restauro eseguito dal Comune nel 1962/63, finanziato in parte con mutuo della Cassa di Risparmio di Venezia ed in parte con contributo dello Stato. L’intervento del Comune, apprezzato da tutti, Parrocchia compresa, era fatto nella consapevolezza che fosse un obbligo del proprietario oltre che una necessità per la salvaguardia di un bene storico artistico pubblico e per la sicurezza dei cittadini.

Nel 1984 viene firmato il nuovo Concordato che prevede l’istituzione del nuovo Ente Ecclesiastico denominato Parrocchia. Con il riconoscimento giuridico delle Parrocchie viene ad esse conferita la facoltà di iscrivere a catasto comunale i beni immobili di proprietà. Così è probabile che la Curia abbia fatto non solo per il Duomo ma anche per la Torre Civica del Duomo di S.Andrea, presumendo che la proprietà fosse in capo alla Parrocchia nonostante in precedenza, lo stesso Mons. Arrigo Sedran, Arciprete e per più di 30 anni parroco della Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo, profondo e stimato conoscitore di storia locale dichiarava nei suoi scritti il campanile “torre civica”.

Un immobile che nel contempo è un bene monumentale, simbolo della Città, iscritto in capo al Comune presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Venezia, ed ancora iscritto nell’inventario del Comune dei beni immobili di proprietà. Da ciò se ne deduce, a maggior ragione, come la trascrizione della Torre nel catasto edilizio urbano, in nome della Parrocchia, non ne provi la proprietà in capo a quest’ultima.

Un bene che il Comune di Portogruaro tratta e considera come torre civica da tempo immemorabile e per il quale ha sempre sostenuto, nell’ottocento come nel novecento, per intero le spese, sia che si trattasse della manutenzione ordinaria, straordinaria o del suo rifacimento, ivi compresa la quasi completa ricostruzione con sopraelevazione fatta dall’ing. Bon nell’ottocento sopra la parte più antica della torre. Un bene sul quale, tra l’altro e al di là di tutto, sono comunque chiaramente rinvenibili interessi civili e laici, legati alla monumentalità dello stesso, al fatto che sia l’emblema della città e campeggi da secoli nel suo stemma, che da sempre scandisca il tempo a favore della comunità avendo avuto per essa anche funzioni di protezione civile.

Ne consegue che tutti gli atti amministrativi e le azioni che le Amministrazioni comunali hanno messo in atto in questi decenni a tutela della Torre Civica e funzionali tra l’altro all’ottenimento dei contributi sopracitati, non solo erano legittimi, ma anche obbligati in forza di legge. Oggi, che l’assegnazione del contributo statale di 4,2 milioni gestiti dalla Soprintendenza può consentire di affrontare per intero i problemi statici, di messa in sicurezza e di restauro del campanile crediamo che l’Amministrazione comunale abbia il dovere di fare la sua parte per addivenire alla messa in sicurezza dell’immobile stesso.”

comunicato_stampa_109_torre_civica_030818_rev_2

“Biblioteca Civica “Nicolò Bettoni” : “Ecco – dice Vittoria Pizzolitto- la nostra proposta”.

biblioteca portogruaro ragazzi che studino

“Biblioteca Civica “Nicolò Bettoni” :
Regolamento della Biblioteca approvato, ma
dopo quasi due anni, il prestito fra biblioteche in rete non è ancora stato riattivato. “Ecco – dice Vittoria Pizzolitto– la nostra proposta”.

“L’approvazione del Regolamento della Biblioteca all’odg dell’ultimo Consiglio Comunale ci ha consentito di
riprendere il tema dell’orario, del servizio e della mancanza di organico, sollevato con l’interrogazione
presentata dal Gruppo Consigliare del Centro Sinistra ancora nel febbraio scorso sull’interruzione del servizio
di prestito interbibliotecario.
Dopo quasi due anni, il prestito fra biblioteche in rete non è ancora stato riattivato a differenza di altre
biblioteche anche più piccole del mandamento che garantiscono questo importante servizio per studenti e
ricercatori e, lo stesso servizio di prestito viene interrotto nella giornata di lunedì, quando chi si reca in
biblioteca, in orario spezzato, può accedere solo alla lettura dei giornali, alle sale studio e all’uso di internet
e dei PC.
La Biblioteca Civica di Portogruaro fa capo ad un intero mandamento, è punto di riferimento per il polo
universitario e scolastico e sono molti gli utenti giovani che frequentano le sale di studio e chiedono un
prolungamento dell’orario: non è pensabile che la Biblioteca continui a restare in sofferenza di personale e
per questo motivo ridurre i suoi servizi.
Ben vengano le collaborazioni con le Associazioni, ma l’Amministrazione Comunale non può sottrarsi al
dovere di provvedere alla risoluzione del problema, la cui soluzione non compete alle minoranze; tuttavia da
parte nostra abbiamo avanzato la proposta di prevedere un “Progetto Giovani” finanziato anche con fondi
del Comune, per assumere a rotazione giovani che integrino l’attuale organico, oppure provvedere
all’acquisto di pacchetti ore da cooperative culturali, così come fatto in altre realtà.”

