POVERTA’ , REDDITI e WELFARE!

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Diventare poveri, peggio di essere poveri

L’Epifania tutte le feste porta via ……recita un vecchio adagio. Durante le ultime feste natalizie, pur immersi in un’atmosfera di luci artificiali e da ripresa dei consumi, in più di un’occasione e in diversi ambienti, si è sentito parlare anche di “povertà”. A dire il vero, non è la prima volta, perché – in questo particolare periodo dell’anno – tendiamo tutti ad essere più buoni e generosi e quindi finiamo per accorgerci anche di chi è più sfortunato o in difficoltà, non solo economiche. Natale finisce allora per diventare solo un’occasione e quindi preferiamo lasciare questo complesso tema/problema – per il resto dell’anno – solo agli uomini di buona volontà e alle associazioni umanitarie e caritatevoli. Ma il Natale appena trascorso ha visto anche chiudersi il nostro Parlamento per la fine della legislatura con la conseguente apertura della campagna elettorale, dove i botti di Capodanno non hanno nulla di invidiare alle subitanee “ bombe/promesse” sparate dai vari leader politici, in vista del voto fissato per il prossimo 4 marzo. Speriamo davvero che nei programmi elettorali “ la lotta alla povertà “ diventi una sorta di asse portante, perché ne va delle sorti dell’intero Paese, alla pari dei valori macroeconomici della nostra bilancia pubblica. Servono misure strutturali e di ampio respiro. Non bastano più provvedimenti tampone o bonus per cercare di rimediare a situazioni sempre più pesanti e penalizzanti, in particolare derivanti dalla mancanza di lavoro. Lo stesso reddito di inclusione ( Rei ), recentemente introdotto dal governo centrale, raggiungerà solo il 38% dei poveri che, è utile ricordare, sono quasi 5 milioni ( 8% della popolazione nazionale) quelli assoluti, censiti dall’ISTAT. In pratica oltre 6 su 10 ne rimarranno fuori, per non parlare dei minori con un 41% degli esclusi, proprio nella fascia che il provvedimento legislativo intenderebbe maggiormente proteggere. Il limite principale di questo strumento sta dunque nell’insufficienza degli stanziamenti, mentre a valle andrà verificata l’efficacia delle politiche di reinserimento. La strada per avere una misura universale è stata intrapresa, ma il cammino è ancora lungo. Ecco perché questo tema non va assolutamente trascurato, ma deve diventare impegno preciso e concreto, non certo restare solo una bandiera di comodo solo per accalappiare voti. Ma, si sa, certe forme di povertà fanno paura. Ecco allora che, per il momento, qualcuno preferisce glissare sull’argomento o prendere altre strade che poco hanno a che fare con la solidarietà. Una domanda, a questo punto, si impone: Chi sono i poveri? Una categoria che una volta, quando ero bambino, appariva abbastanza chiara e definita, basandosi sulla diseguaglianza di reddito e su alcuni segmenti sociali, per definizione marginali. Oggi davvero tutto si è rimescolato, arrivando ai “nuovi poveri generazionali” e alle “classi disagiate”. Comunque la classica disuguaglianza permane, anzi si accentua. Basti guardare al nostro Veneto dove il 10% più ricco accumula da solo cinque volte il reddito a disposizione del 10% più povero. Se i numeri sono sostanza ( più che mai in questo caso! ) in Italia ci sono 307mila famiglie, pari all’1,2% del totale, che possiedono il 20,9% della ricchezza finanziaria. Per combattere la povertà bisogna allora cominciare a ridurre la diseguaglianza, che di questa è l’espressione estrema. Attenzione però a non fermarsi solo sul parametro economico, perché la povertà può trasformarsi e tradursi in malessere sociale non più sotto forma di aperti conflitti, ma si sostanzia in forme individuali di disperazione o si incanala in sentimenti di forte matrice identitaria.  Dunque diventare poveri è peggio di essere poveri. In sintesi potremmo dire che per entrare nella categoria dei poveri bisogna non potersi permettere neanche l’indispensabile, con l’inevitabile paragonarsi agli altri per definire la conseguente percezione del proprio stato. Ecco allora diventa fondante e fondamentale rapportarsi con il “ fattore famiglia”, perché rappresenta davvero lo strumento che cambia il modo stesso di selezionare chi ha più o meno diritto alle previste agevolazioni di legge nel campo dei servizi sociali, dalla scuola alla casa, dal lavoro ai trasporti. Sanno bene i comuni quali siano le ricadute pratiche sui propri bilanci, in particolare quando trattasi di casi legati ai minori. Se lo strumento è solo politico, diventa culturale invece la rivoluzione che consente alla famiglia di trovare finalmente cittadinanza nelle politiche sociali. Infatti ci vuole una formula che corregga l’attuale Isee ( Indicatore situazione economica equivalente) per contrastare la disgregazione sociale e la crisi demografica, proprio guardando alla famiglia come risorsa sulla quale investire e nella quale credere. Il record negativo di nascite che si ripropone ogni anno in Italia racconta la storia di nuclei sempre più in difficoltà e di giovani che faticano a diventare genitori a causa di un contesto economico non facile e soprattutto di una cultura che per troppo tempo ha relegato la famiglia ai margini. Un conto davvero salato in termini economici e valoriali. Ecco perché il tema della povertà deve restare al centro del dibattito politico ed elettorale. Speriamo che la prossima legislatura rappresenti davvero il motore di un confronto aperto e la risultanza di soluzioni idonee per strategie possibili e per strumenti più adeguati, al fine di ridurre le differenze e vincere tanti egoismi. Dovremmo tutti ricordarcelo nel momento in cui esprimeremo il nostro voto. Ecco perché diventa importante tenersi informati, anche leggendo attentamente i programmi delle diverse forze politiche che concorreranno alla formazione del nuovo parlamento.

