Park di via Valle ipotesi negativa ed estemporanea che consuma area verde pubblico.

Il progetto del Park di via Valle, previsto dalla Delibera di Giunta Comunale n.147 dd.22/10/2015, è una soluzione negativa ed estemporanea perché insiste nel pieno di un’area scolastica, consuma 2700 metri quadrati di area verde, polmone per tutta l’area e non è frutto di una visione di insieme.

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Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI in relazione alla Delibera di Giunta Comunale n.147 dd.22/10/2015 che

prevede – fra l’altro – un nuovo progetto per la costruzione di un parcheggio nel parco della Scuola Pascoli di Portogruaro in luogo del parcheggio sotterraneo zona Oratorio Pio X, rilascia la seguente dichiarazione.

 

Il progetto del Park di via Valle, previsto dalla Delibera in oggetto, è una soluzione negativa ed estemporanea perché insiste nel pieno di un’area scolastica, consuma 2700 metri quadrati di area verde, polmone per tutta l’area e non è frutto di una visione di insieme.

Non solo, ma è da respingere anche per altre considerazioni che attengono alle norme urbanistichee di programmazione delle opere pubbliche del Comune.

Innanzitutto tale progetto non può essere definito “variante” del progetto del parcheggio interrato PIO X. Solo quest’ultimo progetto è previsto dagli strumenti urbanistici, dal Piano delle Opere Pubbliche dell’Amministrazione, dall’Accordo di Programma fra Comune e Parrocchia S. Andrea, è approvato dall’ Intesa Programmatica d’Area (Sindaci della Conferenza eAss.ni di categoria economiche del territorio) quale progetto prioritario in quanto strategico per lo sviluppo del centro storico all’interno del Programma Attuativo degli interventi per la “Riqualificazione dei centri urbani e della loro capacità di servizio” e perciò stesso oggetto di contribuzione dell’UE attraverso la Regione Veneto.

Abbiamo ben compreso che il termine “variante” è collegato al cospicuo contributo dell’UE assegnato dalla Regione per la realizzazione del parcheggio interrato del PIO X. Ma il park in via Valle (ed in Piazza Castello) è sostanzialmente, formalmente e tecnicamente tutt’altra cosa rispetto al parcheggio interrato PIO X.

In secondo luogo tale progetto non è conforme alla pianificazione urbanistica di settore, in particolare al Piano Urbano del Traffico, né è previsto nel programma annuale e triennale delle opere pubbliche, approvato dal Consiglio Comunale, tuttora vigenti.

Il park di via Valle, che non viene mai citato da nessun progettista nei documenti programmatori del Comune, approvati e tuttora vigenti, men che meno in funzione del centro storico data la sua distanza dallo stesso (750 m.), è dunque un nuovo progetto.

In ogni caso questa nuova realizzazione dovrà essere approvata dal Consiglio Comunale nell’ambito del programma annuale delle opere pubbliche, con la modifica del piano triennale e con la variazione di bilancio, dato che la norma prevede – per nuove opere pubbliche da inserire – un autonomo piano finanziario non potendo accedere a contributi.

Vogliamo ancora ricordare ai cittadini che in tutti gli atti di programmazione urbanistica, a partire dal PAT e negli atti programmatori delle Opere Pubbliche tuttora vigenti, il parcheggio ritenuto strategico per il centro storico è quello del Pio X. Se davvero la Giunta vuole dare una risposta adeguata e condivisa a servizio del centro storico, conforme agli strumenti urbanistici e programmatori e se vuole utilizzare il milione di contributi derivante dalla UE, realizzi il park interrato dell’Oratorio Pio X. Rammenti che la continuità amministrativa è un valore, soprattutto per le scelte strategiche nella comunità, perchè valorizza opportunamente analisi effettuate, risorse professionali e finanziarie già impegnate, soluzioni intraprese ed impegni assunti al Comune, entro percorsi coerenti con le norme.

