TORNERANNO I BARCONI ?

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Il valore della solidarietà umana e cristiana

Non passa giorno che le cronache ripropongano in forma esplicita e cruda vicende umane che davvero non possono non interrogare a fondo le nostre coscienze. Come comportarsi ? Facile a dirsi e a disquisire, stare alla finestra, molto più difficile il fare, impegnarsi perché le cose cambino. La corazza dell’abitudine non deve condurci all’indifferenza. Tenersi ben informati, per non farsi abbindolare, è diventato ormai un obbligo, perché si può cadere nella rete della propaganda o peggio della sterile contrapposizione. La recente “ svolta “ sui migranti, a livello nazionale ed europeo, ne è l’ennesima testimonianza. Porti che chiudono, muri che si alzano, quindi – di fatto – frontiere che ritornano. Sembra di tornare indietro nel tempo, di riavvolgere la storia. Centinaia di disperati in fuga dalla guerra, dalla fame e dalla povertà non sono più accolti come persone, ma considerati una massa indistinta, spesso sfruttati e preda delle organizzazioni criminali che gestiscono una vera rete di immigrazione clandestina. Organizzazioni straniere e nazionali, con l’assenso – soprattutto al Sud – delle nostre mafie autoctone che formano alleanze sulla pelle di questi disgraziati che vengono poi avviati alla prostituzione, al lavoro nero con il caporalato, allo spaccio della droga. Le motivazioni che spingono uomini, donne e bambini a lasciare tutto e ad attraversare il deserto ed il mare a rischio della vita, le loro storie e le loro aspirazioni, sembrano davvero interessate a pochi. A prevalere sono gli egoismi, le chiusure e sempre più spesso l’aperto rifiuto ad accogliere chi nel nostro continente cerca protezione o un futuro diverso per sé e i propri cari. Non poco preoccupa il crescente clima di disprezzo che viene continuamente alimentato. Vien da chiedersi perfino se l’umanità si stia così pesantemente degradando. Il sentimento che oggi prevale nella nostra società è davvero l’insensibilità verso la sorte di altri esseri umani? Non si sente più il richiamo alla fraternità, alla solidarietà e all’accoglienza che sono all’essenza del Vangelo e le radici della Europa unita? Non bisogna però arrendersi e per tentare di scuotere le coscienze delle persone diventa sempre più importante lavorare sul piano culturale per promuovere un racconto diverso del fenomeno migratorio. Anche sul piano politico c’è bisogno di un approccio di tipo inclusivo capace di allargare la cittadinanza e di promuovere coesione sociale e sicurezza per tutti. Insomma piuttosto che “reagire “ è necessario “ agire “. Si sta facendo molto, a dire il vero, anche dalle nostre parti con tante associazioni di volontariato e parrocchie in prima fila per venire incontro a quanti approdano, in diversi modi, in questo lembo di terra veneto/friulana. Vale la pena sottolineare come, alla data odierna, siano 145 i giovani richiedenti asilo ospitati nei Centri di Assistenza Straordinaria (CAS) tra i comuni di Annone Veneto, Concordia Sagittaria, Portogruaro, Teglio Veneto e Fossalta di Portogruaro. Oltre 200 sono stati i giovani seguiti nell’arco degli ultimi tra anni, da quando si iniziò con i “ ragazzi della palestra “ accolti alla scuola Luzzatto in riva al Lemene. Più di metà hanno trovato lavoro, senza danneggiare alcuno andando ad occupare posti altrimenti scoperti soprattutto in aziende artigiane. Molti sono arrivati analfabeti, ora – grazie a tanti insegnanti volontari – sanno scrivere nella loro prima lingua, l’italiano. Può sembrare poca cosa rispetto ad un fenomeno globale e complesso che si sta complicando e moltiplicando ogni giorno di più, anche per una imperdonabile assurda miopia da parte di un’Europa dove ormai prevalgono le tendenze disgregatrici e le relazioni sono diventate fragili se non fondate su meri interessi economici e finanziari. Va cercata e trovata con forza una condivisione sia strategica che operativa. Certamente spetta alla grande politica, da Bruxelles alle varie capitali europee, trovare le strade più giuste ed idonee ad affrontare questa delicata questione destinata ad ampliarsi e a non finire presto, ma se – anche a livello locale – ci fossero più aperture, collaborazioni e meno pregiudizi, sicuramente i risultati sarebbero migliori e gli obiettivi da raggiungere più condivisi e meno pesanti da supportare, se tutti – amministrazioni locali in primis – fossero disponibili a partecipare, dare una mano e fare squadra. Un dibattito ed un confronto non facile, destinato a continuare soprattutto nei talk show televisivi e sui social, a colpi di slogan e di reciproche accuse. Uno scontro – affermano gli osservatori più attenti – tra “realisti “ e “ buonisti “, a seconda di come si guarda al complesso fenomeno delle migrazioni. Se per “buonista” si intende colui che guarda a valori irrinunciabili quali l’accoglienza, la generosità e il confronto tra donne e uomini di culture, etnie e religioni diverse e che coltiva il dialogo con l’altro al fine di ampliare gli orizzonti, di riconoscere ed affrontare le sfide per costruire il bene comune, allora anch’io mi iscrivo e mi ci ritrovo in questa categoria. Mi ritroverei, tra l’altro , in ottima compagnia, visto che da tempo questi ed altri fondamentali concetti vengono spesso espressi da personalità di tutto rispetto, come ad esempio papa Bergoglio ed il presidente della repubblica Mattarella. Concetti non solo dichiarati, ma portati avanti effettivamente a testimonianza che non bastano le parole, ma ci vogliono azioni concrete, sempre nel pieno rispetto della legge. L’esempio recente della nave Diciotti con i 67 migranti ( “figli “ di nessuno ) fatti sbarcare al porto di Trapani su iniziativa di Mattarella è davvero emblematico e significativo sul piano politico, giuridico ed umano. E’ soprattutto quest’ultimo aggettivo il più convincente, perché i pugni sul tavolo in casa nostra ed il vergognoso gioco a rimpiattino europeo non ci avvertono più che il nostro orizzonte si va tingendo di sangue, il cielo si fa nero ed il cuore si fa di pietra. Una nave bloccata è un simbolo, come pure i lager oltremare. Sono la regressione della civiltà. Dobbiamo insomma tutti renderci conto che la perdita di una vita umana sciupa il cosmo e che salvare una vita umana è salvare il mondo. Ce n’è abbastanza per farci riflettere, compresi quanti attingono dalle parabole evangeliche.