13 Gennaio 2018                                                Gigi Villotta

A proposito del progetto “Ex Perfosfati”: che l’Amministrazione a domande puntuali fornisca risposte puntuali.

 

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A proposito del progetto di recupero e rifunzionalizzazione del Progetto “Ex Perfosfati” il Gruppo “Centrosinistra Più Avanti Insieme”
Chiedie che l’Amministrazione a domande puntuali fornisca risposte puntuali ed esaustive, e non generiche così come invece è accaduto anche nell’ultima nota di risposta dell’Assessore Morsanuto.

Ma ecco il comunicato stampa del 12 01 2017:

“L’Assessore all’Urbanistica ed ai Lavori Pubblici Angelo Morsanuto con nota dd. 29/11 us. rispondeva all’ulteriore interrogazione del Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più Avanti Insieme” su l tema del recupero e della rifunzionalizzazione dell’area e dei capannoni “Ex Perfosfati”

A fronte di risposte generiche rispetto a quesiti puntuali precedentemente posti il Gruppo ha inteso riproporre l’attenzione su tre questioni: la progettualità inerente all’”Ex Perfosfati; le linee di indirizzo consiliari sulla progettualità da intraprendere; la partecipazione ed il coinvolgimento degli attori interessati nella progettazione e realizzazione del recupero dell’area e dell’immobile, fatto di grande rilevanza non solo per Portogruaro ma per l’intero Veneto Orientale e per la Città Metropolitana.

Sulla prima questione è stato chiesto all’Amministrazione perché non sia stato valorizzato ed utilizzato il percorso e le progettualità realizzatesi nel corso delle precedenti Amministrazioni ed in particolare perché il progetto definitivo di recupero e rifunzionalizzazione dell’area e dei capannoni della Perfosfati già a disposizione dell’Amministrazione sia stato retrocesso a progetto di fattibilità tecnico economico.  In altre parole la richiesta verteva sul perché non si sia pensato di aggiornare ed adeguare i progetti già esistenti, fatto che avrebbe valorizzato apporti e soluzioni tecniche di alto livello ed avrebbe, probabilmente, consentito anche un risparmio nei costi per l’Amministrazione rispetto ad un nuovo progetto.

La seconda questione riguardava la richiesta di chiarimento in ordine a quali indirizzi del Consiglio Comunale rispondesse il bando per la progettazione e sulla coerenza della stessa agli indirizzi medesimi. Ed infine la terza questione verteva sulla necessità di promuovere iniziative e spazi di confronto fra le Istituzioni e fra gli stakeholders interessati a questa importante realizzazione resasi possibile attraverso il “Bando Periferie”. Basti pensare ai profili implicati in quest’opera; da quello urbanistico, ambientale, edilizio, a quello della sostenibilità energetica e dello sviluppo socio-economico e, per concludere, al profilo storico-culturale.

Tale confronto deve sostanziarsi non già in iniziative improvvisate ed estemporanee ma in momenti strutturati di studio e confronto operativo, di tavoli di concertazione idonei a stimolare l’intelligenza e la sensibilità collettiva fra amministratori e politici, tecnici ed esperti locali, categorie economico-produttive ed associazioni culturali.

La risposta dell’Amministrazione alla nostra interrogazione è stata deludente nei toni e nei contenuti.

Respingiamo al mittente l’accusa polemica rivoltaci di aver formulato nell’interrogazione “valutazioni frettolose arbitrarie e deliberatamente mescolando aspetti politici con contenuti tecnici”. Ricordiamo come Il Gruppo Consiliare di Centrosinistra abbia l’abitudine di argomentare adeguatamente i profili politici ed amministrativi delle questioni in campo. Chiediamo invece, a buon diritto, che l’Amministrazione a domande puntuali fornisca risposte puntuali ed esaustive, e non generiche ed insufficienti e per ciò stesso insoddisfacenti, così come accaduto anche nell’ultima nota di risposta dell’Assessore Morsanuto, in particolare su argomento di tale rilevanza.  Purtroppo è la conferma che, allo stato, da parte dell’Amministrazione, non sussistono margini di dialogo e confronto con le opposizioni e nella comunità, in particolare su temi di grande rilevanza.

Il Gruppo Consiliare CSX_PAI su questo tema, come su tutti gli altri temi decisivi per la Città e la Comunità, continuerà a mantenere un’attitudine al confronto ed al dialogo costruttivo, ed ad avanzare proposte, anche sul tema della riqualificazione e del recupero dell’”Ex Perfosfati”, opera vitale per il futuro e per lo sviluppo della nostra Città e del  nostro territorio.    ”

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Sulla ormai annosa vicenda della Torre Civica Campanile del Duomo

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Comunicato stampa del 10 01 2018 di Marco Terenzi :

“Sulla ormai annosa vicenda della Torre Civica Campanile del Duomo di S. Andrea apprendiamo da un articolo di stampa dd. 09/01 us. che sarebbe necessaria la demolizione dell’intera cuspide insieme ad una seria di interventi invasivi sulla struttura della Torre.

Tale notizia è avvalorata dalle dichiarazioni rilasciate dal Dirigente dell’Area Urbanistica ed Edilizia Privata nonché responsabile di progetto. Notizia inedita che prefigura un salto di qualità nella vicenda che attiene alla sicurezza ed alla tutela di un bene monumentale e simbolo della Città.

