RESPONSABILITA’ SOCIALE

aedes_aegypti_biting_human

Tra inviolabilità corporale ed utilità comune

Recentemente Portogruaro è balzata agli onori della cronaca nazionale riguardo la tragedia di Sofia Zago, la bambina di Trento, quattro anni morta di malaria. Era in vacanza in un camping di Bibione con i genitori, ma come ha spiegato il direttore generale della USL Carlo Bramezza. nel percorso di cura effettuato dal momento del ricovero alle dimissioni nel nostro ospedale, la bimba non presentava alcun sintomo riconducibile alla malaria o ad altre malattie infettive.

Altro dato importante, evidenziato dal sindaco di S.Michele Pasqualino Codognotto, è che dai campionamenti effettuati sul litorale, e nello specifico a Bibione, è stato accertato che non c’è la specie di zanzara che può trasmettere la malaria. Le varie indagini da parte delle autorità giudiziaria e sanitaria sono ancora in corso e dovranno stabilire come e quando sia avvenuto il contagio, compreso l’ospedale di Trento dove la bimba è stata portata dopo il ricovero in riva al Lemene.

Certo è il fatto che la vicenda in sé finisce per scuotere le nostre coscienze, perché questi tipi di morte rappresentano sempre una sorta di picco del dolore. Diventa poi incredula angoscia perché è una morte insolita, e la paura si associa anche a pensieri di allarme. La malaria in Italia non c’è, ma – in passato – è stata un incubo anche nelle nostre zone, terreni paludosi e salmastri fino alle bonifiche degli anni trenta del secolo scorso.  Mi vengono in mente i racconti di mio padre che, impegnato nella costruzione dei manufatti per il sollevamento meccanico delle acque nelle aree tra Sindacale e La salute, quotidianamente doveva assumere le pastiglie di chinino, nella profilassi antimalarica.

Ma non è di questo che vorrei occuparmi perché all’atteggiamento dignitoso della famiglia che, chiusa nel proprio dolore, non ha inveito contro nessuno, hanno fatto riscontro parole davvero pesanti e cattive da parte di qualche esponente politico, alimentando così ulteriormente il clima ostile verso il flusso dei migranti verso il nostro Paese. E si è andati anche oltre dopo la decisione di rinviare (sine die?) il responso conclusivo del Senato sullo “ Ius Culturae “, ma è un altro discorso.

Preme allora evidenziare come non si sia voluto espressamente distinguere la forte spinta creata dall’allarme sanitario dalle parole senza senso sulle “ orde “ , così sono state definite, di “ finti “ profughi che stanno invadendo il nostro Paese, portando “ gravissime “ malattie. Senza voler scomodare il Manzoni rievocando la calata dei Lanzichenecchi dei Promessi sposi, di certo si è cercato di gettare la tragedia della morte della bimba trentina sulla bilancia dei rancori, della rabbia e dell’astio verso una moltitudine di persone che non c’entrano niente e invece finiscono per essere additate come il bersaglio di massa. Si cerca sempre e ovunque il capro espiatorio, costruendo la categoria degli  “untori “ attraverso l’esercizio di una sorta di corto circuito del pensiero. Questo modo di pensare ed agire è un altro tipo di malattia, un’altra malaria dove però il  plasmodio è carico d’odio.

Sarebbe invece il caso che noi europei ci chiedessimo perché in occidente la malaria è stata debellata, mentre in Africa rimane ancora un punto sanitario chiave, peggiorando la vita di intere popolazioni e diventando – di fatto – fattore di grande malessere fisico e psicologico. Basta chiedere ai nostri preti missionari “fidei donum”, presenti in Kenya, quanto grave sia il fenomeno e così capire le pesanti conseguenze che comporta. Ho constatato di persona che gli africani tendono a vivere la malattia come una specie di vergogna. Eradicarla, anche attraverso interventi mirati internazionali, significherebbe migliorare le condizioni di milioni di persone e nel contempo rassicurare i molti turisti occidentali che raggiungono quelle terre davvero splendide.  Presto, speriamo, si renda disponibile un apposito vaccino, perchè fino ad oggi ci si può sottoporre solo ad una profilassi piuttosto complicata.

