“Torre Civica Campanaria”: Marco Terenzi rilascia comunicato stampa del 29 10 2016

Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI in relazione al suo intervento durante i lavori della Commissione 5° del Consiglio Comunale tenutasi in seduta pubblica
in data 26/10/2016 rilascia la seguente dichiarazione:

“Premettendo che risulta essere fondamentale e centrale il fatto che in tempi brevi si addivenga a programmare e a realizzare i lavori di ristrutturazione e di consolidamento della Torre Civica per la sicurezza dei cittadini e per la tutela e conservazione di un bene monumentale, simbolo della Città di Portogruaro, la convocazione della Commissione dd.26/10 us, richiesta dai Gruppi di opposizione “MISTO” e “CENTRO SINISTRA PIU AVANTI INSIEME”, è stata utile per affrontare in sede consiliare – finalmente – non solo le prospettive per gli interventi succitati ma anche gli altri temi inerenti, in particolare quello della proprietà della Torre Civica Campanaria. Sapendo che il tema della proprietà è un tema complesso che affonda le radici nei secoli e per il quale è difficile parlare di certezze.
La cosa però che si può certamente dire è che alla luce della documentazione che finalmente ora l’Amministrazione ha messo a disposizione dei Consiglieri Comunali attraverso la nostra richiesta di accesso agli atti, lo scenario appare assai diverso e più complesso di quello ad oggi prefigurato dall’Amministrazione Senatore che ha dichiarato come indubitabile la proprietà della Torre Campanaria in capo alla Parrocchia.
Parlano infatti di torre civica di proprietà del Comune decine e decine di Atti pubblici; tutti gli Amministratori, i Consiglieri e i tecnici che si sono succeduti almeno dagli anni ’60 del 900 attraverso le delibere; le Soprintendenze con gli atti di vincolo e/o di finanziamento; gli storici locali che si sono espressi sul bene.
E’ noto poi come una delle principali prove portate dall’Amministrazione in favore della proprietà della torre campanaria in capo alla Parrocchia sia l’iscrizione al catasto edilizio urbano della Torre Civica Campanaria, operata dalla Parrocchia a seguito della rivisitazione del Concordato. A riguardo si deve dire che I documenti catastali, non hanno alcun valore probatorio ai fini della ricostruzione della situazione proprietaria di un bene immobile, considerato che il catasto ha una mera funzione di catalogazione a fini censuari e fiscali, mentre si deve ricordare che la Torre Civica Campanaria è stata iscritta alla Conservatoria dei Registri Immobiliari di Venezia, dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali, con apposizione del vincolo di bene monumentale (dunque inalienabile).
Dato il quadro storico e giuridico e gli elementi di contesto non riusciamo tuttora a comprendere le ragioni che hanno indotto l’Amministrazione Senatore ad abbandonare in modo drastico un percorso già avviato, condiviso, quella della Convenzione fra il Comune e la Parrocchia stipulata nel 2011, fondato sulla necessità di intervenire per garantire la sicurezza dei cittadini e la conservazione della Torre campanaria e sulla consapevolezza che il manufatto è di interesse ed uso pubblici, viste le funzioni svolte nel tempo ed il riconoscimento del valore monumentale, oltrechè storicamente simbolo della Città di Portogruaro. L’Amministrazione ha voluto invece intraprendere la strada delle ingiunzioni e delle ordinanze destinatarie Parrocchia e Diocesi, verso le quali le stesse si sono opposte con richiesta alla Sindaco di ritiro in autotutela, una strada complicata che rischia di generare uno stallo che nessuno vuole e può permettersi.”

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“Allegato alle dichiarazioni dd. suesposte  del Capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI in relazione ai lavori della Commissione 5° del Consiglio Comunale tenutasi in data 26/10/2016 in seduta pubblica
ELENCO DEGLI ATTI CITATI DAL CAPOGRUPPO DEL GRUPPO CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME MARCO TERENZI NEL CORSO DELLA COMMISSIONE CONSILIARE 5° TENUTASI IN DATA 26/10/2016 IN SEDUTA PUBBLICA RECANTE PER OGGETTO TORRE CIVICA CAMPANARIA
Il periodo che va dagli anni sessanta in poi con tutti gli atti che caratterizzano la Torre Civica campanaria del Duomo di S.Andrea, sono importanti per il contesto storico in cui si collocano oltre che fondamentali rispetto al bene in oggetto. E tali atti non sono certo pochi! Tralasciando quelli più recenti e più noti degli anni duemila, solo quelli del novecento sono circa una trentina, tutti univoci nel classificare il monumento come “Torre Civica e di Proprietà Comunale”.
La gran parte sono riferiti ai tre stralci dell’intervento eseguito dal Comune sulla torre negli anni sessanta (1961-1966), altri sono riferiti agli anni novanta. Nello specifico i documenti da evidenziare, che classificano la Torre come “Civica e/o di Proprietà Comunale”, sono:
–    n. 3 Relazioni tecniche redatte dall’ingegnere comunale, l’ing. arch. Enrico Calandri, nel 1961 e riferite ai monitoraggi da lui condotti a partire dal 1960 ed ai Provvedimenti di sicurezza per la pubblica incolumità relativi alla “Torre civica cittadina” e/o alla “Torre Civica e di Proprietà Comunale” edificata sopra la “la torre veneta primitiva” come egli scrive nei diversi documenti.
–    Diverse Relazioni tecniche sul “Restauro della torre civica (Campanile del Duomo)” redatte dall’Ingegnere comunale dott. arch. Mario de Gotzen a partire dal 1962 in cui lo stesso dichiara anche che il bene è di proprietà comunale;
–    Diverse Deliberazioni di Giunta Comunale a partire dal 1962 e fino al 1966, (Sindaci il cav. Geom. Pasqualini e l’Avv. Perrero) relative ai diversi stralci del progetto di consolidamento e restauro della “Torre civica” che si specifica essere di proprietà comunale;
–    Diverse Deliberazioni di Consiglio Comunale riferite alla torre negli stessi anni, tutte assunte all’unanimità da Consigli Comunali diversi, in cui il bene viene classificato già in premessa come “Torre civica” e ancora specificando che è di proprietà comunale;
–    La Richiesta di contributo, ai sensi della Legge 1089/1939, del 12.11.1962 al Ministero della Pubblica Istruzione – Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti – Div. IV^ – Roma e alla Soprintendenza ai monumenti – Venezia, per i lavori di restauro del campanile/Torre campanaria, che l’Amministrazione avanza in qualità di proprietario;
–    Alcune note inviate tra il 1963 e il 1966 alla Soprintendenza ai Monumenti di Venezia di rendicontazione della spesa sostenuta per l’esecuzione dei lavori di restauro della “Torre Civica di Portogruaro” (campanile del Duomo), inviate dai sindaci sopra citati;
–    L’attestazione del sindaco Pasqualini che il Campanile del Duomo di Portogruaro è di proprietà del Comune; –    Altre note finalizzate ad ottenere dal Ministero della Pubblica Istruzione – Direzione Antichità e Belle Arti – Div. IV un ulteriore contributo sulla spesa sostenuta dal Comune per il completamento dei lavori di Restauro della
“Torre Civica (campanile del Duomo)”.
–    La Richiesta del Comune alla Soprintendenza ai Monumenti di Venezia di apposizione del vincolo di cui alla Legge 1089/1939 e la Notifica n. 61 del 27.05.1963 del vincolo di cui alla Legge 1089/1939, inviata dalla Soprintendenza ai Monumenti di Venezia al Comune come ente proprietario. Altri documenti riguardano epoche successive nelle quali non si registra da parte del Comune e dei suoi Amministratori nessun cambio di orientamento rispetto alla titolarità della Torre. In particolare con la Deliberazione della Giunta Comunale n. 60 del 07.10.1997, nel contesto della “Riclassificazione dei beni inseriti nel patrimonio dell’Ente” viene riconfermata la proprietà del Comune sulla “Torre campanaria” (iscritta al n. 47 dell’inventario del patrimonio dell’ente, nel quale è rimasto fino ai giorni nostri).
Si rammenta – infine – quale documento degli anni recenti, un ordine del giorno su “Torre Civica Campanaria – Duomo di S. Andrea Apostolo in Portogruaro – Interventi urgenti di consolidamento e messa in sicurezza” del marzo del 2012, attraverso il quale il Consiglio Comunale impegnava l’Amministrazione a proseguire nella ricerca di finanziamenti necessari alla realizzazione dell’opera coinvolgendo Enti ed Istituzioni, a partire dalla Regione Veneto, competenti in materia e garantendo all’Amministrazione un supporto in tal senso finalizzato alla conservazione di un bene cittadino di così elevato valore storico e monumentale.”

