UNA DISTANZA DA COLMARE

nonno e nipote

Curare e prendersi cura

La Residenza per Anziani Francescon di Portogruaro ha vissuto, la settimana scorsa, una serie di iniziative aperte al territorio per promuovere uno stile di invecchiamento attivo e consapevole. Si sono festeggiati anche i dieci anni della manifestazione “ Giochi senza barriere “, un evento in cui gli anziani, anche non autosufficienti, sperimentano le proprie abilità motorie e cognitive, in un clima di sano agonismo e socializzazione tra gli ospiti dei Centri di Servizio operanti nel Portogruarese. Grande festa finale con pranzo comunitario e concerto di chiusura organizzato dalla Associazione Amici della Francescon, nel grande parco della Casa. Particolare rilievo è stato dato alla “ Giornata mondiale per l’alzheimer “ celebrata mercoledì il 21 settembre. Infatti oltre un milione e 200mila sono in Italia le persone colpite da una forma di demenza. Probabilmente più della metà di queste è affetta proprio dalla malattia di Alzheimer, con sintomi che vanno dalla perdita di memoria alla difficoltà nel linguaggio, ai cambiamenti d’umore e di comportamento fino a quando il peggiorare di tutte queste condizioni inficia l’autonomia della persona malata che finisce col dipendere esclusivamente dalle cure di familiari e personale sanitario. E’ stato calcolato in 11 miliardi di euro l’anno nel nostro Paese il costo della malattia, di cui il 73% viene sostenuto dalle famiglie. Per questo è stato lanciato un appello per cambiare il modo di prendersi cura dei malati mettendo al primo posto la qualità di vita e la dignità della persona stessa. Bisognerà puntare su un assistenza di base non specialistica, con contributi pianificati e coordinati da parte di tutti i livelli del settore sociosanitario. Tra gli strumenti da promuovere si punta sempre di più allo sviluppo di “ comunità amiche “ delle persone con demenza, seguendo esperienze dove si punta a rendere le città pienamente fruibili. Il tutto passando attraverso l’informazione all’intera comunità sulle necessità dei malati evitando lo stigma della discriminazione, anzi aiutando a creare una rete di cittadini capaci di aiutare le persone con demenza, ad alleviare in particolare le difficoltà delle famiglie. Situazioni spesso drammatiche che, allargando lo spettro a tutta la gamma della non autosufficienza, portano a numeri davvero pesanti. Secondo la Società italiana di Gerontologia e Geriatria – elaborando i dati forniti dalle Asl – sono oltre duecentomila gli anziani non autosufficienti in Italia che non ricevono le cure alle quali hanno diritto. La stragrande maggioranza sono in lista d’attesa per entrare in una residenza per anziani o ricevere cure domiciliari. Liste d’attesa infinite, anche da noi, che possono durare anni e che le Regioni non riusciranno a smaltire e che gli interessati non riusciranno a scalare, se non ricorrendo al settore privato con costi elevatissimi. Così spesso i malati e le relative famiglie sono lasciati a se stessi, perché la continuità terapeutica resta un miraggio. Dopo la fase post acuzie vengono dimessi senza che per loro si trovi un’adeguata soluzione, scarseggiando le strutture di lungodegenza. Servirebbero più risorse per l’assistenza domiciliare ed un adeguato sostegno economico alle famiglie che si prendono cura dei malati cronici. Siamo arrivati al paradosso che molto spesso chi oggi ha cinquant’anni si trova nella difficile condizione di dover scegliere se aiutare i propri genitori per curarsi o i propri figli a costruirsi un futuro. Non è solo un problema di tipo economico, ma se davvero vogliamo evitare la “ Cultura dello scarto “ allora non basterà più delegare alla politica, ai servizi sul territorio e al volontariato la gestione della complessa questione, ma deve diventare una problematica nostra, di tutti i cittadini, a cominciare dalle nuove generazioni. Sì proprio i giovani, compreso quel 42 per cento che nel Nord Est dimostra indifferenza nei confronti del mondo over 65, stanti i dati dell’ Osservatorio curato da Demos. Infatti l’evoluzione del tessuto sociale in questi ultimi trent’anni ha determinato una trasformazione nel dialogo/rapporto con gli anziani. Un cambiamento molto visibile e tangibile, diretta conseguenza di alterazioni graduali intervenute nel tempo nei nuclei familiari e nella società. La famiglia non è più quella di qualche decennio fa, quando il legame tra genitori, figli e nipoti era molto intenso e vissuto pienamente. Oggi le relazioni si sono fatte più difficili. E’ il naturale effetto di tutto un insieme di stimoli che arrivano da internet, dalla televisione, dalle mode e che hanno di fatto introdotto nuovi codici di sviluppo. In particolare i giovanissimi sono convinti di essere già grandi, così sono portati a pensare e a comportarsi come tali, senza però essere formati interiormente, compresa la crescita affettiva. In generale il tempo a disposizione per i propri cari si è di molto limitato, anche quando l’anziano è malato. Si stanno costruendo dei confini molto definiti tra generazioni. Basta frequentare gli ospedali, ma soprattutto le nostre case di riposo per rendersi conto di quanta gioventù si rechi, non dico, a “ portare conforto o prendersi cura “ di chi è malato o solo, ma a conoscere queste realtà. Non mancano certo le eccezioni, ma sono mosche bianche, malgrado i tentativi di sensibilizzazione portati avanti da qualche prete o alcuni insegnanti nelle scuole. Stiamo costruendo un mondo assai poco solidale, un macrocosmo di indifferenza dove però accanto convive un microcosmo di persone disponibili che dedicano una parte della vita, o una vita intera, al volontariato rivolto agli anziani. Ce ne sono anche in riva al Lemene, anche se non ce ne accorgiamo.