F.to Marco Terenzi

28/10/2015

 

Aderiamo al SIT-IN di lunedì 26 ottobre a sostegno delL’OSPEDALE

Ribadiamo  la richiesta all’AUSL10 Veneto Orientale di mantenere dicei posti di HOSPICE alla Residenza “Francescon” come previsto dalla programmazione regionale e Aderiamo al SIT-IN di lunedì 26 ottobre organizzato dal neo-costituito Comitato, a sostegno del potenziamento e dell’ammodernamento della struttura ospedaliera di Portogruro a partire dalle unità di pediatria e di ostetricia e ginecologia, messe a rischio da indirizzi di programmazione e da problematiche gestionali”.

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Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI in relazione al potenziamento dei SERVIZI SANITARI TERRITORIALI e al SIT_IN organizzato dal neo_costituito Comitato “Salute bene primario” del Portogruarese rilascia la seguente dichiarazione..

Riteniamo positiva la notizia apparsa sulla stampa della prevista attivazione entro fine anno di n.3 Unità di Medicina di Gruppo Integrata nel Veneto Orientale, di cui 1 a Portogruaro. In ciascuna sede, a fianco di n.8 medici di Medicina Generale, opereranno insieme specialisti, personale infermieristico, per garantire un’assistenza sanitaria quotidiana, dalle 8.00 alle 20.00. Questa attivazione va nella giusta direzione del rafforzamento dei servizi sanitari e socio- sanitari di prossimità per la garanzia dei livelli di assistenza sanitaria territoriale.

Così come dovranno essere attivate le RSA, strutture intermedie fra l’ospedale ed il territorio, anche ad impronta riabilitativa, per far fronte ai bisogni di una popolazione che invecchia, che vive più a lungo, ma che manifesta spesso bisogni complessi, derivanti anche da patologie croniche. Per il completamento della rete della continuità assistenziale, poi, continuiamo a ritenere indispensabile e fondamentale la valorizzazione ed il rafforzamento dell’HOSPICE gestito all’interno del centro Servizi Francescon, che, con un importante investimento, ha riqualificato la struttura residenziale. E’ incomprensibile come si possa ridurre l’accesso ed il numero di posti letto di un servizio che interviene con professionalità ed umanità, nella fase terminale della vita di una persona, dando anche adeguato supporto alla famiglia.

Ribadiamo – pertanto – la richiesta all’AUSL10 Veneto Orientale di mettere nelle condizioni il Centro Servizi Residenza “Francescon” di poter gestire, come sempre fatto, in modo adeguato e sostenibile, i dieci posti letto dell’HOSPICE, così come peraltro previsto dalla programmazione regionale.

Infine il Gruppo Consiliare Centrosinistra Più Avanti Insieme sottolinea l’importanza della nascita anche nel nostro mandamento del Comitato “Salute Bene Primario” quale sede di informazione, riflessione e di azione in materia sanitaria, che intende – su questo tema – promuovere la partecipazione della comunità. Allo stesso modo aderisce al SIT-IN di lunedì 26 ottobre organizzato dal neo-costituito Comitato, a sostegno del potenziamento e dell’ammodernamento della struttura ospedaliera a partire dalle unità di pediatria e di ostetricia e ginecologia, messe a rischio da indirizzi di programmazione e da problematiche gestionali.

F.to Marco Terenzi 24/10/2015

QUI POTETE TROVARE IL VOLANTINO sit in ospedale 26 10 15

SIT IN OSPEDALE

 

Ruolo di Portogruaro nel Veneto Orientale e nella Città Metropolitana

Insistiamo per il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace e degli sportelli di consulenza per gli amministratori di sostegno e per le donne colpite dalla violenza , in collaborazione con il Tribunale di Pordenone e la Camera degli Avvocati di Portogruaro.

Questo tema è  collegato al ruolo che Portogruaro e S.Donà di Piave dovranno svolgere all’interno della Città Metropolitana di Venezia. I due Comuni avranno una responsabilità in più che non potranno delegare ad altri  un progetto d’area del Veneto Orientale. Il rischio è di essere diretti dall’esterno. 