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Nuova Convenzione: “Comune e Città Metro, non guardano al futuro della Fondazione S.Cecilia”

concerto russolo

Pubblichiamo   le dichiarazioni del Capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI in relazione al suo intervento durante i lavori della Commissione 2° del Consiglio Comunale tenutasi in seduta pubblica in data 25/10/2016, recante per oggetto la convenzione Fondazione S.Cecilia.

“Dopo mesi di incertezza e di aleatorietà sul futuro della Fondazione S. Cecilia nel corso della seduta della Commissione 2° si è preso in esame il testo della Convenzione fra Comune e Città Metropolitana che avrebbe dovuto restituire certezze e sicurezze alla Fondazione. Ma l’occasione è stata utile anche per riprecisare alcuni presupposti e per chiarire fino in fondo (finalmente) quali sono i reali intendimenti del Comune e della Città Metropolitana rispetto alla Fondazione.
Innanzitutto sul piano normativo è bene precisare come sia consentito che il Comune partecipi alle fondazioni di partecipazione quale è la Fondazione S.Cecilia. In secondo luogo è del tutto ammissibile che Istituzioni, quali Comune e Città Metropolitana possano erogare alla Fondazione contributi a carico delle finanze pubbliche purchè le spese siano finalizzate allo svolgimento di una particolare attività direttamente riconducibile agli interessi della comunità locale e purchè l’erogazione venga disposta e regolamentata in via preventiva prima dello svolgimento dell’attività, attraverso una convenzione. Ciò che rimane in ogni caso escluso è qualsiasi intervento diretto al generico ripiano delle perdite. L’Amministrazione Senatore ha continuato a parlare immotivatamente di difficoltà gestionali della Fondazione. Quando si parla di ripiano di perdite di gestione della Fondazione si opera un’indubbia forzatura. La Fondazione ha avuto difficoltà finanziarie non per problemi della gestione ma semplicemente perché dal 2014 la Provincia, ora Città Metropolitana, non ha più versato il contributo annuale sull’attività svolta; non solo, ma così come è stato riferito in Commissione, il Comune stesso deve ancora versare alla Fondazione oltre 400.000,00 euro dei contributi dovuti. Così come la Regione Veneto, da tempo, ha ridimensionato pesantemente i contributi alla terza Fondazione Musicale, dopo la Fenice di Venezia e la Fondazione Arena di Verona. Queste sono le cause delle difficoltà della Fondazione che nonostante tutto è riuscita a mantenere in campo la qualificata e preziosa attività nel campo musicale e dell’animazione culturale. Al riconoscimento dell’importanza e del ruolo svolto dalla Fondazione doveva corrispondere semplicemente il rinnovo della convenzione pluriennale che garantisse, quantomeno, le quote di contribuzione ordinarie nella misura erogata egli ultimi anni, cercando anche ulteriori risorse da soggetti terzi, oltre ad economie.
Ed invece la Convenzione esaminata in Commissione è inadeguata perché orienta l’attenzione sull’ efficientamento e risanamento della gestione della Fondazione, tende a ridurre il suo campo di attività, riduce progressivamente il contributo finanziario dei soci fondatori, prefigura l’autonomia piena gestionale della Fondazione con la dereponsabilizzazione progressiva delle suddette Istituzioni nei confronti della Fondazione.
Questa Convenzione non guarda al futuro della Fondazione S.Cecilia ed al suo sviluppo e deresponsabilizza progressivamente Comune e Città Metropolitana nei confronti della Fondazione stessa. I consiglieri comunali appartenenti i Gruppi “Centrosinistra Più Avanti Insieme” e “Misto”, pertanto, hanno presentato una Mozione con la quale si chiede il riallineamento dei contributi finalizzati all’attività della Fondazione con particolare riguardo alla scuola di musica, sui livelli precedentemente garantiti da Comune e Provincia di Venezia e la formalizzazione da parte del Comune e della Città Metropolitana, quali soci fondatori, della continuità dell’impegno a supporto, anche finanziario, della qualificata ed eccellente attività svolta dalla Fondazione, a partire dalla prima metà dell’800, di rilievo locale, nazionale ed internazionale (pensiamo solo al Festival di Musica giunto alla 34° edizione).”

