Portogruaro ha bisogno di un cambio di passo che la Giunta Senatore non riesce a fare.

Marco Terenzi
Marco Terenzi

Marco Terenzia A proposito del Consiglio Comunale tenutosi in data 28 luglio 2016 in materia di equilibri di bilancio e di verifica dello stato di attuazione dei programmi, dichiara:

“Portogruaro ha bisogno di un cambio di passo che la Giunta Senatore non riesce a fare.

Dal punto di vista dello stato di attuazione dei programmi dell’Amministrazione registriamo invece una “calma piatta”. Molti sono gli obiettivi ed attività di tipo permanente e ripetitivo, obiettivi ed azioni importanti, che riguardano la missione istituzionale del Comune, ma che parlano solo di ordinaria amministrazione e di situazione routinaria.  Ma pochi gli obiettivi e le attività che assumono la fisionomia di programmi e progetti riferiti ad infrastrutture, all’innovazione sociale, alla promozione di iniziative imprenditoriali sebbene la Giunta Senatore abbia fatto, di quest’ultima, una bandiera.  Anzi a riguardo, dalla ricognizione delle azioni rispetto agli obiettivi ed ai programmi dell’Amministrazione, emerge un’azione della Giunta senza nessuna visione strategica e che peraltro non ha utilizzato al meglio i provvedimenti del Governo Renzi sull’allentamento del patto di stabilità che avrebbero consentito di investire l’avanzo di amministrazione in misura ben maggiore di quanto si sia fatto.

Inoltre nessuna misura di incentivazione fiscale per famiglie numerose o per imprese, in particolare sgravi fiscali ai proprietari per abbattere i canoni di affitto per i commercianti in particolare del centro storico. Nessuna certezza per la cultura; anzi continuano le incomprensibili e preoccupanti dichiarazioni dell’esecutivo sul futuro della Fondazione S.Cecilia che aggiungono incertezza ad incertezza; l’ambiente è completamente dimenticato. Nessun intervento di ammodernamento della strutture intermodali (es. Interporto, realtà significativa per l’intero comprensorio e per il Veneto Orientale) né progettualità innovative sul PIP di Noiari o su Polins e l’area ex ENI. Infine per le frazioni nessuna opera di riqualificazione finalizzata all’aggregazione sociale; ad esempio viene stoppato il progetto di riqualificazione della ex scuola elementare di Lugugnana destinata dalla precedente amministrazione ad ospitare servizi alla persona.
Continua per la Giunta Senatore la difficoltà a concretizzare azioni e programmi di rete con altre istituzioni o con altri articolazioni sociali, soprattutto entro il perimetro della Città Metropolitana.

Esistono le dichiarazioni di intenti o di interesse su distretti turistico e commerciale e riqualificazione contro la desertificazione commerciale del centro storico; mancano, al momento, le linee operative, le azioni concrete, le risorse stanziate.
Cogliamo infine una certa ritrosia politica della maggioranza di centrodestra ad assumere iniziative progettuali dirette e persuasive per la valorizzazione dell’Area Omogenea del Veneto Orientale; il Veneto Orientale deve fare massa critica e ritrovarsi sul piano socio-economico, formativo, culturale ed istituzionale, con un rinnovato protagonismo di Portogruaro e di S.Donà di Piave Pn e deve posizionarsi unito nell’ambito della Città Metropolitana, anche per rafforzare il suo potere contrattuale.
Portogruaro ha bisogno di un cambio di passo che la Giunta Senatore non riesce a fare.”
Il Capogruppo Gruppo
“Centrosinistra Più Avanti Insieme”

Marco TERENZI

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PROFUGHI …… PROBLEMA APERTO !

