IL SILENZIO DI CHI “ HA VOCE “

Gli avvenimenti ci interpellano e non serve scomodare la storia, basta la cronaca quotidiana – anche di casa nostra – per porci davanti a domande, qualche volta anche scomode, se non decidiamo di guardare da un’altra parte. Gli esempi potrebbero essere diversi, perché, anche in riva al Lemene, avvengono fatti che – almeno in teoria – dovrebbero interpellare tutti. Potremmo parlare di tanti temi che toccano da vicino i nostri diritti fondamentali, come la salute, la scuola o il lavoro, ma credo che la vera “ dignità dell’uomo “ venga esaltata nel momento in cui il nostro egoismo e le nostre certezze vengono messe in discussione nel rapporto e dalla presenza di “altri”. Mai, come di questi tempi, tocchiamo con mano cosa significhi il fenomeno migrazione, nella sua complessità e drammaticità. Ero bambino quando ho sentito per la prima volta la parola “profugo”. Era il racconto di mia madre che nel 1917, dopo la rotta di Caporetto, dovette lasciare con tutta la sua famiglia la casa di Tarcento per trasferirsi a Nicastro in Calabria, con poche masserizie. Sono solo ricordi che però servono ad andare oltre il semplice fare memoria. Ebbene, fino a pochi giorni fa, a Portogruaro sono stati “ospiti” una cinquantina di giovani africani, scappati dalla guerra e dalla miseria, che saranno ricordati come “ i ragazzi della palestra “, perché alloggiati dalla prefettura nella struttura sportiva di una scuola, l’ISIS Luzzatto. Si è parlato e detto molto di questo “ soggiorno”, ma per accogliere con animo davvero aperto, bisogna anzitutto condividere. Si può condividere in vario modo o al limite anche non condividere, ma quello che non si può comprendere è il silenzio, il rimanere fuori, soprattutto di chi riveste ruoli e funzioni istituzionali. Portogruaro, da sempre è stata città (comunità) accogliente e questa apertura viene riconosciuta anche attraverso semplici ma significative manifestazioni come la “festa dei migranti” che si celebra ormai da anni presso la palestra Mecchia con il sostegno e la partecipazione di tante persone sensibili e motivate, pubblici amministratori compresi. Ecco perché nascono legittimamente delle domande, cui è anche difficile dare risposte, facendo ben attenzione a non cadere in facili moralismi. Occorre invece aiutarci tutti a capire perché è indispensabile prendere parte, spiegare – prima a noi stessi – quali siano i sentimenti che ci animano di fronte ad accadimenti che non sono cominciati ieri, ma datano nel tempo e che il tempo ci ha consegnato senza ci rendessimo davvero conto della drammatica portata di fenomeni che riguardano ormai intere parti del mondo. Per questo tornare indietro nel tempo, fare memoria può aiutarci a capire perché Portogruaro è stata ed è comunità accogliente ed aperta. Abbiamo forse dimenticato i “ boat people “ della fine degli anni ’70 ? Cosa c’entra Portogruaro con i “boat people”! E’ presto detto, perché spesso anche la cronaca può diventare per qualcuno vera storia, dunque “magistra vitae” come dicevano i latini. Nel luglio del 1979 tre navi della nostra Marina Militare avvistano nel mare del golfo del Tonchino le prime centinaia di “ boat people “. Trentasei anni fa dunque gli italiani arrivarono fino alle acque della Malesia per soccorrere, in missione umanitaria durata ben due mesi, i profughi vietnamiti che scappavano dalla loro terra a causa della guerra. Complessivamente in Italia ne arrivarono circa tremila e tra quanti sbarcarono a Venezia nell’agosto del ’79 c’era anche Giang, un ragazzino di quattordici anni, assieme al padre. Madre e sorelle rimaste nel Paese d’origine. Nel giugno del 1980 si presentò all’ ITIS “Leonardo da Vinci” di Portogruaro per iscriversi alla classe prima. Fu praticamente “adottato” dall’allora preside Arcangelo Sommariva e da tutto il personale della scuola, in particolare dal prof. Ariego Rizzetto che andò ben oltre il ruolo di “ mediatore culturale” nel fargli perfezionare la nostra lingua. Trentasei anni fa dunque noi italiani andammo a soccorrere i “boat people” così lontani dalle nostre coste. Oggi i “boat people” continuano ad essere quotidianamente nelle nostre acque. Siamo consapevoli che ci sono molte differenze tra le due esperienze, ma vi possiamo trovare una ben più importante somiglianza: è gente che rischia la deriva, che va dunque e comunque soccorsa. Non solo soccorsa, ma accolta e possibilmente integrata, nel rispetto delle regole. Non possono venir etichettati “politicamente” come emergenza sociale, perché esseri in carne ed ossa e portatori di fatiche e di speranze. Ecco perché non si può rimanere in silenzio o peggio estraniarsi, bisogna sempre dire ciò che si pensa e agendo di conseguenza ( anche dire “ non li vogliamo” ), soprattutto per chi sa trattarsi di un tema eticamente giusto. Lasciamo stare – per laica carità – l’idea che l’immigrazione faccia perdere voti. Forse non siamo più abituati – io per primo – a commuoverci, nel senso di “muoversi insieme”, quando sentiamo le sofferenze degli altri sulla nostra pelle. Non resta che guardare in noi stessi, imparando anzitutto a scrutarci dentro per capire se e come siamo cambiati ( anche come coscienza collettiva ) in questi trentasei anni. Siamo ancora in grado di vedere e venir incontro a chi è in difficoltà, compresi quanti ci vivono accanto? Sapere chi siamo rimane sempre fondamentale, per cui ogni tanto fa bene interrogarci su quanto ci accade intorno. Non farsi carico o peggio far finta di non vedere potrebbe nel tempo causare anche il nostro “naufragio”.

