DOPO 4 MESI e 324.000 EURO , QUALI SONO I RISULTATI DELLA “NUOVA VIABILITA’” IN CENTRO STORICO ?

-Dopo quattro mesi di “sperimentazioni” viabilistiche si può fare un primo bilancio dei risultati raggiunti con la “nuova” viabilità nel centro storico.

RICORDIAMO le dichiarazioni del Sindaco M.T. Senatore, riportate dalla stampa locale, nel settembre scorso:

…proposta semplice e incontestabile….totalmente in house (in casa)…..a costo zero…in assoluto..”

CONSTATIAMO invece che questa Amministrazione ha speso e spenderà soldi dei cittadini per:

> nuova segnaletica € 32.000

> incarichi professionali € 56.500

> riduzione introiti park € 52.000

> esecuzione rotatoria ex Pilsen € 184.000

risorse pubbliche impegnate 324.000 EURO

CONSIDERIAMO

> i danni ( non calcolabili nel breve periodo) ai beni monumentali e storici della città, in

particolare la torre di S.Giovanni e la torre ed il ponte di S. Gottardo, provocati dalle vibrazioni

delle migliaia di automezzi al giorno;

> l’inquinamento atmosferico a persone e cose;

> i rischi a pedoni e ciclisti nei punti critici.

RISULTATI PER LA CITTA?   

NESSUNO

PERCHE’?

> l’economia delle attivita’ commerciali è rimasta ferma, anzi alcuni negozi hanno chiuso;

> lo spostamento del mercato ortofrutticolo del mercoledì ha ridotto l’affluenza dei consumatori

causando il 40% di minor fatturato;

> la tanto decantata maggiore fruibilità del centro è sotto gli occhi di tutti ( rallentamenti,

interferenze tra percorsi pedonali e viabilistici, minore sicurezza)

TUTTO QUESTO, COMPRESE LE RISORSE IMPIEGATE, HA MIGLIORATO LA VIVIBILITA’ E LA FRUIZIONE DEL CENTRO STORICO COME BENE CULTURALE, STORICO DELLA COMUNITA’ ?

PER NIENTE

PRENDIAMO ATTO CHE

> l’indagine commissionata dall’Amministrazione Comunale non fornisce dati sufficienti a

valutare la fluidità e le caratteristiche del traffico, non tiene conto del contesto sociale, non

tiene conto delle caratteristiche architettoniche e storiche della città;

> i dati forniti servono solo ad avallare una scelta, non a valutarla in tutti i suoi aspetti con serietà

e tenendo conto delle diverse aspettative ed esigenze che esprime la città

RISULTATI DELL’INDAGINE?

INUTILI

Dopo mesi di sperimentazione l’Amministrazione Comunale non sente l’esigenza:

> di confrontarsi con i cittadini,

> di rendicontare ai cittadini i risultati effettivi ottenuti ed i soldi spesi

> di aprire un pubblico dibattito su possibili scelte alternative

COINVOLGIMENTO E PARTECIPAZIONE?

ASSENTI

————————————–

LISTE DELLA COALIZIONE DI CENTRO SINISTRA:

-Lista PD

-CITTA’ PER L’UOMO

-PORTOGRUARO 2020

-ROSSOVERDI CITTA’ FUTURA.

Manifesto-Viabilità-modificato

LA EREDITA’ DI GIOVANI BRILLANTI

UNA GENERAZIONE ITINERANTE, MOBILE PER NECESSITA’ E DESIDERIO

L’università, anche a Portogruaro, va difesa e potenziata!