Per questo ci preoccupa non poco il silenzio di questa Amministrazione sulla Città Metropolitana.

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Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI in relazione al ruolo di Portogruaro nel mandamento e nel Veneto Orientale, con particolare riguardo alla costituenda Città Metropolitana

Riteniamo fatto particolarmente positivo il mantenimento della sede dell’Agenzia delle Entrate a Portogruaro presso la Sede di Villa Martinelli, portando a compimento il progetto ed il percorso avviati già nella precedente amministrazione. Questo va nella direzione del consolidamento del ruolo di Portogruaro quale capoluogo di mandamento.

Portogruaro è polo culturale e formativo, di servizi alla persona, è centro di servizi amministrativi e finanziari a supporto delle attività e delle categorie economiche, è centro di riferimento per le Associazioni e le articolazioni sociali che innervano la comunità. Il Comune si è fino ad oggi adoperato per il mantenimento di questo ruolo, di guida e di servizio Ora questa Amministrazione dovrà adoperarsi per la continuità dei qualificati servizi di area vasta, sui versanti socio-sanitario, economico-finanziario, amministrativo, dell’istruzione e formazione, della cultura.

Per questo insistiamo per il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace e degli sportelli di consulenza per gli amministratori di sostegno e per le donne colpite dalla violenza di genere, in collaborazione con il Tribunale di Pordenone e la Camera degli Avvocati di Portogruaro. L’Assessore Geronazzo non ha fugato i dubbi circa il mantenimento di questo servizio e se da un parte è giusto perseguire la responsabilizzazione dei Comuni del mandamento, dall’altra non si può derogare dal ruolo di guida e di servizio che il Comune deve esercitare nel mandamento stesso, in continuità con quanto fatto dalla precedente Amministrazione.

Questo tema è peraltro collegato al ruolo ed alla funzione che Portogruaro e S.Donà di Piave dovranno svolgere all’interno della Città Metropolitana di Venezia. I due Comuni capoluogo avranno una responsabilità in più che non potranno delegare ad altri rispetto alla definizione di un progetto d’area che affermi il ruolo e la specificità del Veneto Orientale.

Per questo ci preoccupa non poco il silenzio della Regione Veneto ed anche di questa Amministrazione sulla Città Metropolitana. Chiediamo al Presidente del Consiglio di coinvolgere il Consiglio Comunale e la Commissione competente per esprimere una visione ed un orientamento del Comune sul ruolo di Portogruaro e del Veneto Orientale all’interno della Città Metropolitana e per suggerire linee di indirizzo e proposte nella fase costituente e propedeutica all’approvazione dello Statuto. Chiediamo al Sindaco di assumere le adeguate iniziative con gli Amministratori dei mandamenti di Portogruaro e di S.Donà di Piave per l’affermazione di ruolo politico ed istituzionale del Veneto Orientale, a partire dalla fase di approvazione dello Statuto della Città Metropolitana.

F.to Marco Terenzi 19/10/15

l’HOSPICE all’interno del Centro Servizi Residenza “Francescon”

La questione dell’operatività dell’HOSPICE all’interno del Centro Servizi Residenza “Francescon” di Portogruaro da tempo è all’attenzione della Comunità di Portogruaro 

L’HOSPICE deve continuare a svolgere il suo servizio così come previsto dalla programmazione regionale cui ha assegnato dieci posti letto.

Chiediamo impegni precisi (modi, tempi, fondi) alla Regione Veneto ed alla Direzione Generale dell’AUSL10 VO sulle prospettive future della sanità nel Veneto Orientale.

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l capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI in relazione alle notizie di stampa circa la gestione dell’HOSPICE all’interno del Centro Servizi Residenza “Francescon” di Portogruaro ha rilasciato la seguente dichiarazione.

La questione dell’operatività dell’HOSPICE all’interno del Centro Servizi Residenza “Francescon” di Portogruaro da tempo è all’attenzione della Comunità di Portogruaro per l’importanza del servizio svolto e per gli interventi qualificati sul piano professionale ed umano che vengono garantiti nei confronti dei bisogni di persone in condizione di estrema fragilità e delle loro famiglie.