Gigi Villotta

Portogruaro, 21 Settembre 2015

Nuova viabilità per Portogruaro:soluzione affrettata e analisi parziale

Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI a margine dei lavori della 1° Commissione Consiliare convocata il giorno 21/09 us sul tema
relativo agli indirizzi per la completa revisione del Piano Urbano del Traffico e per la realizzazione di primi interventi in centro storico rilascia la seguente dichiarazione.
II Gruppo Consiliare Centro Sinistra Più Avanti Insieme, attraverso gli interventi in Commissione del collega Consigliere Roberto Zanini e del sottoscritto conferma il giudizio negativo sul progetto di viabilità della Giunta Senatore che prevede il ritorno delle macchine in tutto il Centro storico, con la radicale modificazione della viabilità e la rimozione totale della ZTL anche nelle giornate festive.
E’ un provvedimento stonato, che guarda al passato ed in netta controtendenza rispetto a quanto accade nei paesi e nelle città italiani ed europei che possiedono – in particolare – centri storici di pregio come quello di Portogruaro.
La motivazione fondamentale e reputata un’urgenza dall’Amministrazione Senatore è quella di garantire l’accessibilità delle macchine al centro storico e dunque – in tal modo – di promuovere le attività economiche.
Innanzitutto il centrosinistra ribadisce che il Centro storico non è soltanto luogo di commercio, ma anche luogo di incontro fra cittadini e famiglie, sede del polo umanistico e scolastico, centro servizi del
mandamento e soprattutto dovrà essere luogo di attrazione del bacino turistico dell’Adriatico per le sue caratteristiche uniche sul piano architettonico, storico, culturale e paesaggistico.
L’attività commerciale, poi, non si alimenta con le macchine dappertutto, ma principalmente con l’innovazione, la progettualità condivisa e partecipe, con il lavoro comune fra Istituzioni, Categorie
economiche ed Associazioni. Questo è stato promosso e progettato dall’Amministrazione precedente con l’Agenda centro storico, con il Distretto Commerciale, con la Zona 20 per la mobilità lenta, con un nuovo piano dei plateatici e di specifiche agevolazioni fiscali da adottare per operatori commerciali ed artigiani che decidano di mantenere le attività nel centro storico, con la moltiplicazione delle iniziative finalizzate al turismo. Queste sì sono realizzazioni davvero urgenti su cui la Giunta Senatore farebbe bene ad accelerare.
In secondo luogo è stato presentato in Commissione un prospetto che rappresenterebbe il nuovo piano del traffico nel centro storico che prevede lo stravolgimento del precedente piano con nuovi flussi e nuove direzioni e con l’accesso delle macchine in aree riqualificate sul piano urbanistico da decenni escluse dal traffico (es. S.Giovanni ed attraversamento Porta S. Gottardo). Una siffatta soluzione, a nostro avviso, muta in modo così radicale gli assetti del traffico da richiedere un nuovo Piano Urbano del Traffico, sostenuto da documenti di indagine e di analisi che interessino diversi punti di vista, quali la capacità degli assi viari di accogliere i nuovi flussi, i rischi e la sicurezza, l’impatto ambientale e l’inquinamento e non ultimo la salvaguardia del patrimonio, richiedendo il nostro centro storico particolare attenzione e tutela.
Non ci possono essere dunque soluzioni affrettate da adottare con procedure semplificate o con analisi parziali, ma dovranno essere garantite le indagini e le analisi richieste dall’importanza del Centro
storico e da quanto previsto dalla procedura e dalla norma ai fini dell’adozione di un nuovo Piano Urbano del Traffico. Infine questa tematica, data la sua rilevanza, richiede il dialogo ed il confronto nella comunità che dovrà essere il più ampio possibile.
F.to Marco Terenzi
21/09/15