Gigi Villotta

19 Luglio 2018

Ex Perfosfati tutti presupposti per rendere fruibile l’edificio, sono fuori dall’attuale progetto!

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Ecco cosa ci comunica Marco Terenzia sullo svolgimento della Commissione Consiliare tenutasi il 11/07 us. su progetto recupero “Ex Perfosfati”:

Ancora una volta si è parlato della “Ex Perfosfati” grazie alla convocazione della Commissione 5° richiesta dalle opposizioni che si è tenuta in data 11/07 us. Le opposizioni hanno chiesto informazioni e delucidazioni rispetto al progetto esecutivo in via di approvazione da parte dell’Amministrazione. Purtroppo sono state respinte tutte le osservazioni e le proposte inoltrate dalle opposizioni ed in particolare da parte del Gruppo CSX_PAI.

Viene confermata la volontà di abbandonare il progetto della precedente Amministrazione , con il quale la Gunta Senatore aveva ottenuto il finanziamento di quasi 5 milioni con il bando Periferie finanziato dai Governi Renzi e Gentiloni. L’Amministrazione Senatore ha chiarito definitivamente che intende ripristinare entrambi i capannoni e che dunque investirà i 5 mil. di euro del “Bando Periferie” unicamente per fermare il degrado dell’intero capannone. Il rinforzo strutturale per la piena sicurezza statica, per l’eliminazione della vulnerabilità sismica e gli interventi di impiantistica, tutti presupposti indispensabili per la rifunzionalizzazione, sono fuori dall’attuale progetto! Ci è stato comunicato che si ricaveranno le risorse per la bonifica delle aree di immediata pertinenza e delle aree sottostanti l’immobile attraverso i ribassi d’asta, lasciando comunque incompleta l’opera di bonifica delle restanti aree.