campus

Per i cristiani la Pasqua rappresenta l’apice, il fulcro del proprio credo. Non certo un rituale, ma una vera riscoperta della gioia della fede. Proprio in questi giorni, scanditi dai riti della settimana santa ( spesso ignorati o incompresi dagli stessi cristiani ) mi sono tornate in mente le parole del parroco di Fiumicello durante l’omelia ai funerali di Giulio Regeni, il giovane ricercatore barbaramente ucciso al Cairo. “ Giulio è entrato nella Resurrezione “, così si è espresso il sacerdote. Quasi a voler suggellare il bisogno di una quindicesima stazione nella via Crucis. Una riflessione sulle nostre fragilità, certo, ma che ci riconcilia con le nostre ferite e può renderci capaci di vedere una speranza oltre ogni sofferenza. Bisogna necessariamente uscire dal ripiegamento su noi stessi, rendendoci conto che il mondo che ci circonda è più grande di noi e che abbiamo doveri più che diritti nei suoi confronti. Come dire che senza giustizia non si può costruire la pace. Siamo uomini e donne che abbisognano sempre di giustizia e verità. Sono passati pochi mesi dai funerali di Valeria Solesin e Giulio Regeni, due cerimonie molto differenti, come diversi sono stati i luoghi e le modalità con cui hanno trovato la morte. Entrambi però appartengono ad una generazione cui dobbiamo sentirci in debito. Comprese le sette giovani italiane ( oltre a quelle di altra nazionalità ) del progetto europeo Erasmus stroncate, pochi giorni fa, lungo l’autostrada da Valencia a Barcellona, causa incidente stradale. In debito? Certo, anzitutto perché, a differenza di tanti ventenni rassegnati che non studiano e non si formano, ci sono ventenni che si mettono in gioco e non si crogiolano in piagnistei o sterili pretese. Sono tempi duri e la generazione del precariato ha indubbiamente scarse opportunità, ma non bisogna arrendersi e dunque cercare strade nuove in un mondo ormai globalizzato. Vale sia per lo studio che per il lavoro. Tante storie di giovani coraggiosi che hanno in comune l’amore per la libertà e la scoperta, per il sapere e la conoscenza, senza sottacere come, per una grande maggioranza, riescano poi a mettere i propri “ talenti ” a servizio del bene comune. Giovani pieni di ideali e molto concreti, con radici salde e valori forti, che hanno e sanno approfittare delle frontiere aperte nel campo della formazione e dello sviluppo. Basti seguire le varie iniziative dell’IRSE (Istituto regionale di studi europei) di Pordenone, a noi vicino, per rendersene conto. Dalle tante testimonianze emerge, in maniera forte, come il legame con le proprie radici non impedisca affatto, anzi stimoli di più la possibilità concreta di far maturare” i propri frutti “ in altri climi ed in altri contesti. Sono scelte precise che aprono orizzonti e danno senso ad una esistenza, senza nascondere precarietà e problemi legati spesso a condizioni difficili, magari in Paesi dove la democrazia e la giustizia stentano ad imporsi. Si possono allora aggiungere anche tante belle pagine di volontariato giovanile in terre dove lo sviluppo sociale, culturale ed economico tarda ancora ad arrivare. Certo si corrono anche dei rischi, talora pesanti, ma sono rischi professionali senza i quali il lavoro della ricerca e della testimonianza non hanno senso ed utilità. C’è consapevolezza in questo, lo hanno scritto e testimoniato più volte, dimostrando grande maturità. Siamo dunque in debito nei confronti della generazione di italiani che oggi hanno più o meno di trent’anni, perché – lo ammetto per primo – li conosciamo poco, nel senso che non bastano le statistiche per farci capire i drammi e le fatiche di tanti giovani colpiti dalla crisi che magari finiscono ai margini di mondi e professioni divenuti oggi inacessibili. Per non parlare delle famiglie di appartenenza che se ne devono far carico e non solo economicamente, perché certe insidie del mondo moderno portano a forme di dipendenza spesso drammatiche. Ecco tornare l’irrisolto problema di come e dove investire per invertire la rotta. Si parlava prima di statistiche e queste, riguardo l’università e la ricerca scientifica, risultano davvero poco rassicuranti, secondo quanto emerso anche nell’ultima conferenza dei rettori, tenutasi alcuni giorni fa a Milano. Infatti il nostro Paese ha il numero di laureati più basso d’Europa (il 17 % rispetto alla media Ue del 32% ) e investe meno di tutti nella ricerca ( appena 109 euro per abitante rispetto ai 304 euro di Francia e Germania) con una riduzione di fondi negli ultimi sette anni di quasi il 10%. Un altro dato che deve far riflettere è la dispersione: negli ultimi cinque anni su 1,7 milioni di studenti universitari se ne sono persi 130 mila, mentre su 60.000 tra docenti e ricercatori se ne sono andati in 10.000, registrando nel contempo anche una riduzione di ben 5.000 tra i neo dottori di ricerca. Un pesante depauperamento, indubbiamente. Si impone un piano straordinario per rilanciare subito il sistema universitario, perché, secondo quanto sostengono autorevoli specialisti, ne va della ripresa di tutta la nostra economia, compresa quella dei territori dove le attività universitarie si svolgono. Ecco perché l’esperienza della Portogruaro Campus in riva al Lemene non solo va capita, ma difesa e potenziata. Non certo a parole, ma con i fatti. Bisogna crederci, come avvenuto recentemente con la Ca’ Foscari Challenge School che proprio a Portogruaro ha lanciato dei master di primo livello in “ Management dell’innovazione sociale strategica” riservata a laureati, in ambiti economico-statistico, politico-sociale e giuridico. Una proposta di grande spessore che speriamo trovi i necessari supporti e consensi per potersi concretizzare. Una iniziativa in più per creare individui più liberi e più forti.

Gigi Villotta

campus 2index

Documento tecnico per L’ANALISI DELL’IMPATTO VIABILISTICO ?

Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI in relazione alla presentazione in sede consiliare dei Documento tecnico predisposto dal pool di tecnici incaricati dal Comune per l’analisi dell’impatto generato dalla nuova viabilità e sugli effetti delle vibrazioni sulle torri ha dichiarato:

“In data 14 marzo, a Commissioni 1^ e 6^ riunite, è stato presentato il Documento tecnico predisposto dal pool di tecnici incaricati dal Comune per L’ANALISI DELL’IMPATTO VIABILISTICO a seguito delle modifiche alla viabilità nel centro storico della città decise dalla Sindaca Senatore e dalla sua maggioranza. Andando subito alle CONCLUSIONI Il documento afferma come il nuovo assetto viabilistico rappresenti, in termini generali, un miglioramento rispetto alla situazione precedente. Abbiamo chiesto in sede di commissione: MIGLIORAMENTO RISPETTO A COSA?

Si dice, in termini generali, per una più facile accessibilità al centro storico e per una riduzione della lunghezza media dei tragitti con accesso al centro anche da sud. Conclusione a nostro avviso scontata dato che l’amministrazione precedente, in effetti, aveva inteso limitare l’accesso delle autovetture al centro storico, scoraggiandone l’utilizzo per la vivibilità, la valorizzazione e l’animazione del centro stesso. Si afferma inoltre che con la nuova viabilità i flussi circolanti rimarrebbero modesti; ma ancora una volta MODESTI RISPETTO A QUALI VALORI ED ENTITA’? Un conto sono i flussi medi di un normale e generico asse viario; un conto sono i flussi di traffico di una via all’interno di un centro storico che è caratterizzato da una sua rete urbanistica, da una sua specifica conformazione, da un suo pregio e da una sua fragilità.

Sugli EFFETTI DELLE VIBRAZIONI indotte da traffico stradale sulle torri antiche i tecnici, in sede di Commissione, non avrebbero individuato situazioni di pericolosità o danno per le strutture degli edifici. Ci riserviamo di esprimerci non appena saremo messi nelle condizioni di esaminare la relazione tecnica nel dettaglio. Sta di fatto che esiste il tema della fragilità delle suddette strutture, evidenziato anche dalla Sovrintendenza per i beni Architettonici Culturali e Paesaggistici di Venezia e dai danneggiamenti che si sono prodotti sulla pavimentazione di S. Giovanni e sul Ponte di S.Gottardo, le cui cause ed entità dovranno essere accertate.

Lo STUDIO NULLA DICE, invece, circa i flussi di TRAFFICO DI ATTRAVERSAMENTO, quello cioè parassitario che si genera negli assi viari principali del centro che la nuova viabilità ha trasformato in assi di attraversamento e di scorrimento in direzione sud-nord e nord –sud; NULLA DICE circa la FLUIDITÀ DEL TRAFFICO intorno al centro storico che con la realizzazione prevista della rotatoria in via Bon salgono a tre le rotonde consecutive nel giro di alcune centinaia di metri; NULLA DICE ancora circa la SICUREZZA con riguardo alla difficile convivenza tra autovetture pedoni e biciclette in particolare presso la Torre S.Giovanni; NULLA DICE infine sui LIVELLI DI INQUINAMENTO che viene generato con l’aumento dell’accesso e della frequenza delle autovetture nel centro storico. Queste problematiche non sono state oggetto di approfondimento perché non rientravano nel mandato assegnato dall’Amministrazione al pool di tecnici. Tuttavia restano da affrontare perché – fra l’altro – sollevate con sempre maggiore insistenza dai cittadini stessi.

Chiediamo ancora una volta che la Giunta Senatore affronti finalmente in modo adeguato e sistematico il delicato tema del PIANO URBANO DEL TRAFFICO. Cambi almeno metodo; allarghi la CONSULTAZIONE e completi gli ADEGUATI APPROFONDIMENTI TECNICI, sugli indirizzi, sugli impatti della nuova viabilità, in generale e sui beni architettonici in esso presenti, sul grado di inquinamento, sulla sicurezza e vivibilità del centro stesso.”

f.to Marco TERENZI

Cambiare rotta a partire dalla nostra comunità!

Questo bambino è nato ad Idomeni Grecia
Questo bambino è nato ad Idomeni Grecia

Questo bambino è nato ad Idomeni in Grecia, ai confini con la Macedonia, il girone infernale ai piedi del muro eretto dalle autorità macedoni, in cui sono ammassati i profughi che arrivano prevalentemente dalla Siria. Questo accade in Europa l’area socio-economica piu ricca e progredita del mondo!! C’è qualcosa di grave che non va in tutto ciò e che ci fa vergognare di essere europei e di vivere in un area del mondo che talora rivendica il radicamento della sua cultura nei valori cristiani. C’è qualcosa di grave che non va! Accanto alla vergogna dobbiamo testimoniare il desiderio di cambiare rotta a partire dalla nostra comunità. Forza e coraggio. Ne va della civiltà delle nostre comunità e dell’Europa!