A proposito di vaccini, davvero paradossale quanto successo dopo il varo del decreto legge sulla loro obbligatorietà per l’accesso alla scuola dell’infanzia e primaria. Non intendo tanto riferirmi al dietro front del presidente Zaia sul versante veneto, ma ad una questione che forse la complessa problematica e il conseguente dibattito pubblico non hanno ancora messo debitamente a fuoco. Si tratta di una partita aperta, molto seria e nel contempo assai concreta: il rapporto tra il bene individuale ed il bene comune. Intendo riferirmi alla contesa che è scaturita e dura tutt’ora fra quanti hanno alzato la bandiera della “libertà di cura” ed altri che invece hanno fatto scudo alla “ tutela della salute pubblica”.

Non è questione da bar o da salotto, peggio da propaganda elettorale per racimolare qualche voto in più, ma un qualcosa di estremamente importante sotto il profilo antropologico, etico e sociale, perché mette in gioco una posta fondamentale qual è la salute come bene primario dell’uomo. In sintesi possiamo dire che il bene di tutti deve anche essere il bene di ognuno. Infatti il bene comune deve distinguersi, per contenuti e funzioni, da altre forme di bene, pur pienamente apprezzabili, ma non potrà mai essere scambiato né con un bene privato, né con un bene pubblico.

La confusione e la astiosa diatriba sulle vaccinazioni obbligatorie sta infatti avvitandosi sulla contrapposizione tra inviolabilità corporale e utilità sociale. Nulla di più deviante se non si torna al più presto a condividere insieme una responsabilità verso la salute di tutti e di ciascuno. Non ci sono altre strade soprattutto se ci riferiamo ai più vulnerabili nella malattia, vale a dire vecchi e bambini.

Gigi Villotta

16 settembre 2017

SCUOLA, GRANDE LABORATORIO

grembiule-a-scuola

Molte aspettative tra tante delusioni

Inizia un nuovo anno scolastico. Si ricomincia con i soliti annosi problemi, dalle cattedre vuote ai presidi reclutati d’ufficio, dal carosello degli insegnanti alle palestre inesistenti. Per fortuna, dalle nostre parti, l’edilizia scolastica tiene bene e non si registrano doppi turni, visto anche il costante calo demografico, solo in parte compensato dagli immigrati. Anzi, se non ci fossero ( dal prossimo anno nelle scuole venete tetto agli stranieri del 30% ), sarebbero già tante in meno le sezioni di scuola materna ed elementare, con la chiusura definitiva di tanti plessi, soprattutto nelle realtà periferiche. Quest’anno poi tiene banco l’applicazione della nuova legge sull’obbligo vaccinale necessaria per l’iscrizione scolastica. Ritengo poco opportuna la moratoria concessa fino al 2019 dalla regione Veneto, perché finirà per creare una disparità di trattamento rispetto alle altre realtà regionali, oltre che un pericoloso precedente. Solo nella nostra ASL, che comprende i venti comuni della Venezia Orientale, sono circa 1600 i bambini interessati, compresi tra gli 0 e 16 anni. Non ho le competenze e gli strumenti per dire se si poteva o meno arrivare al ripristino della obbligatorietà nelle forme e nei tempi che tutti conosciamo, ma altrettanto convintamente devo augurarmi che, già dalle prime circolari attuative, non finisca per prevalere la linea morbida, destinata nel tempo a favorire i recalcitranti. Insomma che non si debba, ancora una volta dire: “fatta le legge, trovato l’inganno”. Un rischio da scongiurare, perché trattasi di materia troppo delicata, quella di lasciare i bambini in balìa del morbillo o del tetano. Ma non è di questo che vorrei occuparmi, perché non sono tanto i dati relativi alle difficoltà materiali in cui versa la nostra scuola, quanto il calo di aspettative e la delusione nei suoi confronti che si registra tra i suoi diretti interessati. Gli insegnanti ( mal pagati ! ) sono spesso disorientati e lamentano il fatto che la maggioranza degli allievi sembra dimostrare sempre minore interesse per le materie di insegnamento, limitandosi – spesso – ad imparare meccanicamente dal libro di testo quelle poche nozioni necessarie a raggiungere la sufficienza. Da sempre si discutono questi temi: nessuna curiosità, povera la discussione di idee, modesto impegno e scarsa disciplina. D’altra parte gli studenti non sembrano più riconoscere alla scuola quella funzione di “ magistra vitae “ , un paradigma che fino a qualche decennio fa sembrava resistere. Infatti, come dimostrano anche recenti indagini nel Nord Est, il presente – soprattutto per gli adolescenti – ha preso il posto del domani e i loro sogni sono piccoli e a dimensione individuale, privi di quella carica utopica che spesso costituiva il lievito delle generazioni precedenti. Nelle loro risposte riguardo le cose importanti della vita, mettono ai primi posti l’amicizia, l’amore e la famiglia e soltanto molto dopo vengono indicati la scuola ed il lavoro. Quanto all’impegno politico che un tempo costituiva un elemento di rilievo nella vita giovanile, è stato sostituito da una più generale aspirazione alla pace sganciata da obblighi in organizzazioni e soprattutto partiti. Un capitolo a parte meriterebbero i genitori che, nella stragrande maggioranza, rimangono spettatori passivi, anzi imputando proprio alla scuola qualsiasi carenza o difficoltà riscontrate nei figli.