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“Torre civica Campanaria” -Commissione Comunale 26 10 2016-Intervento di MARCO TERENZI

torre campanaria Bellezza

PUBBLICHIAMO L’Intervento di MARCO TERENZI  del 26 10 2016 tenuto presso la Commissione 5° del Consiglio Comunale, recante per oggetto “Torre Civica Campanaria” la cui convocazione è stata richiesta dai Gruppi “Centrosinistra Più Avanti Insieme” e dal Gruppo “Misto”

 

 

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Commissione 5°- Convocazione – 26/10/2016

Intervento del Consigliere Marco TERENZI inerente al punto n. 4 dell’odg: TORRE CIVICA CAMPANARIA: AGGIORNAMENTI
“Premettendo che risulta essere fondamentale e centrale il fatto che in tempi brevi si addivenga a programmare e a realizzare i lavori di ristrutturazione e di consolidamento della torre civica per la sicurezza dei cittadini e per la tutela e conservazione di un bene monumentale, simbolo della Città di Portogruaro, la convocazione della Commissione odierna, richiesta dai Gruppi di opposizione “MISTO” e “CENTRO SINISTRA PIU AVANTI INSIEME”, è utile per affrontare – finalmente – non solo le prospettive per gli interventi succitati ma anche gli altri temi inerenti, in particolare quello della proprietà della Torre Civica Campanaria. Sapendo che il tema della proprietà è un tema complesso che affonda le radici nei secoli e per il quale è difficile parlare di certezze.
A seguito dell’ingiunzione formale dd. 10/03/2016 della Sindaco Senatore inviata alla Parrocchia di S. Andrea Apostolo per il prosieguo dell’attività di monitoraggio della situazione statica dell’immobile e per l’avvio dei lavori di consolidamento del campanile, data l’urgenza e l’indifferibilità degli interventi, il sottoscritto, sul tema, inviava una nota dd.17.04.2016 con la quale si chiedeva – fra l’altro – quali fossero gli elementi di novità sulla questione rispetto a quanto previsto in termini di contenuti, competenze ed impegni assunti dalle parti rinvenibili nella CONVENZIONE relativa ai LAVORI DI CONSOLIDAMENTO E RESTAURO della Torre Campanaria attigua al Duomo di S.Andrea di Portogruaro – n.8.7.11 rep.n.9191, tali da giustificare i toni perentori contenuti nella lettera succitata indirizzata alla Parrocchia a cui viene attribuita, con certezza assoluta, la proprietà della Torre Campanaria, a differenza delle attestazione tecniche precedenti.
In data 16 giugno 2016 prot. 22823 veniva trasmessa la nota di risposta del Sindaco alla succitata richiesta Dunque una prima risposta sul tema la si ha solo un anno dopo l’insediamento della nuova amministrazione che invece sul punto sappiamo essersi interrogata da subito arrivando a conclusioni, peraltro a mio avviso affrettate e semplificatorie, già dopo pochi mesi di governo (infatti la Sindaco dice nella sua nota di averne anticipato i contenuti alla Diocesi e alla Parrocchia già nel settembre del 2015 in un incontro in Comune).
La lettera della Sindaco porta in allegato una relazione dal titolo: “Raccolta Documenti Storici relativi al Campanile della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo” che la Sindaco stessa dichiara contenere notizie e documenti disponibili relativamente alla proprietà e alle vicende storiche del campanile della Chiesa Parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo. La lettera riporta diffusamente gli elementi a giudizio dell’Amministrazione decisivi nel confermare la titolarità della proprietà della Torre civica in capo alla Parrocchia. In particolare si cita la voltura catastale (catasto edilizio urbano) effettuata dal soggetto “Parrocchia di S. Andrea Apostolo” del Duomo e della Torre civica campanaria, che ne chiedeva, contestualmente, anche la trascrizione presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Venezia.
E’ una relazione anche interessante che, tra l’altro, approfondisce e ripercorre la dinamica e contenuti sui rapporti Stato-Chiesa, ma dalla quale non pare possano ricavarsi certezze nè sull’origine, nè sulla titolarità del bene. Sarebbero poi molti gli approfondimenti ed i chiarimenti da aversi sui diversi dei passaggi in essa contenuti e che avremo modo di commentare in altro momento.
Un fatto però preme sottolineare da subito perché significativo di come si informano i consiglieri comunali: si è resa necessaria una seconda richiesta e un successivo sollecito per avere, solo ora, ciò che nella relazione era appena accennato e liquidato con poche parole, cioè la storia della torre dagli anni sessanta in poi con tutti gli atti che la caratterizzano, importanti per il contesto storico in cui si collocano oltre che fondamentali rispetto al bene in oggetto. Mi riferisco alla mia richiesta di accesso agli atti dd.07/09/2016 e soddisfatta dall’Amministrazione in data 10/10/2016.
Dallo studio della documentazione risulta che questi atti non sono certo pochi. Tralasciando quelli più recenti e più noti degli anni duemila, solo quelli del novecento sono circa una trentina, tutti univoci nel classificare il monumento come “Torre Civica e di Proprietà Comunale”. La gran parte sono riferiti ai tre stralci dell’intervento eseguito dal Comune sulla torre negli anni sessanta (1961-1966), altri sono riferiti agli anni novanta. Nello specifico i documenti contenuti nel dischetto ricevuto, che classificano la torre come “Civica e/o di Proprietà Comunale”, sono:
–    n. 3 Relazioni tecniche redatte dall’ingegnere comunale, l’ing. arch. Enrico Calandri, nel 1961 e riferite ai monitoraggi da lui condotti a partire dal 1960 ed ai Provvedimenti di sicurezza per la pubblica incolumità relativi alla “Torre civica cittadina” e/o alla “Torre Civica e di Proprietà Comunale” edificata sopra la “la torre veneta primitiva” come egli scrive nei diversi documenti;
–    Diverse Relazioni tecniche sul “Restauro della torre civica (Campanile del Duomo)” redatte dall’Ingegnere comunale dott. arch. Mario de Gotzen a partire dal 1962 in cui lo stesso dichiara anche che il bene è di proprietà comunale;
–    Diverse Deliberazioni di Giunta Comunale a partire dal 1962 e fino al 1966, (Sindaci il cav. Geom. Pasqualini e l’avv. Perrero) relative ai diversi stralci del progetto di consolidamento e restauro della “Torre civica” che si specifica essere di proprietà comunale;
–    Diverse Deliberazioni di Consiglio Comunale riferite alla torre negli stessi anni, tutte assunte all’unanimità da Consigli Comunali diversi, in cui il bene viene classificato già in premessa come “Torre civica” e ancora specificando che è di proprietà comunale;
–    La Richiesta di contributo, ai sensi della Legge 1089/1939, del 12.11.1962 al Ministero della Pubblica Istruzione – Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti – Div. IV^ – Roma e alla Soprintendenza ai monumenti – Venezia, per i lavori di restauro del campanile/Torre campanaria, che l’Amministrazione avanza in qualità di proprietario;
–    Alcune note inviate tra il 1963 e il 1966 alla Soprintendenza ai Monumenti di Venezia di rendicontazione della spesa sostenuta per l’esecuzione dei lavori di restauro della “Torre Civica di Portogruaro” (campanile del Duomo), inviate dai sindaci sopra citati;
–    L’attestazione del sindaco Pasqualini che il Campanile del Duomo di Portogruaro è di proprietà del Comune;
–    Un’altra nota del Sindaco Perrero finalizzata ad ottenere dal Ministero della Pubblica Istruzione – Direzione Antichità e Belle Arti – Div. IV un ulteriore contributo sulla spesa sostenuta dal Comune per il completamento dei lavori di Restauro della “Torre Civica (campanile del Duomo)”;
–    La Richiesta del Comune alla Soprintendenza ai Monumenti di Venezia di apposizione del vincolo di cui alla Legge 1089/1939;
–    La Notifica n. 61 del 27.05.1963 del vincolo di cui alla Legge 1089/1939, inviata dalla Soprintendenza ai Monumenti di Venezia al Comune come ente proprietario. Altri documenti riguardano epoche successive nelle quali non si registra da parte del Comune e dei suoi Amministratori nessun cambio di orientamento rispetto alla titolarità della Torre.
Si rinviene ad esempio nei documenti contenuti nel dischetto consegnato:
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–    Una relazione fatta dall’Ing. Luigi Zamper (ingegnere capo del Comune) dopo un sopralluogo/visita di controllo effettuata su incarico dell’Assessore ai Lavori Pubblici Bruno Lena di cui riporta gli esiti al sig. Sindaco con propria nota del 28.03.1990 avente ad oggetto: “Torre civica”.
–    La Deliberazione della Giunta Comunale n. 60 del 07.10.1997, con la quale, nel contesto della “Riclassificazione dei beni inseriti nel patrimonio dell’Ente” viene riconfermata la proprietà del Comune sulla “Torre campanaria” (n. 47 dell’inventario del patrimonio dell’ente, nel quale è rimasto fino ai giorni nostri);
Rammento – infine – quale documento degli anni recenti, un ordine del giorno su “Torre Civica Campanaria – Duomo di S. Andrea Apostolo in Portogruaro – Interventi urgenti di consolidamento e messa in sicurezza” del marzo del 2012, attraverso il quale il Consiglio Comunale impegnava l’Amministrazione a proseguire nella ricerca di finanziamenti necessari alla realizzazione dell’opera coinvolgendo Enti ed Istituzioni, a partire dalla Regione Veneto, competenti in materia e garantendo all’Amministrazione un supporto in tal senso finalizzato alla conservazione di un bene cittadino di così elevato valore storico e monumentale.
Anche alla luce della documentazione che finalmente ora l’Amministrazione ha messo a disposizione dei Consiglieri Comunali lo scenario appare assai diverso da quello ad oggi prefigurato dall’Amministrazione Senatore. Parlano infatti di torre civica:
– decine e decine di Atti pubblici; – tutti gli Amministratori, i Consiglieri e i tecnici che si sono succeduti almeno dagli anni ’60 del 900; – le Soprintendenze con gli atti di vincolo e/o di finanziamento; – gli storici locali che si sono espressi sul bene.
E’ noto poi come l’iscrizione al catasto edilizio urbano della Torre Civica Campanaria, operato dalla Parrocchia, probante ai fini fiscali, non è probante ai fini della proprietà mentre lo è l’iscrizione alla Conservatoria dei registri immobiliari di Venezia, presso il quale la Torre Civica campanaria è registrata quale proprietà del Comune di Portogruaro, con apposizione del vincolo di bene monumentale da parte del Ministero dei beni e delle Attività culturali.
Dato il quadro storico e giuridico e gli elementi di contesto non riusciamo tuttora a comprendere le ragioni che hanno indotto l’Amministrazione Senatore ad abbandonare in modo drastico un percorso già avviato, condiviso, quella della Convenzione fra il Comune e la Parrocchia, fondato sulla necessità di intervenire per garantire la sicurezza dei cittadini e sulla consapevolezza che il manufatto è di interesse ed uso pubblici, viste le funzioni svolte nel tempo ed il riconoscimento del valore monumentale, oltrechè storicamente simbolo della Città di Portogruaro.
Torre Civica Campanaria dunque come BENE COMUNE. L’Amministrazione ha voluto invece intraprendere la strada delle ingiunzioni e delle ordinanze destinatarie Parrocchia e Diocesi, verso le quali le stesse si sono opposte con richiesta alla Sindaco di ritiro in autotutela, una strada complicata che rischia di generare uno stallo che nessuno vuole e può permettersi.”