Marco Terenzi

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dal 1838 la Fondazione S.Cecilia è un bene prezioso per il Veneto Orientale ed i Comuni turistici

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MARCO TERENZI in merito alle dimissioni del Presidente e del CdA della Fondazione Musicale S.Cecilia rilascia le seguenti dichiarazioni:

“Nel bel mezzo di un periodo di grave incertezza per la Fondazione Musicale S.Cecilia e per il futuro della sua qualificata attività nell’ambito musicale e culturale, a distanza di otto mesi circa dall’insediamento della Giunta Senatore, il Presidente Mulato ed il CdA, ad eccezione del consigliere designato dall’allora Provincia Lipani, hanno rassegnato le dimissioni a fronte della latente e sempre più evidente incertezza sulle prospettive future e sul versante finanziario e dell’atteggiamento di burocratico distacco della Giunta Senatore rispetto all’azione del Presidente stesso e dei suoi collaboratori.

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Concerto organizzato dalla Fondazione al Teatro Russolo

Al Presidente Mulato, all’intero CdA ed in particolare all’Amministratore Delegato Stefania Dreon il nostro plauso per la qualità e lo spessore delle iniziative intraprese dalla Fondazione nel campo musicale e della cultura in questi anni.

La Sindaco Senatore e la sua Amministrazione, anziché assumere esplicite e forti azioni politiche ed istituzionali nei confronti della Regione e della Città Metropolitana, la cui inerzia ad oggi rappresenta la principale causa della difficoltà finanziarie e di prospettiva della Fondazione stessa, ha inteso richiamare il Presidente ed il CdA della Fondazione sulla giustificazione dello squilibrio finanziario in questi ultimi anni che ha richiesto l’intervento del Comune.

Sebbene sia del tutto evidente, così come emerso anche nel dibattito consiliare, che lo squilibrio finanziario sia stato causato non dalla gestone ma dal progressivo ed inspiegabile disimpegno della Regione Veneto e successivamente dal mancato apporto finanziario della Città Metropolitana, che non ha ancora formalmente dichiarato le proprie intenzioni a riguardo, l’Amministrazione Senatore ha chiesto ragione della situazioni finanziaria della Fondazione medesima.

Il Presidente Mulato ha prontamente risposto inviando con la nota del 03/02 us una esaustiva, chiara e preoccupata relazione dalla quale si evince da una parte la necessità del rinnovo della convenzione decennale scaduta con la Città Metropolitana e dall’altra la conferma della causa degli squilibri finanziari degli esercizi precedenti, da ascrivere interamente alle decisioni assunte dalla Regione Veneto e dall’inerzia della Città Metropolitana che, ad oggi, non ha ancora provveduto ad erogare le risorse per le quali si era impegnata precedentemente la Provincia di Venezia, senza peraltro formalizzare, sul piano istituzionale, alcuna decisione. Infine nella relazione erano contenuti interessanti linee e criteri di indirizzo per il consolidamento futuro dell’attività della Fondazione.

Nonostante questa relazione la Sindaco Senatore ha dichiarato – inspiegabilmente – con nota formale dd. 17/02 us la sua insoddisfazione sui contenuti della relazione stessa, considerati non rispondenti alla richiesta formulata dalla Giunta e chiedendone ulteriore integrazione. A questo punto, data la delicatezza della situazione, chiediamo alla Sindaco di concludere l’esame della documentazione, respingere le dimissioni del Presidente e del CdA della Fondazione rinnovando loro la meritata fiducia e di attivare – invece – le necessarie iniziative affinchè la Regione Veneto e soprattutto la Città Metropolitana assumano le proprie responsabilità, insieme al Comune di Portogruaro ed ai soggetti privati intervenuti a sostegno delle attività della Fondazione stessa.

Ricordiamoci che la Fondazione S.Cecilia non è proprietà di una parte, ma è un bene prezioso per Portogruaro, per il Veneto Orientale ed i Comuni turistici, nonché per la Regione Veneto, essendo la stessa, per importanza, la terza Fondazione musicale della Regione dopo La Fondazione Fenice e la Fondazione Arena di Verona.”

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primo centenario Fondazione Santa Cecilia 16 06 1938

RICORDARE E’ UN DOVERE !