la-scuola-di-Barbiana
la-scuola-di-Barbiana

Certo, educare è difficile e complesso, perché si va ben oltre la sola istruzione. Mi chiedo allora che cosa può far sì che la nostra scuola, nonostante le molte difficoltà in cui si dibatte, riesca a tener fede a quello che è il suo compito fondamentale: offrire a tutti, ricchi e poveri, dotati e meno dotati, le stesse possibilità di crescita. Sarei tentato di aprire una grande parentesi sull’umanizzazione della scuola, tanto cara a don Lorenzo Milani, ma rimarrebbe sempre un discorso teorico, forse utopico. Quali allora i possibili contributi e proposte concrete per rendere la nostra scuola più vicina anche al mondo di oggi, con le sue problematiche e contraddizioni più appariscenti che ci interrogano quotidianamente? Non esistono ricette o soluzioni preconfezionate e valide per tutte le stagioni. Non basta “ copiare “ quanto fanno in altri Paesi, ma su alcune questioni, recentemente proposte a livello centrale, un paio di considerazioni si possono fare. La base da cui partire non può prescindere da due versanti in cui oggi “ la scuola “ deve poggiare la propria azione, tenuto conto anche dell’evoluzione dei tempi. Quello delle patologie che si vogliono capire, prevenire e combattere ( disagio sociale, dipendenze varie, violenze, dispersione, disorientamento, ….) e quello della identificazione e dell’attualizzazione di una costellazione di valori culturali, etici, estetici, conoscitivi, affettivi, sociali, civici e politici, che costituiscono l’anima dell’educazione e rinforzano le difese immunitarie della persona. Non si può insomma prescindere dal concetto di “ cittadinanza attiva “, ben radicato nel testo della nostra Costituzione. “ Cittadinanza e Costituzione “ dovrebbe diventare l’obiettivo primario da parte del Ministero della P.I., prima ancora di proporre sperimentazioni sul numero di anni di obbligatorietà o di frequenza. A pensare bene si tratterebbe solo di recuperare e dare attuazione alla legge n°169 del 2008. Ancora una volta non siamo capaci o non c’è la volontà concreta di attuare programmi che qualificherebbero la nostra scuola, con oggettivi vantaggi per tutto il Paese. Sarebbe davvero un’occasione di cruciale importanza per identificare una solida rotta che finalmente offra criteri e strumenti affidabili e duraturi, senza più cedere – come successo troppe volte in passato – alla logica delle emergenze o delle improvvisazioni tampone.

Gigi Villotta

07 Settembre 2017

CONFERENZA STAMPA DI SABATO 9 SETTEMBRE : FUSIONE LTA ACQUE

DURANTE la Conferenza stampa del Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più avanti Insieme” e del Partito Democratico, circolo di Portogruaro, sul tema inerente al processo di fusione che interessa LTA Acque, viene spiegato perchè il Gruppo ha inviato a tutti i cittadini portogruaresi l’allegato volantino:

Volantino inviato a tuti i cittadini di Portogruaro a proposito di lta acque
Volantino inviato a tuti i cittadini di Portogruaro a proposito di progetto di FUSIONE LTA ACQUE
img_20170909_114036_resized_20170910_042454673
Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più avanti Insieme”-CONFERENZA STAMPA DI SABATO 9 SETTEMBRE : FUSIONE LTA ACQUE
img_20170909_124637_resized_20170910_042518459
Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più avanti Insieme”-CONFERENZA STAMPA DI SABATO 9 SETTEMBRE : FUSIONE LTA ACQUE