Consideriamo grave che l’Amministrazione non abbia sentito la necessità ed il dovere di coinvolgere la Commissione Consiliare ed il Consiglio nella sua interezza posti lo spessore del problema e la competenza in materia di quest’ultimo. E’ davvero singolare e, per certi versi incomprensibile, che sia stata l’opposizione a chiedere in questi due anni e mezzo di consiliatura, la convocazione della Commissione competente e del Consiglio Comunale per gli adeguati approfondimenti sul piano tecnico ed amministrativo per supportare l’individuazione di soluzioni per la messa in sicurezza dell’immobile e per acquisire informazioni ed offrire indicazioni per risolvere il contenzioso aperto da questa amministrazione,  sulla proprietà dell’immobile.

L’Amministrazione continua a procedere in solitaria, nell’incertezza, senza l’adeguato coinvolgimento degli organi consiliari e senza promuovere percorsi condivisi. A riguardo l’Amministrazione avrebbe avuto un’occasione importante nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, nella sessione di approvazione del bilancio di previsione 2018_2020 e del correlato programma delle Opere Pubbliche. Invece sulla vicenda nessuna nuova da parte della maggioranza e nessuna concreta prospettiva operativa. Un’ inaccettabile omissione che non ha tenuto conto né dell’importanza della questione e della evoluzioni emerse solo alcuni giorni dopo attraverso dichiarazioni rilasciate alla stampa dal Dirigente del Comune, né della dignità istituzionale del Consiglio Comunale.

Né si possono affidare questioni di tale portata a sintetiche comunicazioni rilasciate dalla Sindaco in apertura del Consiglio Comunale.

Proprio in sede di discussione del Bilancio il Gruppo di Centrosinistra aveva sottolineato l’assenza di un percorso definito e la genericità delle fonti di finanziamento attestando l’inesistenza di provvedimenti formali da parte dello Stato e di altri Enti eventualmente competenti. Infatti né la legge di stabilità, né il bilancio della Regione Veneto, e né infine il progetto “Bellezza” promosso dal Governo per il recupero di beni di valore storico-culturale (che ha premiato il Comune di Fossalta di Portogruaro), pare attribuiscano risorse per il recupero statico della Torre campanile. Come intende procedere il Comune, se – come pare – si fa urgente l’intervento di recupero statico? Con quali risorse? Con quali interlocutori? Dopo due anni e mezzo la comunità si aspettava maggiore concretezza, anche considerando la portata del problema!

Incertezza che si aggiunge ad incertezza se consideriamo l’atteggiamento adottato dal Comune che ha intestato unilateralmente la proprietà del bene immobile alla Parrocchia, sebbene lo stesso sia monumento nazionale e simbolo della Città, sia a patrimonio del Comune stesso e da decenni le Amministrazioni comunali si siano prese cura direttamente del problema della manutenzione, del monitoraggio e della tenuta statica della Torre campanile.   L’Amministrazione cambi passo sulla questione su tempi, metodo ed azioni! Questa incertezza è negativa ed inaccettabile! Pensiamo che il Consiglio Comunale e l’intera comunità abbiano il diritto di sentire dall’Amministrazione parole chiare in ordine ai percorsi, alle azioni ed alle risorse che riguardano la Torre Civica Campanile del Duomo; per la tutela della pubblica incolumità in primo luogo ed in secondo luogo di un bene, monumento nazionale, simbolo della Città.”

Portogruaro, 10 gennaio 2018

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POLITICA IN FUGA

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presenze-in-aula-Senato-il-23-12-2017- discussione Disegno Legge sulla Cittadinanza

Integrazione e coesione sociale …. obiettivi mancati!