Marco Terenzi e la riorganizzazione delle ASL da parte della Regione

riorganizzazione delle ASL da parte della Regione, incontro
MERCOLEDI’ 16 SETTEMBRE presso l’HOTEL SPESSOTTO
con i consiglieri regionali Francesca Zottis e Bruno Pigozzo/ intervento di Marco Terenzi

marco e usl

Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI a margine dell’incontro del PD sulla sanità Portogruarese e del Veneto Orientale tenutosi in data
18/09 us ed in relazione alla DGR (Delibera Giunta Regionale) n.70 dd.18/08/15 che ridefinisce le schede ospedaliere dei Presidi di Portogruaro e S.Donà di Piave rilascia la seguente dichiarazione.
Le dichiarazioni del Presidente Zaia rilasciate a Portogruaro durante la campagna elettorale e ribadite nel comunicato stampa 1059 dd.18/08/15 che cancellavano l’Ospedale Unico del Veneto Orientale e prevedevano la specializzazione degli Ospedali di Portogruaro e S.Donà di Piave che sarebbero stati ammodernati e perfettamente integrati, sono state chiaramente smentite dai contenuti della DGR. N.70 dd.18/08/15 . Infatti la realizzazione dell’Ospedale unico del Veneto Orientale è solo rimandato.
“Alla luce di quanto finora rappresentato – recita la DGR – si ritiene opportuno procedere alla modifica della dotazione ospedaliera delle strutture di San Donà di Piave e di Portogruaro dell’Azienda Ulss 10 che, confermando la realizzazione di una nuova sede unica ospedaliera, tenga conto delle ricadute del cambiamento dell’orizzonte temporale di tale realizzazione”.
Come avevamo avuto modo di dire in campagna elettorale, il Presidente Zaia e La Lega Nord vogliono realizzare l’Ospedale Unico del Veneto Orientale.
Chiediamo al Presidente Zaia: come è possibile ammodernare, potenziare d integrare tra loro i due Ospedali di Portogruaro e S.Donà ed al tempo stesso investire sull’Ospedale Unico?
C’è bisogno di chiarezza e non di ambiguità, di azioni concrete di investimento in professionalità e dotazioni perchè da tempo l’Ospedale di Portogruaro ha subito una riorganizzazione che ne ha depotenziato il ruolo, la prospettiva e dunque l’attrattività; ciò che è accaduto nel mese di agosto con la chiusura dell’Unità di ginecologia ed ostetricia per carenza di personale e con la partenza del Dirigente medico di Urologia trasferitosi presso altro ospedale del Veneto ne rappresenta l’ennesimo indicatore.
Inoltre deve essere programmato e realizzato il rafforzamento della rete dei servizi sanitari e sociosanitari territoriali. Oggi la vera priorità è la cronicità per l’allungamento della speranza di vita, per
l’invecchiamento della popolazione, oltrechè per l’evoluzione epidemiologica e dunque la continuità assistenziale. Chiediamo impegni precisi (modi, tempi, fondi) sulla rete di servizi territoriali;
chiediamo che sia allineata agli standard la spesa pro-capite per l’AULSS n. 10, che risulta invece inspiegabilmente e da tempo sotto finanziata rispetto a molte altre realtà regionali, nonostante specificità territoriali che derivano dalla vicinanza con il bacino turistico dell’adriatico e dal confine con il vicino Friuli Venezia Giulia.
Pensiamo che sia necessaria una mobilitazione delle istituzioni e della cittadinanza tutta e faremo la nostra parte perché ogni decisione sia frutto di un aperto confronto con il territorio e
non calata dall’alto.
Invitiamo il Sindaco Senatore ad assumere un’iniziativa forte nei confronti della Regione, insieme al Sindaco di S.Donà di Piave ed alla Conferenza dei Sindaci, per il rilancio degli ospedali dei due Comuni capoluogo e per promuovere azioni di ammodernamento e di integrazione delle due strutture del Veneto Orientale e sia rafforzata la rete dei servizi socio-sanitari e di prossimità.
F.to Marco Terenzi
17/09/15