“Ex-carceri” a nuova sede dei servizi sociali: perchè?

img_20170115_130408_resized_20170910_042039923

ecco cosa chiedono in una Interrogazione i Consiglieri del gruppo di centro sinistra “Più Avanti Insieme” di Portogruaro
sul progetto di adeguamento delle ex-carceri a nuova sede dei servizi sociali.
Tre le questioni poste:
– quando e come si intende risolvere il problema della sede dell’Archivio Storico visto anche il cospicuo avanzo di amministrazione maturato?
– quali sono le ragioni che hanno impedito una corretta valutazione e programmazione iniziale dell’intervento sulle ex carceri per ospitare la nuova sede dei servizi sociali e portato a rivedere per ben tre volte il progetto base, con un aumento dei costi pressoché raddoppiati, pari al 193%, rispetto all’importo preventivato di 130.000 comprensivo del rifacimento della cancellata?
– Perchè non è stato utilizzato il progetto di fattibilità, già elaborato dalla precedente Amministrazione?

qui di seguito il documento : interrogazione-ex-carceri-servizi-sociali-archivio-storico

 

LTA Acque SPA: la stampella dei M5S alla Giunta Senatore

ivenza-tagliamento-acque-s-p-a

ECCO IL COMUNICATO STMPA DI MARCO TERENZI in   relazione alla Delibera di approvazione della fusione per incorporazione in LTA Acque SPA di “Sistema Ambiente srl” ritirata dalla maggioranza su proposta di M5Stelle nel corso del Consiglio Comunale del 29 agosto 2017:

“Nella serata di ieri, nel corso del Consiglio Comunale, abbiamo assistito all’ennesima giravolta della maggioranza a trazione leghista, supportata dal Movimento M5Stelle, sul tema decisivo dell’acqua per la comunità di Portogruaro.

Come è noto dal 2015, a causa della evoluzione normativa statale e regionale, si è posto il problema del rafforzamento e della crescita dimensionale della Società Livenza Tagliamento Acque SpA, di cui il Comune di Portogruaro è uno dei principali azionisti. LTA Acque ha gestito positivamente per i Comuni veneti e friulani interessati (25 complessivamente) il servizio idrico integrato che riguarda la captazione e la distribuzione dell’acqua, la depurazione ed il sistema fognario.

La positiva esperienza di gestione unitaria del servizio idrico integrato in un bacino a cavallo delle due Regioni, che dura ormai da oltre sessant’anni, potrà proseguire solo se gli undici Comuni del Veneto Orientale, ora aderenti al CATOI Lemene (Bacino Interregionale) aderiranno all’ASUIR (Ambito Unico della Regione Friuli Venezia Giulia), attraverso un Accordo Interregionale sancito dalle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e se si individuerà un gestore irrobustito sul piano organizzativo, economico e patrimoniale, con un bacino demografico di riferimento più esteso. E’ in questo quadro che nasce il progetto della fusione per incorporazione in “LTA Acque SPA” di “Sistema Ambiente srl”, il gestore dei servizi idrici integrati di 16 Comuni del Friuli Occidentale e della pedemontana friulana.

Tale fusione è stata già votata ed approvata da 37 Comuni del nuovo bacino (su 41), entro la scadenza indicata del 31/08, eccetto i Comuni di Maniago, Fiume Veneto, Teglio Veneto e Portogruaro.

Infatti il Comune di Portogruaro, nonostante la presenza della Sindaco Senatore nei comitati ristretti per la gestione del progetto di fusione, ha mantenuto un atteggiamento attendista e incerto a riguardo, già manifestati anche nel Consiglio Comunale del 27/06 us, e nelle due riunioni di Commissioni Consiliari allargate in data 21/07 e 09/08 uuss. con la presenza dei Dirigenti della Società LTA Acque SPA, dove si sono adeguatamente approfondite le diverse problematiche.