Il prossimo 4 marzo andremo a votare per il rinnovo del parlamento nazionale, ma non possiamo davvero passare sotto silenzio la fine ingloriosa che, nei giorni scorsi, ha fatto registrare al Senato la legge sulla cittadinanza, meglio conosciuta come “ ius culturae” o “ ius soli “ temperato. La nostra classe politica non ha fatto proprio una bella figura, perché – a palazzo Madama – si è preferito far cadere il numero legale senza avere il coraggio di schierarsi, dire apertamente sì o no ad una legge che attende una risposta da oltre quindici anni. Ancora peggio, perché ha rappresentato anche l’ultimo atto ufficiale di questa legislatura, una “fuga” anziché un preciso atto di responsabilità. Con l’aggravante della premeditazione da parte degli autori ( ignavi dalla trasversale matrice politica ) con totale disprezzo verso la “comprensione “ della posta in gioco e del “rispetto” verso i nati nel nostro Paese da genitori stranieri. E sono tanti. Si pensi che nel solo Veneto, lo scorso anno, sono nati poco meno di 38 mila bambini, 7519 quali figli di genitori entrambi stranieri. E’ calato dunque il sipario su una legge la cui corsa forse non è nemmeno mai cominciata. Un finale amaro per chi ci credeva, ma in larga parte prevedibile perché è sempre prevalsa la convenienza alla giustizia, come del resto per altre importanti questioni che vanno dai vitalizi parlamentari, ai figli resi orfani dai femminicidi, ai “caregiver” (i familiari che assistono i propri cari disabili e/o malati). E’ triste ammetterlo, ma – per le modalità con cui si sono svolti i fatti – un’altra volta la politica non ha mancato di mostrare davvero la parte peggiore di sé. Con la tristezza che deriva da una “sconfitta” sul versante dei diritti civili, appare – una volta di più – lecito porsi alcune domande. Perché da più parti si vuol mettere paura agli italiani? Perché non si vuole ammettere che la nostra civiltà oltre che buona deve anche essere contagiosa? Perché voler a tutti i costi farci vivere nella chiusura e nella grettezza? Perché si vuol far credere che la “cittadinanza” sia un riconoscimento automatico, una sorta di immeritato regalo e non una conquista fatta anche di diritti e di doveri? Tutte risposte, anche in questo specifico caso, glissate da partiti e movimenti con argomenti spesso speciosi e linguaggi irriguardosi attraverso i social ed urlati soprattutto nei talk show televisivi. Il rifiuto ha esclusivamente un valore ideologico. Si usano i problemi – anche reali – connessi ai flussi migratori e li si addita non per risolverli, non per analizzarli seriamente nella loro interezza, ma per agitarli come vessilli, dietro ai quali chiamare a raccolta tutti gli scontenti. In molti ritengono assurda ed inutile la legge sulla cittadinanza non approvata al Senato. Strategia dunque che paga, basta scorrere i continui sondaggi demoscopici. Non solo in Italia, ma l’Europa stessa è affetta da una sindrome che finirà per soffocare il suo futuro, confondendo la sovranità con il sovranismo. Nel contempo, per tornare alla “cittadinanza”, si è fatto troppo poco per far conoscere bene e al largo pubblico i contenuti fondanti della legge e questo ha finito per fare il gioco di quanti, per puro calcolo politicante ed elettorale, hanno condotto una battaglia dai toni e dalle azioni spesso xenofobe con pregiudizi colmi di un sempre meno celato razzismo. In definitiva, andava meglio spiegato che non si trattava di concedere nulla e tantomeno di regalare qualcosa. Infatti se l’asse portante riguarda l’integrazione come non vedere e considerare la scuola tra i protagonisti privilegiati da mettere in campo. E non solo dal punto di vista quantitativo: gli “stranieri” rappresentano ormai il 10% dei frequentanti nei diversi gradi di istruzione. Tutti assieme studiano ed imparano, respirano la nostra cultura e conoscono la nostra storia. Dunque vivono, crescono, si preparano al futuro. Si integrano, ma in quanto non cittadini sono diseguali. Compito fondamentale della nostra scuola è quello di raccogliere la migliore eredità del passato e proiettarla in avanti per aprire nuovi spazi di progresso e di civiltà che, anche nella globalizzazione, diano sostanza all’idea di comunità civile e di bene comune e che aprano un orizzonte di valori in un giusto equilibrio tra diritti e doveri. Sta in questo sforzo il valore ed il carattere generativo della “Scuola”. Ad indicarci la strada sono gli stessi principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale, riconoscendo e garantendo i diritti inviolabili dell’uomo e a tutti i cittadini pari dignità senza distinzioni. E la Costituzione la si studia o la si dovrebbe studiare soprattutto a scuola, anche per capire bene che essa va applicata e non solo enunciata. “Cittadinanza e Costituzione” deve diventare materia trasversale a tutte le discipline. Va inoltre ribadito che il patto educativo tra insegnanti ed alunni, tra scuola e famiglia non ha senso se mancano i presupposti della dignità della persona e la pari dignità sociale, strettamente legate allo status di cittadino. Resta allora aperta una domanda: si possono educare i bambini stranieri alla cittadinanza nel momento in cui gliela si nega? Ha senso dire: Imparate ad essere cittadini che non siete? Domande che sicuramente molti dei nostri senatori non si sono posti, prima di abdicare al loro ruolo di legislatori. Speriamo che dalle urne di marzo non solo esca un esecutivo stabile per governare il Paese, ma anche uomini e donne che in Parlamento privilegino il “buon senso” agli ordini di scuderia, o peggio di non sporcarsi le mani, scegliendo “ la fuga ”.

Gigi Villotta

29 Dicembre 2017

Cosa è successo in Consiglio Comunale il 28 12 2017

ECCO Cosa è successo in Consiglio Comunale il 28 12 2017, con le Parole del Capogruppo Gruppo Consiliare ” Centrosinistea Più Avanti Insieme Marco Terenzi:

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GRUPPO CONSILIARE “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME”

CONSIGLIO COMUNALE DI PORTOGRUARO VE

Comunicato Stampa n.93

Il BILANCIO DI PREVISIONE 2018_2020, approvato ieri (28 12 2017) di misura dalla maggioranza e contrastato dai gruppi di opposizione conferma l’assenza di una visione strategica ed organica da parte dell’Amministrazione Senatore, sostenuta dall’identità e dalle vocazioni di Portogruaro e del suo mandamento. Ancora una volta un bilancio conservativo e senza prospettive di sviluppo verso il quale il Gruppo ha espresso un convinto voto contrario.

In particolare registrano una riduzione complessiva le risorse da destinare ai servizi istituzionali e generali, all’istruzione ed al diritto allo studio, con riguardo alla spesa per investimenti ed ai contributi al Polo Universitario gestito dalla “Portogruaro Campus” rispetto a quanto di norma veniva destinato dalle precedenti Amministrazioni. Aumentano le risorse destinate sul versante culturale, ma per la Fondazione S.Cecilia viene confermato il taglio di risorse rispetto a quanto le precedenti Amministrazioni erogavano. Si riducono le risorse complessive per le politiche giovanili, per lo sport ed il tempo libero Diminuiscono le risorse, in particolare in conto capitale, anche per i trasporti e per il diritto alla mobilità.

Limitate ed in riduzione anche le risorse per la promozione dello sviluppo economico e della competitività.

Il Centrosinistra ha apprezzato la politica sociale che vedrà incrementare il numero delle abitazioni di edilizia popolare di ATER e del Comune in favore delle famiglie e delle persone socialmente disagiate.