Gigi Villotta

SULLA TORRE CIVICA CAMPANARIA MANCANZA DI CONFRONTO E SUPERFICIALITÀ

COMUNICATO STAMPA del Gruppo Consiliare “Centro Sinistra Più Avanti Insieme”:

“Amministrare si sa è cosa complessa che richiede capacità di ascolto e di lettura, l’applicazione di competenze e la salvaguardia del principio della continuità che implica la valutazione ed il rispetto del lavoro intrapreso da amministratori e tecnici che si sono succeduti nel tempo.

Amministrare significa evitare la rivalsa personale o politica, il pre-concetto e la voglia di “tornare indietro” a tutti i costi, mettendo in discussione percorsi già intrapresi e consolidati sul piano delle relazioni istituzionali e dei contenuti tecnici.

Purtroppo quello che abbiamo constatato in tutto questo periodo amministrativo, guidato dalla Giunta Senatore, in particolare sul tormentone della Torre Civica Campanaria, è frutto di uno stile amministrativo che su temi particolarmente impegnativi non ha favorito la concertazione, l’approfondimento, il dibattito ed il principio della continuità amministrativa. La Giunta Senatore ha preferito decidere in perfetta solitudine!

Lo abbiamo detto e scritto fin dall’inizio; sulla Torre Civica campanaria a partire dal controverso tema della proprietà durante la precedente amministrazione, si era sviluppato un dialogo con la parrocchia e con la diocesi che aveva portato ad un accordo convenzionale che prendeva atto dello stato di fatto e che determinava reciproci competenze ed impegni per addivenire alla messa in sicurezza della Torre.