La nostra stessa coalizione di centrosinistra ha posto con forza i temi della continuità dell’HOSPICE, servizio rivolto alle persone in fase terminale e del ruolo centrale che deve essere assunto dalla “Francescon” nell’ambito dei servizi alla persona, con particolare riguardo all’età anziana, già durante la campagna elettorale. Il tema è stato ulteriormente ripreso in sede di Commissione Consiliare del 04/09/15 e nel corso dell’incontro in materia di SANITA’ aperto alla cittadinanza ed organizzato dal PD, con la partecipazione delle Liste della coalizione in data 16/09/15.

L’HOSPICE deve continuare a svolgere il suo servizio così come previsto dalla programmazione regionale cui ha assegnato dieci posti letto, in base alla popolazione residente e che sostanzia il modulo minimo per garantire la sostenibilità gestionale. Le azioni previste dall’AUSL10 VO che vanno nel verso di una riduzione dei posti letto per l’HOSPICE non sono – a nostro avviso – coerenti con l’attuale programmazione della Regione Veneto e sono incomprensibili alla luce dei bisogni presenti nella comunità e della qualificazione del servizio stesso.

Confermiamo – pertanto – la richiesta all’AUSL10 Veneto Orientale di mettere nelle condizioni il Centro Servizi Residenza “Francescon” di poter gestire, come sempre fatto, in modo adeguato e sostenibile, i dieci posti letto dell’HOSPICE.

Questo tema, peraltro, attiene alla questione più generale della sanità nel Veneto Orientale, ossia da una parte la necessità dell’ammodernamento e dell’ integrazione delle strutture ospedaliere di Portogruaro e S.Donà e dall’altra il rafforzamento e l’integrazione dei servizi territoriali, sanitari e socio-sanitari, confermando come sia la cronicità e la continuità assistenziale fra ospedale e territorio la vera priorità della nostra comunità nell’ambito dei servizi alla persona.

Invitiamo nuovamente il Sindaco Senatore ad assumere senza indugio un’iniziativa forte nei confronti della Regione, insieme al Sindaco di S.Donà di Piave ed alla Conferenza dei Sindaci, per il rilancio degli ospedali dei due Comuni capoluogo , per promuovere azioni di ammodernamento e di integrazione delle due strutture del Veneto Orientale e per il rafforzamento della rete dei servizi socio-sanitari territoriali e di prossimità, di cui l’HOSPICE gestito all’interno della “Francescon” è parte importante.

Chiediamo impegni precisi (modi, tempi, fondi) alla Regione Veneto ed alla Direzione Generale dell’AUSL10 VO sulle prospettive future della sanità nel Veneto Orientale.

F.to Marco Terenzi 18/10/15

PROGETTO EDUCATIVO ORATORIO PIO X : UNA SFIDA PER LA CITTA’