Nessun investimento da parte dell’Amministrazione, invece, in tema di turismo, ambiente e giustizia a causa della chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace che ha privato Portogruaro ed il suo mandamento di un importante servizio di giustizia di prossimità destinato ad assumere crescenti competenze in materia di contenzioso. Insomma nel bilancio di previsione 2018 diminuiscono le risorse complessivamente destinate alla gestione corrente ed all’investimento ma resta sostanzialmente inalterata la pressione fiscale.

Il Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più Avanti Insieme” ha ribadito come Portogruaro abbia bisogno di politiche ed azioni integrate, con il coinvolgimento diretto di tutti i soggetti interessati, per il consolidamento del suo ruolo e della sua funzione di Comune capofila dei distretti commerciale, turistico, scolastico-formativo, culturale e sanitario e di una serie di servizi mandamentali.

Sul piano economico il Centrosinistra ha ribadito la necessità di misure di fiscalità di vantaggio (sgravi fiscali) per proprietari che affittano in centro storico a canoni calmierati e per operatori che investono nel centro storico. E’ una delle misure atte a promuovere il consolidamento di un centro commerciale integrato e naturale collocato nella cornice del centro storico. Ha riportato l’attenzione sull’Interporto, struttura intermodale fondamentale e motore di attività economica del territorio. L’Amministrazione è stata sollecitata a riprendere l’iniziativa anche in ragione della scadenza della convenzione fra la Società Interporto ed il Comune di Portogruaro.

A distanza di anni dal completamento del PIP di Noiari e dal consolidamento di altre aree (come quella del EAST Park), sarebbe opportuno e necessario un pensiero strategico sull’area per attualizzare le potenzialità sul piano dei servizi integrati in favore delle imprese. Indubbiamente le potenzialità di intermodalità garantite dall’Iinterporto possono essere giocate utilmente in termini di attrazione.

Così come risulta necessario riprendere una politica atta ad implementare gli insediamenti produttivi ed industriali nelle aree succiate. Infine il Centrosinistra ha sollecitato a riprendere l’iniziativa sui progetti che portino a consolidare il distretto commerciale ed il distretto turistico, realizzazioni avviate dalle precedenti Amministrazioni e che in questo frangente sembra abbiano segnato il passo.

Sul versante del sistema scolastico il Centrosinistra ha inteso riproporre la necessità di una riorganizzazione strutturale e logistica dei plessi scolastici in due poli; quello umanistico e quello scientifico, progetto avviato dalle precedenti amministrazioni, condiviso sostanzialmente dalle istituzioni scolastiche, capace di integrare e rafforzare sul piano didattico, strutturale e delle opportunità il sistema di offerta formativa. In questo deve essere promosso un maggior coinvolgimento, in termini di risorse da investire della Città Metropolitana che pare assente.

Infine il Centrosinistra, in particolare con le osservazioni al programma delle Opere Pubbliche, ha evidenziato la priorità assoluta da assegnare all’accesso nord della Città ed alle problematiche inerenti alla viabilità. Pur non investendo direttamente la competenza realizzativa del Comune, l’Amministrazione deve riassumere un ruolo attivo con gli Enti di competenza in materia di viabilità, con riguardo – in particolare – alle opere complementari e di mitigazione correlate alla realizzazione della terza corsia dell’A4, nel tratto S. Donà di Piave – svincolo di Alvisopoli. La viabilità di accesso alla Città da viale Pordenone e la viabilità complementare che interessa il rione di S.Nicolò, con l’utilizzo delle contro-strade della tangenziale per adibirle a piste ciclabili collegate alle rimanenti ciclovie del territorio, pensando ad una continuità di percorsi, risultano essere delle priorità per le quali questa Amministrazione non ha adeguatamente investito in pensiero, in iniziativa istituzionale ed in risorse. Allo stesso modo il Centrosinistra ha chiesto che venga completato il Polo Sportivo di S. Nicolò attraverso l’entrata diretta da via S. Martino, l’esproprio dell’area appropriata per la realizzazione delle tribune, la realizzazione delle tribune, la perimetrazione per canalizzare l’eccesso dell’afflusso dell’acqua piovana ed un’adeguata area parcheggi. Non è immaginabile una nuova struttura polifunzionale a Pradipozzo senza completare il Polo di S.Nicolò.

Il Centrosinistra infine ha giudicato il Programma Opere Pubbliche privo di visione strategica, dove si abbandonano gli investimenti infrastrutturali, si mantiene incertezza sula ristrutturazione e messa i sicurezza della Torre Civica Campanaria del Duomo di S.Andrea, si ripropone inspiegabilmente l’impianto crematorio nonostante la diffusa contrarietà nella comunità ed il blocco delle autorizzazioni della Regione Veneto. Sulla riqualificazione della Ex Perfosfati, vera grande opportunità per la Città, il Centrosinistra ha chiesto l’avvio di una progettazione condivisa con i diversi attori interessati, valorizzando il percorso fin qui definito nel corso degli anni. Infine il Centrosinistra ha chiesto lo stralcio della rotonda di S.Giovanni, costosissima ed inutile, e della struttura Polifunzionale di Pradipozzo. Tutte le osservazioni proposte dal Centrosinistra, puntuali, utili ed orientate a migliorare Programma delle Opere Pubbliche 2018_2020 sono state respinte senza un vero e motivato dibattito.