Un tema ancora “ indigesto “

Prefetto Domenico Cuttaia
Prefetto Domenico Cuttaia

Parole dure come pietre, quelle pronunciate dal prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia, pochi giorni fa in occasione di un incontro organizzato – in riva al Lemene – dalle organizzazioni di volontariato del Portogruarese sull’accoglienza nel nostro territorio dei richiedenti protezione internazionale. Praticamente assenti gli amministratori pubblici. Ha parlato di esperienza positiva da divulgare, di accoglienza diffusa, di serena realizzazione. Ha bacchettato – senza mezzi termini – quanti invece si girano dall’altra parte perché, così facendo, finiscono per aggravare i problemi non rispettando la dignità umana e le stesse leggi del nostro Paese, in primis la Costituzione. Ha chiamato in causa tanti sindaci che non vogliono convincersi a collaborare, aspettando ordini dall’alto o peggio creando pretesti e motivazioni di diniego non sempre condivisibili. Del resto non mancano, quasi quotidianamente anche dalle nostre parti, episodi che si prestano ad alimentare polemiche pretestuose e feroci invettive contro ogni tentativo di integrazione. Per non parlare poi della scorretta e non veritiera interpretazione dei costi ( i famosi 35 euro giornalieri per ogni richiedente asilo) che non sono a carico dei bilanci comunali. Tutti elementi che producono tensione e paura per un fenomeno che, se non gestito correttamente, può generare seri problemi, anche di convivenza, fomentando nel contempo un clima di malumore, di ostilità e di diffidenza. Un argomento che tocca da vicino la politica e quel che resta dei partiti, ma anche certi cronisti che senza mezzi termini rincarano la dose invitando alla “ ribellione “ non solo culturale. Per non parlare del web, dove si può leggere di tutto all’insegna di uno slogan ormai abusato: cosa vengono a fare qui, stiano a casa loro ! Serve ormai più moderazione e senso del limite. Il fenomeno è complesso e non può essere certo affrontato con il buonismo, l’ingenua dabbenaggine o peggio con superficiale ipocrisia. L’accoglienza deve essere prima di tutto riconoscimento dell’altro come persona, deve intendersi e declinarsi come apertura, protezione del debole, aiuto in caso di bisogno. Un precetto umano e cristiano. Su questo humus è cresciuto il cittadino europeo, ereditandolo dalle grandi civiltà, anche se oggi non ci sentiamo più accompagnati nel nostro desiderio di vita pacifica, in cui i diritti autentici non restino sulla carta, ma diventino libertà effettive. La politica non aiuta più la società civile a dare senso al proprio camminare. Non è certo invitando ad armare la polizia municipale che si risolvono, dal basso, certi problemi legati ad episodi di violenza o di mancata integrazione, soprattutto tra le giovani generazioni. Si invocano, nel contempo, azioni di carattere culturale ed educativo, senza però indicare chiaramente attraverso quali soggetti, strumenti ed investimenti. Sarebbe grave e scorretto approfittare dell’incertezza o di momenti di tensione sociale. Dobbiamo essere sempre pronti, insieme, a difendere democraticamente i nostri valori, soprattutto aiutando chi è nel bisogno e nel saper anche accogliere chi è in difficoltà e scappa da aberranti realtà di guerra e miseria, prendendo, nel contempo, le dovute misure per la nostra sicurezza. E’ chiaro che la questione passa sopra le nostre teste e chiama in causa prima di tutto le politiche europee, ma è tutto un altro discorso. Dobbiamo invece insistere nel chiederci perché, a livello di opinione pubblica e di cittadinanza attiva, il più delle volte si discuta e ci si scontri sui grandi temi del terrorismo, delle tragedie dei migranti e dei profughi, senza aver prima approfondito e studiato questi epocali fenomeni. Bisogna e urge conoscere, a mente e cuore sgombri da ogni macchia di pregiudizio o presunzione, per concorrere ad avere una visione umana e cristiana delle cose, capace di non farci rinchiudere in una polemica fine a se stessa o in un generico buonismo. Non si può, ancor peggio, far finta di niente e non vedere quanto oggi ci accade attorno, anche dalle nostre parti. Ecco allora il punto centrale, eminentemente culturale, dell’intervento del prefetto Cuttaia a Portogruaro dinanzi ad una limitata platea che forse già incarna, ricordando don Lorenzo Milani, il motto “ I care “, vale a dire mi interessa, mi sta a cuore. Credo questa sia la strada che tutti noi, le nostre comunità civili e parrocchiali debbano percorrere, se non vogliamo rischiare che le nostre coscienze singole e collettive ( oggi piuttosto confuse e smarrite ) rimangano mute ed insensibili di fronte ad una tragedia epocale che chiede, con forza, risposte degne dell’uomo e, per i credenti, del Vangelo. A cominciare dalle piccole cose, come riuscire a dare ospitalità, trovare un locale idoneo dove poter svolgere un servizio, come la mensa solidale, per la distribuzione di pasti caldi grazie alle vivande eccedenti delle mense scolastiche. Un’ esperienza che sta maturando – in diverse località del nord est – a favore di chi è in difficoltà, non solo stranieri, perché la crisi ha colpito duro anche tante famiglie nostrane. Non sempre tutto fila liscio, perché – anche a Portogruaro – non mancano le difficoltà, spesso dettate da chiusure e diffidenze. Ecco perché il grido “ I care “ è attualissimo, perché – sempre di più – sta avanzando una cultura che fatica a servirsi del pronome NOI e si ferma all’ IO. In tempi di grande emergenza, come gli attuali, non ci si può più fermare alla logica giuridico-economico-politica, ma bisogna andare oltre e così saper incontrare l’uomo, imparando – prima di tutto – ad ascoltare.