Tale convenzione si fondava sulla valutazione approfondita di provvedimenti e di azioni che a riguardo si sono succeduti nel tempo e tra questi :

gli interventi manutentivi, di restauro e consolidamento della torre civica campanaria effettuati dal Comune; la corrispondenza intercorsa con la Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici e con l’allora Ministero dei Beni Culturali, alle attività culturali e del turismo; i contributi e finanziamenti delle opere di restauro e consolidamento; l’applicazione del vincolo di cui alla legge 1 giugno 1939, n.1089, tutela delle cose d’interesse artistico e storico; la classificazione della torre civica campanaria come bene di interesse storico monumentale; l’iscrizione del bene alla Conservatoria dei registri immobiliari di Venezia.

Si è voluto invece forzare le cose. In forza di un approfondimento storico che non ha aggiunto nulla a quanto già noto si è inteso disconoscere la convenzione stipulata nel 2011 fra Comune e Parrocchie e si è proceduto con le due ordinanze del 29.8.2016 a firma del Sindaco con destinatari Parrocchia e Curia che di fatto volevano sancire ed attestare unilateralmente ed inconfutabilmente la proprietà della Torre in capo alla Parrocchia ed alla Curia. Con tali ordinanze è stato intimato alla Curia l’ordine di attivare entro i 15 giorni successivi le indagini soniche tomografiche sulle murature della Torre e l’attività di monitoraggio della situazione statica. In caso contrario il Comune si sarebbe sostituito alla Curia addebitando ad essa le spese.

Ora a distanza di meno di un mese, si cambiano le carte in tavola. Con una nuova ordinanza, la n. 69 del 21 settembre 2016, molto scarna, da cui non si coglie la motivazione, il termine intimato al “proprietario “ della Torre per adempiere alle due ordinanze succitate viene differito sino a nuova disposizione e le stesse ordinanze per ora restano prive di effetto.

Il nuovo provvedimento è conseguente ad una lettera formale con la quale la Curia ha ritenuto errato il presupposto che la Torre appartenga alla Parrocchia Sant’Andrea Apostolo, ha inoltre eccepito sulle ordinanze del Sindaco e ne ha chiesto l’annullamento per autotutela. Ecco perchè il Sindaco ha dovuto fare un passo indietro.

Con la nuova ordinanza dunque il Sindaco “ordina “ ai dirigenti del Comune di assumere gli atti e conferire gli incarichi gestionali connessi ( quali?). In ordinanza non vengono indicati. Si presume quelli delle indagini e del monitoraggio. Insomma il Sindaco si chiama “fuori” dal procedimento finora seguito, possiamo dire, forse un po’ incautamente, in prima persona ed in modo un po’ affrettato

NON era il caso di avviare diatribe di carattere giuridico-patrimoniale tra Curia e Comune, diatribe che rischiano di essere lunghe e forse non facilmente risolvibili.

Era ed è ancora necessario avere la consapevolezza che per preservare e ristrutturare un bene così importante per la collettività, bisogna ricercare strumenti di accordo e non di scontro.

Il Sindaco Senatore non ha voluto ascoltare le parole di buon senso, le proposte ragionevoli, non ha voluto un confronto allargato su tale materia. Ha preferito una prova di forza.

Ora torna indietro e notifica la nuova ordinanza ai dirigenti comunali.

Il gruppo consiliare “Centro sinistra più avanti insieme” rinnova la richiesta di esaminare la delicata ed importante questione in Commissione ed in Consiglio Comunale e chiede alla Sindaco di attivare un tavolo di lavoro e di confronto allargato, con la Curia, Sovrintendenza, i Capigruppo consiliari ed i Parlamentari locali. Un tavolo per ricercare soluzioni concrete ed immediate all’unico e vero problema, non già quello della proprietà della Torre, ma come riuscire a metterla in sicurezza in tempi brevi ed a salvaguardarla e preservarla come bene storico culturale.”