Noi siamo per quello che ricordiamo

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Auschwitz

Davvero, se ci pensiamo bene, noi siamo per quello che ricordiamo. Non bastano però le occasioni ufficiali per fare memoria e testimoniare valori e princìpi che nella storia – non molto lontana – sono stati vilipesi e calpestati. Come del resto ricordarsi dell’ universo femminile solo l’ 8 marzo – appena celebrato ( * ) – è davvero riduttivo, per non parlare delle varie feste del papà e della mamma, ormai ridotte ad icone commerciali. Ecco allora che ogni anno, nell’arco di una quindicina di giorni ( il 27 gennaio il Giorno della Memoria e il 10 febbraio la Giornata del Ricordo) , anche dalle nostre parti tante sono le iniziative proposte, al fine proprio di ribadire il concetto che abbiamo posto nei titoli.

Oltre alle manifestazioni istituzionali per la Shoah e l’Esodo giuliano, istriano, dalmata, non sono mancati, recentemente, altri appuntamenti importanti di approfondimento e conoscenza, come lo spettacolo teatrale “ Magazzino 18 “ con Simone Cristicchi andato in scena al Russolo di Portogruaro lo scorso 5 marzo o le testimonianze dirette di alcuni sopravissuti di quei tragici avvenimenti davanti ad attente platee di cittadini e studenti delle superiori portogruaresi. Potremmo anche aggiungere la proiezione del bellissimo film “ Il figlio di Saul “, alla fine di febbraio, con la riapertura (molto attesa! ) del cinema C a Concordia Sagittaria. Ci sono anche Istituti che, nell’arco dell’ anno, portano le scolaresche a visitare la Risiera di S.Sabba a Trieste o la foiba di Basovizza, perché i giovani vedano e tocchino con mano i luoghi dove la barbarie umana ha lasciato pesanti segni.

Tante occasioni dunque per riflettere, nella consapevolezza che non devono rappresentare “ riti stanchi “, ma un vero “risarcimento” alla memoria di quanti hanno pagato, anche con la vita, tragedie dolorosissime. La storia va però letta per quello che veramente è, i fatti vanno ricostruiti per quello che veramente sono stati. Non sono più accettabili omissioni o silenzi su errori o su responsabilità di singoli e di gruppi, non è più ammessa alcuna forma di giustificazionismo o peggio di revisionismo di parte.

Come vanno rigettate e perseguite tutte le volgari provocazioni di “ brutte mani “ , come anche avvenuto nella notte del 9 febbraio scorso nel parco della Villa comunale a Portogruaro, che imbrattano monumenti e cippi o lasciano in bella vista scritte deliranti, frutto solo di fanatiche ideologie. Tutti atteggiamenti e comportamenti da respingere con forza sul piano dell’etica, prima ancora che su quello politico.

Ricordare allora quanto accaduto non certo per favorire il rancore, ma per liberare sempre più la speranza in un mondo migliore. Un mondo che ormai ha superato i confini nazionali, spesso nel passato oggetto e teatro di tensioni e conflitti, per guardare e contribuire insieme alla costruzione di una identità europea consapevole delle guerre che l’hanno contraddistinta. Tensioni e conflitti che, purtroppo anche oggi, permangono sotto altre forme per la spinta di una tragedia umana che con l’esodo migratorio sta assumendo ogni giorno di più proporzioni bibliche.

Ancora una volta la Politica è chiamata a fare la propria parte, ma se prevarranno gli egoismi e gli interessi di parte allora le tragedie continueranno ed il passato non avrà insegnato niente.

Una scena del film di Gianfranco Rosi Fuocoammare.
Una scena del film di Gianfranco Rosi Fuocoammare.

Se Auschwitz è stata il cimitero dell’Europa di ieri, il Mediterraneo ( ** ) sta diventando il cimitero dell’Europa di oggi e di domani. Per questo ricordare è fondamentale, serve davvero una “memoria quotidiana”. Per ricordare però bisogna conoscere: senza la Storia (quella vera), senza il potere evocativo di questi grandi “drammi umani” la nostra cultura collettiva rischia davvero di perdere i riferimenti di un perenne “rimprovero”, di una vera “umiliazione “ della ragione. Ecco perché queste Giornate non devono essere o diventare “ riti stanchi”. Se vogliamo davvero che il linguaggio celebrativo metta efficacemente le parole di fronte ai fatti, non possiamo non augurarci una “ fusione di orizzonti “ tra passato e presente. Ne va del nostro futuro, e non solo nostro!

Gigi Villotta     12 Marzo  2016

(*) A simbolo dell’ 8 Marzo di quest’anno, malgrado il triste silenzio della stampa e del web, deve essere   ascritto – a mio avviso – il martirio delle quattro suore nello Yemen.

(**) Nel 2015 sono morti naufraghi 4200 migranti, di cui 320 bambini.

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locandina-fuocammare

I CITTADINI DI S.GIOVANNI IN LUPATOTO RINGRAZIANO LA GIUNTA SENATORE

I CITTADINI DI PORTOGRUARO E DEL VENETO ORIENTALE NO!