 Marco Terenzi

Capogruppo Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più Avanti Insieme”

Portogruaro, 29 dicembre 2017

Per migliorare il PROGRAMMA OPERE PUBBLLICHE 2018-2020

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Il Gruppo Consiliare di “Centrosinistra Più Avanti Insieme” ha preso visione del Programma delle OPERE PUBBLLICHE 2018-2020  e per migliorare ha presentato concrete e  specifiche osservazioni, da discutere e votare in Consiglio Comunale.

Ecco QUI potrete trovale la relazione che spiega e accompagna le specifiche Osservazioni proposte alle Opere Pubbliche Programmate per il 2018 2020. 

Le osservazioni sono state inoltrate agli uffici Comunali in data 15/12 us ai sensi della normativa vigente e presentate alla Stampa in sede di Conferenza Stampa il 19 12 2017

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GRUPPO CONSILIARE “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME”

CONSIGLIO COMUNALE DI PORTOGRUARO VE

OSSERVAZIONI AL PROGRAMMA OPERE PUBBLICHE 2018-2020

Premessa

Il Gruppo Consiliare di “Centrosinistra Più Avanti Insieme” ha preso visione del Programma delle OOPP 2018_2020 ed intende, a riguardo, produrre specifiche osservazioni così come le norme inerenti consentono.

Il presente documento contiene un’introduzione generale di accompagnamento delle specifiche osservazioni che vengono formulate in forma tabellare, in corrispondenza delle opere pubbliche previste interessate, corredate da puntuali note descrittive.

  • PERSISTE LA MANCANZA DI VISIONE STRATEGICA

Il Programma delle Opere Pubbliche non contiene di fatto alcuna novità o progetto innovativo. La gran parte dei progetti ripropongono opere od interventi già previsti a partire dal 2015 mentre altri sono il frutto di idee e progettualità che da anni fanno parte di attenzione delle Amministrazioni.

Lo stesso programma è carente di una visione programmatoria che faccia emergere le linee strategiche dell’Amministrazione che intende perseguire attraverso la spesa in c/investimento.

Del resto, come abbiamo avuto modo già di argomentare, manca il collegamento e la consequenzialità nei diversi documenti di programmazione di cui il Comune deve dotarsi.

A proposito evidenziamo come Il DUP – documento programmatorio approvato il 14.11.2017 che dovrebbe descrivere gli obiettivi generali e gli indirizzi della programmazione attuativa dell’Ente e indicare linee e modalità di sviluppo, fa solo richiamo, per le opere pubbliche, alla delibera di adozione dello schema. Nel DUP non vengono evidenziati alcuni grandi interventi che, pur non rientrando nella diretta competenza dell’Ente, rappresentano comunque obiettivi strategici per la Comunità e quindi dovrebbero essere monitorati e verificati nello stato delle relazioni istituzionali, nella progettazione e nella concreta attuazione da parte degli Enti competenti. Ci riferiamo, ad esempio, alla viabilità di accesso alla Città da Viale Pordenone o alla riorganizzazione dei Poli scolastici o alle opere della Città metropolitana, inserite nel bando periferie, quali la riqualificazione stazione RFI di Portogruaro, solo per citarne alcuni.

Una questione, poi, che sembra abbandonata è quella legata al futuro del PIP di Noiari, dell’Interporto e dell’Autoparco, strutture strategiche che sono state oggetto di attenzione e di investimento da parte delle precedenti Amministrazioni che hanno portato al loro completamento funzionale. Ora l’Amministrazione, insieme agli “stakeholders” dovrebbe mettere in campo, insieme agli altri soggetti istituzionali interessati, nuove azioni ed idee progettuali tese ad attualizzarne la valenza strategica per la crescita socio-economica del territorio in un contesto che resta dinamico e che presenta, al tempo stesso, minacce ed opportunità.

Infine notiamo come manchi l’allineamento e la coerenza con altri riferimenti programmatori (es: Ipavo – Ipa). Devono inoltre essere ripresi progetti quali il Progetto integrato dell’antica via fluviale del Lemene, le piste ciclabili Portovecchio – Summaga e le Piste ciclabili di Lugugnana e Via Villanova, piste ciclabili di connessione tra costa ed entroterra, opere che a parere degli scriventi risultano essere importanti per la valorizzazione ambientale e culturale del territorio portogruarese e più in generale del Veneto Orientale.

  • UN PIANO OOPP DI DIFFICILE “LETTURA”

Nello schema di programma opere pubbliche, sul quale entro 60 giorni dalla pubblicazione ( 17.12.2017) è possibile fare osservazioni, non si riesce ad individuare il piano delle priorità a cui sottende l’insieme delle opere. L’ordine di priorità ed i criteri che dovrebbero essere tenuti in considerazione – come definiti dalla legge – di fatto non emergono né dall’elenco, né dalla deliberazione che approva il programma opere. Le priorità indicate per l’anno 2018 sono di fatto dei numeri, non supportati da considerazioni tecnica-valutativa; non vengono indicate le modalità di finanziamento. Siamo a conoscenza delle modalità di finanziamento delle opere dopo aver fatto un accesso agli atti, in qualità di Consiglieri Comunali. Nel fornire tale documento, che riteniamo fondamentale per fare delle osservazioni circostanziate al programma opere, l’Amministrazione ha sottolineato come il documento non sia obbligatorio per legge, non sia un documento ufficiale e sia suscettibile di modifiche fino all’approvazione del Bilancio previsione. Il Bilancio è stato approvato dalla Giunta il 04/12/2017 prima della scadenza della presentazione delle osservazioni e quindi senza alcuna intenzione di esaminare seriamente e tener conto delle osservazioni stesse.