E’ passato poco più di un anno da quando si è aperta nel centro di Portogruaro la nuova struttura dell’Oratorio Pio X. Anche se non ancora completata, è pienamente funzionale ed operante nel campo della formazione ed aggregazione sociale e ricreativa, come viene testimoniato dalle numerose attività, soprattutto legate alla parrocchia, che vi si svolgono. Si parla tanto oggi di “emergenza educativa” e quindi il tema della condizione giovanile diventa una priorità sotto diversi aspetti, in un mondo che, anche dalle nostre parti, diventa sempre più complesso e meticciato. Un bisogno molto evidente e sentito, anche da tante famiglie, che però rischia di essere vissuto dai più nella indifferenza e nella passività, dando ancora per scontato che “educazione = scuola”. Un rischio reale che si percepisce non tanto per la “quantità” partecipativa registrata, ma soprattutto per una non ancora marcata “presa di coscienza” rispetto a problematiche che sembrano lontane, non appartenerci, quindi poco inclusive. Non deve essere così, in modo particolare se si guarda al grande tema delle sfide educative che ci attendono. Problema non più rinviabile, perché tocca da vicino tutta la comunità, quindi tutte le diverse “agenzie” che interagiscono al riguardo nel delicato e articolato servizio della formazione e dell’educazione. Portogruaro ne è ricca, con tante validissime esperienze e proposte tipo il “ mese dell’educazione”, solo per fare un esempio. Resta ancora da capire quale sarà il ruolo ed il compito della “Casa della Cultura” che il Comune di Portogruaro ha da poco aperto a Palazzo Altan Venanzio. Per questo, tornando e fermandoci al Pio X, più di qualcuno si sta interrogando sul come costruire e “dare gambe” ad un progetto educativo che dia senso e motivazioni forti al nuovo “contenitore”: da oratorio di/dei giovani a oratorio di/delle famiglie. Non certo diventando un “ familiatorio”, perché è risaputo che i giovani hanno bisogno di uno spazio tutto loro, ma “palestra di comunità “ dove tutti si sentano corresponsabili a prescindere dalla età anagrafica. L’Oratorio dovrà essere e restare il luogo dell’accoglienza e dell’incontro per definizione, ma non basterà più essere solo una sorta di istituto che gestisce ed ospita, ma dovrà essere soprattutto anima e proposta, se necessario “provocazione”. Il tutto all’interno di una realtà esistente assai complessa, non solo territorialmente parlando (si va ben oltre la dimensione parrocchiale, riguardando l’intera città), ma per le mutate e sempre variabili condizioni di vita socioculturale ed economica che contraddistinguono il nostro tempo. Le motivazioni e i princìpi che determinano l’urgenza e pongono la necessità di non sottovalutare tutti questi fenomeni partono proprio dal fatto che “educare” significa aiutare a diventare persone sì adulte e consapevoli, ma inserite in una comunità. Quindi con forza il tema dell’educazione va rimesso al centro del dibattito culturale, ai diversi livelli. Per questo c’è bisogno di un’alleanza educativa che deve legare innanzitutto la famiglia (compito primario dei genitori a compimento della loro azione generativa), alla scuola, alla parrocchia, allo sport, insomma a tutte le agenzie educative che operano in un territorio, in una auspicabile logica di rigorosa lealtà reciproca. E’ compito della “politica” poi favorire tutte le forme affinché questa alleanza non solo si crei, ma si rafforzi e si rigeneri. Costruire insieme “la Città per l’Uomo”, questo è l’obiettivo se vogliamo che l’umanesimo, inteso come il rapporto creativo con le nostre tradizioni e patrimoni culturali, aiuti la dimensione educativa a riconquistare la sua dignità di “ percorso verso l’autenticamente umano”. Solo così potremo efficacemente combattere la logica della indifferenza, oggi così presente anche nei settori più sottili delle coscienze del nostro mondo contemporaneo, con il rischio di stravolgere la stessa idea di libertà. Inoltre potremo contribuire insieme alla crescita del bene comune, nella consapevolezza di saper costruire amicizia civile e buone relazioni. “ Bisogna uscire” – come insegna papa Francesco – per incontrare l’uomo, ma attenzione perché, se l’educazione è l’urgenza della società odierna, lo è proprio in virtù del fatto che le relative problematiche riguardano più il mondo degli adulti che quello dei giovani. Infatti, come sostenuto da autorevoli pedagogisti, la confusione tra autorità ed autoritarismo si è fatta così acuta da rendere il disagio educativo di genitori, insegnanti, preti, allenatori, catechisti così profondo che è ormai sempre più difficile trovare adulti su cui investire. Una sfida da raccogliere, anche alla luce di quanto scaturirà dal sinodo della famiglia in corso a Roma, puntando ad una qualità di teste “ ben fatte “, piuttosto che di teste “ piene “, perché solo così si può puntare a vivere la cittadinanza come responsabilità verso una realtà che rischia di superarci.

Gigi Villotta

Portogruaro, 18 Ottobre 2015