Si ricava la percezione che la suggestione del recupero dell’intero immobile abbia prevalso su un disegno coerente, possibile, utile e finanziariamente compatibile mandando fuori scala l’impegno di spesa rispetto al contributo ricevuto. Non solo ma l’Amministrazione Senatore non ha manifestato nessuna prospettiva e visione per un’area così strategica per la città, né una destinazione d’uso, né linee per la rivisitazione urbanistica dell’area.

E’ paradossale poi che l’Amministrazione abbia lanciato un bando orientato ad operatori economici e stakeholders per una manifestazione di interesse per l’utilizzo della “Ex Perfosfati”. Da una parte si impegnano le cospicue risorse solo per fermare il degrado degli immobili, dicendo esplicitamente che il progetto non prevede il rinforzo strutturale ed antisismico indispensabile per qualsiasi utilizzo e destinazione d’uso; dall’altra non si prefigura alcuna destinazione d’uso per l’immobile, né linee per la rivisitazione urbanistica dell’area; dall’altra ancora si chiede a questi soggetti di formalizzare una proposta sintetica finalizzata alla valorizzazione ed all’utilizzo economico dell’immobile. Tutto ciò è irrazionale ed incomprensibile ed è destinato a cadere nel vuoto.

Ci è stato anche detto che il recupero dell’intero immobile è richiesto dal Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (2006) e dalla Soprintendenza. Abbiamo contestato questa affermazione. Ricordiamo infatti che la Soprintendenza nel 2008 approvò, con alcune prescrizioni, il progetto della precedente Amministrazione che prevedeva il recupero e la rifunzionalizzazione di una parte significativa del manufatto e la riproposizione degli elementi strutturali della altre campate dando luogo al parco archeologico industriale che riprendeva dimensioni e struttura architettonica dell’intero immobile.

Ancora una volta la Giunta Senatore abbandona un progetto della precedente Amministrazione con il rischio concreto che con le ingenti risorse del “Bando Periferie” si risani soltanto l’immobile al quale, però, poi non si possa poi accedere e neppure rendere funzionale perché mancante del rinforzo strutturale e dell’impiantistica correlata al suo riutilizzo. Trasformando l’immobile in un “monumento”! Ma non è questo ciò che la comunità si attende dalla riqualificazione di una delle ultime aree strategiche potenzialmente capaci di trasformare il futuro della città!”

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Nell’epoca della “post verità” e delle “fake news” la FORZA degli EVENTI si IMPONE!

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Apprendo dal Corriere del Veneto del 05 luglio 2018 i contenuti delle dichiarazioni della Coordinatrice di Forza Italia di Portogruaro, Caterina Pinelli, che entra nel merito del surreale ed incomprensibile dibattito che si è aperto sulla autenticità delle fotografie che ritraggono i bambi morti, vittime dell’ennesimo naufragio: in sintesi bambolotti in mano ai soccorritori, quale complotto ordito dalle ONG per colpire il Governo Italiano, in definitiva un falso orchestrato dalla propaganda antigovernativa.

Non intendiamo polemizzare con l’interessata. Non è questa la sede. Sentiamo invece la necessità, dato Lo spessore del problema ed i valori in gioco, di intervenire in difesa della DIGNITÀ DELLA PERSONA umana, valore assoluto ed intangibile e di far emergere il DATO DI REALTÀ circa un fenomeno, quello delle migrazioni e della richiesta di asilo, che è diventato ormai strutturale e che può scardinare alla radice financo la costruzione europea, che si è dimostrata impreparata nella lettura del fenomeno e nell’individuazione di soluzioni efficaci e condivise, fondate sulla solidarietà e sulla comune assunzione di responsabilità.

Cominciamo con il dire che anche nell’epoca della “post verità” e delle “fake news” la FORZA degli EVENTI si IMPONE. Nel 2017, infatti, i bambini inghiottiti dal mare mediterraneo lungo il percorso migratorio dalla Libia all’Italia, in via approssimata, sono 400. Si stimano a migliaia, poi, quelli vittime di abusi e violenze nei centri di detenzione libici (fonti “Unicef” dicembre 2017). Complessivamente sono oltre 15 mila le vittime del mare a partire dal 2014 e fino al 2017, mentre sono 1400 le vittime da gennaio 2018 ad oggi (Fonti UNHCR Agenzia nazioni Unite). Questo è il DATO di REALTÀ!