Gigi Villotta

foto pagina internet Mensasolidale Portogruaro
foto pagina internet Mensasolidale Portogruaro

http://www.mensasolidale.altervista.org/index.php/il-progetto/istruzioni-per-l-uso

http://www.mensasolidale.altervista.org/index.php/il-progetto/manifesto

Commissione Cultura del 19 07 2016 su “Santa Cecilia”: Dichiarazione del Gruppo di Centro Sinistra “Più Avanti Insieme”:

2^ Commissione Cultura , Consiglio Comunale di Portogruaro -19 luglio 2016
Dichiarazione del Gruppo di Centro Sinistra “Più Avanti Insieme”:

“Il nostro ringraziamento innanzitutto ai componenti del precedente C.d.A. che hanno lavorato bene, con grande professionalità, abnegazione e passione.

Auguriamo buon lavoro ai neo eletti componenti del C.d A. a favore della Fondazione e dei cittadini di Portogruaro, affinchè le iniziative che intenderanno programmare nell’ambito della cultura musicale possano confermare, se non implementare, quanto di buono già fatto dalla passata direzione amministrativa e culturale.

Le ragioni della richiesta di convocazione della 2^ commissione risiedevano nel clima di incertezza istituzionale, operativa e finanziaria che si è determinato con i ritardi delle nomine, a ridosso del Festival Musicale Internazionale, dell’apertura della scuola di musica e della stagione teatrale.

Non possiamo non dire che ritardi e clima di incertezze nei confronti della Fondazione sono stati generati anche in nome della verifica della partecipazione economica alla stessa da parte dell’Amministrazione, che ha messo il precedente Consiglio di Amministrazione, che pure aveva operato bene, nelle condizioni di doversi dimettere.

Non ha aiutato, a nostro modo di vedere, la scelta di ridurre le risorse destinate alla cultura.

Appurato che, da un lato, il bilancio dell’amministrazione della Fondazione è risultato regolare e coerente con gli obiettivi indicati e dall’altro che, i tagli alla cultura non sono giustificati dalla situazione finanziaria ed economica del Comune che è solida e produce avanzo, si pone oggi il tema della Convenzione e delle prospettive istituzionali.

Certezze finanziarie e prospettive istituzionali sono correlate.

Sulle prospettive istituzionali conta il ruolo significativo che intende svolgere la Città Metropolitana nella gestione della Fondazione Musicale di Portogruaro, terza fondazione per importanza della Regione Veneto dopo quella di Verona e di Venezia.

Conta anche il possibile coinvolgimento nella gestione economica della Fondazione da parte di altri Enti e privati: prospettiva sorta recentemente con l’istituzione del Distretto Turistico che va incoraggiata, sviluppata e diffusa.