Il Gruppo Consiliare di “Centrosinistra Più Avanti Insieme” ha invece apprezzato il lavoro fin qui svolto dall’assemblea dei Sindaci e dagli Amministratori di LTA che hanno individuato una soluzione che lascia intatta l’identità della Società e di un’esperienza nate storicamente dalla volontà comune di integrazione di un ambito composto da diversi Comuni del Veneto Orientale e del Friuli Occidentale e che risponde all’evoluzione normativa e gestionale, nella ricerca di una miglior efficacia ed efficienza nella gestione del servizio idrico integrato. Il Comune di Portogruaro all’interno della futura realtà di LTA Acque manterrà un peso adeguato nella composizione azionaria e patrimoniale e nell’Assemblea dei Sindaci, peso che dovrà essere ben utilizzato per il consolidamento di un piano di investimenti in particolare per la depurazione e per il completamento e sviluppo della rete fognaria, che dovrà interessare il Comune stesso.

Per tali motivi il Gruppo Consiliare di “Centrosinistra Più Avanti Insieme” aveva chiesto l’inserimento all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 29/08 per l’approvazione della fusione per incorporazione in “Livenza Tagliamento Acque SPA” della Società “Sistema Ambiente SRL”.

Durante il Consiglio Comunale l’azione coordinata: il Movimento M5Stelle inoltrava la richiesta di ritiro della delibera, con la generica motivazione della necessità di ulteriore approfondimento (dopo un Consiglio Comunale dedicato e due Commissioni allargate), votata prontamente dalla maggioranza che sostiene la Giunta Senatore, la quale appoggiava la richiesta.

Cosicchè Portogruaro, Comune capofila di mandamento, uno dei maggiori azionisti di LTA Acque, destinatario di 6,2 milioni di euro di investimenti già programmati da LTA Acque per reti idriche e depurazione, a tempo quasi scaduto, non ha ancora deliberato il progetto di fusione.

Una situazione imbarazzante ed incomprensibile, caratterizzata, per il Comune di Portogruaro, da ambiguità e debolezza politica. Una situazione preoccupante per la Comunità di Portogruaro che su un bene così importante quale l’acqua e la sua qualità, respira incertezza e non comprende quali siano le reali intenzioni dell’Amministrazione Comunale.”

comunicato_stampa_82_ritiro_punto_cc_lta_acque_spa_300817

Accordo siglato tra Comune di Castelfranco e Parrocchia su torre campanaria: risolta la querelle! E a Portogruaro ?

 

la-tribuna-tv-tribuna_treviso_050717-immagine
Tribuna_Treviso_050717

Comune e Parrocchia di Castelfranco Veneto adottato Accordo convenzionale per la manutenzione straordinaria ed ordinaria della Torre Civica Campanaria, ecco cosa chiede in una interrogazione alla amministrazione di Portogruaro Marco Terenzi del GRUPPO CONSILIARE “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME”:

“Attraverso gli organi di stampa (si veda la Tribuna di Treviso dd. 05/07/2017 e la Vita del Popolo dd. 20/07/2017) si è avuta notizia di un Accordo convenzionale intervenuto fra il Comune di Castelfranco (Tv) e la Parrocchia del Duomo del medesimo Comune che – fra le altre cose – ha individuato reciproci obblighi sulla manutenzione ordinaria e straordinaria della Torre Civica Campanaria diventata successivamente campanile. Tale Accordo ricompone la diatriba plurisecolare sulla proprietà dell’immobile che aveva prodotto disagi ed incertezze anche sul piano operativo e degli interventi da effettuare e riconosce in capo al Comune la competenza sulla manutenzione ordinaria e straordinaria delle mura esterne, mentre quella delle mura interne e di tutte le protezioni (balaustre, inferriate e altro) spetterà alla parrocchia che ne mantiene l’uso esclusivo per l’utilizzo delle campane. La Torre campanaria fu costruita nel 1246 per iniziativa di Ezzelino III da Romano, durante la Serenissima e poi per parte del Regno Lombardo-Veneto; nel 1834 viene decisa la sopraelevazione per ospitare la cella campanaria, ovviamente a servizio del Duomo; successivamente la torre civica, campanile del Duomo, viene “ragionevolmente ma erroneamente accatastata alla parrocchia, tanto da non rientrerà nella tutela storico artistica introdotta nel 1923”.