Nei tornanti impegnativi della storia, che purtroppo si ripete, a pagare un costo altissimo sono sempre i più fragili fra i fragili. Ce lo ha ricordato anche Gian Antonio Stella, autorevole giornalista e scrittore veneto, dalle colonne del Corriere della Sera di questi giorni, facendoci memoria delle donne, mogli e mamme venete, costrette a migrare, a lasciare la terra natia nei primi decenni del secolo scorso per recarsi nelle Americhe, per costruirsi un futuro. E sono tante queste madri che hanno “subito” la morte dei figli, morti di stenti e di malattie durante l’infinito viaggio e che hanno urlato al mondo lo strazio nel vedere il corpo del proprio figlio consegnato per sempre al mare. Questo è il DATO di REALTÀ che pesa come un macigno sulle nostre coscienze e sull’intera comunità europea, riedificata sulle macerie generate dai totalitarismi del secolo scorso; questo è il dato di realtà, con le mamme nigeriane, eritree, senegalesi, etc. accomunate oggi alla sorte delle mamme venete di un secolo fa.

Un’ osservazione infine sulle ONG (Organizzazioni Non Governative) che secondo membri del Governo ed una certa vulgata oggi particolarmente in voga sarebbero complici degli scafisti e che in definitiva intralcerebbero gli accordi stipulati con la Guardia costiera libica, naturalmente favorendo il “business” dei trafficanti.
Anche in questo caso sottolineo un distacco evidente con il dato di realtà. Vorrei infatti ricordare che le imbarcazioni delle ONG sono intervenute contestualmente alla conclusione del programma “Mare Nostrum” ed alla ridefinizione del programma “Frontex” dell’UE. Fu il naufragio dell’ottobre del 2013 (366 morti e 20 dispersi fra uomini, donne, bambini ed anziani) lo spartiacque per una assunzione di responsabilità della comunità internazionale intorno a questo dramma infinito. E’ stato importante il contributo delle ONG, fino ad oggi in collaborazione con i Governi, nell’azione continua ed instancabile a tutela della vita umana, nel rispetto della convenzione di Ginevra e del diritto internazionale. La lotta dura e radicale ai mercanti di morte ed agli scafisti, con il crescente impegno dell’UE, non può ricadere sulla sicurezza e sulla sorte di centinaia di persone inermi ed impotenti.

In futuro, quando si guarderà a questi anni con sgomento per la radicale drammaticità degli eventi, ci si chiederà anche come sia stato possibile che in rete, ossia in un luogo pubblico, siano state rese manifeste violenze verbali irripetibili contro esseri umani fragili ed inermi, falsità, manipolazioni e speculazioni politiche atte a guadagnare il facile consenso politico immediato, mortificando il ruolo della politica e delle istituzioni, senza valutarne le conseguenze sulle persone umane, sulla coesione sociale e sulla qualità della nostra convivenza. Michele Serra, nell’ambito della sua rubrica su “La Repubblica” usa parole durissime nei confronti di chi “versa veleno nell’acquedotto di parole e pensieri al quale tutti quotidianamente ci abbeveriamo. Un avvelenamento vero che fa vittime, intorbida la realtà e soprattutto peggiora la convivenza”.
E’ il momento, tutti insieme, indipendentemente da come la si possa pensare sui temi, di guardarci negli occhi per rimettere al centro il valore assoluto della persona umana e per fermare, usando un’espressione di don Ciotti, l’emorragia di umanità, riconfermando il fondamento umano della nostra convivenza.

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Piano Triennale delle alienazioni 2018_2020

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Nel corso del Consiglio Comunale dd. 26/06/2018 è stato approvato ed aggiornato dalla maggioranza il Piano Triennale delle Immobilizzazioni e valorizzazioni immobiliari 2018_2020.