PORTOGRUARO CAMPUS :in favore delle nuove generazioni del Veneto Orientale.

campus

Ecco la dichiarazione di Marco Terenzi:

“Apprendiamo dal Consigliere Regionale Fabiano BARBISAN che la Regione VENETO ha concesso un contributo regionale di euro 100.000,00 per l’anno Accademico 2016_2017 per l’attività della Fondazione “Portogruaro Campus”, per il consolidamento e promozione del Polo Universitario di Portogruaro.
Ci associamo alla soddisfazione del Consigliere, considerando l’attività della Fondazione “Portogruaro Campus” strategica e fondamentale per Portogruaro e per l’intero Veneto Orientale.
Si riconosce che la Giunta Regionale, per il tramite dell’Assessore Regionale Elena Donazzan, sollecitata in particolare anche dalla precedente Amministrazione, ha mantenuto nel tempo un convinto impegno per la realizzazione delle attività della “Portogruaro Campus”, sebbene si siano ridotti nel tempo le contribuzioni.

Infatti nell’Anno Accademico 2013_2014 il contributo ammontava ad euro 250.000,00; nell’A.A 2014_2015 ad euro 150.000,00; nell’A.A. 2015_2016 a 100.000,00. Medesimo importo assicurato, ora, per l’A.A 2016_2017.


Ci auguriamo che la Giunta Regionale continui a manifestare adeguata attenzione verso l’attività della “Portogruaro Campus” e che l’entità del contributo possa essere adeguato ed allineato all’importanza ed alla qualità dell’attività svolta dalla Fondazione per il consolidamento del Polo Universitario e dell’alta formazione post- laurea, sempre più collegato alle vocazioni socio – economiche del Veneto Orientale.
Il Gruppo “Centrosinistra Più Avanti Insieme” assicura il suo impegno, per quanto di competenza, perché questa eccellenza possa consolidare la sua futura attività in favore delle nuove generazioni e del capitale sociale del Veneto Orientale.

“Torre Civica Campanaria: la questione sia portata in Consiglio”

torre campanaria Bellezza

Ecco le dichiarazioni odierne di Marco Terenzi a proposito del “annosa e rilevante vicenda della TORRE CIVICA CAMPANARIA contigua al Duomo di S.Andrea Apostolo“:

In riferimento all’annosa e rilevante vicenda della TORRE CIVICA CAMPANARIA contigua al Duomo di S.Andrea Apostolo, con riguardo al controverso problema della proprietà dell’immobile ed all’indifferibilità dell’intervento di restauro e di consolidamento delle fondazioni in relazione alla sua stabilità, in data 17/04/2016 a nome del Gruppo “Centrosinistra Più Avanti Insieme” avevo inviato alla Sindaco una dettagliata nota, con la quale, in sintesi, chiedevo quali elementi di novità avessero indotto la l’Amministrazione ad ignorare completamente LA CONVENZIONE per la realizzazione dei lavori di consolidamento della torre, stipulata nel mese di luglio 2011 fra il COMUNE DI PORTOGRUARO, nella persona della Segretaria Generale, dr.ssa Maria Teresa MIORI e la PARROCCHIA DI S.ANDREA APOSTOLO, nella persona del parroco pro-tempore Mons. Pietro CESCO.

Nella sostanza la CONVENZIONE, a partire dal fatto che la titolarità della proprietà dell’immobile risulta essere quantomeno controversa, in ragione degli atti e degli interventi storicamente succedutisi e dalla necessità di intervenire strutturalmente per assicurare la stabilità dello stesso, riconosceva utilmente ed opportunamente lo stato di fatto, definendo al tempo stesso competenze ed oneri dei due Enti.

Del resto la Torre Civica campanaria è simbolo della Città di Portogruaro dal 1400; è riconosciuta bene di interesse ed uso pubblico, viste le funzioni svolte nel tempo e bene con valore monumentale a partire maggio 1963; dal 1997 è inserita nell’inventario dei beni di proprietà del Comune al numero 47. Inoltre, a partire dagli anni 60 del 1900, l’Amministrazione ed il Consiglio Comunali hanno via via deliberato atti ed interventi recanti per oggetto la Torre Civica, ivi compresi quelli relativi alle opere di restauro e consolidamento di cui il Comune, anche in precedenza, si era sempre fatto carico.