Chiediamo di conoscere pertanto la Convenzione, i suoi termini e se la Città Metropolitana di Venezia ha assunto le determinazioni di sua spettanza.

Circa i progetti, la programmazione e l’implementazione delle attività culturali e musicali della Fondazione, ribadiamo che nell’ambito della didattica musicale è necessario dare garanzia economica alla scuola di musica e sicurezza agli studenti, alle loro famiglie, ai collaboratori e dipendenti (ricordiamo che centinaia sono gli studenti che provengono dal vicino Friuli); è indispensabile coniugare l’immagine di una città d’arte come Portogruaro con la sua vocazione musicale per attrarre maggiori finanziamenti degli sponsor e confermare i corsi di perfezionamento estivi che continuano ad attrarre studenti da molte parti d’Europa e d’Italia.

Portogruaro ed il suo Festival Internazionale di Musica è diventato un punto di riferimento culturale fondamentale nel panorama dei festival nazionali con importanti ricadute anche di ordine economico per la città intera che, pertanto, deve integrarsi con le offerte turistiche che questo territorio può offrire, se adeguatamente valorizzato. Il richiamo al Distretto Turistico è voluto e necessario.

La città di Portogruaro è dotata di un Teatro e la Fondazione Musicale Santa Cecilia, come non molte altre, può contare su questa dotazione per arricchire ancora di più la sua produzione culturale attraverso l’organizzazione della stagione teatrale che negli ultimi anni ha costituito per la città ed il suo territorio circostante luogo di espressione artistica e di aggregazione, mantenendo brillanti risultati di botteghino.

Per il gruppo consigliare di Centro Sinistra “Più Avanti Insieme” sarà importante garantire alla Fondazione la sicurezza sul piano economico e finanziario, incoraggiandone lo sviluppo ed il consolidamento delle diverse attività anche grazie alle collaborazioni sorte con Enti ed Associazioni anche di oltre confine.”

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Fondazione Santa Cecilia :Commissione convocata per il 19 07 2016 e intanto “Dipendenti senza stipendio e iscrizioni ancora bloccate”

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Il Gruppo in consiglio comunale di Portogruaro “Centro sinistra più avanti insieme” ha chiesto già il 3 luglio 2016 la convocazione della 2^ commissione cultura sul tema della Fondazione Santa Cecilia. La commissione  è stata convocata per martedì 19 luglio ore 18,30 . Conv. 2^ Com.Cons 19 07 2016
A tutt’oggi infatti, la Fondazione si trova in uno stato di grande incertezza istituzionale, operativa e finanziaria, senza Presidente e con un C.d.A. incompiuto , con le attività del Festival Musicale estivo, della scuola di musica e della stagione teatrale alle porte.
Solo Giovedì 14 luglio la Città Metropolitana ha nominato i membri del CdA di sua competenza.

A nostro modo di vedere la giunta Senatore è stata incerta e ha avuto risultati pessimi, sintetizzabili nel titolo dell’articolo della Nuova Venezia del 16 07 2016

….Dipendenti senza stipendio e iscrizioni bloccate….”

Partecipazione al lutto cittadino di Cordovado

Ci associamo alle Paroledi MArco Terenzi:

“Comunichiamo che in data 8 07 2016 , a nome del Gruppo Consiliare “Centrosinistra Più Avanti Insieme” di Portogruaro , ho inoltrato al Sindaco del Comune di Cordovado, Francesco TONEGUZZO, una nota di partecipazione al lutto che ha colpito la famiglia TONDAT e che sta attraversando l’intera comunità di Cordovado.
Martedì sera u.s., insieme alla Sindaco ed all’Amministrazione di Portogruaro, abbiamo partecipato alla veglia di preghiera ed alla fiaccolata per onorare la memoria di Marco Tondat, barbaramente assassinato a Dacca, nel Bangladesh e di tutte le vittime del terrorismo e per manifestare affettuosa vicinanza e solidarietà umana alla sua famiglia. Non di meno la moltitudine di persone presenti ha voluto attestare il valore assoluto della vita umana e della sua inviolabilità, su cui si fonda la nostra democrazia ed ogni comunità civile nel segno della convivenza e della pace.
Il male assoluto ha colpito un uomo, un imprenditore, la sua famiglia, l’intera comunità di Cordovado. Nessuna radice religiosa può essere richiamata. L’insensata e disumana violenza è bestemmia nei confronti del Dio delle grandi religioni monoteistiche che ha creato la vita e che chiede agli uomini stessi di rispettarla radicalmente, vivendo da fratelli.
Allo stesso modo abbiamo inteso confermare l’impegno solidale ed irrevocabile a favore della vita, della democrazia e della pacifica convivenza e l’auspicio che l’azione multilaterale della Comunità Internazionale possa contrastare e sradicare ogni forma di terrorismo e fermare i conflitti, intraprendendo sentieri di pace, giustizia e di convivenza.”

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POCO FUMO …. TANTO ARROSTO !

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Coltivare assieme la “ nostalgia di sognare “

Il titolo riassume bene quanto vissuto domenica scorsa, 3 luglio, a Giussago (Ve) alla “Festa Democratica”. Il fumo proveniente dalle griglie roventi era vero e, spinto da un vento birichino, rincorreva gli astanti, venuti sì per gustare le specialità culinarie, ma molti anche per sentire una ospite di eccezione. Era stato infatti organizzato un incontro con Cècile Kyenge, nativa del Congo, eurodeputata e già ministro per l’integrazione del governo Letta.

Una testimonianza “ in diretta “ davvero molto ricca e convincente attorno ai grandi temi del terrorismo, delle migrazioni e dell’integrazione, resi ancor più caldi dagli ultimi gravi episodi successi a Dacca. Una donna coraggiosa, la cui storia personale è di per sé un prodromo di quanto oggi stiamo vivendo. Sotto scorta, gira l’Italia per raccontare e soprattutto cercare di fare chiarezza su alcune “verità” che vengono spacciate per tali, ma che sono invece il frutto di grossolane ignoranze, di furbesche manipolazioni e di pesanti pregiudizi. Temi certo non facili, assai complessi per i mondi che coinvolgono, ma assolutamente non eludibili perché ormai toccano da vicino la nostra stessa vita.

Due ore di dialogo/confronto, lineare ed aperto, con i cittadini presenti, anche sui temi pratici dell’accoglienza nelle comunità locali. Praticamente assenti gli amministratori pubblici ( c’era un solo sindaco ), a riprova che le occasioni per confrontarsi su argomenti di stretta attualità e pregnanza ci sono (anche con autorevoli interlocutori), ma molto ancora dipende dal “ colore “ di chi organizza. La Kyenge ha spaziato molto, inserendo le diverse problematiche in una sorta di “decalogo”, ma alcuni suoi passaggi meritano di essere richiamati ed approfonditi. Siamo entrati ormai in una nuova fase della guerra al terrorismo. Una guerra che non si può combattere sul terreno, né si può vincere con obiettivi mirati e metodi anche sofisticati. Il vero nodo sono il fiume di denaro e la capillare propaganda attraverso internet che invogliano e reclutano sul campo sempre nuovi “ macellai e tagliagole “. Il confine fra libertà di culto e libertà di incitare all’odio contro l’infedele diventa ogni giorno più labile.