SI PREVEDE LA VENDITA DI
1/ parte dell’area “Ex Perfosfati”
2/palestra Olimpia UNO di via Lovisa
3/una serie di alloggi del Comune (5 unità).

Il Gruppo di CSX_PAI ha votato contro il provvedimento nel suo complesso ed in particolare per alcune alienazioni previste.

Ecco il comunicto di Marco Terenzi:

“Nel corso del Consiglio Comunale dd. 26/06/2018 è stato approvato ed aggiornato dalla maggioranza il Piano Triennale delle Immobilizzazioni e valorizzazioni immobiliari 2018_2020.

Il Gruppo di CSX_PAI ha votato contro il provvedimento nel suo complesso ed in particolare per alcune alienazioni previste.

  • In primo luogo il Gruppo CSX_PAI ha espresso convinta contrarietà alla vendita di una parte dell’area “Ex Perfosfati” compresa tra il canale Volpare e via Stadio. Ritiene infatti illogica e contraddittoria la proposizione della vendita della succitata area. Infatti da una parte l’Amministrazione Senatore attraverso il progetto approvato, investirà i 5 mil. di euro del “Bando Periferie” unicamente per fermare il degrado dell’intero capannone. Infatti la bonifica dei terreni, Il rinforzo strutturale per la piena sicurezza statica, per l’eliminazione della vulnerabilità sismica e gli interventi di impiantistica, tutti presupposti indispensabili per la rifunzionalizzazione dei capannomi, sono fuori dall’attuale progetto; dall’altra l’Amministrazione Senatore non ha manifestato nessuna prospettiva e visione per un’area così strategica per la città, né una destinazione d’uso, né linee per la rivisitazione urbanistica dell’area. Si è limitata ad affermare come il Master Plan debba essere rivisto in ragione della contestuale valutazione che interverrà sulla destinazione d’uso e sulla rifunzionalizzazione dei capannoni; dall’altra ancora decide di vendere le succitate aree (peraltro non bonificate), senza avere definito le linee di rivisitazioni del “Master Plan” in ragione ed in virtù della destinazione d’uso e della rifunzionalizzazione del capannone, rischiando di condizionare e di vincolare, in origine, le soluzioni che dovranno essere assunte a riguardo. Con il nostro voto contrario abbiamo voluto porre in evidenza ancora una volta l’azione ondivaga e contradditoria dell’Amministrazione Senatore su un tema di tale rilevanza , confermando come la stessa non abbia ancora attivato un’iniziativa stabile e sistematica sul riassetto urbanistico dell’area, sulle destinazioni, sulle funzioni atta ad innescare ed alimentare un processo che parta dal basso e che veda innanzitutto il protagonismo dei soggetti interessati: in particolare le categorie economiche, gli ordini professionali, le Associazioni culturali, le Associazioni naturalistiche, gli operatori turistici, gli stessi cittadini.

  • L’altra cessione che il Gruppo CSX_PAI non ha condiviso è quella della palestra Olimpia UNO di via Lovisa, una struttura sportiva che da tempo ospita attività sportive di diversa natura, in un’area che comprende un polo sportivo articolato. La vendita impoverisce le dotazioni sportive del Comune di Portogruaro che devono essere orientate non solo all’attività sportiva agonistica nelle discipline tradizionali ma anche all’attività sportiva e fisica in generale, esercitata da persona appartenenti a diverse fasce di età.

Peraltro nulla si è potuto dire sulla congruità del valore dell’immobile perché la perizia non è stata consegnata in sede di Commissione Consiliare.

  • Il Gruppo consiliare infine esprime perplessità circa la vendita ipotizzata di una serie di alloggi del Comune (5 unità), acquisiti dallo Stato. La vendita rappresenta un depauperamento del patrimonio comunale per ciò stesso da evitare. Si ritiene che tali immobili possano essere oggetto di intervento manutentivo e messe a disposizione nella comunità a canone agevolato o quali abitazioni da adibire ad accoglienza di emergenza e/o temporanea per famiglie in condizione di fragilità sociale e reddituale.”

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PISCINA COMUNALE; CAMBIO DI ROTTA ED ALLUNGAMENTO DEI TEMPI PER INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE E PER ACCORDO SULLA GESTIONE

PISCINA COMUNALE; CAMBIO DI ROTTA ED ALLUNGAMENTO DEI TEMPI PER INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE E PER ACCORDO SULLA GESTIONE.