SI’, NO, … NON SO!

scheda per il referendum costituzionale che si terrà il 04 12 2016
scheda per il referendum costituzionale che si terrà il 04 12 2016

Una prova di maturità per il Paese

Manca poco più di un mese al referendum costituzionale confermativo del 4 dicembre e stando ai sondaggi, nel solo Triveneto, sono ben il 42% degli aventi diritto a non sapere ancora cosa voteranno. Ben centrato allora il titolo, perché, d’ora in poi, bisognerà soprattutto informarsi sui contenuti del quesito referendario per esprimere in scienza e coscienza il proprio voto. Sarà necessario adottare il dubbio come metodo intelligente di indagine, proprio al fine di poter formulare le domande e le questioni indispensabili per poter fare noi stessi un poco di chiarezza e per conoscere cosa si andrà a vagliare nella cabina elettorale. Pur senza negare la legittimità costituzionale dell’astensione referendaria, è importante comprendere che questo appuntamento è formalmente e sostanzialmente più carico di conseguenze rispetto ad un qualsiasi quesito su caccia e pesca, tanto da venir indicato come il più importante dopo quello del 1946 tra “Monarchia e Repubblica “. Si tratta di una consultazione popolare dove il quorum non c’è. Questo significa che dalle urne uscirà comunque un risultato vincolante e quindi coloro che non voteranno finiranno per delegare di fatto la ratifica o meno delle scelte del Parlamento a quanti, invece, voteranno. Pochi o tanti che siano. Insomma, è decisamente meglio dire la propria, iscrivendosi al momento – se necessario – al partito dei riflessivi. C’è da augurarsi che la “campagna elettorale” finisca meglio di come è cominciata, tante sono state le anomalie che l’hanno contraddistinta ancora dai primi di giugno. Va detto subito che è davvero un grossolano errore trasformare il voto in un referendum sul governo e sul destino di Renzi. Il giudizio sull’operato del premier lo daranno gli italiani nelle elezioni politiche al termine della legislatura, con l’auspicio che – nel frattempo – vengano introdotte delle sostanziali modifiche all’ Italicum, in particolare sui temi riguardanti il ballottaggio e le preferenze. Certo, in vista del 4 dicembre, non si tratta di indossare una casacca, ma compito di ognuno di noi è cercare di capire, anche se possibile spiegare i punti positivi, che certamente ci sono, ma anche quelli critici che non vanno certo sottovalutati. Si spera sempre con spirito di libertà, equilibrio ed indipendenza passando possibilmente da una cultura dell’appartenenza ad una cultura della formazione e della partecipazione. Bene hanno fatto e faranno diverse associazioni, anche dalle nostre parti, ad organizzare degli incontri specifici spiegando e comparando nel dettaglio che cosa cambierà con la riforma, proprio al fine di informare e non far sottovalutare la rilevanza del passaggio. I cambiamenti porteranno alla fine del Senato come l’abbiamo conosciuto nella storia repubblicana, all’abolizione del bicameralismo perfetto, alla riduzione dei parlamentari, a nuovi sistemi di elezione per il presidente della Repubblica e della corte costituzionale, alla scomparsa di un organo ormai inutile come il Cnel. E poi, con la riforma del Titolo V, si punterà a fare chiarezza nei rapporti tra Stato e Regioni, togliendo dalle mani di quest’ultime tante iniziative di legge che hanno provocato infiniti conflitti e danni all’economia del Paese. Peccato, invece, non si sia colta l’occasione per mettere mano alla questione relativa all’autonomia, particolarmente vantaggiosa, di cui godono alcune Regioni. Un tema molto sentito nel nostro Veneto chiuso tra “ due speciali “ come Friuli.V.G. e Trentino A.A., con ricadute non solo di tipo economico, ma anche politico amministrative. Mi piace pensare alla scadenza referendaria come ad una sorta di esame scolastico d’autunno, quando verremo interrogati sulla riforma costituzionale: 47 nuovi articoli da studiare bene, confrontandoli con gli originari, soppesarne danni e benefici per arrivare alla fine a rispondere con una crocetta sulla scheda che ci sarà consegnata al seggio. So che non sarà così, trattandosi – tra l’altro – di una materia ostica per i non addetti ai lavori, per non parlare dei testi estremamente complessi dal punto di vista sintattico e logico analitico. Sono convinto che i più risponderanno con “ il cuore “. Spero tanto sia proprio la particolare importanza dell’argomento trattato a far prevalere la consapevolezza agli schieramenti precostituiti o ancor peggio all’indifferenza. In definitiva una prova di maturità per il nostro Paese. Siamo ancora in tempo a correggere toni gridati e comportamenti poco edificanti soprattutto da parte di autorevoli esponenti di partito o di movimenti alla ribalta per aiutare tutti a concentrarsi sull’oggetto e solo su quello, alleggerendosi dall’ossessione su chi comanda oggi e pensando invece al domani, o meglio al dopodomani, perché da più parti – anche all’estero – stanno guardando a cosa accadrà in casa Italia. Quella che ci attende è una scelta molto importante che deciderà del nostro futuro, in uno scenario non certo facile con un debito pubblico galoppante e con tante famiglie in difficoltà causa una crisi, anche valoriale, che continua a mordere. La vera sfida inizierà proprio il 4 dicembre e comunque vada il referendum servirà un patto tra le forze più responsabili per guardare avanti nella costruzione di un futuro capace di dare finalmente concrete risposte ai tanti nodi che ancora attanagliano la nostra comunità nazionale.