regolamento-ma-non-solo-comunicato-biblioteca

REGOLAMENTO COMUNALE IN MATERIA DI GIOCHI : Commissione del 12 07 2018

no slot 3

Ecco la dichiarazione di Marco Terenzi a proposito di REGOLAMENTO COMUNALE IN MATERIA DI GIOCHI di cui si è discusso nella riunione della Commissione 6° del Consiglio Comunale dd. 12/07

“Il fenomeno del gioco d’azzardo patologico è in crescita ritengo pertanto importante l’adozione di un REGOLAMENTO COMUNALE IN MATERIA DI GIOCHI.”

di seguito l’intero comunicato del Capogruppo Terenzi:

“Nella riunione della Commissione 6° del Consiglio Comunale dd. 12/07 us. è stata posto all’ordine del giorno, finalmente,  l’aggiornamento del procedimento relativo all’adozione del Regolamento comunale in materia di regolamentazione delle sale da gioco e delle apparecchiature elettroniche per il gioco lecito, nonché per la raccolta di scommesse e per la pratica e l’esercizio di giochi con vincita in denaro in genere. Gli Assessori Toffolo e Geronazzo hanno relazionato circa l’istruttoria nel corso della quale sono state acquisite informazioni dalla Responsabile del SERD dell’ULSS4 VO sul fenomeno della ludopatia ed osservazioni da parte di Federconsumatori e dalle Associazioni economiche di categoria interessate. Ora finalmente il regolamento passerà in Commissione per l’esame e la valutazione dei Gruppi, prima dell’approdo definitivo in Consiglio Comunale. La proposta di adozione del regolamento era stata formalmente inoltrata dal Gruppo “Centrosinistra Più Avanti Insieme” oltre un anno fa (17/06/2017).

Il Ministero della Salute definisce la ludopatia (GAP – Gioco d’Azzardo Patologico) non solo un fenomeno sociale, ma è una vera e propria malattia, che rende incapaci di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse. Tale comportamento, in diversi casi, ha portato le persone coinvolte a rovesci finanziari, alla compromissione delle relazioni, al divorzio, alla perdita del lavoro, fino addirittura in alcuni casi al suicidio.

Nel 2017 sono stati 108 gli utenti affetti da disturbo da gioco d’azzardo (DGA) in carico presso il SERD dell’ULSS 4 Veneto Orientale; 89 sono maschi e 19 femmine. Di questi 62 risiedono nel Sandonatese e 46 nel Portogruarese. Sono 29 i nuovi casi registrati nel 2017. Queste sono le persone in carico ai Servizi territoriali. Si stima però che le persone con una rilevante dipendenza da gioco di azzardo, nel Veneto Orientale, siano oltre 200. Infatti diversi sono anche i casi segnalati dagli sportelli “Caritas”.

Il fenomeno del GAP (gioco d’azzardo patologico, meglio conosciuto come ludopatia) è in crescita anche nei nostri territori, con effetti dirompenti sul piano personale, familiare e sociale, come riportato recentemente anche dalla stampa locale, e questo ha portato la Prefettura di Venezia a sottoscrivere con gli Enti istituzionali preposti e con le Associazioni di categoria e del Volontariato un protocollo per la prevenzione ed il contrasto del gioco illegale, per la sicurezza del gioco e per la tutela delle fasce deboli e successivamente a predisporre una bozza di Regolamento Comunale in materia di giochi.

Si ritiene pertanto importante l’adozione di un REGOLAMENTO COMUNALE IN MATERIA DI GIOCHI, specifico strumento di regolamentazione sia in termini spaziali (localizzazione e distanza da luoghi sensibili), sia in termini temporali (definizione orari), di requisiti strutturali specifici, di limiti alla pubblicità, misure rispondenti alle “best practices” suggerite dalla Prefettura.

Un’Amministrazione Comunale, con questo strumento normativo, adotta misure di regolamentazione del gioco d’azzardo per prevenire e mitigarne l’impatto territoriale e sociale limitando, in particolare, le conseguenze sociali dell’offerta dei giochi su fasce di consumatori psicologicamente più deboli, in definitiva per contenere i danni del gioco patologico. Nel Veneto Orientale sono diversi i Comuni che hanno adottato questo Regolamento, ivi compreso il Comune di S.Donà di Piave. Da qui la nostra proposta all’Amministrazione Comunale ed al Consiglio Comunale di Portogruaro di deliberare l’adozione del Regolamento in materia di giochi.”

comunicato_stampa_108_ludopatia_220718