 Tale sequenza di fatti è sovrapponibile alla vicenda inerente alla Torre Civica Campanaria, diventata poi campanile del Duomo di Portogruaro, bene immobile risalente nella sua parte più antica al XII e XIII secolo, già Torre maggiore nel catasto napoleonico, simbolo della Città di Portogruaro, iscritto nel Patrimonio dell’Ente, vincolato come bene monumentale di proprietà del Comune ai sensi della Legge 1089/’39 prima e del D.lgs. 22.01.2004, n. 42 poi ed iscritto successivamente dalla Parrocchia al catasto edilizio urbano in virtù della legge 20/05/1985, n.222. Sulla Torre Civica Campanaria del Duomo di Portogruaro grava la necessità d intervenire in tempi ormai brevi ed in modo strutturale sull’immobile vistosamente pendente.

Le vicende della Torre Civica campanaria del Duomo di S. Andrea Apostolo di Portogruaro hanno da sempre interessato le Amministrazioni che si sono succedute storicamente nel Comune di Portogruaro ed il Consiglio Comunale per l’importanza del bene assunto a rango di monumento e l’attenzione si è manifestata anche sulla tenuta statica della Torre, mediante continui monitoraggi ed indagini svolti, su commessa del Comune, dal gruppo di ricerca dell’Università di Trento ed interventi di consolidamento generale, a partire dal 1963. Da questo è nata la Convenzione fra il Comune di Portogruaro  e la Parrocchia di S.Andrea Apostolo stipulata nel 2011, che ha sancito il reciproco impegno delle parti fondato sulla necessità di intervenire per garantire la sicurezza dei cittadini e la conservazione della Torre campanaria e sulla consapevolezza che il manufatto è di interesse ed uso pubblici, viste le funzioni svolte nel tempo ed il riconoscimento del valore monumentale, oltrechè storicamente simbolo della Città di Portogruaro.

 Il cambio di rotta dell’Amministrazione Senatore, rispetto a quanto convenuto fra le precedenti Amministrazioni e la Parrocchia, intervenuto con l’unilaterale attribuzione della proprietà dell’immobile succitato alla Parrocchia, con le ingiunzioni e le ordinanze recanti per oggetto obblighi di monitoraggio e di interventi emanate nei confronti degli Enti ecclesiastici interessati, ha generato una situazione di oggettiva e reiterata incertezza, il probabile esito del ricorso alle vie giudiziali e l’attuale stallo degli interventi previsti ai fini del consolidamento e ristrutturazione dell’immobile.

A partire dunque dalla posizione assunta dal Gruppo Consiliare di Centrosinistra sulla vicenda, avvalorato ora anche dall’esperienza del Comune e della Parrocchia di Castelfranco Tv, che hanno adottato lo strumento dell’Accordo convenzionale per la manutenzione straordinaria ed ordinaria dell’immobile, la cui proprietà è riconosciuta al Comune, il Gruppo Consiliare stesso ha inoltrato una interrogazione all’Amministrazione Senatore chiedendo: se sia al corrente della stipula dell’Accordo Convenzionale fra il Comune di Castelfranco Veneto Tv e la Parrocchia del Duomo del medesimo Comune individuando reciproci obblighi sulla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile; quali esiti, a tutt’oggi, abbia prodotto la consulenza legale posta in essere per “supportare il Comune nella salvaguardia della propria posizione giuridica e di valutare quali iniziative siano utili e /o dovute al fine di valutare la sicurezza dell’immobile al fine della pubblica incolumità”; se, a questo punto, non ritenga opportuno, oltrechè necessario, riconsiderare la CONVENZIONE relativa ai LAVORI DI CONSOLIDAMENTO E RESTAURO della Torre Campanaria attigua al Duomo di S.Andrea adi Portogruaro (n.8.7.11 rep.n.9191), stipulata nel 2011 e tuttora vigente, per riattivare una relazione sostanzialmente collaborativa fra le parti e per confermare, in modo chiaro e condiviso, i reciproci diritti e doveri e gli obblighi da essi derivanti e per promuovere la fase attuativa degli interventi di consolidamento e di ristrutturazione necessitati dall’immobile e reputati, allo stato, non indefinitamente procrastinabili. “

http://m.tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2017/07/05/news/campanile-del-duomo-accordo-raggiunto-dopo-duecento-anni-1.15577996

http://www.lavitadelpopolo.it/Paesi-Citta/Castellana/Castelfranco-storico-accordo-tra-Comune-e-Parrocchia-sull-area-del-Duomo

la-vita_del_popolo_20-07-2017
la-vita_del_popolo_20-07-2017

comunicato_stampa_84_torre_civica_castelfranco_tv_comune_parrocchia_050917_2

Sulla “Ex Pefosfati” quali obiettivi e indirizzi per il “nuovo” progetto?