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Si ricorderà, come la GIUNTA REGIONALE DEL VENETO con la DGR 2032 dd. 23/12/2015 AVEVA REVOCATO il CONTRIBUTO DI 1 MILIONE DI EURO, derivante dai FONDI COMUNITARI PAR_FSC, destinati alla riqualificazione dei centri urbani e della loro capacità di servizio, che era stato assegnato al Comune di Portogruaro Ve, per la realizzazione del PARK INTERRATO PIO X (“Nuove aree di sosta fra via Valle e via Pio X”). La REVOCA era intervenuta a fronte dell’inerzia dell’Amministrazione Senatore rispetto al progetto destinatario del contributo e della presentazione di progetti alternativi reputati inaccoglibili e tardivi da parte della Regione stessa.

Ora con la DGR N154 DD.16/02/2016, già pubblicata nel BUR, la GIUNTA REGIONALE DEL VENETO ha DEFINITIVAMENTE ASSEGNATO IL CONTRIBUTO MEDESIMO, per un importo di circa 800.000,00, al COMUNE DI S.GIOVANNI IN LUPATOTO VERONA per un importante progetto di RIQUALIFICAZIONE DI PERCORSI CICLABILI, riservandosi di assegnare ad altri progetti di altri Comuni la restante cifra di 200.000,00 euro.

Ricordo ancora una volta, per dovere di verità, che il progetto PARK INTERRATO PIO X era stato ritenuto strategico per la riqualificazione e lo sviluppo del centro storico dai PROFESSIONISTI che negli anni avevano contribuito alla pianificazione urbanistica e del traffico del nostro Comune; dalle stesse ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA che lo avevano sostenuto nel Tavolo di Concertazione dell’Intesa Programmatica d’Area (IPA) della CONFERENZA DEI SINDACI DEL VENETO ORIENTALE; dalla REGIONE VENETO che dopo una lunga e accurata istruttoria del Nucleo Investimenti e della Direzione Programmazione lo ha ritenuto meritevole di contributo a carico dei fondi comunitari. Infine tale progetto era stato considerato necessario per il prevedibile maggior carico urbanistico e per le indispensabili aree di sosta in vista dell’atteso ed auspicato recupero di alcune aree del centro storico (PUA Spiga-Camucina, RSA-Ospedale Vecchio, Consorzio Agrario, Ex Scardellato).

Con la sua OSTINATA OSTILITÀ a tale progetto, ricondotta sempre a generiche motivazioni finanziarie, la GIUNTA SENATORE ignorando il principio della CONTINUITÀ AMMINISTRATIVA ha dunque raggiunto contemporaneamente quattro obiettivi tutti purtroppo negativi per la nostra comunità:

– ha azzerato la pianificazione strategica del centro storico che aveva visto l’impegno competente e coerente dei professionisti urbanisti impegnati e delle precedenti amministrazioni;

– non ha prodotto alternative progettuali parimenti strategiche;

– ha ignorato nella forma e nella sostanza un Accordo di Programma impegnativo per le parti che sussiste a riguardo fra il Comune stesso e la Parrocchia di S.Andrea.

– ha definitivamente perso 1 milione di euro di contributi europei assegnati a Portogruaro e dunque al Veneto Orientale.

I CITTADINI DI S.GIOVANNI IN LUPATOTO RINGRAZIANO LA GIUNTA SENATORE.

I CITTADINI DI PORTOGRUARO E DEL VENETO ORIENTALE NO!

Qui le dichiarazioni di Marco Terenzi

VINCITORI E VINTI ?