Nel Bilancio di previsione il programma opere subisce infatti delle modifiche, senza corrispondere di conseguenza ai termini di pubblicazione che consentono ai consiglieri ed ai cittadini di presentare per tempo delle osservazioni/proposte.

Le stesse schede illustrative di ogni opera, necessarie per conoscere obiettivi, finalità, tempi, modalità degli interventi previsti, che le precedenti Amministrazioni fornivano ai Consiglieri Comunali, non fanno parte del programma opere. Le schede, seppure richieste, non sono state fornite neppure come documento preparatorio. E’ evidente che la legge indica i documenti di base, ma non vieta la possibilità di mettere a conoscenza il Consiglio Comunale di tutti gli aspetti che riguardano il programma opere. Sta all’Amministrazione scegliere in che modo vuole coinvolgere consiglieri comunali ed i cittadini. Indubbiamente il programma opere così come presentato è di difficile lettura e interpretazione.

  • SI ABBANDONANO GLI INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI

Il programma opere pubbliche 2018 – 2020 nei fatti abbandona le iniziative di carattere infrastrutturale. Non contiene di fatto alcuna novità o progetto innovativo. La gran parte dei progetti sono una riproposizione di progetti già esistenti dal 2015, altri sono il frutto di idee e progettualità che da anni fanno parte dell’attività amministrativa dell’Ente. Il numero totale delle opere su cui l’Amministrazione Comunale intende investire si è sensibilmente ridotto.

Il Piano non prevede alcun intervento nel settore ambiente.

Pur consapevoli che gli impegni annuali devono misurarsi con le reali risorse esistenti, il mantenimento nel programma triennale di opere aventi già dei progetti preliminari, di opere per le quali sono in essere convenzioni o sono stati assunti impegni precisi, di opere approvate con altre deliberazioni o interventi in corso di avvio, risulta importante per poter avere un quadro d’insieme e per far cogliere l’orientamento strategico dell’Amministrazione ai Consiglieri Comunali ed ai cittadini e la continuità amministrativa.

  • OPERE PUBBLICHE CHE “VANNO E VENGONO”

Annotiamo invece come alcune opere, su cui l’Amministrazione Comunale si era impegnata pubblicamente, senza alcuna motivazione sono ora di fatto “scomparse” dal programma opere. Altre invece, per le quali i cittadini hanno espresso notevoli critiche e dissensi, vengono riproposte.

E’ il caso del tempio crematorio che, seppur bloccato dalla prevista regolamentazione regionale, viene comunque riproposto per il 2020. Viene così prefigurata, senza alcuna base certa, quella che sarà la programmazione e regolamentazione regionale, tenuto conto che con la legge del collegato alla finanziaria 2017 la Regione Veneto ha bloccato l’autorizzazione alla realizzazione di impianti crematori fino al 31/12/2018, prevedendo una deroga al blocco della realizzazione di Tempi crematori solo in caso di progetti già appaltati. Accanto alla norma ostativa della Regione, a parere degli scriventi, non esiste alcuna priorità, non esiste alcuna esigenza primaria. Ciò nonostante l’opera viene caparbiamente e – a questo punto – immotivatamente reinserita.

Amministrare, a nostro parere, significa non tanto insistere su intuizioni estemporanee, ma avere la capacità di ascoltare, raccogliere, adeguare e rendere attuabili idee progettuali che siano rispondenti ad istanze più generali e condivise.

  • IL PROJET FINANCING PER LA RISTRUTTURAZIONE E LA GESTIONE DELLA PISCINA COMUNALE

L’unica opera che viene presentata come una “novità”, ma che invece è solo una diversa risposta progettuale e gestionale, è rappresentata “interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria con revisione degli impianti della piscina comunale”.

Per tale opera è stata indicata dalla Giunta, ben prima dell’inserimento dell’intervento nel programma opere, l’apporto per intero di capitale privato. Gli interventi verranno quindi realizzati in project financing, e la gestione della piscina verrà concessa per 30 anni.

Una tipologia di appalto considerata, in un recente passato, assolutamente negativa dalle forze che compongono l’attuale maggioranza. L’attuazione degli interventi viene prevista nel secondo trimestre del 2018 ed il termine nel 2019.

La stessa Giunta, nella propria delibera, afferma che i costi di intervento dovranno essere ricalibrati, che alcuni aspetti verranno definiti successivamente, che lo studio di fattibilità dovrà essere integrato. Quanto costerà realmente l’opera alla collettività non è ancora chiaro, così come la verifica su eventuali ricadute o effetti negativi sulle tariffe, sulle modalità gestionali, sugli interventi straordinari ed ordinari, ecc., tutte questioni sulle quali era necessario dispiegare una riflessione ed un dibattito per l’esame delle diverse alternative possibili, valutarne i costi ed i benefici, ma soprattutto per evitare criticità nella gestione futura di un impianto sportivo e ricreativo complesso e di largo utilizzo nella comunità e nel comprensorio.

Nonostante le prescrizioni attestate in delibera, nonostante il Consiglio non si sia ancora espresso, la Giunta comunque ha deciso. Questo il coinvolgimento e l’informazione con cui opera la Giunta. Altro che correttezza istituzionale; la maggioranza agisce come se tali realizzazioni debbano ricondursi alla competenza esclusivamente tecnica, e non implichino, invece, valutazione di carattere amministrativo se non di indirizzo politico.