In questo contesto di paure ed incertezze il fenomeno migratorio fa ancora più paura, con conseguenze politiche difficilmente decifrabili, come recentemente avvenuto in Gran Bretagna e con quanto potrà accadere con le consultazioni popolari del prossimo 2 ottobre in Ungheria e in Austria. Bisognerà tornare al più presto all’Europa solidale dei valori, superando gli egoismi nazionali basati sui parametri finanziari. Non saranno certamente i nuovi muri o il filo spinato – che il vecchio continente sta rispolverando – a bloccare l’irreversibile flusso di profughi e disperati via terra e via mare. Come del resto rimane vuoto ed inefficace lo slogan “ aiutiamoli a casa loro “. Proprio su questo concetto la Kyenge, rivolgendosi direttamente ai presenti, ha chiesto quanti fossero sprovvisti di telefonino, oppure quante volte genitori e nonni non pensino di far felici e rendere più moderni i propri figli o i nipoti regalando loro dei cellulari, videocamere e videogiochi di ultima generazione. Un chiaro invito a riflettere. Qualcuno si è mai fermato a pensare quanto costino realmente quegli oggetti (diventati per noi così normali ), non in termini di denaro, ma di vite umane e distruzione? Tutto dipende dal coltan, una sabbia nera, leggermente radioattiva, da cui si estrae il tantalio, un metallo raro che viene usato nell’industria della telefonia mobile e dei computer, perché aumenta la potenza degli apparecchi riducendone il consumo di energia. L’ 80% di questa risorsa mineraria viene estratta nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, diventata nel tempo una vera “miniera d’oro “ per le multinazionali, ma anche una sorta di terra di nessuno dove prevalgono le guerriglie per il controllo del territorio e così favorire il mercato clandestino. Tra disgrazie nello scavare, spesso a mani nude anche da parte dei bambini, e le guerre per l’accaparramento del coltran, finora si contano milioni di morti, con buona pace di chi ne approfitta e fa finta di niente. Ecco allora sfatato il pensiero di quanti ritengono che molte guerre in Africa siano causate da conflitti tribali, non è così. Economia ed ambiente, mettendo al centro la persona, tornano – di prepotenza – in primo piano. Recentemente come I.E.I.C.P. ( Incontri Ecclesiali di Impegno Civile e Politico ) di Portogruaro abbiamo voluto approfondire questi fondamenti attraverso lo studio della Laudato Sì di papa Bergoglio e i documenti della Cop 21 di Parigi. Si parla di un nuovo tempo, di accordi globali per lo sviluppo sostenibile, di sforzi negoziali per l’ambiente. Tutto vero, senza però dimenticare un dato davvero agghiacciante. Secondo l’ultimo rapporto di Global Witness sono poco meno di duecento nel 2015 le persone uccise perché pacificamente proteggevano le foreste, i fiumi e la terra. Un numero in costante aumento, soprattutto tra gli indigeni, che interessa ben 16 Paesi, in gran parte tra America Latina e Africa Equatoriale. Diventa allora lecito chiedersi chi deve farsi carico della sofferenza umana di queste vittime o domandarsi dove si collocano i diritti umani dei nuovi popoli, che qualcuno definisce “trasversali “ ? Serve forse un cambiamento di rotta attraverso un ripensamento e un’integrazione del diritto ? Come dice bene il segretario generale del tribunale permanente dei popoli, urge ripartire dalla Dichiarazione universale dei diritti umani precisando bene la necessaria interrelazione tra diritti fondamentali di ciascuno e i diritti di tutti, tra individualismo e universalismo. Basta questo per sentirsi interpellati ed agire, ognuno nel proprio ambiente e secondo le proprie possibilità, per tentare di dare ancora gambe alla speranza in un panorama, purtroppo contrassegnato da desolanti negatività. Proviamo invece a coltivare insieme la “nostalgia di sognare “, anche per contrastare e soprattutto distinguerci – culturalmente ed eticamente – da quanti, con arroganza, continuano a postare sul web “ negri “ con una banana in mano o peggio colpire a morte epitetando la vittima come “scimmia africana”!

Gigi Villotta

Gruppo Centro Sinistra richiede urgente Riunione Commissione Cultura su Fondazione Santa Cecilia

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Il Gruppo in consiglio comunale di Portogruaro “Centro sinistra più avanti insieme” ha chiesto già il 3 luglio 2016 la convocazione della 2^ commissione cultura sul tema della Fondazione Santa Cecilia.