Nell’articolata risposta del giugno 2016 la Sindaco, a motivo dell’affermata assenza di un titolo di proprietà in capo al Comune ed in considerazione della volturazione al catasto edilizio urbano della Torre Civica campanaria fra i beni immobili della Parrocchia di S. Andrea Apostolo nel 1987 da parte della stessa (in corrispondenza della rivisitazione dei patti lateranensi), ribadiva l’impossibilità di impegnare risorse proprie di bilancio da parte del Comune. Da ciò discendono, tenuto conto dell’indifferibilità dei suddetti lavori di restauro e di consolidamento della Torre Civica, la nota del marzo 2016 della Sindaco , inviata alla Parrocchia ed alla Diocesi, con invito ad attivarsi per il prosieguo dell’attività di monitoraggio della situazione statica dell’immobile e l’avvio di lavori di consolidamento del campanile e le ordinanze n.61 e 62 dirette alla Parrocchia ed alla Diocesi per il prosieguo dell’attività di monitoraggio – per le quali nel frattempo si spera non siano intervenute sospensioni – e per la produzione di altre indagini statiche.

Ancora una volta la Giunta Senatore abbandona in modo incomprensibile un percorso amministrativo della precedente amministrazione (LA CONVENZIONE FRA LE PARTI) fondato giuridicamente, coerente, utile e soprattutto condiviso, fra Comune e Parrocchia di S. Andrea Apostolo, su un tema di primaria importanza, scegliendo la strada delle ordinanze.

Premesso che il Gruppo “Centrosinistra Più avanti insieme” si attiverà in tutte le sedi competenti, per quanto di competenza, affinchè quanto prima si avviino i lavori di restauro e consolidamento della Torre Civica campanaria, allo stato informa che in data 07/09/2016 ha fatto formale richiesta di accesso agli atti e provvedimenti riguardanti la Torre Civica Campanaria dagli anni 60 ad oggi, periodo oggettivamente significativo per gli atti e gli interventi riguardanti la Torre Civica Campanaria, nonchè per i rapporti intercorsi con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici competente e con l’allora Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, con particolare riguardo al contributo ed al finanziamento del restauro e del consolidamento della Torre medesima, nonchè per l’applicazione del vincolo che interessa la tutela dei beni con valore monumentale.

Infine questo Gruppo ritiene che, poiché la Torre Civica è bene monumentale, simbolo della Città da secoli ed iscritto nel libro inventario del Comune dei beni di proprietà dell’Ente ed in considerazione degli urgenti interventi strutturali per la sua stabilità, le questioni succitate debbano essere poste senza esitazione all’ attenzione del Consiglio Comunale.”

Marco TERENZI

Capogruppo Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più Avanti Insieme”

Qui il comunicato_stampa_torre_civica_campanaria_44_13092016

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OLTRE IL TRAUMA

Tecnici della Protezione Civile durante i soccorsi nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto del 24 08 2016
Tecnici della Protezione Civile durante i soccorsi nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto del 24 08 2016

Siamo gli uni nelle mani degli altri

Sono passate solo due settimane dai tragici eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia e già le relative notizie non compaiono più sulle prime pagine dei giornali e della televisione. Un’altra volta è giunto il momento, come Paese, di rimboccarsi le maniche, ma dimenticare è facile. Per questo bisognerà tenere una luce sui fatti, coscienti che l’oblio soffoca la giustizia e non garantisce futuro. Tornare a vivere è davvero duro – lo abbiamo sperimentato giusto quaranta anni fa in Friuli – perché non si può fare a meno di confrontarci quotidianamente con tanti sentimenti che vanno dalla rabbia al dolore, dai rimpianti ai tanti vuoti che lacerano.