Gigi Villotta

Nel mirino del M5Stelle l’azione dell’opposizione (quella vera!)

giunta senatore ha voto m5s 15 10 2016
Stampella , La Giunta Senatore ha avuto i voti dei “grillini”

“Ancora una volta, dunque nel mirino del M5Stelle l’azione dell’opposizione (quella vera!).”

Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI, in merito alle dichiarazioni del Consigliere Fagotto del M5Stelle apparse sulla stampa rilascia la seguente dichiarazione:

“Apprendiamo dalla stampa che il Consigliere Fagotto del M5Stelle liquida la collaborazione nata fra le opposizioni all’Amministrazione Senatore come “alleanze che nascono in una notte e che hanno obiettivi non ben definiti” scomodando addirittura “il Patto del Nazareno” e domandandosi anche “che cosa sia stato messo sul piatto della bilancia delle due parti a suggello di un’alleanza che appare improbabile”.

Ancora una volta, dunque nel mirino del M5Stelle l’azione dell’opposizione (quella vera!).

Comprendiamo l’imbarazzo del Collega Fagotto che ha dovuto dare fondo al tipico e ripetitivo armamentario propagandistico dei grillini che è sempre lo stesso, a Roma, in Regione ed a Portogruaro! Ripetiamo allora, a beneficio del collega Fagotto, che all’interno del Consiglio Comunale è nata una collaborazione istituzionale delle opposizioni alla Giunta Senatore presenti in Consiglio, rappresentate dai Gruppi Centro Sinistra Più Avanti Insieme e Misto. Questa collaborazione in Consiglio è nata non in una notte ma lungo il percorso di questa prima parte della consiliatura. Si fonda sull’esplicito giudizio negativo sull’azione della Giunta Senatore, su temi specifici, con riguardo – in particolare – a nuovo piano del traffico, all’abbandono dei progetti strategici già definiti e pronti all’attuazione da parte dell’Amministrazione senza una credibile e fattibile alternativa (es. Park interrato del Pio X), alla frettolosa chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace, alla modalità con cui è stata gestita a tutt’oggi la delicata questione della proprietà e ristrutturazione della Torre Civica Campanaria del Duomo di S. Andrea, alla politica regressiva operata nei confronti della Fondazione S. Cecilia, mettendo questo qualificato Ente nelle condizioni di aleatorietà e di incertezza, che tuttora permangono.

Su molti di questi temi e su altri è noto come il M5Stelle abbia sostenuto esplicitamente la Giunta Senatore.

Il coordinamento delle opposizioni si è reso necessario per far fronte ad una esperienza amministrativa che si dimostra inadeguata e che sta compromettendo la centralità di Portogruaro come Comune capofila di mandamento e polo del Veneto Orientale. I Gruppi “Centrosinistra Più Avanti Insieme” e “Misto” sono concordi nel riconoscere che sia necessario lavorare per una attività di opposizione capillare, completa ed affidabile, e che in questo sia utile unire le forze a livello istituzionale.

Aspettiamo che il gruppo consiliare del M5Stelle, rappresentato dal consigliere Fagotto, abbandoni l’ambiguità e maturi una posizione chiara nei confronti della Giunta Senatore cha a noi sembrerebbe coerente con il mandato elettorale ricevuto, cioè di decisa opposizione in Consiglio Comunale sui temi specifici. Sui contenuti di una concreta e costruttiva opposizione i gruppi di opposizione continueranno ad essere aperti alla collaborazione con il M5Stelle.”

comunicato_stampa_CSX_PAI_dichiarazioni_Fagotto_151016

Terenzi:”Torre Civica -il 26 Ottobre ci sarà su nostra richiesta Commissione Consiliare sul bene monumentale della Citta”

Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI, torre campanaria Bellezzaoggi 16 ottobre 2016 , rilascia la seguente dichiarazione:

“Apprendiamo dalla stampa che il Consigliere Fagotto del M5Stelle in tema di Torre Civica Campanaria ha dichiarato che “al di là di proclami sui giornali e sui social della volontà di approfondire la vicenda, nessuno ha presentato atti Ufficiali all’Amministrazione” diversamente dal M5Stelle che avrebbe chiesto di inserire all’odg della Commissione competente l’argomento, dato che “alla fine contano sempre i fatti e non le parole”.
Per dovere di verità dobbiamo dire che il sottoscritto, in qualità di Capogruppo del Gruppo Consiliare Centrosinistra Più Avanti Insieme, ha inoltrato all’Amministrazione in data 07/09/2016 richiesta di accesso agli atti riguardanti la Torre Civica, a partire dagli anni 60, per un adeguato approfondimento della vicenda inerente la proprietà ed i lavori di consolidamento e ristrutturazione effettuati ed ora nuovamente necessitati dalla condizione attuale della Torre, richiesta soddisfatta dall’Amministrazione in data 10/10/2016.
Inoltre in data 11/10/2016 la Consigliera Irina DRIGO, in rappresentanza del Gruppo Centro Sinistra Più Avanti Insieme e la Consigliera Alida MANZATO, in rappresentanza del Gruppo Misto, hanno chiesto formalmente la convocazione della 5^ Commissione Consiliare, secondo l’articolo 14 comma 9 del Regolamento Comunale, per approfondire tutti gli aspetti tecnici/amministrativi che riguardano il bene monumentale della nostra città. La Commissione 5°, data la firma congiunta delle colleghe che rappresentano 7 Consiglieri Comunali, in virtù del coordinamento di recente sancito fra i due Gruppi citati, è stata così doverosamente convocata ai sensi del suddetto regolamento nella giornata del 26/10 pv.
Come coglierà dunque il collega Fagotto la sua richiesta di inserimento all’odg. dell’argomento nella competente Commissione non è l’unica iniziativa in materia nei confronti dell’Amministrazione, è solo successiva alla richiesta delle Colleghe Drigo e Manzato e comunque, in sé, non sarebbe stata in grado di sortire la dovuta convocazione di Commissione per carenza di rappresentatività (numero di consiglieri necessari).
Mi permetto di consigliare al collega Fagotto, come già fatto, di usare più prudenza nelle dichiarazioni pubbliche, sapendo che il Gruppo M5Stelle non è l’unico depositario della buona politica, né la sola formazione politica o il solo Gruppo Consiliare che lavora, che approfondisce gli argomenti e che fa seguire alle parole i fatti!”

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Opposizione alla Giunta Senatore: iniziative coordinate dei Gruppi Consiliari Centro Sinistra PiùAvantiInsieme e Gruppo Misto.

Coneferenza stampa Consiunta Gruppi Centro Sinistra PiùAvantiInsieme e Gruppo Misto 13 10 2016
Coneferenza stampa Congiunta Gruppi Centro Sinistra PiùAvantiInsieme e Gruppo Misto 13 10 2016

Ecco il comunicato stampa esposto nella CONFERENZA STAMPA CONGIUNTA DEI GRUPPI CONSILIARI CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME E MISTO del 13 10 2016:

“Il Gruppo Consiliare Centro Sinistra Più Avanti Insieme ed il Gruppo Consiliare Misto intendono coordinare l’azione delle opposizioni In Consiglio Comunale alla Giunta Senatore.
I Gruppi sono accomunati da un giudizio negativo sull’azione delle Giunta Senatore di questo scorcio di Consiliatura. I Gruppi succitati non hanno condiviso e non condividono:
– il nuovo piano del traffico, che ha mortificato il centro storico, ha generato progetti di spesa onerosi e non ha risolto la problematica dell’animazione del Centro storico, principale obiettivo che si era posta l’Amministrazione.
L’abbandono dei progetti strategici già definiti e pronti all’attuazione da parte dell’Amministrazione, in particolare inerenti alla valorizzazione del centro storico, che ha comportato la revoca da parte della Regione di un contributo dell’UE di uno milione di euro per la cancellazione da parte dell’Amministrazione Senatore del progetto del Park interrato del Pio X, opera strategica ed infrastrutturale, senza una credibile e fattibile alternativa;
La frettolosa chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace, in un momento storico in cui si affidano crescenti competenze a questo livello di giustizia di prossimità.
La modalità con cui è stata gestita a tutt’oggi la delicata questione della proprietà e ristrutturazione della Torre Civica Campanaria del Duomo di S.Andrea.
I succitati gruppi Consiliari ascrivono inoltre alla Giunta Senatore la responsabilità amministrativa di non aver utilizzato adeguatamente la finestra che si sarebbe aperta nel 2016, grazie al Governo, con l’allentamento del patto di stabilità identificando progetti già definiti entro il 2015 da finanziare con il cospicuo avanzo di amministrazione prodotto dalle precedenti amministrazioni. Pensiamo ad esempio al progetto di ristrutturazione e di messa in sicurezza della Torre Civica Campanaria che si componeva di due stralci e lotti di intervento.

Ascrivono all’ Amministrazione Senatore anche la politica regressiva operata nei confronti della Fondazione S. Cecilia, mettendo questo qualificato Ente nelle condizioni di aleatorietà e di incertezza, che tuttora permangono.
Ed infine i succitati Gruppi Consiliari reputano poco incisiva e debole l’azione finalizzata al riconoscimento di Portogruaro come polo socio-economico, culturale e formativo di riferimento del mandamento e dell’intero Veneto Orientale.
Il Gruppo Consiliare Misto ed il Gruppo Centro Sinistra Più Avanti Insieme cominceranno con l’assumere iniziative comuni nell’ambito del piano del traffico voluto dalla Giunta Senatore, con particolare riguardo alla rotonda di Borgo S. Giovanni e sull’importante e delicata questione inerente alla proprietà e ristrutturazione della Torre Civica Campanaria del Duomo di S.Andrea.”

seguono le firme

Marco TERENZI Irina DRIGO Vittoria PIZZOLITTO Roberto ZANIN

Luciano GRADINI Alida MANZATO Paolo SCARPA

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VINCERE L’INDIFFERENZA

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La sete di pace, un bene tanto prezioso quanto fragile