Di seguito il comunicato stampa di MARCO TERENZI in relazione allo svolgimento del Consiglio Comunale tenutosi in data 26 giugno 2018.

Il tema della piscina Comunale è duplice ed urgente ed era stato oggetto di discussione, anche grazie ad interrogazioni ed interventi del Gruppo di CSX_PAI, fin dall’inizio della consiliatura.

Infatti da una parte vi sono onerosi interventi di ristrutturazione e riqualificazione dell’impianto ormai non più rinviabili; dall’altra si pone il tema della gestione dell’impianto posto che la concessione per la gestione è già scaduta ed è stata già prorogata in favore del gestore fino all’agosto del corrente anno.

Con la DGC 166 dd.10/10/2017 la Giunta aveva individuato nella finanza di progetto lo strumento idoneo per dare soluzione al duplice tema; riqualificazione dell’impianto e gestione. Infatti la soluzione prevedeva, a fronte della realizzazione degli onerosi interventi di ristrutturazione e di riqualificazione da parte di soggetto privato ammontanti ad euro 2,6 mil. ca , la concessione trentennale per la gestione dell’impianto. Allo scopo veniva costituito un Raggruppamento Temporaneo d’Impresa (RTI) che produceva uno studio di fattibilità tecnico-economico, con relativo piano economico finanziario. Successivamente il Comune richiedeva ulteriori integrazioni al progetto con una serie di prescrizioni. Rivisto in tal senso il progetto l’Amministrazione accoglieva la proposta del RTI, dichiarava l’interesse pubblico del progetto e della proposta interessata e dunque l’inserimento dell’opera nel programma triennale delle Opere Pubbliche. Tutto pronto – dunque – per procedere con il bando per l’affidamento e la realizzazione dei lavori e per la formalizzazione della concessione trentennale per la gestione dell’impianto. Una soluzione dunque che non prevedeva alcun onere per il Comune, frutto di una valutazione economico-finanziaria, che risolveva sia la questione degli onerosi interventi di ristrutturazione e di riqualificazione che quella della gestione con la concessione d’suo trentennale.

Ora l’Amministrazione stoppa tutto, abbandona questo percorso che aveva coinvolto anche soggetti terzi, e decide di aderire ad un bando del Credito Sportivo che prevede complessivamente per l’intero territorio nazionale un importo mutuabile di 100 milioni di euro per opere di ristrutturazione e riqualificazione degli impianti sportivi, con un abbattimento dell’onere degli interessi sul mutuo pari a 18 milioni, sempre su base nazionale. La procedura del Credito Sportivo è a sportello, cioè fino ad esaurimento delle risorse su base nazionale. Inoltre i contributi per l’abbattimento degli interessi del mutuo per i Comuni della fascia maggiore di 5 mila abitanti e fino ai 100 mila (quella di appartenenza del Comune di Portogruaro) ammontano ad euro 6 milioni, sapendo che gli Enti beneficiari di una stessa Regione potranno fruire di contributi fino ad un max. di un terzo dell’importo previsto. Si cambia dunque radicalmente ed ancora una volta l’Amministrazione Senatore dimostra un atteggiamento ondivago. Da un percorso già intrapreso e che pareva meditato e strutturato con la formalizzazione dei passaggi precedenti all’emissione del bando, che non prevedeva oneri per il Comune e che risolveva contestualmente la questione della gestione, si passa ad un altro che prevede oneri a carico del Comune (rate del mutuo), che dilata ulteriormente i tempi di intervento e che comunque è esposto, a nostro avviso, ad un discreto grado di aleatorietà e che comunque non risolve la questione della gestione dell’impianto. Abbiamo espresso ancora una volta in Commissione ed in Consiglio Comunale dissenso e preoccupazione per questo modo di procedere, sperando che questa questo atteggiamento ondivago e questa incertezza non generino problemi alla continuità nel funzionamento dell’impianto che ha una grande rilevanza sociale e serve un bacino che va ben oltre la comunità di Portogruaro.”

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