Quale futuro per l’Opera Pia Francescon?

QUALE FUTURO PER L’ OPERA PIA FRANCESCON ?

E’ tempo di consultazioni tra la Regione e i sindaci del Veneto in materia di sanità. Entro il prossimo ottobre i 579 comuni si dovranno esprimere sul progetto di legge regionale riguardo la riforma delle ASL, anche perché per fine anno è prevista la nomina dei direttori generali. Diversi i punti sui quali ci si dovrà confrontare: la programmazione, il sociale, la gestione delle ASL su scala provinciale e non ultima la rappresentatività del territorio che richiama il ruolo delle attuali conferenze dei sindaci nella nuova configurazione della sanità veneta. Speriamo in un confronto serio e concreto, perché si tratta davvero di assicurare i cittadini utenti riguardo decisioni non di vertice, calate dall’alto e dimentiche dei bisogni e delle espressioni territoriali. Si pensi solo al rapporto tra sociale/sanitario e alla sua programmazione per rendersi pienamente conto della portata della nuova riforma. Per fermarci alla Venezia Orientale, si comprende allora bene oggi quanto sia stato monco il confronto ed il dibattito “culturale “ sul tema dell’ospedale unico, senza inquadrarlo all’interno della complessità dei “ servizi territoriali “, perché il percorso socio/sanitario va ben oltre il momento e la gestione dell’acuzie. In questo contesto è doveroso e legittimo porsi alcune domande: Quale futuro avranno le Residenze per anziani non autosufficienti pubbliche (IPAB) e le private già oggi operanti nella Venezia Orientale? Le previste nuove RSA/Ospedale di comunità a S.Donà e a Portogruaro potranno/dovranno essere “ smagrite “ nel numero di posti stabiliti ( 120 !) dalla attuale programmazione regionale? Quali i tempi di attuazione e relativi finanziamenti? Quanto si potrà ancora agire da parte dell’ ASL sulla leva tra posti autorizzati ed effettivamente impegnati ? Se si prevedono nuove aperture (vedasi ad esempio Cinto e Musile) per strutture private di residenzialità per anziani non autosufficienti, non si corre il rischio che “tutto il sistema” imploda, alla luce anche delle oggettive conseguenze che la crisi economica in atto ha imposto alle famiglie? Dove dovranno essere “collocate” le sedi delle future AFT (aggregazioni funzionali territoriali), Guardia Medica e Hospice ? E’ già oggi possibile attuare la trasformazione da IPAB (istituzione pubblica di assistenza e beneficenza) in Azienda di Servizi o in Fondazione senza scopo di lucro? E’ giunto il momento di pensare a forme di consorzializzazione o unione tra le diverse IPAB pubbliche operanti nella Venezia Orientale dal punto di vista gestionale ed amministrativo? Sono solo alcune tra le tante domande che possono venir in mente alla luce di quanto sta avvenendo a livello di confronto tra i sindaci del nostro territorio e la Regione del Veneto. Scendendo nello specifico, allora è legittimo chiedersi – in riva al Lemene – quale futuro e quale ruolo avrà la benemerita istituzione dell’Opera Pia Francescon. Centoundici anni di storia di cui i portogruaresi ( e non solo ) vanno orgogliosi per ciò che ha rappresentato e quanto – potenzialmente – potrà ancora dare dopo l’imminente completamento della nuova ala costruita accanto al Padiglione S.Stefano. E’ arrivato il momento di fugare dubbi ed incertezze puntando ad una lungimirante programmazione socio/sanitaria che investa concretamente e correttamente sul territorio per salvaguardare uno dei fondamentali diritti sanciti dalla nostra costituzione, mettendo al centro l’uomo con tutte le sua fragilità.