PERFOSFATI (2)

Il gruppo di Centrosinistra Più Avanti Insieme si augura che la risposta dell’Amministrazione, venga data nel più breve tempo possibile, sia circostanziata, non eluda le domande più volte poste, non dia spiegazioni generali e generiche.

Ma leggiamo nel dettaglio il comunicato stampa del Gruppo :

“COMUNICATO STAMPA N.83

Sulla “Ex Pefosfati”, l’opera più strategica e importante non solo per la nostra città, ma per tutto il territorio ed il Veneto Orientale, il gruppo di “Centrosinistra Più Avanti Insieme”, intende continuare a dare il proprio contributo affinchè non vi siano ritardi, ma soprattutto non vengano avviati procedimenti che mettano a rischio le scelte urbanistiche e ambientali determinanti per il recupero e lo sviluppo dell’area.

L’importanza dell’opera già programmata, il percorso coerente e lineare perseguito dalle Amministrazioni precedenti con precisi, puntuali ed onerosi procedimenti già predisposti ed approvati, la spinta del Centrosinistra ai fini della segnalazione dell’opportunità di agire attraverso il Decreto Periferie, raccolta poi dalla maggioranza, ha contribuito alla promettente situazione che consentirà  all’attuale Amministrazione di ricevere dal Governo le risorse per questa impegnativa opera.

Ora bisogna avere la capacità di andare avanti, con coerenza, linearità e coinvolgimento della comunità, collocando l’opera in relazione al nuovo contesto socio-economico della nostra area.

Purtroppo finora non vi è stato alcun disegno di prospettiva da parte dell’Amministrazione Senatore, nessun momento partecipativo né sul piano istituzionale, né su quello socio-economico e/o culturale.

L’Amministrazione finora ha prodotto solo uno studio di fattibilità tecnico-economica che ricalca pedissequamente il precedente progetto definitivo di cui è già in possesso l’Amministrazione, ricominciando da capo la procedura progettuale ed ignorando, appunto,  i precedenti studi ed elaborazioni progettuali definitivi di cui già disponeva l’Amministrazione (progetto architettonico dell’arch. Giacomo Gasparotto, progetto strutturale dell’ing. Venturini e progetto di bonifica della Società Golder Associates) e che erano già stati oggetto dei pareri della Sovrintendenza e degli altri soggetti competenti e che quindi avrebbero potuto – come naturale –  essere solo “aggiornati” alle prescrizioni ed eventualmente alla evoluzione normativa. L’Amministrazione ha invece inteso ricominciare il procedimento e “rifare” il progetto, operazione che costerà circa 300.000 euro alla comunità.

Su questi aspetti avevamo chiesto, nel mese di giugno us, che se ne discutesse in Commissione, ma senza esito. Ed è per questo che il Gruppo Consiliare Centrosinistra Più Avanti Insieme ha presentato il 24 agosto scorso una precisa e dettagliata interrogazione, a risposta scritta, anche al fine di conoscere finalmente, quali sono gli obiettivi e le scelte di indirizzo che l’Amministrazione intende dare ai progettisti che verranno a breve incaricati della redazione di un “nuovo” progetto.

Il gruppo di Centrosinistra Più Avanti Insieme si augura che la risposta dell’Amministrazione, venga data nel più breve tempo possibile, sia circostanziata, non eluda le domande più volte poste, non dia spiegazioni generali e generiche.

La preoccupazione che l’opera prosegua in modo corretto e senza ritardi è nell’interesse di tutti.

Per questo il gruppo Centrosinistra Più Avanti Insieme non si limiterà ad attendere fiducioso la risposta agli interrogativi posti. Intende discutere e “ragionare” di questa importante opera insieme ai cittadini, ai tecnici ed gli “steakholders” del territorio. La “Ex Perfosfati” è una opera che ha visto l’impegno di molti amministratori, tecnici, ed istituzioni, e deve rispondere ad un’idea di città e di territorio. Su questa opera la coesione, la trasparenza, la partecipazione non sono delle opzioni ma vie obbligate richieste dalla buona amministrazione.”

 

Il Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più Avanti Insieme”                                                           Portogruaro 01/09/2017

comunicato_stampa_83_ex_perosfati_310817