A tutt’oggi infatti, la Fondazione si trova in uno stato di grande incertezza istituzionale, operativa e finanziaria, senza Presidente e con un C.d.A. incompiuto , con le attività del Festival Musicale estivo, della scuola di musica e della stagione teatrale alle porte.

qui sotto il link alla richiesta di Convocazione

FMSC – Richiesta convocazione 2^ commissione luglio 2016

 

La Fondazione Santa Cecilia si trova nel pieno dell’incertezza

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Ancora una volta Marco Terenzi si vede costretto ad intervenire sulla sulla FONDAZIONE SANTA CECILIA, ecco la sua dichiarazione odierna :

“Apprendiamo dalla stampa che a distanza di mesi, ormai, permangono preoccupanti incertezze circa la gestione della Fondazione S. Cecilia. La Città Metropolitana di Venezia non ha ancora assunto le determinazioni di sua spettanza per ciò che attiene la sottoscrizione della convenzione, alla base della futura attività della Fondazione stessa, né ha espresso le nomine di sua competenza per il rinnovo del CdA.
La Fondazione si trova così nel pieno dell’incertezza istituzionale, operativa e finanziaria con le attività del Festival Musicale estivo, della Scuola di musica e della stagione teatrale alle porte. Si continua a generare, inspiegabilmente, incertezza ed esitazione intorno alla Fondazione soggetto che dovrebbe essere concretamente incoraggiato e tutelato e che avrebbe dovuto essere messo, da tempo, nelle condizioni di piena operatività per poter adeguatamente programmare e realizzare la sua qualificata attività, svolta in favore di giovani e famiglie del mandamento.
Confermiamo come la Giunta Senatore si sia dimostrata timida ed incerta nell’ambito della cultura, operando tagli nelle risorse non giustificati dalla situazione economica e finanziaria del Comune che come abbiamo visto risulta essere solida, producendo avanzi di amministrazione; è una questione di priorità della Giunta Senatore che noi non abbiamo condiviso e continuiamo a non condividere.
Non solo ma ha contribuito a generare questo clima di incertezza e di aleatorietà intorno alla Fondazione che ha messo il precedente Consiglio di Amministrazione, che pur bene aveva operato, nelle condizioni di doversi dimettere. A suo tempo avevamo chiesto al Sindaco di respingere le dimissioni e di confermare il CdA nella pienezza dei suoi poteri, almeno fino alla conclusione di questo delicato momento di passaggio e di transizione istituzionale, che coinvolge la Città Metropolitana e dunque la Fondazione. Ancora una volta non siamo stati ascoltati; ora ci ritroviamo con una parte del precedente Consiglio che ha dato le dimissioni, compreso il Presidente; un membro del precedente Consiglio che non si è dimesso; due membri del nuovo Consiglio che sono stati nominati dal Comune di Portogruaro e che hanno accettato la nomina; e due membri del CdA che devono essere ancora nominati dalla Città Metropolitana, ancora in carenza – peraltro – della sottoscrizione dell’atto convenzionale che rinnovi il comune impegno della Città di Portogruaro e della Città Metropolitana intorno alla Fondazione.
Le precedenti Amministrazioni hanno giustamente garantito alla Fondazione la sicurezza sul piano economico e finanziario ed incoraggiato lo sviluppo ed il consolidamento delle diverse attività nella consapevolezza del valore e della qualificazione di questa realtà che appartiene alla storia, al presente ed al futuro di Portogruaro, del suo mandamento e dell’intera Città Metropolitana. Chiediamo che l’Amministrazione Senatore, nell’interesse della collettività, rimuova rapidamente, insieme alla Città Metropolitana, ogni condizione di incertezza e di aleatorietà intorno alla Fondazione S. Cecilia, garantendone l’operatività e ponendo le premesse per la continuità della sua qualificata attività. Vogliamo ricordare ancora una volta che la Fondazione S. Cecilia è la terza Fondazione Musicale della Regione Veneto dopo le Fondazioni Fenice ed Arena di Verona.”

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http://www.cittaxuomo.eu/tagli-non-giustificati-per-la-cultura-e-per-la-stagione-teatrale-2016-2017/

http://www.cittaxuomo.eu/dal-1838-la-fondazione-s-cecilia-e-un-bene-prezioso-per-il-veneto-orientale-ed-i-comuni-turistici/