Gigi Villotta

Portogruaro, 11 settembre 2015Quale futuro avranno le Residenze per anziani non autosufficienti pubbliche (IPAB)

Marco Terenzi su scelte della Regione Veneto in merito all’Ospedale Unico del Veneto Orientale

Il capogruppo del Gruppo consiliare “CENTROSINISTRA PIU’ AVANTI INSIEME” MARCO TERENZI in relazione alla riunione della 6° Commissione Consiliare del Comune di Portogruaro tenutasi indata 04/09 e recante per oggetto Aggiornamenti nelle scelte della Regione Veneto in merito all’Ospedale Unico del Veneto Orientale ha rilasciato la seguente dichiarazione.
Le dichiarazioni del Presidente Zaia circa l’impraticabilità dell’Ospedale unico del Veneto Orientale pone finalmente fine ad un dibattito sterile ed inconcludente avviato dalla stessa Regione Veneto con le sue scelte di programmazione sanitaria. In definitiva si rende ragione di una posizione emersa con forza nella comunità
portogruarese già nel 2014 attraverso uno specifico ordine del giorno votato all’unanimità in Consiglio Comunale e una manifestazione molto partecipata da parte di cittadini, Associazioni, Sindacati e Categorie Economiche a sostegno dell’Ospedale i Portogruaro.
Non basta un comunicato stampa; ora attendiamo la delibera Regionale che modifichi le schede ospedaliere del Piano Sanitario Regionale e soprattutto indichi indirizzi ed azioni per il rilancio degli Ospedali di Portogruaro e di S.Donà di Piave.
C’è bisogno di chiarezza e di azioni concrete di investimento in professionalità e dotazioni perchè da tempo l’Ospedale di Portogruaro ha subito una riorganizzazione che ne ha depotenziato il ruolo e dunque la prospettiva; ciò che è accaduto nel mese di agosto con la chiusura dell’Unità di ginecologia ed ostetricia per carenza di personale e con la partenza del Dirigente medico di Urologia trasferitosi presso altro ospedale del Veneto ne rappresenta l’ennesimo indicatore.
Abbiamo invitato il Sindaco Senatore ad assumere un’iniziativa forte nei confronti della Regione, insieme al Sindaco di S.Donà di Piave ed alla Conferenza dei Sindaci, per il rilancio degli ospedali dei due  Comuni capoluogo e per promuovere azioni di ammodernamento e di integrazione delle sue strutture del Veneto Orientale, territorio che ha una sua specificità nella contiguità con la Regione Friuli Venezia Giulia e con uno dei più grandi bacini turistici dell’Europa.
Insieme a questo deve essere ripresa l’iniziativa nella Conferenza dei Sindaci per il rafforzamento della rete dei servizi sanitari e socio-sanitari territoriali. Oggi la vera priorità è la cronicità per
l’allungamento della speranza di vita, per l’invecchiamento della popolazione, oltrechè per l’evoluzione epidemiologica e dunque la continuità assistenziale.
Le aggregazioni funzionali dei medici di base non sono partite, le strutture intermedie come RSA ed Ospedale di Comunità sono ancora in fase di programmazione, l’Hospice ha subito un inspiegabile taglio di posti letto, il Centro Servizi Francescon è stato tenuto ai margini nella programmazione della residenzialità
socio-sanitaria ed assistenziale nonostante la costruzione di un nuovo e moderno padiglione, l’Assistenza Domiciliare deve essere potenziata, si sta consolidando un processo di riorganizzazione dei Distretti che sta penalizzando alcuni territori (Eraclea, S.Stino e S.Michele al Tagl.to), sono state ridotte convenzioni come quella con il CRO di Aviano per la consulenza e le terapie oncologiche. Anche per i servizi territoriali c’è dunque bisogno di una  ri-programmazione e di un adeguato investimento.
La coalizione di Centrosinistra incalzerà il Sindaco e la sua  maggioranza su questi temi e promuoverà nella comunità momenti di approfondimento e di dibattito per la lettura dei bisogni, per informare i cittadini e per prospettare soluzioni e proposte all’altezza dei bisogni e delle aspettative della comunità di Portogruaro e del Veneto Orientale.
F.to Marco Terenzi
05/09/15