Guardare avanti con tanto coraggio e forza, ma senza la vicinanza ed il sostegno di una comunità e di istituzioni credibili non si aiuta concretamente, anzi si rischia di umiliare ulteriormente. Affrontare il male e vincere il dolore, questo il possibile sguardo oltre le macerie. In questi tragici giorni abbiamo ascoltato al riguardo tante considerazioni e riflessioni, alcune delle quali anche abbastanza contradittorie. C’è stato chi ha affermato che non sono i terremoti ad uccidere, ma ciò che l’uomo ha costruito nelle zone a rischio, mentre altri hanno posto l’attenzione sulla ineluttabilità degli eventi sismici, quindi chiamando in causa il Padre Eterno o la natura matrigna. Perché ? Dio dove sei ? Due domande che sono risuonate, che sanno d’antico, ma che restano brutalmente nuove di fronte a ogni catastrofe. Ragione e fede rischiano di rimanere mute, come non basta avere un riparo per essere casa. Tendiamo sempre a cercare un responsabile, perché è difficile ammettere che in questo mondo siamo solo fragili ramoscelli indifesi. Ecco allora che devono farsi strada non solo le qualità personali, ma soprattutto le capacità e le possibilità di condivisione, perché nessuno può affrontare il trauma da solo. La ferita ed i suoi effetti nel tempo, se non affrontati, diventano ancora più devastanti. Ciascuno di noi, nella relazione con gli altri, ha un contributo da portare e una competenza da offrire. Quasi un’eredità da far rivivere. Certo il dolore non si cancella, ma a volte ci rende più umani, ci serve ad aprire gli occhi e a vedere nuove strade, regalandoci la comunione con chi condivide, anche sbarazzandoci del superfluo. Si può davvero rinascere se dal dolore nascono frutti da donare. Vale per tutti ed in ogni tempo. Dobbiamo essere consapevoli che siamo gli uni nelle mani degli altri, nella speranza che siano mani pietose, e per chi ha fede nelle mani di Dio. E’ una lezione da non scordare mai quella che la terra è nel contempo grembo e tomba, intreccio di vita e morte, di vite spezzate e rinate. Per trovare la forza dentro alla disperazione sono allora più utili il silenzio, la riflessione e la comprensione? Torna prepotentemente di attualità la domanda di sempre: dov’ è Dio? Dovremmo però anche doverosamente aggiungere: dov’ è l’uomo? con il suo “io”, le sue passioni e i suoi intrighi ! Mi piace tentare una risposta che possa coniugare i due quesiti.

protezione civile amatrice 2016
Tecnici della Protezione Civile durante i soccorsi nelle zone del Centro Italia colpite dal terremoto del 24 08 2016

Forse si può trovare nella presenza di nuovi “angeli custodi “, identificandoli con quei giovani volontari, in quei vigili del fuoco, in tutte quelle donne e quegli uomini di buona volontà che si fanno prossimi, che non fanno battere le lancette dell’orologio, ma quelle del cuore. Che non scappano e che rispondono al grido di dolore e di disperazione dell’uomo. Credo sia questa la vera risposta della speranza all’angoscia, ed anche della fede alla nostra fragilità. Il dolore, l’afflizione e la paura da una parte, gli slanci di generosità, l’altruismo e la solidarietà dall’altra sono sentimenti e stati d’animo posti di fronte ad un contrasto irreversibile, ma che nascono e convivono in maniera innaturale proprio grazie alla disgrazia. Nel nostro Paese continua ad essere ampia e crescente la fiducia nel volontariato, mettendo così in evidenza una certa sfiducia nei confronti delle istituzioni politiche e dello Stato. Anche se, per poter agire in maniera efficace e continua, deve partecipare in stretta relazione con il pubblico e la politica. Ma il volontariato rimane un fatto personale o è un modello di società? Basterebbe guardare ai tanti esempi che la storia ci ha consegnato, non ultima ( per attualità di cronaca ) quella di madre Teresa di Calcutta per capire che tutto parte da una scelta personale, da un gesto di “misericordia”che germoglia in un cuore attento e generoso solo quando incontra l’altro e ne coglie il disagio, la sofferenza, la perdita della dignità della persona. Non è certo un atto di eroismo o una prerogativa riservata a pochi, perché sono davvero tanti, anche dalle nostre parti, coloro i quali ritengono che né la sofferenza né la misericordia conoscono barriere, distanze, differenze, razze o religioni. Qualche volta per scoprirli sarebbe sufficiente avvicinarsi e frequentare luoghi e situazioni dove le miserie umane si toccano con mano e si presentano in tutta la loro complessità. Sono gesti che finiscono per scuotere e per interrogare. Tutti. Valgono più di tante parole o di disumane vignette.