  • PIANO OOPP: UN DOCUMENTO PARZIALE, CARENTE SUL PIANO INFORMATIVO E CHE NON FACILITA UNA VISIONE DI INSIEME

Altre opere – già deliberate- non vengono neppure elencate a titolo informativo nel programma triennale. Pensiamo al “Palazzetto” multifunzionale di Pradipozzo, un intervento che non corrisponde ad una priorità collegata al luogo ed alle esigenze espresse nel contesto in cui vengono collocate, dove la preannunciata destinazione alla pratica sportiva del pattinaggio, con trasferimento dall’area urbanisticamente più adeguata, appare non solo una forzatura ed uno spreco di risorse, ma anche una scelta non corrispondente dal punto di vista tecnico alle esigenze sportive previste originariamente che facevano prefigurare un immobile vocato al pattinaggio.

Pensiamo anche alla rotonda di S.Giovanni, un’opera discussa, approvata, modificata, che richiede ingenti finanziamenti pubblici, ma che non compare nel programma triennale generale delle opere, neppure in termini riassuntivi separati o in un elenco illustrativo nel corpo della delibera.

L’inserimento può anche non essere obbligatorio, ma un cittadino che vede il programma opere deve essere messo nelle condizioni ottimali di capire e di conoscere. Andrebbe favorita, insomma, quella trasparenza tanto auspicata, ma poco praticata da questa maggioranza.

  • LE PRINCIPALI OSSERVAZIONI

Nel programma 2018/2020 non si rinviene alcun intervento da parte della Città Metropolitana in favore del Polo scolastico Portogruarese, nonostante esista un progetto di razionalizzazione, dei Poli scolastici di Portogruaro, con l’identificazione di un polo umanistico e di un Polo scientifico, progetto che pare completamente abbandonato da questa Amministrazione.

Pare che siano oltre 14 i milioni di euro destinata dalla Città Metropolitana agli Istituti scolastici del territorio metropolitano.

Così come non si rinviene alcun intervento sulla viabilità (oltre 5 milioni) di cui beneficeranno ancora una volta i Comuni nel territorio metropolitano.

Il Piano pluriennale non investe nella promozione alle attività produttive. A parte alcuni modesti interventi previsti sul PIP (opere di urbanizzazione e parcheggi) non si nota la dovuta attenzione alle infrastrutture, con particolare riguardo finalizzate alle attività economiche.

A distanza di anni dal completamento del PIP di Noiari e dal consolidamento di altre aree (come quella del EAST Park), sarebbe opportuno e necessario un pensiero strategico sull’area per attualizzare le potenzialità sul piano dei servizi integrati in favore delle imprese.

Indubbiamente le potenzialità di intermodalità garantite dall’interporto possono essere giocate utilmente in termini di attrazione. Così come risulta necessario riprendere una politica atta ad implementare gli insediamenti produttivi ed industriali nelle aree succiate.

Pur non investendo direttamente la competenza realizzativa del Comune, l’Amministrazione deve riassumere un ruolo attivo con gli Enti di competenza in materia di viabilità, con riguardo – in particolare – alle opere complementari e di mitigazione correlate alla realizzazione della terza corsia dell’A4, nel tratto S. Donà di Piave – svincolo di Alvisopoli. La viabilità di accesso alla Città da viale Pordenone e la viabilità complementare che interessa il rione di S.Nicolò, con l’utilizzo delle controstrade della tangenziale per adibirle a piste ciclabili collegate alle rimanenti ciclovie del territorio, pensando ad una continuità di percorsi, risultano essere delle priorità per le quali questa Amministrazione non ha adeguatamente investito in pensiero, in iniziativa istituzionale ed in risorse.

Infine nessuna attenzione dell’Amministrazione sul Polo Sportivo di S. Nicolò sul quale il Gruppo di “Centrosinistra Più Avanti Insieme” ha inteso riportare l’attenzione dell’Istituzione e nella Comunità per il suo completamento dopo l’incertezza ed i dubbi generati, immotivatamente, su questo tema, dall’Amministrazione. Si completi il Polo Sportivo di S. Nicolò attraverso l’entrata diretta da via S. Martino, l’esproprio dell’area appropriata per la realizzazione delle tribune, la realizzazione delle tribune, la perimetrazione per canalizzare l’eccesso dell’afflusso dell’acqua piovana ed un’adeguata area parcheggi.

Devono inoltre essere ripresi progetti previsti a livello di IPA quali il Progetto integrato dell’antica via fluviale del Lemene, le piste ciclabili Portovecchio – Summaga , di Lugugnana e Via Villanova, le piste ciclabili di connessione tra costa ed entroterra (tratto Portogruaro – Fossalta di P., tratto Portogruaro – Lugugnana, tratto Portogruaro – Summaga) opere che a parere degli scriventi risultano essere importanti per la valorizzazione ambientale e culturale del territorio portogruarese e più in generale del Veneto Orientale.

Prioritariamente, in aggiunta alle previsioni della normativa, per trasparenza e con la finalità di dare unicità di visione, SI CHIEDE che vengano formalmente indicate, anche con elenco a parte, nel nuovo programma opere 2018/2020 tutte le opere in corso, per le quali non sono stati ancora avviati i lavori, quelle inserite per la prima volta o integrate nell’importo con la modifica al programma opere pubbliche 2017/2019, con delibera del C.C. n. 68 del 26.9. 2017 e precedenti.

Di seguito l’ALLEGATO 1 che contiene in forma tabellare le specifiche osservazioni in corrispondenza delle opere pubbliche interessate, corredate da puntuali note esplicative.

I Consiglieri Comunali del

Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più Avanti Insieme”

f.to Marco TERENZI

f.to Irina DRIGO

f.to Roberto ZANIN

f.to Vittoria PIZZOLITTO

Portogruaro, 15 dicembre 2017

discutere e votare in Consiglio Comunal

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