Domenica scorsa, 9 ottobre, si è svolta la XXII edizione della marcia Perugia Assisi. Da marcia per la pace a marcia della pace e della fraternità, a cui hanno partecipato cento mila persone al fine di chiedere un impegno internazionale per fermare la violenza nei paesi colpiti dalle guerre, ma anche solidarietà ed integrazione contro le violazioni, gli abusi e i soprusi che ancora caratterizzano diverse parti del pianeta. Tantissimi anche i gonfaloni di Comuni, Province e Regioni, assieme a molte associazioni del volontariato e della società civile, per testimoniare come le istituzioni debbano essere parte integrante ed attiva nella promozione e tutela di un bene troppo prezioso, come quello della pace e della concordia tra i popoli. Non so se alla manifestazione abbia aderito e presenziato anche qualche comune della Venezia Orientale. Non esserci significa – a mio avviso – un’occasione persa, non tanto perché questa marcia rappresenta da anni un significativo appuntamento per tante amministrazioni comunali ( ad esempio Portogruaro, che proprio alla pace ha dedicato il suo più importante parco pubblico ), ma soprattutto per lanciare un segnale importante ai propri cittadini nell’essere vicini a tutti i cittadini di questo mondo che adesso stanno vivendo, con costi elevatissimi, la perdita della pace. Fermare le guerre non deve essere solo possibile, ma deve diventare un dovere, perché la pace non è qualcosa di astratto, non è solo mancanza di guerra. La pace è anche solidarietà per le tragedie di altri popoli, la pace deve anche essere accoglienza per la gente che fugge da situazioni davvero terrificanti ed inumane. “ Vincere l’indifferenza “ lo slogan di quest’anno. Non possiamo rimanere seduti davanti alle notizie sempre più drammatiche e devastanti che provengono quotidianamente da varie parti del mondo. Ecco allora che, proprio perchè la pace non è un qualcosa di astratto, il compito di educare alla pace diventa compito primario di tutte le diverse espressioni che compongono la nostra società. Per questo viene spontaneo chiedersi che cosa ancora spinge migliaia di persone a ritrovarsi insieme, ancora una volta, per uno dei sogni, per una delle utopie che ancora danno senso alla vita? Diventa allora difficile dire perché, da quasi cinquecento città e paesi dello stivale, si sono mossi con ogni mezzo per raggiungere Perugia e poi a piedi fino ad Assisi. In tanti hanno provato a spiegare il motivo che “ costringe “ tante persone a riunirsi, a stare insieme, a gioire e camminare. E’ proprio il tema della pace, perché ne vorremmo tutti godere fin nel nostro intimo, ma troppo spesso ci facciamo distrarre dai nostri piccoli e grandi egoismi. Ci sono però diverse occasioni per uscire da noi stessi e rendere così possibile la voglia di pace. Certo manifestazioni come la Perugia Assisi non smuoveranno le convinzioni dei potenti, non abbatteranno i muri, non cancelleranno confini, ma sicuramente rappresentano una vera e propria lezione di pace, un portare avanti un lavoro da completare. Con lo sguardo rivolto al futuro, anche a costo di sembrare fuori dal tempo, sempre senza la pretesa di insegnare, ma solo per imparare. Ecco perché diventa fondamentale fare ogni sforzo per educare alla pace, non nella logica di un pacifismo ideologico, ma nella prospettiva di un rinnovato slancio pacificatore. C’ è in giro un evidente caduta dello sdegno verso la guerra e della partecipazione alle vicende dei popoli lontani. E’, in buona sostanza, la globalizzazione dell’indifferenza con buona pace della memoria storica, visto che – anche noi italiani – stiamo celebrando il centenario della Grande Guerra, il conflitto europeo che incendiò il mondo. Milioni di morti non possono ridursi o rimanere semplice statistica. Certo non basta più parlare di pace, ma bisognerà allargare il concetto anche alla legalità e alla socialità, tre valori tra loro strettamente collegati. In particolare la socialità, intesa come apertura della coscienza e della volontà al bene comune, oggi seriamente minacciata dall’individualismo, dal corporativismo, insomma da una visione improntata all’utilitarismo che finisce per condizionare la vita di molte persone, famiglie ed aggregazioni d’interessi. Per questo “ la pace “ diventa un valore così necessario, prezioso ma anche fragile, perché non bisogna mai essere certi di averla in possesso e godimento una volta per tutte. La pace deve apparire come la condizione e la sintesi di ogni altro bene desiderato, perché c’è uno scarto tragico tra l’essere sinceri nell’invocarla e la realtà della vita di ogni giorno. Bisognerà sempre diffidare di chi fa “ la guerra “ affermando di avere il cuore in pace. E’ sempre il cuore dell’uomo che è chiamato a scegliere tra la forza ed il dialogo, la competizione e la solidarietà. Deve essere questa la prospettiva nella quale bisognerà metterci tutti, sperando siano tanti coloro che – armati di buona volontà – intendono seriamente intraprendere al riguardo un itinerario di riflessione e proposta, perché la pace, quella vera, si costruisce ogni giorno nel cuore dell’uomo. Per questo, operativamente, in un progetto di “educazione alla pace” non si potrà prescindere dalla famiglia, dalla scuola e dal vasto e complesso mondo dell’associazionismo per poter rispondere al bisogno di continua crescita personale, di comunicazione e di socializzazione, di cultura e di esperienza religiosa, mettendo a disposizione competenze ed energie – in varie forme e modalità – nel volontariato sociale e nell’impegno civile e politico. Solo così la pace diventa una concreta promessa ed una convinta invocazione.

Gigi Villotta

Fondazione Santa Cecilia: Comune fa una politica regressiva e di ridimensionamento

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Ecco quanto ha detto oggi Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI, in relazione alla situazione di fatto che riguarda la Fondazione S. Cecilia

Continua il silenzio assordante dell’Amministrazione Senatore e della sua maggioranza sulla Fondazione S.Cecilia. A distanza di più di un anno da quando in sede di salvaguardia dei vincoli di bilancio per l’anno 2015, in data 31/07/2015, avevamo chiesto alla Sindaco Senatore di continuare a garantire il sostegno economico e finanziario alla Fondazione stessa, dobbiamo constatare come permangano le preoccupanti incertezze circa la gestione della Fondazione S. Cecilia.
La Città Metropolitana di Venezia non ha ancora assunto le determinazioni di sua spettanza per ciò che attiene la sottoscrizione della convenzione, alla base della futura attività della Fondazione stessa. Inoltre ci risulta che il Comune di Portogruaro, a tutt’oggi, non abbia ancora liquidato i cospicui contributi finanziari dovuti alla Fondazione per l’esercizio della sua attività.
Diversamente da quanto hanno fatto le precedenti Amministrazioni, l’Amministrazione Senatore continua inspiegabilmente ed immotivatamente a generare, incertezza ed esitazione intorno alla Fondazione, soggetto che dovrebbe essere concretamente incoraggiato e tutelato e che avrebbe dovuto essere messo, da tempo, nelle condizioni di piena operatività per poter adeguatamente programmare e realizzare la sua qualificata attività, svolta in favore di giovani e famiglie del mandamento.
Con la scuola di musica e la stagione teatrale alle porte, l’Amministrazione Senatore continua a porre la questione “dell’equilibrio economico della gestione della Fondazione S.Cecilia, a prescindere dei contributi economici da parte delle Città Metropolitana e del Comune di Portogruaro”, così come anche di recente affermato dall’Assessore Ketty Fogliani.
Ciò risulta davvero inspiegabile se si considera che i contributi del Comune e dell’allora Provincia sono stati, ovviamente, impegnati nelle attività e nei progetti realizzati dalla Fondazione, che rispondono ad un interesse pubblico, quello cioè della crescita in ambito musicale e culturale della Città e del suo mandamento.
Le dichiarazioni dell’Assessore Fogliani sono purtroppo chiare nelle conseguenze e cioè che
Comune di Portogruaro e Città Metropolitana ridurranno progressivamente il loro impegno a sostegno della Fondazione S.Cecilia. Si sta verificando purtroppo quanto avevamo paventato. Questo atteggiamento della Città Metropolitana e del Comune di Portogruaro costringeranno la Fondazione S.Cecilia a ridimensionare progressivamente l’attività, mettendo in seria difficoltà gestionale la terza Fondazione musicale della Regione dopo Fenice di Venezia ed Arena di Verona, uno dei più prestigiosi Enti che Portogruaro può vantare, fonte di attrazione dalla Regione Friuli Venezia Giulia, con reputazione nazionale ed internazionale.
Questa Fondazione, in continuità con le precedenti Amministrazioni, va invece sostenuta adeguatamente, allargando e non riducendo la gamma delle qualificate attività in grado di svolgere.  La Fondazione S.Cecilia è un riferimento per la Città e per l’intero mandamento non solo per l’attività di formazione e di produzione musicali, ma più in generale da un punto di vista culturale. Il gruppo Consiliare Centro Sinistra Più Avanti Insieme continuerà, in tutte le sedi competenti e per quanto sarà possibile, a contrastare la politica regressiva e di ridimensionamento che Comune e Città metropolitana hanno intrapreso nei confronti della Fondazione S. Cecilia.