Gigi Villotta

Doc. Venezia Orientale 2020 -chiediamo coinvolgimento Associazioni Economiche

LOGO GAL

CONSIDERIAMO MOLTO IMPORTANTE per ANALISI E PROGETTUALITÀ il Documento Programmatico d’Area (DPA) – Venezia Orientale 2020- approvato dalla Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale – elaborato da VeGal- Kairos e Studio SMA ed adottato nella seduta del tavolo di concertazione dell’IPA (Intesa Programmatica di Area) del 3.8.2016.

Il Gruppo Consiliare “Centro Sinistra Più Avanti Insieme” ha presentato richiesta urgente di convocazione della commissione consiliare competente, allargata ad Associazioni economiche e ad Associazioni e forze rappresentative di interessi collettivi.
Inoltre ha richiesto che la Commissione Consiliare si esprima sulla possibilità di organizzare un’adeguata ed allargata iniziativa pubblica informativa e comunicativa che coinvolga giovani, studenti, Associazioni, cittadini, finalizzata a far conoscere un metodo ed una visione unitaria di programmazione del territorio.
il Gruppo Consiliare “Centro Sinistra Più Avanti Insieme” si aspetta che l’Amministrazione Comunale assegni l’importanza dovuta a tale documento, per la progettazione futura dell’area e per le possibili ricadute positive per i giovani e le imprese del nostro territorio e raccolga tali proposte.

comunicato_stampa_43_PROGETTI_AREA_IPA_Veneto orientale

ATTUALIZZARE IL PROGETTO AREA EX PERFOSFATI- COINVOLGENDO CATEGORIE E ASSOCIAZIONI.

 

PERFOSFATI (2)

Il Gruppo Consiliare “Centro Sinistra Più Avanti Insieme”, con riferimento al programma di intervento per la riqualificazione delle periferie, di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 maggio 2016 , esprime soddisfazione per l’avvenuto inserimento -da parte della Città Metropolitana di Venezia – del progetto inerente LA RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA EX PERFOSFATI- PARCO ARCHEOLOGICO.