IL DIRITTO DI SAPERE IL COME E IL PERCHE’ DI DETERMINATE SCELTE

Sì alle unioni omosessuali, no all’ estensione dell’adozione del figliastro alle coppie dello stesso sesso. Questa decisione, emessa ed ottenuta dal Senato mediante voto di fiducia, sembra (dai sondaggi effettuati) essere condivisa da una larga maggioranza di italiani, il 69%. Una questione, quella sui diritti individuali uguali per tutti, non facile da affrontare, perché esistono ancora nel nostro Paese importanti divisioni legate alle ben note fratture politiche ed ideologiche. Per diventare legge operativa il cammino non è ancora terminato ed anche il passaggio alla Camera non sarà privo di scontri e “ trabocchetti “. Sull’argomento il clima continua ad essere pesante. La riprova viene dalle polemiche a distanza tra i diversi mondi che lo caratterizzano, non solo a livello politico-parlamentare, ma soprattutto mediatico perché alimentato quotidianamente da nuova “ carne al fuoco “, come il fiocco azzurro in casa Vendola che ripropone il delicato tema del mercato dell’utero in affitto. Fin qui la cronaca, ma la stessa ci suggerisce una premessa che è doverosa anche alla luce del fatto che – in determinate materie – dove non provvede la politica, subentra la magistratura. Il “ mondo del diritto “ infatti coniuga, mette insieme la prassi amministrativa con le applicazioni giudiziarie, le sentenze costituzionali con le direttive europee. Il tutto nella consapevolezza che nessuna legge è mai per sempre, perché – anche ammesso duri per decenni – nel tempo cambiano i costumi e le mentalità che inevitabilmente possono finire per caricare di nuove assonanze le stesse parole della legge. Premesso questo, tornando a quanto finora deciso, credo alcune considerazioni si possano già tentare. Partiamo dalla provocazione che sta nel titolo. A mio avviso, non ha proprio vinto nessuno. Cominciamo da chi desiderava unioni che avessero, in termini di uguaglianza e dignità, le stesse prerogative di chi contrae matrimonio. Non hanno vinto nemmeno coloro che, dentro e fuori il parlamento, volevano stralciare l’intero impianto del disegno di legge. Anche se a parole nessuno nega di aver perso, addirittura qualcuno ha parlato di decisione “storica”, i partiti e i movimenti non hanno certo fatto bella figura, visto che è dovuto intervenire il governo con una propria proposta, un maxiemendamento sul quale ha pure posto il voto di fiducia. Di conseguenza ha perso tutto il Parlamento nella sua funzione di legislatore, perché il testo semmai doveva venir discusso ed approvato articolo per articolo, come prevede l’art. 72 della Costituzione. Allora, anche nella forma, non è certo questo il nuovo modo di governare! Non è la prima volta e non sarà l’ultima, ma legittimamente ci dobbiamo quindi chiedere se non siamo anche tutti noi ad aver perso. Tutti noi perché crediamo che fare le leggi sia un compito che il Parlamento adempie attraverso un dibattito aperto e trasparente. Abbiamo o no il diritto – come cittadini – di sapere come e perché di determinate scelte, quali conseguenze pratiche derivino da certi provvedimenti? Abbiamo il diritto di essere educati alla complessità delle scelte e alla ragionevolezza delle decisioni prese? E’ un discorso che non riguarda solo Roma, ma anche Venezia in consiglio regionale e per alcuni specifici settori anche i nostri Comuni. Allora dobbiamo tornare ad invocare i fondamenti etici, partendo dalla responsabilità di ognuno nella costruzione del “ Bene comune “ . Non è possibile agire – nei diversi campi di competenza – se si prescinde da due azioni fondamentali che sono quelle di saper ascoltare e rispettare. In futuro molti altri saranno i temi eticamente sensibili che entreranno in ballo, ma non so, al riguardo, se queste mie considerazioni possano aiutare la politica a confrontarsi con la coscienza di ognuno di noi, con la coscienza di un Paese che, come avvenuto in quest’ultima circostanza, ha saputo evitare almeno il peggio, in particolare il mercato dell’utero in affitto. Faccio anch’io tanta fatica a capire e a coniugare la “maternità surrogata” con il concetto di dono o di altruismo, come se un figlio fosse un diritto! Non certo rinunciando a quella libertà di coscienza invocata che il Parlamento, di fatto, ha bypassato subendo il voto di fiducia. Sarà la coscienza stessa a ribellarsi, a dire che non è giusto continuare lungo percorsi che portano a scelte che, magari per vie traverse, finiscono per introdurre “ pratiche” che uscite dalla porta rientrano dalla finestra ( vedremo cosa succederà nella preannunciata proposta di legge sulle adozioni). Speriamo davvero che la coscienza continui a rivelarsi una grande forza che, superando anche i confini politici e partitici, sappia parlare un linguaggio universale. Basta , per l’appunto, saperla ascoltare per rispettare fino in fondo quel nucleo di verità che ci appartiene, uomini e popoli di ogni etnia, religione, tradizione e cultura.

Gigi Villotta

EPOCALE MIGRAZIONE: Il problema globale è diventato locale.

In relazione al tema dei profughi ed alle dichiarazioni dei Prefetti di Treviso e Venezia

Marco Terenzi rilascia la seguente dichiarazione:

“L’epocale migrazione che sta attraversando l’Europa lungo le rotte balcaniche e del Mediterraneo, a causa principalmente dei conflitti che stanno devastando la Libia e la Siria e della grave instabilità che affligge altre parti del continente africano, sta interpellando l’Europa ma le stesse comunità locali.

Il problema globale è diventato locale.

Le istituzioni e le comunità locali dovranno fare la loro parte per contribuire a risolvere, nell’immediato, l’emergenza umanitaria, che coinvolge una parte significativa di umanità che è sofferente e che chiede accoglienza e solidarietà.