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PER SALVAGUARDARE UN “BENE COMUNE” CI VOGLIONO EQUILIBRIO, BUON SENSO E PERCORSI CONDIVISI

da La Nuova Venezia 01 10 2016
da La Nuova Venezia 01 10 2016

Il gruppo consiliare “Centro Sinistra Più Avanti Insieme” valuta positivamente il confronto organizzato in Prefettura, con il Comune di Portogruaro e la Curia della Diocesi di Concordia – Pordenone, in merito alle azioni da intraprendere a tutela e salvaguardia di un bene così importante per tutta la Comunità quale la Torre Civica Campanaria. Torre civica appunto, un bene di “proprietà” dell’intera Comunità.

Da tempo abbiamo sostenuto l’inutilità della prova di forza, portata avanti dalla Sindaco Senatore, circa le controversie e le diatribe sulla proprietà della Torre, una proprietà che affonda le sue radici in secoli di storia.

Non ha alcun senso perdere tempo in contestazioni fondate su basi incerte, tanto più se esistono numerosi documenti che attestano la proprietà a favore del Comune, così come l’avvenuta attestazione di bene monumentale, che rende l’immobile in sé inalienabile.

In ogni caso l’aleatorietà e l’incertezza che caratterizzano la vicenda della proprietà avrebbero dovuto portare l’Amministrazione Comunale ad azioni equilibrate, di buon senso e tese a generare condivisione nella comunità. C’è infatti un interesse generale di natura pubblica su tale patrimonio storico-artistico, un interesse che riguarda sia il Comune che la Parrocchia.

Lo stesso interesse e lo stesso obiettivo comuni che avevano portato nel 2011 a stipulare una convenzione tra le due istituzioni, partendo dall’evidenza delle reciproche competenze, a partire dalla necessità ed urgenza degli interventi di consolidamento.

Dunque, Torre Civica Campanaria BENE COMUNE, con rilevanti interessi pubblici da preservare, in primis sicurezza e tutela del bene monumentale.

Perché, allora, l’Amministrazione ha voluto abbandonare un percorso già avviato e condiviso, per intraprendere azioni di dubbia legittimità ed efficacia? Questa è la questione principale. Ancora; perché, ingiungere alla Parrocchia ed alla Diocesi, di attivarsi con ogni sollecitudine per il prosieguo delle attività di monitoraggio e l’avvio dei lavori di consolidamento della Torre? Perchè altre due ordinanze, sempre destinatarie la Parrocchia di S.Andrea Apostolo e la Curia diocesana, per il monitoraggio e per le indagini soniche tomografiche finalizzate al consolidamento del bene se poi, a seguito della legittima reazione da parte della Curia stessa, se ne sospendono gli effetti, ordinando ai dirigenti di assumere gli atti necessari?

Oltre alla convenzione condivisa e vigente la Sindaco Senatore avrebbe potuto disporre di un progetto già pronto ed esecutivo in due lotti e inoltre avrebbe potuto utilmente usufruire dell’allentamento del patto di stabilità per l’anno 2016 a valere sul cospicuo avanzo di amministrazione accumulato con le Amministrazioni precedenti. Quindi, si può ben dire, che la stessa ha perso un’occasione importante per dare un’accelerazione, condivisa e concreta, alla questione. Tanto più che in atti pubblici l’Amministrazione Comunale ha attestato che la Torre Civica Campanaria è minacciata nella sua stabilità da un progressivo cedimento funzionale, per il quale l’immobile necessita di un intervento urgente di consolidamento delle fondazioni.

Questa situazione di stallo è a dir poco insostenibile, ed è stata generata da un atteggiamento contradittorio dell’Amministrazione Comunale che, per l’ennesima volta, abbandona un percorso già avviato, ignorando il principio della continuità amministrativa, senza però averne individuato un altro di pari efficacia e fattibilità!

PER QUESTO GUARDIAMO CON FAVORE ALL’INCONTRO IN PREFETTURA e ci auguriamo che lo stesso porti chiarezza in una situazione che a causa dell’Amministrazione Comunale si è fatta complessa ed intricata.

Nel frattempo abbiamo rinnovato la richiesta, inoltrata circa un mese fa e finora rimasta inevasa, di accesso a tutti gli atti e documenti, a partire dagli anni “60, attinenti ed inerenti alla Torre Civica Campanaria, sottolineando che le prerogative dei Consiglieri Comunali vengono ancora una volta disattese. Dell’esistenza di documenti ed atti veniamo a conoscenza dalla stampa o dai blog locali!

Riteniamo indispensabile, anche per essere informati e valutare l’esito dell’incontro in Prefettura, che venga convocata la competente Commissione Consiliare e se del caso anche il Consiglio Comunale.

Il nostro Gruppo Consiliare ha più volte presentato a riguardo proposte precise, basate prioritariamente sulla cosa più importante e cioè la conservazione e messa in sicurezza di tale bene e la ricerca di finanziamenti per poter realizzare le opere necessarie.

Crediamo per ciò stesso utile un incontro istituzionale con i parlamentari locali per verificare le possibilità di accoglimento della richiesta di finanziamento delle opere necessarie nell’ambito delle previsioni contenute nel decreto bellezza@governo. Crediamo insomma che, a fronte di un problema così importante per la città tutte le forze politiche ed istituzionali locali, debbano essere ampiamente informate e coinvolte. Ancor di più lo devono essere le forze di opposizione, alcune delle quali appaiono troppo e troppo spesso impegnate a cercare la polemica orientata al passato, piuttosto che ad incalzare la maggioranza, guardando al futuro.

Il Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più Avanti Insieme”

f.to Terenzi, Drigo,Pizzolitto,Zanin