La richiesta di tale inserimento era stata avanzata, nel giugno scorso, dal nostro gruppo consiliare con lettera aperta rivolta a tutte le istituzioni ed ai parlamentari locali. Nell’interesse più generale dell’Ente e della Comunità, avevamo indicato tale progetto proprio perchè è uno dei più qualificati progetti strategici della nostra Città.Su tale progetto le precedenti amministrazioni avevano sviluppato un importante percorso di programmazione progettuale che ha portato ad un Piano Direttore o Master Plan per il recupero e riqualificazione urbana dell’area Perfosfati e di quelle adiacenti al centro storico.La progettazione agli atti, in passato non pienamente compresa da alcune forze politiche, ha permesso ora alla città metropolitana un pronto e coerente inserimento nel programma del bando periferie.Il progetto prevede la collocazione di servizi anche a scala sovracomunale, superfici a tipo residenziale, direzionale, commerciale, la trasformazione dell’attuale grande capannone in grave stato di degrado, la rimozione di impianti e parti pericolanti del vecchio capannone, la conservazione di elementi d’arco di archeologia industriale non più recuperabili.E’ un progetto ambizioso e ancora innovativo, di grande interesse architettonico, paesaggistico ed anche economico, un progetto che sembra corrispondere appieno alle finalità generali del D.P.C.M. 1.6.2016 e che quindi ci auguriamo venga finalmente finanziato dallo Stato.
Per le implicanze strategiche del progetto SAREBBE NECESSARIO oltrechè opportuno, CHE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, che ha potuto utilizzare fino ad ora l’idea e la progettazione esistente, ATTUALIZZASSE IL PROGETTO nella progettualità tecnica ed esecutiva nonché nelle realizzazioni previste in ragione dell’evoluzione normativa e delle mutate condizioni socio-economica,
rispetto all’epoca della prima progettazione e questo attraverso valutazioni tecniche e principalmente MEDIANTE IL COINVOLGIMENTO DELLE CATEGORIE ECONOMICHE E DI TUTTE LE ASSOCIAZIONI PORTATRICI DI INTERESSI COLLETTIVI E DEL CONSIGLIO COMUNALE.
Il Gruppo Consiliare “Centro Sinistra Più Avanti Insieme”chiederà all’Amministrazione Comunale di impegnarsi in tal senso, garantendo – come già ampiamente dimostrato – collaborazione sul piano istituzionale e politico.

 

PERFOSFATI

comunicato stampa_42_progetto perfosfati_040916

ROTATORIA DI SAN GIOVANNI: OPERA NON NECESSARIA , COSTOSA, DAGLI EFFETTI NEGATIVI

ROTATORIA SAN GIOVANNI

Nel corso dei lavori della 5° Commissione Consiliare riunitasi oggi 1 settembre 2016, il Gruppo Consiliare di “Centrosinistra Più avanti Insieme” ha espresso un parere nettamente negativo in merito al progetto preliminare in variante urbanistica della rotatoria di Borgo S.Giovanni.

Questa rotatoria non aggiunge nulla in termini di sicurezza e di maggior fluidità del traffico. Anzi è un progetto irragionevole se si tiene in considerazione il fatto che in questo modo si susseguiranno ben tre rotonde nel giro di circa 250 metri. Attraverso indicazioni di direzione obbligatoria, utilizzando la rotatoria, comunque prossima a S. Giovanni, intersezione fra via Manin, Veneto, Trieste ed Isonzo, potrebbe essere comunque adeguatamente regolamentato il traffico nell’intersezione Borgo S. Giovanni, Via Fondaco e Via Bon.

Questa rotonda risponde al nuovo piano del traffico voluto dalla Giunta Senatore; questo è il vero motivo per cui viene proposta la realizzazione di questa rotatoria che, secondo l’Amministrazione, riqualificherebbe il principale nodo di accesso da sud al centro storico. Reputiamo invece questa costosa OPERA NON NECESSARIA ed aggravante gli EFFETTI NEGATIVI del nuovo piano del traffico che abbiamo già avuto modo di rappresentare,

quali il traffico di attraversamento che da Borgo S.Giovanni porta a Borgo S.Nicolò, la creazione del ring all’interno del centro storico che da Borgo S.Giovanni porta a Borgo S.Agnese attraverso via Martiri, Garibaldi e Cavour, l’abbassamento radicale della vivibilità e della godibilità di Borgo S.Giovanni, il pericolo aumentato per i pedoni ed i cicli, i soggetti deboli della viabilità, il carico di traffico significativo in un area fragile e di pregio architettonico e storico.

Del resto i cittadini hanno avuto modo di constatare come la delicata e pregiata pavimentazione di Borgo S. Giovanni sia già ampiamente danneggiata.

La rotatoria di Borgo S.Giovanni e un progetto sul quale in Consiglio Comunale esprimeremo un convinto voto negativo.

comunicato_stampa_41_rotonda_s_giovanni_010916