Ci sono Sindaci, come ad esempio il Sindaco di Salzano Quaresmin, che oltre ad organizzare l’accoglienza insieme alla comunità, decidono di puntare sull’informazione dei cittadini, contribuendo ad organizzare incontri, dibattiti, rassegne cinematografiche, mostre fotografiche, tutto ciò per superare i luoghi comuni sul tema. Ad esempio quello classico dell’immigrato che minaccia la sicurezza. Il Dirigente dell’Ufficio Migrazioni della Questura di Venezia, in un recente incontro con il Prefetto, ha affermato che dei 1300 profughi e migranti presenti nell’area metropolitana circa l’1% ha avuto problemi con la giustizia. Sempre il Sindaco di Salzano ha impegnato i 14 profughi in lavori socialmente utili. E sono già integrati nella Comunità.

Ci sono altri Sindaci, invece, che non hanno nessuna intenzione di contribuire a risolvere il problema dell’emergenza umanitaria e comportandosi da attivisti politici si contrappongono al Prefetto, opponendosi all’accoglienza dei migranti e dei rifugiati prevista e regolamentata dai bandi.

Bene hanno fatto i Prefetti di Treviso (Laura Lega) e di Venezia (Domenico Cuttaia) a ricordare a questi amministratori che l’accoglienza dei profughi e dei richiedenti asilo non è opzionale ed oltre a rispondere ad elementari ragioni umanitarie, risponde al dettato della Convenzione di Ginevra, che l’Italia ha giustamente controfirmato, alle direttive europee ed alle norma statali, evidentemente collegate.

Ora il Prefetto Cuttaia ha emesso il nuovo bando per l’accoglienza diffusa. Ci sono anche i 500 profughi di Cona che dovranno trovare accoglienza, in piccoli gruppi, nei Comuni dell’area metropolitana.

Riteniamo che quando un politico che ha un ruolo istituzionale di governo (Presidente di Regione o Sindaco che sia) e non lo esercita per risolvere un problema, comportandosi da attivista politico o cavalcando la protesta (come spesso accade agli esponenti della Lega Nord), diventa parte stessa del problema a danno dei cittadini che lo hanno delegato perché si faccia carico dei problemi.

Portogruaro ha mostrato il suo volto di Città solidale, attraverso l’impegno diretto e diffuso di cittadini, famiglie ed Associazioni che hanno confermato la loro presenza attiva per l’accoglienza e per rimuovere o attutire la condizione di fragilità delle persone nella comunità (residenti e non).

Chiediamo alla Sindaco ed al Comune di Portogruaro, così come ha fatto e sta facendo la comunità, attraverso cooperative, associazioni e cittadini volontari, di fare la loro parte, collaborando con il Prefetto, facendo sentire la voce dell’Istituzione e supportando le iniziative di accoglienza di rifugiati e profughi ispirate ad umanità ed intelligenza, entro il quadro normativo internazionale e statale.”

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Famiglia e politiche pubbliche: alcune riflessioni

In che modo le politiche pubbliche devono sostenere la famiglia?

Quali possono essere le soluzioni pratiche per risolvere il tema della famiglia, senza farsi condizionare da atteggiamenti pregiudiziali o ideologici?

Cosa ci può essere di più pratico di un PUNTO NASCITE COME QUELLO DELL’OSPEDALE DI PORTOGRUARO?

Perché durante le campagne elettorali DEGLI ULTIMI ANNI E ANCHE NEL MAGGIO 2015 il Governatore del Veneto parla di scelta “irrinunciabile la permanenza del punto nascite all’ospedale di Portogruaro” ma poi ancora oggi (MARZO 2016) il Punto Nascite è CHIUSO?

Perché le Madri, Donne, Cittadine del PORTOGRUARESE DEVONO ARRANGIARSI ED ANZI CREARE COMITATI, COME AVVIENE IN QUESTI GIORNI CON “IL COMITATO “i fiocchi sopra le gru”, iniziativa promossa da mamme e future mamme del territorio portogruarese e non solo. Tutte unite per un obiettivo comune:avere finalmente risposte certe sul futuro del Punto Nascite dell’ospedale di Portogruaro.” (così recita il IL COMUNICATO STAMPA del Comitato stesso).

Siamo veramente il paese con le politiche familiari meno efficaci in Europa?

Ci pare di toccare con mano questa inefficacia leggendo i giornali di questi giorni.

Il 18 01 2016 il Governatore Zaia dice “Rispettiamo fino in fondo le scelte programmatorie della Regione Friuli Venezia Giulia, ma ribadiamo, come fatto più volte in passato, che la Regione Veneto ritiene irrinunciabile la permanenza del punto nascite all’ospedale di Portogruaro”.
Ma perchè il punto nascite di Portogruaro è ancora oggi (marzo 2016) chiuso!!!